I fatti sul #coronavirus

Fatti su Covid-19, curati da esperti e completamente referenziati, per aiutare i lettori a fare una valutazione realistica del rischio virus.
(Aggiornamenti vedi sotto. https://swprs.org/un-medico-svizzero-su-covid-19/ integrato con nostro testo – in corsivo e grassetto blu – e nostre immagini da archivio Cose da Mondo)

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’età media dei deceduti positivi al test in Italia è attualmente di circa 81 anni. Il 10% dei deceduti ha più di 90 anni. Il 90% dei deceduti ha più di 70 anni.

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L’80% dei deceduti aveva due o più patologie croniche preesistenti. Il 50% dei deceduti aveva tre o più malattie croniche precedenti. Le condizioni croniche preesistenti includono problemi cardiovascolari, diabete, problemi respiratori e cancro.

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Meno dell’1% dei deceduti erano persone sane, cioè persone senza precedenti malattie croniche. Solo il 30% circa dei deceduti erano donne.

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L’Istituto Superiore di Sanità distingue anche tra chi è morto per il coronavirus e chi è morto con il coronavirus. In molti casi non è ancora chiaro se le persone sono morte per il virus o per le loro condizioni croniche preesistenti o per una combinazione di entrambi.

Nel caso dei due italiani deceduti sotto i 40 anni (entrambi di 39 anni), si trattava di un malato di cancro e un diabetico con altre complicanze. Anche qui, la causa esatta della morte non è ancora chiara (cioè se è stata causata dal virus o dalle malattie precedenti).

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Il sovraffollamento degli ospedali è dovuto all’afflusso generale di pazienti e all’aumento del numero di pazienti che necessitano di cure speciali o intensive. In particolare, l’attenzione si concentra sulla stabilizzazione della funzione respiratoria e, nei casi più gravi, sulle terapie antivirali.

(Aggiornamento: l’Istituto Superiore di Sanità ha ora pubblicato un rapporto statistico sui pazienti positivi ai test e sui deceduti, che conferma i dati di cui sopra).

Inoltre, devono essere presi in considerazione anche i seguenti aspetti:

Il Nord Italia ha una delle popolazioni più anziane e la più scarsa qualità dell’aria d’Europa, il che in passato ha già portato ad un aumento delle malattie respiratorie e dei decessi. Questo dovrebbe essere visto come un ulteriore fattore di rischio.

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L’Italia è tra i pochi Paesi (51 dell’area OMS Europea) a non avere di fatto applicato la Legge Nazionale di Prevenzione e Protezione da Inquinamento Indoor approvata nel 2001!L’inquinamento indoor da ambienti domestici è responsabile dell’80% delle sostanze tossiche assorbite quotidianamente dall’organismo (fonte OMS 2000) nelle medie 12-16 ore di non quarantena. L’attività fisica (anche aerobica, v. es. produzione mitocondri) e l’esposizione al sole è fondamentale per mantenere le difese immunitarie.

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70.000 sono i decessi in Italia da malattie (cancro, leucemie, MCS, etc) e disturbi (asma, allergie, accidenti cardiovascolari…) secondo le statische ISS del 2001.

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La Corea del Sud, ad esempio, ha avuto un andamento molto più blando rispetto all’Italia e ha già superato il picco dell’epidemia. In Corea del Sud, finora sono stati registrati solo circa 70 decessi con un test positivo. Come in Italia, sono stati colpiti soprattutto i pazienti a rischio.

I circa dodici decessi svizzeri positivi ai test finora effettuati erano anche pazienti a rischio con patologie preesistenti e un’età media di 80 anni. La loro causa precisa di morte, ossia se da virus o da patologie precedenti, non è ancora nota.

Inoltre, gli studi hanno dimostrato che i kit di test del virus utilizzati in tutto il mondo potrebbero dare un risultato falso positivo in alcuni casi, cioè le persone in questi casi non si sarebbero ammalate con il nuovo coronavirus, ma forse con uno dei precedenti coronavirus, che fanno parte dell’epidemia annuale (e attuale) di raffreddore e influenza. (1)

Per valutare la pericolosità della malattia non è quindi determinante il numero dei test positivi e dei decessi spesso menzionati, ma il numero di persone che si ammalano o muoiono (inaspetta­ta­mente) di polmonite (la cosiddetta mortalità in eccesso).

Per la popolazione generale sana in età scolastica e lavorativa è da aspettarsi un decorso da lieve a moderato di Covid-19, secondo tutti gli antecedenti risultati. Gli anziani e le persone con malattie croniche preesistenti dovrebbero essere particolarmente protetti. Le strutture sanitarie devono essere preparate in modo ottimale.

Valori di riferimento

Importanti valori di riferimento sono il numero di decessi annuali per influenza, che arriva fino a 1.000 in Svizzera, fino a 8.000 in Italia e circa 10.000 in Germania, con picchi fino a 25.000 persone; la mortalità normale di tutte le cause, che in Italia arriva fino a 2.000 persone al giorno; e il numero medio di casi di polmonite all’anno, che in Italia supera le 120.000 unità.

L’attuale tasso di mortalità totale in Europa e in Italia è ancora nella norma o addirittura inferiore. L’aumento della mortalità dovrebbe diventare visibile nel monitoraggio europeo.

Inquinamento dell’aria (NO2) nel Nord Italia nel febbraio 2020 (ESA)

Supplementi

Aggiornamenti regolari sulla situazione (tutte le fonti citate).

17 marzo 2020 (I)

  • Alcuni pronto soccorso svizzeri sono già sovraccarichi semplicemente a causa del gran numero di persone che vogliono essere testate. Ciò indica un’ulteriore componente psicologica e logistica della situazione attuale.
  • Il profilo della mortalità rimane sconcertante dal punto di vista virologico, poiché, a differenza dei virus influenzali, i bambini vengono risparmiati e gli uomini più anziani ne sono colpiti circa il doppio rispetto alle donne più anziane. D’altra parte, questo profilo corrisponde alla mortalità naturale, che è vicina allo zero nei bambini e quasi il doppio negli uomini di 75 anni rispetto alle donne della stessa età.
  • I giovani deceduti positivi al test erano ancora in gran parte o addirittura esclusivamente persone con le più gravi condizioni preesistenti. Ad esempio, un allenatore di calcio spagnolo di 21 anni è morto con un test positivo. Tuttavia, i medici hanno diagnosticato una leucemia non riconosciuta, le cui complicazioni tipiche includono una polmonite grave.
  • Il fattore decisivo per valutare il pericolo della malattia non è quindi il numero di persone positive al test e di deceduti, che viene spesso citato dai media, ma il numero di coloro che effettivamente e inaspettatamente si ammalano o muoiono di polmonite (la cosiddetta mortalità in eccesso). Questo valore è molto basso nella maggior parte dei paesi.

17 marzo 2020 (II)

  • Il professore italiano di immunologia Sergio Romagnani dell’Università di Firenze giunge alla conclusione, in uno studio su 3000 persone, che dal 50 al 75% delle persone positive al test, di tutte le fasce d’età, rimane completamente privo di sintomi – molto più di quanto si pensasse.
  • Il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva del Nord Italia nei mesi invernali è tipicamente già dall’85 al 90%. Alcuni o molti di questi pazienti all’interno della struttura ospedaliera potrebbero già essere positivi al test. Tuttavia, non ci sono cifre ufficiali sul numero di ulteriori casi di polmonite inaspettata.
  • Un medico dell’ospedale della città spagnola di Malaga scrive su Twitter che attualmente le persone hanno più probabilità di morire per panico e collasso sistemico che per il virus. L’ospedale è invaso da persone con raffreddori, influenza e forse Covid19 e le procedure sono crollate.

18 marzo 2020

  • Un nuovo studio epidemiologico (stampa preliminare) conclude che il tasso di mortalità di Covid19 anche nella città cinese di Wuhan è stato solo dello 0,04% a 0,12% e quindi piuttosto inferiore a quello dell’influenza stagionale, il cui tasso di mortalità è di circa lo 0,1%. Come motivo per la mortalità apparentemente sovrastimata di Covid19, i ricercatori ipotizzano che a Wuhan in origine siano stati registrati solo pochi casi, poiché la malattia era probabilmente asintomatica o lieve in molte persone.
  • I ricercatori cinesi sostengono che lo smog invernale estremo nella città di Wuhan potrebbe aver avuto un ruolo causale nello scoppio della polmonite. Nell’estate del 2019, a Wuhan erano già in corso proteste pubbliche a causa della scarsa qualità dell’aria.
  • Nuove immagini satellitari mostrano come il Nord Italia abbia i più alti livelli di inquinamento atmosferico in Europa e come questo inquinamento sia stato notevolmente ridotto dalla quarantena.
  • Un produttore del kit di prova Covid19 dichiara che deve essere utilizzato solo per scopi di ricerca e non per applicazioni diagnostiche, in quanto non è stato ancora convalidato clinicamente.
Scheda tecnica del kit di test dei virus Covid19

19 marzo 2020 (I)

L’ISS italiana ha pubblicato un nuovo rapporto sulle persone decedute positive al test:

  •  L’età media è di 80,5 anni (79,5 per gli uomini, 83,7 per le donne).
  • Il 10% dei deceduti aveva più di 90 anni; il 90% aveva più di 70 anni.
  • Al massimo lo 0,8% dei deceduti non aveva precedenti malattie croniche.
  • Circa il 75% dei deceduti aveva due o più malattie preesistenti, circa il 50% aveva tre o più patologie già esistenti, tra cui in particolare malattie cardiache, diabete e cancro.
  • Cinque dei defunti avevano un´età dai 31 ai 39 anni, tutti con gravi condizioni precedenti.
  • L’Istituto Superiore di Sanità lascia ancora aperto ciò di cui i pazienti esaminati sono morti e parla in generale di „deceduti Covid19-positivi“.

19 marzo 2020 (II)

  • Un articolo del Corriere della Sera descrive che i reparti di terapia intensiva italiani sono già crollati sotto la marcata ondata di influenza nel 2017/2018, rinviando le operazioni e richiamando gli infermieri dalle ferie.
  • Il virologo tedesco Hendrik Streeck sospetta in un’intervista che Covid19 non aumenterà il tasso di mortalità complessivo in Germania, che normalmente è di circa 2500 persone al giorno. Streeck cita il caso di un uomo di 78 anni con patologie preesistenti morto per insufficienza cardiaca, risultato positivo al test Covid19 e quindi inserito nelle statistiche dei decessi di Covid19.
  • Secondo il professor John P.A. Ioannidis di Stanford, non esiste una base di dati medici sufficiente per le misure attualmente decise. Il nuovo coronavirus non è probabilmente più pericoloso di alcuni dei comuni coronavirus, anche nelle persone anziane.

20 marzo 2020

  • Secondo l’ultimo rapporto di monitoraggio europeo, la mortalità totale in tutti i paesi (Italia compresa) e in tutte le fasce d’età è stata finora nei valori medi o inferiori.
  • Secondo gli ultimi datidella Germania, l’età media dei decessi positivi ai test è di circa 83 anni, la maggior parte dei quali con patologie croniche preesistenti.
  • Uno studio canadese del 2006, condotto dal professor John Ioannidis di Stanford, mostra il caso di una casa di cura dove anche i comuni corona virus (virus del raffreddore) possono causare una mortalità fino al 6% nei gruppi a rischio, e che i kit di test del virus inizialmente indicavano falsamente un’infezione da corona virus della SARS.

21 marzo 2020 (I)

  • La Spagna ha finora riportato solo tre decessi positivi al test al di sotto dei 65 anni(su un totale di circa 1000). Le loro precedenti malattie e la causa reale della loro morte non sono ancora note.
  • L’Italia ha riportato 627 decessi positivi al test in un solo giorno il 20 marzo. Il tasso di mortalità normale in Italia è di circa 1800 morti al giorno. Dal 21 febbraio, l’Italia ha registrato un totale di circa 4000 decessi positivi ai test. Nello stesso periodo, l’Italia ha avuto una mortalità naturale totale di circa 50.000 morti. Non è ancora chiaro di quanto la mortalità complessiva sia aumentata o sia semplicemente diventata positiva ai test. L’Italia e l’Europa hanno anche avuto una stagione influenzale molto mite nel 2019/2020, che ha risparmiato molte persone altrimenti vulnerabili.
  • Secondo quanto riportato dai media italiani, circa il 90% dei decessi positivi ai test nella regione Lombardia sono avvenuti in casa o nel reparto comune, piuttosto che in terapia intensiva. Le cause della morte e il possibile ruolo delle misure di quarantena non sono ancora chiare. Solo 260 dei 2168 decessi positivi al test si sono verificati in terapia intensiva.
  • Bloombergriferisce che il 99% dei decessi italiani sono dovuti ad altre malattie.
Morti positivi al test per malattie pregresse in Italia (ISS / Bloomberg)

21 marzo 2020 (II)

  • Il Japan Times chiede: il Giappone si aspettava un’esplosione del virus corona. Dov’è? Anche se il Giappone è stato uno dei primi paesi ad avere risultati positivi ai test e non ha introdotto un „blocco“, finora è uno dei paesi meno colpiti. Non c’è stato un aumento della polmonite e non c’è stato un aumento dei ricoveri ospedalieri.
  • I ricercatori italiani sostengono che l’inquinamento atmosferico estremo del nord Italia – il più alto in Europa – potrebbe avere un ruolo causale nell’attuale aumento locale della polmonite, simile al precedente aumento di Wuhan, in Cina (vedi sopra)
  • In una recente intervista, il professor Sucharit Bhakdi, uno dei più citati esperti nel campo della microbiologia medica, spiega che è „sbagliato“ e „pericolosamente fuorviante“ dare la colpa dei decessi al nuovo virus corona, poiché le condizioni preesistenti e l’inquinamento atmosferico giocano un ruolo molto importante nelle città cinesi e del nord Italia. Il professor Bhakdi descrive le misure attualmente discusse o decise come „grottesche“, „insensate“, „autodistruttive” e come „suicidio collettivo“, che accorceranno l’aspettativa di vita degli anziani e che non dovrebbero essere accettate dalla società.

22 marzo 2020 (I)

Per quanto riguarda la situazione in Italia: la maggior parte dei media riporta erroneamente che l’Italia ha fino a 800 morti al giorno a causa del corona virus. In realtà, il Presidente della Protezione Civile italiana sottolinea che le morti sono „causate con il corona virus e non dal corona virus“ (minuto 03:30 della conferenza stampa). In altre parole, queste persone sono morte mentre risultavano positive.

Come hanno sottolineatoi professori Ioannidis e Bhakdi, paesi come la Corea del Sud e il Giappone, che non hanno introdotto alcuna misura di divieto, hanno registrato un tasso di mortalità in eccesso quasi pari a zero in relazione al Covid-19, mentre la nave da crociera Diamond Princess aveva un tasso di mortalità previsto nell’intervallo 1/1000, cioè a livello o al di sotto del livello dell´influenza stagionale o di un raffreddore grave.

Gli attuali tassi di mortalità di test-positivi in Italia sono ancora inferiori al 50% del normale tasso di mortalità totale giornaliera in Italia, che si aggira intorno alle 1800 morti al giorno. È quindi possibile, forse anche probabile, che una gran parte della normale mortalità giornaliera sia ora semplicemente conteggiata come „Covid19“ (in quanto risulta positiva). Questo è il punto sottolineato dal Presidente della Protezione Civile italiana.

Tuttavia, è ormai noto che nelle regioni del nord Italia, cioè quelle che devono far fronte ai coprifuoco più severi, è aumentato in modo significativo il tasso di mortalità giornaliera. È anche noto che in Lombardia il 90% dei decessi per test positivi non avviene in terapia intensiva, ma per lo più a domicilio. E più del 99% di questi decessi presenta gravi condizioni di salute (ad esempio problemi cardiaci, problemi respiratori, o cancro).

Il professor Sucharit Bhakdi ha descritto le misure di blocco come „inutili“, „autodistruttive“ e „suicidio collettivo“. Ciò solleva la questione estremamente preoccupante della misura in cui l’aumento della mortalità di queste persone anziane, isolate, altamente stressate e con molteplici condizioni preesistenti possa essere stato causato dalle settimane di isolamento ancora in atto.

Sarebbe quindi uno di quei casi in cui il trattamento è peggiore della malattia. (Vedere l’aggiornamento qui sotto: Solo il 12% dei certificati di morte indica il coronavirus come causa)

Angelo Borrelli, capo del servizio di protezione civile italiano, sottolineando la differenza tra decessi con e per coronavirus.

22 marzo 2020 (II)

  • In Svizzera ci sono stati finora 56 decessi positivi ai test. Tutti erano pazienti a rischio“ a causa dell’età e/o di malattie precedenti. Non ci sono ancora informazioni sull’esatta causa del decesso, cioè se del virus o solo con il virus.
  • Il governo svizzero ha sostenuto che la situazione nella Svizzera meridionale (proprio accanto all’Italia) fosse „drammatica“, ma i medici locali hanno smentito: la situazione non è affatto drammatica.
  • Secondo quanto riportato dalla stampa, c’è la minaccia di una carenza di bombole di ossigeno. Il motivo, tuttavia, non è stato l’attuale aumento della domanda, ma l’accaparramento per paura della scarsità.
  • In molti paesi c’è già una crescente carenza di medici e infermieri. Il motivo principale è che gli specialisti che sono stati trovati positivi al test devono essere posti in quarantena, anche se nella maggior parte dei casi non sviluppano alcun sintomo o solo sintomi lievi.

22 marzo 2020 (III)

  • Un modello dell’Imperial College di Londra ha previsto tra i 250.000 e i 500.000 decessi nel Regno Unito „da“ Covid-19, ma gli autori dello studio hanno ora ammesso che molti di questi decessi non sono aggiuntivi ma fanno parte del normale tasso di mortalità annuale, che nel Regno Unito è di 600.000 persone all’anno.
  • Il dottor David Katz, direttore fondatore del Yale University Prevention Research Center, chiede nella New York Times: „La nostra lotta contro il corona virus è peggiore della malattia? Ci sono modi più mirati per sconfiggere la pandemia“.
  • Secondo il professore italiano Walter Ricciardi, „solo il 12% dei certificati di morte danno il corona virus come motivo“, mentre le cronache pubbliche riportano che „tutti i decessi in ospedale con corona virus sono conteggiati come morti per corona virus“. Per ottenere i decessi effettivamente provocati dal corona virus, quindi, le cifre di morte italiane citate dai media devono essere ridotte di almeno 1/8. Questo dà un massimo di alcune decine di morti al giorno, rispetto a una normale mortalità totale di 1800 al giorno e fino a 20.000 morti per influenza all’anno.

23 marzo 2020 (I)

  • Un nuovo studio francese intitolato SARS-CoV-2: ansia contro daticonclude che „il problema causato dalla SARS-CoV-2 è probabilmente sopravvalutato“ perché „la mortalità della SARS-CoV-2 non è significativamente diversa dai normali corona virus (virus del raffreddore) studiati in un ospedale in Francia.
  • Uno studio italiano dell’agosto 2019ha rilevato che negli ultimi anni in Italia ci sono stati tra le 7.000 e le 25.000 morti per influenza all’anno. Il dato è superiore a quello di altri paesi europei a causa della popolazione anziana dell’Italia, ed è molto più alto di qualsiasi altra cosa precedentemente associata al Covid-19.
  • In una nuova scheda informativa, l’OMS scrive che, secondo le attuali conoscenze, il Covid-19 si sta diffondendo più lentamente dell’influenza (di circa il 50%) e che la trasmissione pre-sintomatica del Covid-19 è molto inferiore a quella dell’influenza.
  • Un primario italiano ha segnalato „strani casi di polmonite“ in Lombardia già nel novembre 2019, il che solleva nuovamente la questione se il nuovo virus (che non è apparso ufficialmente in Italia fino al febbraio 2020) sia responsabile di questo, o altri fattori come il forte inquinamento dell’aria nel nord Italia.
  • Il ricercatore danese Peter Gøtzsche, fondatore della celebre Cochrane Collaboration, scrive che il corona virus è una „epidemia di panico“ e che „la logica è stata una delle prime vittime“.

23 marzo 2020 (II)

  • Secondo l’ex ministro della salute israeliano, il professor Yoram Lass, il nuovo virus corona è meno pericoloso dell’influenza e il coprifuoco ucciderebbe più persone del virus. „I numeri non giustificano il panico“, ha detto Lass. È noto che „l’Italia ha un’enorme morbilità dovuta a malattie respiratorie, più di tre volte superiore a quella del resto d’Europa“.
  • Secondo Pietro Vernazza, specialista svizzero in malattie infettive, le misure ordinate non sono scientificamente giustificatee devono essere riconsiderate. Secondo Vernazza, i test di massa non hanno senso, perché fino al 90% della popolazione rimarrà privo di sintomi, mentre il coprifuoco e la chiusura delle scuole sono addirittura „controproducenti“. Vernazza raccomanda di proteggere solo i gruppi a rischio e di revocare le restrizioni.
  • Anche il presidente dell’Associazione Medica Internazionale, Frank Ulrich Montgomery, considera il coprifuoco, come in Italia, „irragionevole“ e „controproducente“.
  • Svizzera: Nonostante l’eccitazione dei media, la mortalità in eccesso rimane a zero o quasi: gli ultimi due „vittime“ positivi al test sono stati un 96enne in cure palliative e un 97enne con diverse patologie preesistenti.
  • L‘ultimo rapporto statistico dell’ISS sull’Italia è ora disponibile anche in inglese.

24 Marzo 2020

  • Il Regno Unito ha eliminato il Covid19 dalla lista ufficiale delle malattie infettive ad alta consistenza (HCID), affermando che i tassi di mortalità sono „complessivamente bassi“.
  • Il direttore dell’Istituto nazionale tedesco per la salute (RKI) ha ammesso di annoverare tutti i decessi positivi ai test, indipendentemente dalla reale causa del decesso, tra i „decessi da coronavirus“. L’età media dei deceduti è di 82 anni, la maggior parte con gravi presupposti. Come nella maggior parte degli altri Paesi, la mortalità in eccesso dovuta a Covid19 è probabilmente prossima allo zero in Germania.
  • I letti nei reparti di terapia intensiva svizzeri riservati ai pazienti di Covid19 sono ancora „per lo più vuoti“.
  • La professoressa tedesca Karin Moelling, ex cattedra di virologia medica dell’Università di Zurigo, ha dichiarato in un’intervista che Covid19 è „nessun virus killer“ e che „il panico deve finire“.

25 marzo 2020

  • L’immunologo e tossicologo tedesco, il professor Stefan Hockertz, spiega in un’intervista che il Covid19 non è più pericoloso dell’influenza, ma che viene osservato solo molto più da vicino. Più pericolosi del virus sono la paura e il panico causati dai media e la „reazione autoritaria“ di molti governi. Il professor Hockertz sottolinea inoltre che molte delle presunte „morti per corona“ sono in realtà morti a causa di altre malattie e sono risultate positive ai virus corona. Hockertz sospetta che fino a dieci volte più persone di quanto riferito hanno già avuto il Covid19 quasi senza accorgersene.
  • Il virologo e biochimico argentino Pablo Goldschmidt spiega che il Covid19 non è più pericoloso di un brutto raffreddore o dell’influenza. È anche possibile che l’agente patogeno Covid19 circolasse negli anni precedenti, ma non sia stato ancora scoperto perché nessuno lo cercava. Il dottor Goldschmidt parla di un „terrore globale“ generato dai media e dalla politica. Ogni anno, solo negli Stati Uniti, tre milioni di neonati e 50.000 adulti in tutto il mondo muoiono di polmonite.
  • Il professor Martin Exner, direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università di Bonn, spiega in un’intervista al canale phoenix il motivo per cui il personale sanitario è attualmente sotto pressione, anche se finora in Germania il numero di pazienti non è aumentato quasi per niente: Da un lato, i medici e gli infermieri risultati positivi devono essere messi in quarantena e sono spesso difficili da sostituire; dall’altro, gli infermieri dei paesi vicini, che forniscono una parte importante dell’assistenza, non possono attualmente entrare nel paese a causa della chiusura delle frontiere.
  • Il professor Julian Nida-Rümelin, ex ministro di Stato tedesco della cultura e professore di etica, fa notare che il Covid19 non comporta alcun rischio per la popolazione in buona salute e che misure estreme come il coprifuoco non sono quindi giustificate.
  • Il professor John Ioannidis di Stanford ha dimostrato, utilizzando i dati della nave da crociera Diamond Princess, che la letalità corretta per età di Covid19 è compresa tra lo 0,025% e lo 0,625%, cioè nell’intervallo di un raffreddore o di un’influenza grave. Uno studio giapponese mostra inoltre che, nonostante l’età media elevata, il 48% di tutti i passeggeri che hanno riscontrato il test positivo è rimasto completamente privo di sintomi; anche nella fascia di età 80-89 anni il 48% è rimasto privo di sintomi, mentre nella fascia di età 70-79 anni il 60% non ha mostrato alcun sintomo. Ciò solleva la questione se le malattie precedenti non siano un fattore più importante del virus stesso. Il caso dell’Italia mostra che il 99% dei deceduti positivi al test aveva una o più condizioni preesistenti, e anche con queste solo il 12% dei certificati di morte denominava il Covid19 come fattore causale.

26 marzo 2020 (I)

  • USA:gli ultimi dati degli USAdel 25 marzo mostrano un numero decrescente di malattie simil-influenzali in tutto il paese, la cui frequenza è ormai ben al di sotto della media pluriennale. Le misure governative possono essere escluse come motivo, in quanto sono in vigore da meno di una settimana.

USA: malattia simil-influenzale in diminuzione (25 marzo 2020, KINSA)

  • Germania:l’ultimo rapporto sull’influenzadell’Istituto tedesco Robert Koch del 24 marzo documenta una „diminuzione a livello nazionale dell’attività delle malattie respiratorie acute“: Il numero di malattie simil-influenzali e il numero di degenze ospedaliere da esse causate è inferiore al livello degli anni precedenti e continua a diminuire. L’RKI ha continuato: „L’aumento del numero di visite mediche () non può essere attualmente spiegato né dai virus dell’influenza che circolano nella popolazione né dalla SARS-CoV-2”.

Germania: Malattie simil-influenzali in diminuzione (20 marzo 2020, RKI)

  • Italia: il noto virologo italiano Giulio Tarro sostiene che il tasso di mortalità di Covid19 è inferiore all’1% anche in Italia ed è quindi paragonabile all’influenza. I valori più alti nascono solo perché non si fa distinzione tra i decessi con e da Covid19 e perché il numero di persone infette (prive di sintomi) è molto sottostimato.
  • Regno Unito: Gli autori dello studio dell’Imperial College britannico, che hanno previsto fino a 500.000 morti, stanno di nuovo riducendo le loro previsioni. Dopo aver già ammesso che una gran parte dei decessi positivi ai test fa parte della normale mortalità, ora affermano che il picco della malattiaviene raggiunto in due o tre settimane.
  • Regno Unito: il British Guardian ha riferito nel febbraio 2019che nel Regno Unito ci sono già stati più di 2180 ricoveri per influenza in terapia intensiva durante la stagione di influenza effettivamente debole 2018/2019.
  • Svizzera: In Svizzera, la mortalità in eccesso dovuta a Covid19 sembra essere ancora pari a zero. L’ultima „vittima“presentatadai media è una donna di 100 anni. Ciononostante, il governo svizzero continua a inasprire le misure restrittive.

26 marzo 2020 (II)

  • Svezia: la Svezia ha finora perseguito la strategia più liberale nel trattare con il Covid19 , basata su due principiI gruppi a rischio sono protetti e le persone con sintomi influenzali rimangono a casa. „Se si seguono queste due regole, non c’è bisogno di ulteriori misure, il cui effetto è comunque solo marginale“, ha detto il capo epidemiologo Anders Tegnell. La vita sociale ed economica continuerà normalmente. La grande corsa agli ospedali non si è finora concretizzata.
  • Dott.ssa Jessica Hamed, esperta tedesca di diritto penale e costituzionale, sostiene che misure come il coprifuoco generale e il divieto di contatto sono una massiccia e sproporzionata violazione dei diritti fondamentali della libertà e sono quindi presumibilmente „tutte illegali“.
  • L’ultimo rapporto di monitoraggio europeo sulla mortalità complessiva del 26 marzo continua a mostrare valori normali o inferiori alla media in tutti i paesi e in tutte le fasce d’età, ma ora con una sola eccezione: nella fascia d’età superiore ai 65 anni in Italia si prevede un aumento della mortalità complessiva attualmente in aumento (cosiddetto z-score ritardato), che tuttavia è ancora inferiore ai valori delle ondate influenzali del 2016/2017 e 2017/2018.

27 marzo 2020 (I)

Italia: secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero della Salute il 14 marzo scorso, la mortalità complessiva è ora significativamente più alta in tutte le fasce d’età oltre i 65 anni, dopo essere stata minore alla media a causa dell’inverno mite. Fino al 14 marzo, la mortalità complessiva era ancora inferiore alla stagione influenzale del 2016/2017, ma potrebbe averla già superata. La maggior parte di questo eccesso di mortalità proviene attualmente dal nord Italia. Tuttavia, non è ancora chiaro quale sia il ruolo di Covid19 in tutto questo e quale possa essere il ruolo di fattori come il panico, il collasso sistemico e l’isolamento stesso.

Italia: mortalità totale 65+ anni (linea rossa) (MdS / 14 marzo 2020)

Francia: in Francia, secondo gli ultimi datia livello nazionale, la mortalità complessiva rimane entro i valori normali dopo una stagione influenzale mite. Tuttavia, in alcuni dipartimenti, in particolare nel nord-est della Francia, la mortalità complessiva nella fascia d’età superiore ai 65 anni è già nettamente aumentata in relazione a Covid19 (cfr. figura).

Francia: mortalità totale a livello nazionale (sopra) e nel dipartimento Haut-Rhin gravemente colpito (SPF / 15 marzo 2020)

La Francia fornisce anche informazioni dettagliatesulla distribuzione per età e sulle condizioni preesistenti dei pazienti in terapia intensiva positivi ai test e dei pazienti deceduti (vedi figura sotto):

  • L’età media dei defunti è di 81,2 anni.
  • Il 78% dei deceduti aveva più di 75 anni; il 93% aveva più di 65 anni.
  • Il 2,4% dei deceduti aveva meno di 65 anni e non era affetto da alcuna (nota) malattia precedente.
  • L’età media dei pazienti in terapia intensiva è di 65 anni.
  • Il 26% dei pazienti in terapia intensiva ha più di 75 anni; il 67% ha malattie precedenti.
  • Il 17% dei pazienti in terapia intensiva ha meno di 65 anni e non ha malattie precedenti.

Le autorità francesi aggiungono che „la quota dell’epidemia (Covid-19) nella mortalità globale resta da determinare”.

Distribuzione per età dei pazienti ospedalizzati (in alto a sinistra), dei pazienti in terapia intensiva (in alto a destra), dei pazienti a casa (in basso a sinistra) e dei deceduti (in basso a destra). Fonte: SPF / 24 marzo 2020

USA: Il ricercatore Stephen McIntyre ha valutatoi dati ufficiali sui decessi per polmonite negli USA. Questi sono tipicamente tra i 3000 e i 5500 decessi alla settimana e quindi chiaramente al di sopra delle cifre attuali di Covid19. I decessi totali negli Stati Uniti sono tra i 50.000 e i 60.000 alla settimana. (Nota: nel grafico sottostante, gli ultimi dati di marzo 2020 non sono ancora completamente aggiornati, quindi la curva è in pendenza).

USA: decessi per polmonite a settimana (CDC/McIntyre)

Gran Bretagna:

  • Neil Ferguson dell’Imperial College di Londra presuppone ora che il Regno Unito abbia una capacità sufficiente nelle unità di terapia intensiva per trattare i pazienti affetti da Covid19.
  • John Lee, professore emerito di patologia,sostiene che il modo particolare in cui vengono registrati i casi di Covid-19 porta a sopravvalutare il rischio rappresentato da Covid19 rispetto ai normali casi di influenza e di raffreddore.

Altri:

  • Uno studio preliminare condotto da ricercatori dell’Università di Stanford ha dimostrato che il 20-25% dei pazienti positivi al Covid19 è risultato inoltre positivo ad altri virus dell’influenza o del raffreddore.
  • Il numero di richieste di assicurazione contro la disoccupazione negli Stati Uniti è salito a un livello record di oltre tre milioni. In questo contesto, si prevede anche un forte aumento dei suicidi.
  • Il primo paziente positivo al test in Germania è ora guarito. Secondo la sua stessa dichiarazione, l’uomo di 33 anni aveva sperimentato la malattia „non così grave come l’influenza„.
  • I media spagnoli riferiscono che i test anticorpali rapidi per il Covid19 hanno una sensibilità solo del 30%, anche se dovrebbe essere almeno dell’80%.
  • Uno studio condotto in Cina nel 2003 ha concluso che la probabilità di morire di SARS è superiore dell’84% nelle persone esposte a un moderato inquinamento dell’aria rispetto ai pazienti provenienti da regioni con aria pulita. Il rischio è addirittura superiore del 200% tra le persone provenienti da aree con aria fortemente inquinata.
  • La rete tedesca per la medicina basata sulle evidenze scientifiche (EbM) critica il lavoro dei mediasul Covid19: „La copertura mediatica non tiene in alcun modo conto dei criteri di comunicazione del rischio basata sulle evidenze scientifiche che noi chiediamo. () La presentazione di dati grezzi senza riferimento ad altre cause di morte porta ad una sopravvalutazione del rischio“.

27 marzo 2020 (II)

  • Il ricercatore tedesco Dr. Richard Capek sostiene in un’analisiquantitativa che l’“epidemia di corona“ è in realtà una „epidemia di test“. Capek dimostra che il numero di test è aumentato in modo esponenziale, ma la percentuale di positivi ai test è rimasta stabile e la mortalità è diminuita, il che è in contrasto con una diffusione esponenziale del virus stesso.
  • Il professore di virologia Dr. Carten Scheller dell’Università di Würzburg spiega in un podcastche il Covid19 è abbastanza paragonabile all’influenza e finora ha portato anche a meno morti. Il professor Scheller sospetta che le curve esponenziali spesso presentate dai media abbiano più a che fare con il numero crescente di test che con un’insolita diffusione del virus stesso. Per paesi come la Germania, non Italia, ma il Giappone o la Corea del Sud dovrebbero fungere da modello. Nonostante i milioni di turisti cinesi e le minime restrizioni sociali, questi paesi non hanno ancora vissuto una crisi di Covid19. Una delle ragioni potrebbe essere l’uso di mascherine per la bocca: Ciò difficilmente proteggerebbe dall’infezione, ma limiterebbe la diffusione del virus da parte delle persone infette.
  • Gli ultimi dati di Bergamomostrano che la mortalità totale è quasi quadruplicata nel marzo 2020, passando da 200 a 300 persone al mese a circa 900 persone. Non è ancora chiaro quale parte di questo sia dovuta al Covid19 e quale parte sia dovuta ad altri fattori specifici locali (vedi sopra).
  • I due professori di medicina di Stanford, il dottor Eran Bendavid e il dottor Jay Bhattacharya, spiegano in un contributo che la letalità di Covid19 è sovrastimata di diversi ordini di grandezza e probabilmente anche in Italia è solo dello 0,01% a 0,06%, quindi inferiore a quella dell’influenza. La ragione di questa sopravvalutazione è il numero molto sottostimato di persone già infette (senza sintomi). A titolo di esempio, viene menzionata la comunità italiana di Vo completamente testata, che ha mostrato dal50 al 75% di persone positive al test senza sintomi.
  • Il dottor Gerald Gaß, presidente dell’Associazione ospedaliera tedesca, ha spiegato in un’intervista all’Handelsblattche „la situazione estrema in Italia è dovuta principalmente alle bassissime capacità di terapia intensiva“.
  • Il Dr. Wolfgang Wodarg, uno dei primi criticidella presentazione di Covid19, è stato provvisoriamenteescluso dal consiglio di amministrazione di Trasparency Germania, dove ha diretto il gruppo di lavoro sulla salute. Wodarg era già stato severamente attaccatodai media per le sue critiche.
  • L’informatore della NSA Edward Snowden avverteche i governi stanno usando la situazione attuale per espandere lo stato di sorveglianza e limitare i diritti fondamentali. Le misure di controllo attualmente in vigore non verrebbero smantellate dopo la crisi.
Il numero crescente di test sta trovando un numero proporzionale di infezioni, parlando contro un’epidemia virale in corso (Dr. Richard Capek, in base ai dati USA)

28 marzo 2020

  • Un nuovo studio dell’Università di Oxford conclude che il Covid19 è probabilmente presente nel Regno Unito dal gennaio 2020 e che metà della popolazione è ora infetta e quindi immunizzata, con la maggior parte delle persone che non presentano sintomi o mostrano sintomi molto lievi. Ciò significherebbe che solo una persona su mille dovrebbe essere ricoverata in ospedale per Covid19, una cifra relativamente bassa. (Studio)
  • I media britannici hanno riferito di una donna di 21 anni morta di Covid19 senza alcuna malattia precedente. Tuttavia, da allora si è saputo che la donna non è risultata positiva al test Covid19 ed è morta per un altro motivo, forse addirittura per suicidio. La voce Covid19 era nata „perché aveva una leggera tosse“.
  • Lo scienziato dei media tedesco professor Otfried Jarren critica il fatto che molti mezzi di comunicazione di massa sono impegnati in un giornalismo acritico, che mette in scena minacce e potere esecutivo. Non c’è quasi nessuna differenziazione e un vero e proprio dibattito tra esperti.

29 marzo 2020

  • Il dottor Sucharit Bhakdi, professore emerito di microbiologia medica a Magonza, Germania, ha scritto una lettera aperta alla cancelliera tedesca Angela Merkel  giovedì 26 marzo 2020, chiedendo una rivalutazione urgente della risposta del Covid19 e ponendo al cancelliere cinque domande cruciali. (traduzione in inglese)
  • Gli ultimi dati dell’Istituto Robert Koch mostrano che l’aumento delle persone positive ai test è proporzionale all’aumento del numero di test, cioè in termini percentuali rimane all’incirca lo stesso. Ciò potrebbe indicare che l’aumento del numero di casi è principalmente il risultato di un aumento del numero di test, piuttosto che di un’epidemia in corso.
  • La microbiologa milanese Maria Rita Gismondo chiede al governo italiano di smettere di comunicare il numero giornaliero di „positivi a corona“ in quanto questi dati sono „falsi“ e mettono inutilmente in panico la popolazione. Il numero di test positivi dipende molto dal tipo e dal numero di test e non dice nulla sullo stato di salute.
  • Il Dr. John Ioannidis, professore di medicina ed epidemiologia a Stanford, ha rilasciato un’intervista di un’ora sulla mancanza di dati sugli interventi di Covid19.
  • Il virologo argentino Pablo Goldschmidt, che vive in Francia, considera la reazione politica al Covid19 „completamente esagerata“ e mette in guardia contro le „misure totalitarie“. In Francia, il movimento delle persone è già parzialmente monitorato dai droni.
  • Il pubblicista italiano Fulvio Grimaldi, nato nel 1934, spiega che i provvedimenti statali attualmente in vigore in Italia sono „peggiori di quelli del fascismo„. Il Parlamento e la società erano stati completamente depotenziati.

30 marzo 2020 (I)

  • Il professor Sucharit Bhakdi ha nel frattempo pubblicato un video (tedesco/inglese) in cui spiega la sua lettera aperta alla cancelliera tedesca Dr. Angela Merkel.
  • In Germania, alcune cliniche non sono più in grado di accettare pazienti – non perché ci siano troppi pazienti o troppo pochi letti, ma perché il personale infermieristico è risultato positivo, anche se nella maggior parte dei casi non mostrano quasi nessun sintomo. Qui diventa chiaro ancora una volta come e perché il sistema sanitario sia paralizzato.
  • In una casa di riposo tedesca per anziani e di cura per persone gravemente dementi, sono morti 15 soggetti positivi al test: „Sorprendentemente molti individui sono deceduti senza mostrare sintomi di corona. Un medico tedesco scrive: „Dal mio punto di vista medico, ci sono prove che alcune di queste persone potrebbero essere morte a causa delle regole. Le persone affette da demenza senile sono sottoposte a forte stress quando le cose decisive cambiano nella loro vita quotidiana: Isolamento, nessun contatto fisico, possibilmente infermiere incappucciate“. Ciononostante, anche questi deceduti vengono conteggiati come „morti corona“ nelle statistiche tedesche e internazionali. In relazione alla „crisi del corona virus“, ora è anche possibile morire di una malattia senza averne nemmeno i sintomi.
  • Secondo un farmacologo, l’Inselspital svizzero di Berna ha costretto il personale a prendere un congedo, ha interrotto delle terapie e ha rinviato gli interventi chirurgici per paura di Covid19.
  • Il professor Gérard Krause, capo del Dipartimento di Epidemiologia del Centro tedesco Helmholtz per la ricerca sulle infezioni, avverte il canale televisivo tedesco ZDF che le misure anti-corona „potrebbero portare a più morti del virus stesso“.
  • Diversi media hanno riferito che più di 40 medici in Italia sono già morti „durante la crisi della corona“, come i soldati in guerra. Tuttavia, uno sguardo alla lista corrispondente mostra che la maggior parte dei deceduti sono medici da tempo in pensione di tutti i tipi, compresi psichiatri e pediatri di 90 anni, la maggior parte dei quali potrebbe essere morta per cause naturali.
  • Secondo un’ampia indagine in Islanda, il 50% di tutti i positivi al test ha mostrato „nessun sintomo“, mentre l’altro 50% ha mostrato per lo più „sintomi molto moderati e simili a raffreddore“. Secondo i dati islandesi, il tasso di mortalità di Covid19 è nell’intervallo per mille, cioè nell’intervallo influenzale o inferiore. Dei due decessi positivi al test, uno era „un turista con sintomi insoliti“. (Ulteriori dati islandesi)
  • Il giornalista del Daily Mail britannico Peter Hitchens scrive: „Ci sono chiare prove che questo grande panico è stupido. Ma le nostre libertà sono ancora limitate e la nostra economia viene distrutta“. Hitchens fa notare che in alcune parti del Regno Unito, i droni della polizia controllano e segnalano passeggiate „non essenziali“ di persone in natura. In alcuni casi, i droni della polizia invitano le persone a tornare a casa „per salvare vite umane“. Nota: Nemmeno George Orwell aveva pensato così lontano.
  • I servizi segreti italiani mettono in guardia dai disordini sociali e dalle rivolte. I supermercati sono già stati saccheggiati e le farmacie sono già state rapinate.

30 marzo 2020 (II)

In diversi Paesi, in relazione a Covid19 è sempre più evidente che „il trattamento potrebbe essere peggiore della malattia“.

Da un lato, c’è il rischio di cosiddette infezioni nosocomiali, cioè infezioni che il paziente, che può essere solo lievemente malato, contrae per primo in ospedale. In Europa sono attesi 2,5 milioni e mezzo di infezioni nosocomiali e 50.000 decessi correlati ogni anno. Anche nei reparti di terapia intensiva tedeschi, circa il 15% dei pazienti soffre di infezioni nosocomiali, compresa la polmonite da respirazione artificiale. Un problema particolare è anche il crescente numero di batteri resistenti agli antibiotici negli ospedali.

Un ulteriore aspetto è rappresentato dai metodi di trattamento certamente ben intenzionati, ma a volte molto aggressivi, che sono sempre più utilizzati nei pazienti Covid19 . Questi includono in particolare la somministrazione di steroidi, antibiotici e farmaci antivirali (o una combinazione di questi). Già nel trattamento dei pazienti affetti da SARS-1, è stato dimostrato che l’esito con tale trattamento era spesso peggiore e più fatale che senza tale trattamento.

31 marzo 2020 (I)

Il Dr. Richard Capek e altri ricercatori hanno già dimostrato che il numero di individui positivi ai test in relazione al numero di test eseguiti rimane costante in tutti i paesi studiati, il che parla contro una diffusione esponenziale („epidemia“) del virus e indica semplicemente un aumento esponenziale del numero di test.

A seconda del paese, la percentuale di individui positivi ai test è compresa tra il 5 e il 15% circa, il che corrisponde alla diffusione abituale dei virus corona. È interessante notare che questi valori numerici costanti non vengono comunicati attivamente (o addirittura rimossi) dalle autorità e dai media. Invece, le curve esponenziali ma irrilevanti e fuorvianti vengono mostrate senza contesto.

Naturalmente ciò non corrisponde agli standard medici professionali, come mostra anche il tradizionale rapporto sull’influenza dell’Istituto Robert Koch tedesco (pag. 130, vedi grafico sotto). Qui, oltre al numero di rilevamenti (a destra), viene mostrato il numero di campioni (a sinistra, barre grigie) e la percentuale positiva (a sinistra, curva blu).

Ciò dimostra che durante una stagione influenzale il tasso positivo sale da 0 a 10% fino all’80% dei campioni e scende al valore normale dopo poche settimane. In confronto, i test Covid19 mostrano un tasso positivo costante nell’intervallo normale (vedi sotto).

A sinistra: Numero di campioni e tasso positivo; a destra: numero di rilevazioni (RKI, 2017)

Tasso positivo costante di Covid19 sull’esempio degli USA (Dr. Richard Capek). Ciò vale analogamente per tutti gli altri paesi per i quali sono attualmente disponibili dati sul numero di campioni.

Tasso positivo di Covid19, USA (Dr. Richard Capek)

31 marzo 2020 (II)

  • Una rappresentazione grafica dei dati di monitoraggio europei mostra in modo impressionante che la mortalità complessiva in tutta Europa, indipendentemente dalle misure adottate, è entro il 25 marzo nella fascia normale o inferiore, e spesso significativamente al di sotto dei livelli degli anni precedenti. Solo in Italia (65+) il tasso di mortalità complessivo è aumentato di recente (probabilmente per diversi motivi), ma è rimasto al di sotto dei precedenti inverni influenzali.
  • Il presidente dell’istituto tedesco Robert Koch ha confermato in un’altra conferenza stampa che le malattie precedenti e la causa reale della morte non giocano un ruolo nella definizione delle cosiddette „morti per corona“ (vedi video qui sotto). Da un punto di vista medico, tale definizione è chiaramente fuorviante. Ha l’ovvio e noto effetto di spaventare la politica e la società.
  • In Italia la situazione comincia a calmarsi. Per quanto si può vedere finora, i tassi di mortalità temporaneamente aumentati (65+) sono stati effetti molto locali, spesso accompagnati dal panico e da un’interruzione dell’assistenza sanitaria. Un politico del Nord Italia chiede, ad esempio, „come mai i pazienti Covid di Brescia vengono trasportati anche in Germania, mentre nel vicino Veneto, a Verona, due terzi dei letti di terapia intensiva sono vuoti“.
  • In un articolo pubblicato sull’European Journal of Clinical Investigation, il professore di medicina di Stanford John C. Ioannidis critica i „danni causati da un eccesso di informazioni e da misure non basate su evidenze scientifiche“. Anche le riviste specializzate avevano pubblicato affermazioni dubbie all’inizio.
  • Uno studio cinese pubblicato sul Chinese Journal of Epidemiology all’inizio di marzo, che ha dimostrato l’inaffidabilità dei test del virus Covid (circa il 50% di risultati falsi positivi in pazienti asintomatici), è stato successivamente ritirato. L’autore principale dello studio, dopo tutto preside di una scuola di medicina, non ha voluto dare il motivo del ritiro e ha parlato di una „questione delicata„. Indipendentemente da questo studio, tuttavia, la suscettibilità agli errori dei cosiddetti test del virus PCR è nota da tempo: nel 2006, ad esempio, è stata „provata“ in una casa di cura canadese un’infezione di massa da virus corona della SARS, che in seguito si è rivelata essere un comune virus corona del raffreddore (che può essere fatale anche per i gruppi a rischio).
  • Gli autori della rete tedesca di gestione del rischio RiskNET parlano in un’analisi di Covid19 di un „volo alla cieca“, nonché di „insufficiente competenza ed etica dei dati“.  Al posto di un numero sempre maggiore di test e misure è necessario un campione rappresentativo. Il „senso e il rapporto“ delle misure adottate devono essere messi in discussione in modo critico.
  • L’intervista spagnola con il virologo argentino-francese di fama internazionale Pablo Goldschmidt è stata tradotta in tedesco. Goldschmidt considera le misure adottate come controproducenti dal punto di vista medico e osserva che ora bisogna „leggere Hannah Arendt“ per capire „le origini del totalitarismo di allora“.
  • Il primo ministro ungherese Viktor Orban, come gli altri primi ministri e presidenti, ha in gran parte svincolato il parlamento ungherese da una „legge d’emergenza“ e ora può governare essenzialmente per decreto.

1 aprile 2020

La situazione in Italia

I medici italiani hanno riferito di aver già osservato una grave polmonite nel nord Italia alla fine dello scorso anno. Tuttavia, le analisi genetiche mostrano ora che il „virus Covid19“ apparentemente è comparso in Italia solo a gennaio. „La grave polmonite diagnosticata in Italia a novembre e dicembre dev’essere dovuta quindi a un altro agente patogeno“, dice la NZZ. Questo solleva ancora una volta la questione del ruolo del virus Covid19 sulla situazione italiana e del ruolo di altri fattori.

Il 30 marzo è stata qui richiamata l’attenzione sull’elenco dei medici italiani morti „durante la crisi del Corona virus“, molti dei quali erano in realtà già da tempo in pensione, avendo circa 90 anni e non avevano nulla a che fare direttamente con la crisi in corso. Oggi, tutti gli anni di nascita sono stati rimossi dall’elenco dei decessi ( si veda l’ultima versione dell‘archivio). Una procedura strana.

Riceviamo anche il seguente messaggio da un osservatore in Italia, che aggiunge ulteriori aspetti alla drammatica situazione italiana, che probabilmente andrà ben oltre un virus:

„Nelle ultime settimane, la maggior parte dei badanti dell’Europa dell’Est che hanno lavorato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per assistere le persone bisognose di cure, hanno lasciato l’Italia in fretta e furia. Ciò è dovuto non da ultimo al panico, ai coprifuoco e alle chiusure delle frontiere minacciate dai „governi di emergenza“. Di conseguenza, gli anziani bisognosi di assistenza e i disabili, alcuni senza parenti, sono stati lasciati indifesi da chi si prendeva cura di loro.

Molte di queste persone abbandonate, dopo qualche giorno,  sono poi finite disidratate negli ospedali già da tempo sovraccaricati. Purtroppo negli ospedali mancava ormai il personale che doveva badare ai bambini rinchiusi nei loro appartamenti perché le scuole e gli asili erano stati chiusi. Questo ha poi contribuito al caos e al completo collasso dell’assistenza ai disabili e agli anziani, soprattutto in quelle zone dove sono state ordinate „misure“ ancora più restrittive.

L’emergenza infermieristica, causata dal panico, ha portato temporaneamente a molti decessi tra le persone bisognose di cure e sempre più tra i pazienti più giovani negli ospedali. Questi morti sono poi serviti a creare ancora più panico tra i responsabili e i media, che hanno riportato, ad esempio, „altri 475 morti“, „I morti vengono portati via dagli ospedali dall’esercito“, accompagnati da foto di bare e camion dell’esercito allineati.

Tuttavia, questo è stato il risultato del timore dei direttori delle pompe funebri per il „virus killer“, che hanno quindi rifiutato i loro servizi. Inoltre, da un lato ci sono stati troppi morti in una sola volta e dall’altro il governo ha approvato una legge secondo la quale i cadaveri portatori del coronavirus dovevano essere cremati. In Italia, fino a quella data, erano state effettuate poche cremazioni. Quindi c’erano solo pochi piccoli crematori, che molto rapidamente raggiunsero i loro limiti. Per questo motivo il defunto doveva essere sistemato in diverse chiese.

In linea di principio, questo sviluppo è stato lo stesso in tutti i paesi. Tuttavia, la qualità del sistema sanitario ha una notevole influenza sugli effetti. Pertanto, ci sono meno problemi in Germania, Austria o Svizzera che in Italia, Spagna o Stati Uniti. Tuttavia, come si evince dalle cifre ufficiali, non vi è un aumento significativo del tasso di mortalità. Solo una piccola “montagna” che è nata da questa tragedia“.

Cliniche negli USA, in Germania e in Svizzera
  • L’emittente televisiva statunitense CBS ha utilizzato delle riprese effettuate in un reparto di terapia intensiva italiano, usandole come se fossero state riprese in un ospedale Newyorchese senza però identificarlo. Infatti, decine di registrazioni di cittadini e giornalisti dimostrano che attualmente è molto tranquillo negli ospedali della costa orientale e occidentale degli Stati Uniti. Anche i „frigoriferi per cadaveri“ mostrati in modo evidente nei media sono inutilizzati e vuoti.
  • Contrariamente a quanto riportato dai media, anche il registro dei reparti di terapia intensiva tedeschi non mostra un aumento dell’occupazione. I giornalisti hanno visitato i centri di ricovero Covid19 completamente abbandonati nelle cliniche di Berlino. Un dipendente di una clinica di Monaco di Baviera ha spiegato che „aspettavano da settimane l’ondata“, ma che non c’è stato „nessun aumento del numero di pazienti“. Ha detto che le dichiarazioni dei politici non corrispondevano alla loro esperienza, e che il „mito del virus killer“ non poteva „essere confermato“.
  • Anche nelle cliniche svizzere non è stato osservato finora alcun aumento dell’occupazione. Un visitatore dell’ospedale cantonale di Lucerna riferisce che c’è „meno attività rispetto ai tempi normali“. Interi piani sono stati chiusi a Covid19 , ma il personale „sta ancora aspettando i pazienti“. Anche gli ospedali di Berna, Basilea, Zugo e Zurigo sono stati „ripuliti“. Anche in Ticino i reparti di terapia intensiva non funzionano a pieno regime, ma alcuni pazienti vengono ora trasferiti nei reparti vuoti svizzero-tedeschi. Da un punto di vista puramente medico, tutto ciò ha poco senso.
Altri messaggi medici
  • L’infettivologo e direttore del Centro Medico Universitario di Amburgo-Eppendorf, il dottor Ansgar Lohse, chiede una rapida abolizione del coprifuoco e dei divieti di contatto. Più persone dovrebbero essere infettate dal corona virus. Kitas e le scuole dovrebbero essere riaperte il più presto possibile in modo che i bambini e i loro genitori possano diventare immuni attraverso l’infezione con il corona virus. La continuazione delle severe misure porterebbe a una crisi economica, che costerebbe anche delle vite umane, ha detto il medico.
  • In Spagna, il 15% dei positivi ai test sono medici e infermieri. Anche se la maggior parte di loro rimangono per lo più asintomatiche, devono andare in quarantena, causando il collasso del sistema sanitario spagnolo.
  • Il dottor John Lee, professore emerito di patologia, in un articolo nel britannico The Spectator, si occupa della definizione e della comunicazione altamente fuorviante delle „morti per corona“.
  • Gli ultimi dati provenienti dalla Norvegia, valutati da un tossicologo ambientale con un dottorato di ricerca, mostrano anche che il tasso di positività ai test non sta aumentando – come ci si aspetterebbe in caso di epidemia – ma oscilla tra il 2 e il 10%, il che è normale per i corona virus. L’età media dei deceduti positivi al test è di 84 anni, le cause del decesso non sono riportate pubblicamente, non c’è un eccesso di mortalità.
  • La Svezia, che finora se l’è cavata senza misure radicali e non ha segnalato un aumento della mortalità (simile a paesi asiatici come il Giappone o la Corea del Sud), è notevolmente sotto pressione da parte dei media internazionali per cambiare la sua strategia.
  • I dati dello Stato di New York mostrano che il tasso di ospedalizzazione degli individui positivi ai test potrebbe essere più di venti volte inferiore a quello inizialmente previsto.
  • Un articolo sul portale specialistico DocCheck affronta il problema della ventilazione dei pazienti positivi al test. Nei pazienti positivi al test, la semplice ventilazione attraverso una maschera è ufficialmente sconsigliata, tra l’altro per evitare che il coronavirus si diffonda attraverso gli aerosol. Pertanto, i pazienti in terapia intensiva positivi ai test vengono spesso intubati direttamente. Tuttavia, l’intubazione ha scarse possibilità di successo e spesso porta a ulteriori danni ai polmoni (il cosiddetto danno polmonare indotto dal ventilatore). Come per i farmaci, ci si chiede se un trattamento più delicato dei pazienti non sarebbe più sensato dal punto di vista medico.
Rapporti sugli sviluppi politici
  • Un ministro di Stato tedesco ha invitato la popolazione a „essere vigile e a denunciare alla polizia le violazioni delle regole per il contenimento dell’epidemia di corona“. „Segnalati con entusiasmo“ da cittadini vigili sono, per esempio, „la formazione di gruppi proibiti, i bambini nei parchi giochi, le feste“ e gli escursionisti.
  • Gli esperti tedeschi di diritto costituzionale lanciano l’allarme a causa di „gravi violazioni dei diritti fondamentali„. L’esperto di diritto costituzionale Hans Michael Heinig avverte che „lo Stato costituzionale democratico potrebbe trasformarsi nel più breve tempo possibile in uno Stato d’igiene fascista-isterico“. Il professor Christoph Möllers dell’Università Humboldt di Berlino spiega che la legge sulla protezione dalle infezioni „non può servire come base per restrizioni così ampie dei diritti di libertà dei cittadini“. Secondo l’ex presidente della Corte costituzionale federale tedesca, Hans Jürgen Papier, „le misure d’emergenza non giustificano la sospensione delle libertà civili a favore di uno Stato autoritario e di sorveglianza“.
  • In diversi paesi sono state lanciate petizioni online per porre fine al coprifuoco e ad altre violazioni dei diritti fondamentali. Allo stesso tempo, i contributi video critici, anche da parte dei medici, vengono sempre più spesso cancellati. A Berlino, un evento registrato sui diritti fondamentali, nel corso del quale è stata distribuita la costituzione tedesca, è stato revocato dalla polizia.

2 aprile 2020 (I)

Germania

Secondo l’ultimo rapporto sull’influenza dell’istituto tedesco Robert Koch, il numero di malattie respiratorie acute è recentemente „calato drasticamente a livello nazionale“. I valori sono „scesi bruscamente in tutte le fasce d’età“.

Al 20 marzo (12a settimana), il numero totale di casi di ricovero con malattie respiratorie acute era diminuito significativamente. Nella fascia d’età dagli 80 anni in su, il numero di malati si era addirittura quasi dimezzato rispetto alla settimana precedente.

Nei 73 ospedali esaminati, il 7% di tutti i casi con malattie respiratorie ha ricevuto una diagnosi COVID-19. Nella fascia d’età 35-59 anni era il 16% e nella fascia d’età 60-79 anni era il 13% che ha ricevuto una diagnosi COVID-19.

Queste cifre corrispondono a quelle di altri paesi, così come la diffusione sostanzialmente tipica dei coronavirus (dal 5 al 15%).

Malattie simili all’influenza in generale e malattie respiratorie acute negli ospedali (Istituto Robert Koch, KW13 e KW12)

 

Un articolo su DIE ZEIT tratta la questione dei pazienti in terapia intensiva in Germania:

„Attualmente i politici, gli esperti e molti cittadini osservano con preoccupazione il numero esponenzialmente crescente di persone che vengono infettate ogni giorno.Tuttavia, questo non è l’indicatore decisivo per valutare quanto grave sia e colpirà la crisi del corona virus in Germania. Perché è falsificato soprattutto dal numero di test, che sono in aumento da settimane.

Per misurare l’onere che grava sul sistema sanitario, è particolarmente importante sapere il numero di persone che sono così gravemente malate da dover essere ventilate. Finché ci sono abbastanza posti in terapia intensiva, molti di loro possono essere salvati. Solo quando questi letti scarseggiano, si rischierà una situazione come quella italiana. 

Il registro DIVI mostra ora che la situazione nei reparti di terapia intensiva tedeschi è stata finora tranquilla. „Siamo ancora in una zona confortevole“, dice Grabenhenrich. Il numero di pazienti gravemente malati non è in forte aumento come quello dei pazienti infetti, ma anche se così fosse, sarebbe comunque possibile fornire un gran numero di letti per la terapia intensiva con un’ottima attrezzatura.“

Svizzera

L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) riferisce che finora sono stati effettuati circa 139 330 test Covid19 , di cui il risultato è stato positivo al 15% (PDF). Questo numero corrisponde anche al tipico valore del virus corona conosciuto da altri Paesi e, per quanto si può vedere, non sembra aumentare nemmeno in Svizzera.

Solo il numero di test spesso citato dai media aumenta in modo esponenziale, ma non il numero di „infetti“, malati o addirittura morti.

Il 31 marzo è stata tuttavia pubblicata una nuova statistica settimanale sulla mortalità che prevede per la prima volta un aumento dei decessi complessivi nella fascia d’età superiore ai 65 anni in Svizzera per la 12a settimana di calendario (fino al 22 marzo) (cfr. grafico seguente). In particolare, Il totale dovrebbe aumentare di circa 200 morti alla settimana.

Questo aumento è „un’espressione dell’attuale pandemia“. Qui sorge il seguente problema: fino al 22 marzo in Svizzera ci sono stati complessivamente 106 decessi positivi ai test. Un aumento di 200 morti alla settimana significherebbe che gran parte della mortalità aggiuntiva non è causata dal virus, ma dalle „contromisure“.

Un’altra spiegazione potrebbe essere che i circa 200 decessi positivi al test della settimana successiva (la 13a settimana) sono già stati inclusi. Ciò significherebbe che tutti le morti comprovate sono considerate come ulteriori decessi. Tuttavia, in considerazione dell’età e del profilo della malattia, nonché dell’esperienza internazionale, questo sarebbe un presupposto molto dubbioso.

Infatti, il rapporto afferma: „Queste stime iniziali sono ancora molto incerte, per cui non è possibile pubblicare cifre esatte“.

Se si scopre che una gran parte dei decessi positivi ai test (età media: 83 anni) non sono ulteriori decessi, la mortalità complessiva non aumenterebbe, oppure aumenterebbe soprattutto a causa delle misure drastiche, come alcuni esperti temono.

Mortalità settimanale fino al 22 marzo 2020 (BFS, stato dei dati al 31 marzo 2020)

 

Il Tages-Anzeiger svizzero ha presentato l’attuale mortalità totale rispetto agli anni precedenti (vedi grafico sotto). Ciò dimostra che, anche se in realtà è aumentato, l’attuale tasso della percentuale dei decessi è ancora al di sotto dei più forti inverni influenzali degli ultimi anni.

Mortalità settimanale durante l’anno. La data finale è il 22 marzo, non il 31 marzo (TA)
USA

Un biofisico svizzero ha visualizzato il fatto che negli USA (come nel resto del mondo) non è il numero di persone „infette“ ad aumentare in modo esponenziale, ma il numero delle valutazioni. Le cifre dei test positivi rispetto al numero di test rimangono costanti o aumentano solo lentamente, il che in linea di principio parla contro un’epidemia virale esponenziale.

Numero di test positivi e negativi (a sinistra) e percentuale di test positivi (a destra) (Scholkmann, dati USA)
Ulteriori informazioni
  • I kit di prova del virus destinati alla Gran Bretagna hanno dovuto essere richiamati perché contenevano già componenti del corona virus.
  • Lo studio dell’Imperial College britannico, che prevedeva centinaia di migliaia di morti aggiuntive ma non è mai stato pubblicato su una rivista o recensito, si basava su presupposti in gran parte irrealistici, come è stato ora dimostrato.
  • La BBC ha chiesto: „I decessi sono causati dal coronavirus?“, e ha risposto: „Potrebbe essere una causa importante, un fattore aggiuntivo, o semplicemente essere solo presente“. Per esempio, un uomo di 18 anni è stato segnalato come „la più giovane vittima del virus“ perché un test il giorno prima della sua morte era positivo. In seguito, però, l’ospedale ha riferito che il giovane era morto a causa di una grave malattia preesistente.
  • L’autorità sanitaria europea ECDC ha pubblicato linee guida molto severe per il trattamento dei cadaveri positivi ai test o „presunti positivi ai test“. In considerazione dei tassi di mortalità molto bassi finora registrati, tali linee guida appaiono discutibili dal punto di vista medico; tuttavia, esse aumentano notevolmente l’onere per i servizi sanitari e funebri e, allo stesso tempo, hanno un elevato impatto mediatico.
  • Bayerischer Rundfunk ha pubblicato un commento critico sulla lettera aperta del professore Sucharit Bhakdi alla cancelliera tedesca Angela Merkel.
  • Il documentario di ARTE „Profiteure der Angst“ (Profittatori della paura) del 2009 mostra come l’OMS, finanziata principalmente da privati, ha trasformato una leggera ondata di influenza (la cosiddetta „influenza suina“) in una pandemia globale e successivamente ha venduto vaccini ai governi per diversi miliardi di dollari, alcuni dei quali pericolosi. Alcuni dei protagonisti di allora sono ancora una volta rappresentati in modo prominente nella situazione attuale.
  • L’ex giudice della Corte Suprema britannica, Jonathan Sumption, ha dichiarato in un’intervista della BBC sulle misure britanniche: „Questo è l’aspetto di uno stato di polizia.”

2 aprile 2020 (II)

  • Già nel 2018 il Guardian britannico aveva sottolineato: „L’inquinamento e l’influenza portano ad un forte aumento delle malattie polmonari“. La carenza di specialisti si aggiunge alle preoccupazioni che l’aumento delle malattie respiratorie sta mettendo sotto pressione i Pronto Soccorso.
  • Nel frattempo, anche i rappresentanti delle case di cura si lamentano delle misure restrittive e dell’inopportuna copertura mediatica di Covid19: „Anche prima del virus, nei mesi invernali accadeva spesso che molti residenti morissero in un tempo relativamente breve senza che le troupe televisive stessero in piedi fuori dalla porta e che le persone vestite con tute protettive si mostrassero eroicamente esposte al rischio di infezione.
  • I dati della città di Treviso (vicino a Venezia) mostrano che, nonostante i 108 decessi positivi ai test di fine marzo, la mortalità complessiva negli ospedali comunali è rimasta pressoché invariata rispetto agli anni precedenti. Questo è un’ulteriore indicazione del fatto che l’aumento temporaneo della mortalità in alcuni luoghi è più probabile che sia dovuto a fattori di terzi, come il panico e il collasso, piuttosto che al solo corona virus.
  • Il professor Martin Haditsch, specialista in microbiologia, virologia ed epidemiologia delle malattie infettive, è molto critico nei confronti delle misure Covid19. Questi sono „completamente infondati“ e calpesterebbero „il buon senso e i principi etici“.
  • Il professor John Oxford della Queen Mary University di Londra, uno dei più importanti virologi e specialisti dell’influenza del mondo, giunge alla seguente conclusione riguardo al Covid19: „Personalmente, direi che il consiglio migliore è quello di passare meno tempo a guardare notizie televisive sensazionali e non molto buone. Personalmente ritengo che questa epidemia di Covid sia una grave epidemia di influenza invernale. In questo caso l’anno scorso abbiamo avuto 8000 decessi nei gruppi a rischio, vale a dire oltre il 65% delle persone con malattie cardiache, ecc. Non credo che l’attuale Covid supererà questo numero. Siamo colpiti da un’epidemia mediatica“!

3 aprile 2020

USA: Altri video di giornalisti amatoriali mostrano che in realtà è ancora molto tranquillo negli ospedali descritti dai media statunitensi come „zone di guerra“.

Austria: Anche qui le „morti per corona virus“ sono apparentemente definite „molto liberalmente“, come riferisce la stampa: „Si contano come morti per corona anche le persone che sono state infettate dal virus ma che sono morte per qualcos’altro? Sì, dicono Rudi Anschober e Bernhard Benka, membri della Corona Task Force del Ministero della Salute. „Al momento c’è una regola chiara: Morire con il virus corona o per il virus corona“, spiega Benka. Tutti questi casi contano per le statistiche. Non fa alcuna differenza per quanto riguarda le cause della morte del paziente. In altre parole, anche un uomo di 90 anni che muore con una frattura del collo del femore e si infetta con il Covid19 nelle ore precedenti alla sua morte viene conteggiato come morte per corona virus. Per fare solo un esempio“.

Germania: L’Istituto Robert Koch tedesco sta ora consigliando di non eseguire autopsie su persone decedute positive ai test, poiché il rischio di infezione da goccioline da parte di aerosol è presumibilmente troppo alto. Tuttavia, in molti casi questo significa che la vera causa della morte non può più essere determinata.

Uno specialista in patologia commenta così (lettera stampata in video): „Un mascalzone che pensa male! Finora era ovvio che i patologi effettuassero autopsie con adeguate precauzioni di sicurezza anche in caso di malattie infettive come l’HIV/AIDS, l’epatite, la tubercolosi, le malattie PRION, ecc. E‘ abbastanza notevole che in una malattia che sta uccidendo migliaia di pazienti in tutto il mondo e che sta portando l’economia di interi paesi a un virtuale blocco, sono disponibili solo pochissimi risultati di autopsie (sei pazienti provenienti dalla Cina). Dal punto di vista sia della polizia epidemica che della comunità scientifica, dovrebbe esserci un interesse pubblico particolarmente elevato per i risultati dell’autopsia. Tuttavia, è vero il contrario. Avete paura di scoprire le vere cause della morte del defunto testato positivamente? È possibile che il numero di morti da corona virus si sciolga come neve al sole primaverile?“

Italia: i professionisti sanitari russi hanno notato „morti strane“ nelle case di cura in Lombardia: „Nella città di Gromo, ad esempio, secondo quanto riportato dai giornali, sono stati registrati diversi casi in cui persone presumibilmente infettate dal coronavirus si sono semplicemente addormentate e non si sono più svegliate. Fino ad allora non era stato osservato alcun sintomo grave della malattia nel defunto. ()Come il direttore della casa di cura ha poi chiarito in un’intervista a RIA Novosti, non è chiaro se i defunti siano stati effettivamente infettati dal coronavirus, perché nessuno nella casa di cura era stato testato per questo. () Nelle case di riposo, dove lavorano squadre mediche e infermieristiche russe, i corridoi, le camere da letto e le sale da pranzo sono disinfettate“.

Casi simili sono già stati segnalati dalla Germania: I pazienti infermieristici senza sintomi di malattia muoiono improvvisamente nell’attuale situazione eccezionale e sono quindi considerati „morti per corona“. Anche qui sorge la domanda seria: chi muore per il virus e chi per misure talvolta estreme?

Personale infermieristico: La Süddeutsche Zeitung riferisce: „In tutta Europa, la pandemia minaccia la cura degli anziani a casa perché il personale infermieristico non può più visitarli – o ha lasciato il rispettivo paese in fretta e furia per tornare a casa.

Inoltre: il professore di medicina di Stanford, il dottor Jay Bhattacharya, ha rilasciato un’intervista di mezz’ora in cui mette in discussione la „saggezza convenzionale“ di Covid19. Ha affermato che le misure adottate finora si basavano su dati molto incerti e in parte discutibili.

5 aprile 2020

  • In un’approfondita intervista di 40 minuti, il professore di epidemiologia di fama internazionale Knut Wittkowski di New York spiega che le misure adottate sul Covid19 sono tutte controproducenti. Invece di „distanziamenti sociali“, chiusure di scuole, „coprifuoco“, mascherine, test di massa e vaccinazioni, la vita deve continuare il più indisturbata possibile e l’immunità deve essere costruita nella popolazione il più rapidamente possibile. Secondo tutti i risultati finora ottenuti, il Covid-19 non è più pericoloso delle precedenti epidemie influenzali.
  • Il British Medical Journal (BMJ) riferisce che, secondo gli ultimi dati provenienti dalla Cina, il 78% degli individui positivi al test non mostra alcun sintomo. Un epidemiologo di Oxford dice: „Questi risultati sono molto, molto importanti. () Se questi risultati sono rappresentativi, allora dobbiamo chiederci: „Perché diavolo stiamo faccendo un lockdown?
  • Il Dr. Andreas Sönnichsen, capo del Dipartimento di Medicina Generale e di Famiglia dell’Università di Medicina di Vienna e presidente della Rete per la Medicina basata sulle evidenze scientifiche, ritiene che le misure ordinate finora siano „folli“. L’intero Stato viene paralizzato solo per „proteggere i pochi che potrebbe colpire“. In un’intervista con l’SWR tedesco spiega che la diffusione del virus non può essere comunque impedita.
  • Il governo svedese è stato il primo al mondo ad annunciare che in futuro distinguerà ufficialmente tra morti „per“ e morti „con“ il coronavirus. Ciò dovrebbe portare ad una riduzione del numero di morti segnalate. Nel frattempo, è interessante notare che la pressione internazionale sulla Svezia affinché abbandoni la sua strategia liberale è in costante aumento.
  • Il dipartimento di salute pubblica di Amburgo sta facendo esaminare i decessi positivi ai test dalla medicina legale per poter contare solo i „veri“ decessi corona. Di conseguenza, il numero dei morti è già quasi dimezzato rispetto alle cifre dell’Istituto Robert Koch.
  • Già nel 2018 il tedesco Ärzteblatt ha segnalato un „gran numero di casi di polmonite“ nel nord Italia, che ha preoccupato le autorità. All’epoca si sospettava che l’acqua potabile contaminata fosse una delle cause.
  • La Pharmazeutische Zeitung tedesca sottolinea che nella situazione attuale, i pazienti spesso „si ammalano gravemente, addirittura muoiono, senza aver sviluppato in precedenza sintomi respiratori“. I neurologi sospettano che i virus corona possano anche danneggiare le cellule nervose. Un’altra spiegazione, tuttavia, sarebbe che questi pazienti, che spesso hanno bisogno di cure, muoiono a causa dello stress molto elevato.
  • Secondo gli ultimi dati svizzeri, i sintomi più comuni dei pazienti positivi ai test negli ospedali sono febbre, tosse e difficoltà respiratorie, mentre il 43% o circa 900 persone soffrono di polmonite. Tuttavia, anche in questi casi non è chiaro a priori se sia stato causato dal coronavirus o da altri agenti patogeni. L’età media dei deceduti positivi al test è di 83 anni, il range raggiunge i 101 anni.
  • Il progetto britannico „In Proportion“ segue la mortalità „con“ Covid19 rispetto alla mortalità da influenza e alla mortalità complessiva, che rimane a livelli normali o inferiori alla norma nel Regno Unito e che attualmente è in diminuzione.
  • Nello stato americano dell’Indiana, le chiamate alla linea diretta per la salute mentale e i suicidi sono aumentate di oltre il 2000%, passando da 1000 a 25.000 chiamate al giorno, a causa dell’isolamento e dell’impatto economico.
  • Il portale medico specialistico Rxisk sottolinea che diversi farmaci possono aumentare il rischio di infezione da virus corona fino al 200% in alcuni casi. È anche noto che la vaccinazione contro i virus dell’influenza può aumentare il rischio di malattia coronavirus.
Altre notizie
  • In un articolo intitolato „We love Big Brother“, il giornalista britannico Peter Hitchens descrive come anche le persone precedentemente dette “ critiche“ siano state contagiate dalla paura nonostante la mancanza di evidenze mediche. In un’intervista spiega, in riferimento ai diritti fondamentali minacciati, che la critica è attualmente „un obbligo morale“.
  • Lo storico tedesco René Schlott scrive a proposito dell‘„incontro con lo stato di polizia“: „Comprare un libro, sedersi su una panchina del parco, incontrare gli amici – che ora è proibito, controllato e denunciato. Le salvaguardie democratiche sembrano essere saltate. Dove e come andrà a finire?
  • In Germania, diversi studi legali stanno preparando cause contro le misure e i regolamenti adottati. In un comunicato stampa, uno specialista in diritto medico scrive: „Le misure adottate dai governi federale e statale sono palesemente incostituzionali, e violano una moltitudine di diritti fondamentali dei cittadini, infatti queste misure non hanno precedenti. Ciò vale per tutti i regolamenti corona dei 16 Länder federali. In particolare, queste regole non sono giustificate dalla legge sulla protezione dalle infezioni, che è stata rivista solo pochi giorni fa alla velocità della luce. () Poiché i dati e le statistiche disponibili mostrano che l’infezione da corona è innocua in più del 95% della popolazione (o probabilmente si è già verificata) e quindi non rappresenta un grave pericolo per la popolazione in generale“.
  • La lettera aperta del Professore Sucharit Bhakdi alla Cancelliera Angela Merkel è disponibile in tedesco, inglese, francese, spagnolo, russo, turco, olandese ed estone, altre lingue seguiranno.
  • In un’intervista (EN/DE), l’informatore della NSA Edward Snowden avverte che il Covid19 è pericoloso ma temporaneo, mentre la distruzione dei diritti fondamentali è mortale e permanente.

„L’unico modo per combattere la peste è l’onestà.“
Albert Camus, La peste, 1947

„L’unico modo per combattere la peste è l’onestà.“
Albert Camus, La peste, 1947

Fonte: https://swprs.org/a-swiss-doctor-on-covid-19

Storia di Moro, storia dell’Italia.

“La stagione dei diritti e libertà si rivelerà effimera se questo paese non avrà una buona coscienza.”
(Aldo Moro)

Aldo Moro è stato uno dei politici più importanti del nostro paese. Da Presidente del Consiglio ha istituito la scuola media obbligatoria e l’alfabetizzazione di massa anche attraverso le lezioni televisive del Maestro Manzi, ha fatto costruire autostrade, è stato l’unico ad aver stampato moneta sovrana senza passare dalla Banca d’Italia.

Gero Grassi racconta i fatti emersi dal lavoro della Commissione d’inchiesta sull’eccidio di via Fani, sul rapimento e la morte di Aldo Moro, smontando, pezzo per pezzo, la versione conosciuta negli ultimi 40 anni. Componente della Commissione d’inchiesta sull’eccidio di via Fani, sul rapimento e la morte di Aldo Moro, dopo essere stato presentatore e relatore della proposta di legge istitutiva della Commissione stessa.

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Video:

The MORO Files

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Gero Grassi: chi e perché ha ucciso Aldo Moro
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“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi”

(Aldo Moro)

 


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Aldo Moro nacque il 23 settembre 1916, a Maglie, Lecce, in Puglia; fu un politico, accademico e giurista, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 fu eletto deputato all’Assemblea Costituente, entrando così a far parte della Commissione che si occupò di redigere il nuovo testo costituzionale italiano. Nel 1953 assunse l’incarico di segretario del partito della Democrazia Cristiana, nello specifico, durante una crisi che minacciava di dividere il partito. Fu invitato a formare il suo governo nel 1963.
Il 16 marzo 1978, Aldo Moro venne rapito e ucciso il 9 maggio successivo.

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Via Mario Fani il 16 Marzo 1978, giornata del rapimento dell’ On. Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta. Le automobili interessate dal sequestro viste da dietro e i proiettili dietro la Mini Minor.

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Aldo Moro e la sua scorta massacrata il giorno del suo rapimento (avvenuto probabilmente alla Chiesa di S. Francesco e non in via Fani): – Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi – Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci – Vice Brigadiere di P.S. Francesco Zizzi – Agente di P.S. Giulio Rivera – Agente di P.S. Raffaele Iozzino.

Italia, 1976. Le Brigate Rosse danno il via alla stagione detta degli Anni di Piombo. La Democrazia Cristiana vince le elezioni politiche ma il Partito Comunista conquista il 34% dei voti. Il Presidente della DC Aldo Moro propone l’alleanza con il Pci di Enrico Berlinguer, aprendo la possibilità all’ingresso del più grande partito comunista occidentale nell’area di Governo. Un’ipotesi che si rivela ben presto scomoda a troppi. Non piace agli Stati Uniti. Non piace ai potenti dell’economia. Non piace a gran parte delle forze di polizia e dei Servizi segreti. Non piace alla loggia massonica segreta P2.
Roma, 1978. Aldo Moro viene rapito il 16 marzo in via Fani. 9 maggio: il cadavere di Aldo Moro viene fatto ritrovare in via Caetani, abbandonato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa.

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“Quarant’anni fa si consumava il delitto cardine dell’Italia repubblicana: il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e la sua esecuzione da parte delle Brigate Rosse. Con la morte di Moro fu definitivamente stroncato il disegno di portare il PCI al governo, il “compromesso storico” che Moro aveva meticolosamente intessuto e che nel marzo del 1978 era sul punto di concretizzarsi. L’ipotesi di un governo DC-PCI era da scongiurare ad ogni costo, non soltanto perché avrebbe messo in forse la permanenza dell’Italia della NATO ma anche, e forse sopratutto, perché avrebbe rafforzato il suo ruolo nel quadrante mediterraneo, ponendo su basi più solide la politica estera di Moro. Contro questa eventualità si scagliò, nel corso degli anni ‘70, il mondo culturale liberal e anglofilo: con “Todo Modo”, uscito nelle sale in vista delle elezioni del 1976, si inscenò persino l’esecuzione del presidente della DC.”
(Federico Dezzani)

Todo modo: genesi del film che “anticipò” l’assassinio di Aldo Moro
Todo modo: genesi del film che “anticipò” l’assassinio di Aldo Moro

AD UN PASSO DALLA GUERRA!

La fabbrica delle video-bugie targata White Helmets (Caschi Bianchi) http://www.libreidee.org/2016/12/bartlett-assad-difende-i-siriani-falsi-anche-i-video-nei-tg/

Cosa accadrà nei prossimi giorni, mesi e anni, dipenderà da quante telefonate, email, incontri di persona, manifestazioni, farete con decisori e media sia piccoli che grandi!

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.
(San Francesco d’Assisi)

 

La grave crisi aggiornata al 12 aprile 2018
# USS Donald Cook (equipaggiata con missili Cruise) si avvicina alla Costa siriana. I caccia russi hanno iniziato a sorvolare la nave a bassa quota # USA Francia UK chiedono bombardamento Siria a Consiglio di Sicurezza ONU e non terranno conto della decisione finale comunque  # Scorsa notte attacco di Israele a base aerea Siria T4 (provincia di Homs) # Ministero degli Esteri russo convoca l’ ambasciatore israeliano # Navi cinesi da guerra attraccano a Tartus (Siria) # Ministro Difesa Lavrov (Russia) avverte che ci sarà risposta militare a eventuale attacco alla Siria # Tutto personale militare russo in massima allerta con sistema S-400 altamente attivo e le difese aeree siriane e russe sono presidiate e pronte in tutta la Siria per l’imminente attacco degli USA # Inviato speciale ONU De Mistura: Le Nazioni Unite non possono confermare i rapporti circa l’attacco chimico a Douma # Arabia Saudita pronta a sostenere attacco a Siria (dal 2011 sostiene terroristi) # Navi cinesi nel Mediterraneo pronte ad unirsi ai Russi in caso di attacco alla Siria # 5 Boeing Stratotanker americani hanno lasciato il Regno Unitodiretti verso il Mediterraneo # Le compagnie aeree che operano in Medio Oriente e Siria hanno ricevuto la richiesta di cambiare i piani di volo per le prossime 48 ore # In Russia TV di Stato fornisce istruzioni ai propri cittadini su cosa portare nel rifugio in caso di guerra nucleare # Governo provvisorio Italia invia aereo cisterna militare in Arabia Saudita in appoggio a prossimo attacco alla Siria # In volo i due aerei comando “Doomsday” sia di USA che Russia # Fateh Hassoun comandante dei “ribelli” siriani ha annunciato che loro approfitteranno dell’attacco USA contro la Siria # Francia ha appena firmato accordi economici del valore di 18mld  con il Regime Saudita principale finanziatore del terrorismo # Russia chiude spazio aereo su costa siriana # Iran difenderà Siria se gli USA attaccheranno # Cipro non concede spazio aereo per attraversamento velivoli militari che colpiranno Siria # Dopo 7 anni Douma e Goutha Orientale completamente liberato dall’Esercito Siriano evacuati tutti i 12,000 terroristi islamici # Aerei USA partiti da Sigonella-Sicilia diretti zona operazioni Siria # Russia mobilita squadra navale per istantanea esercitazione militare nel Mar Nero # Cina dichiara “”Nessun uso unilaterale di forza militare é concepibile o tollerabile nei confronti della Siria prima che una accurata, approfondita e imparziale indagine sia stata condotta su quanto è avvenuto” #

L’ISIS ha già usato armi chimiche (anche per incolpare il governo siriano) almeno 52 volte
https://mobile.nytimes.com/2016/11/21/world/middleeast/isis-chemical-weapons-syria-iraq-mosul.html

Dopo il bombardamento israeliano di tre giorni fa (evidentemente autorizzato dagli USA) quale scenario ci aspetta?
https://comedonchisciotte.org/attacchi-sulla-siria-le-fallite-bugie-americane-sulle-armi-di-distruzione-di-massa-e-lapproccio-israeliano/

Bugie da “intervento umanitario”

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Un caso per tutti di “attacco chimico”, quello del 2013, tra quelli addebitati sempre al governo siriano.
UN’s Del Ponte says evidence Syria rebels ‘used sarin’
http://www.bbc.com/news/world-middle-east-22424188

Uso di gas al cloro delle milizie terroriste in Siria
https://palaestinafelix.blogspot.it/2013/03/vigliacchi-terroristi-wahabiti-usano.html

 

A est di Damasco nel Gouta Orientale #NonViDicono
La liberazione delle zone occupate in Siria nell’ultimo anno di guerra.

🔴 Governo siriano (rosso)
⚫️ IS Stato Islamico (marrone)
🔵 Terroristi Filo Usa&Co (azzurro)
🔶 MilizieCurde Filo Usa&Co (giallo)
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La mappa dell’ultima sacca in Est Gouta, Duma (14Km quadrati). I terroristi di Jayesh Al-Islam (Esercito dell’Islam), filo saudita, si erano già arresi e avevano accettato non avendo via d’uscita di deporre le armi e abbandonare scortati Duma una settimana fa. Che senso aveva per l’esercito siriano colpire obiettivi civili?
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Nessun media occidentale ha ricordato le sole vittime a Damasco dal momento dell’accerchiamento parziale della capitale dall’inizio dell’invasione dei miliziani jahdisti. Nell’arco temporale 2012-2018 Da Est Gouta sono piovuti su Damasco 14,800 bombe e missili: 11,000 vittime di cui 1,500 bambini. 30,000 disabili. Grazie ai “ribelli moderati” finanziati da USA, UK, EU, e Stati del Golfo.
Alcune vittime dei mortai jahdisti del solo 2018.
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Come in altre aree della Siria, liberate dall’Esercito Siriano e alleati, è stato permesso ai miliziani jahadisti di uscire dalle aree occupate. Questi sono alcuni dei 12,000 terroristi di Jayesh Al-Islam che escono con autobus verso Idib (area della Siria ancora in mano a varie sigle di miliziani provenienti da 80 Paesi, non siriani).
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Nella contropartita ottenuta dall’Esercito Siriano, per la loro pacifica fuga (deposte le armi), erano stati liberati i civili tenuti in ostaggio in Est Gouta dal 2012. Solo 200, su 4000, sono stati giunti in Damasco incontrando i parenti e gli amici dopo 7 anni. Ma, degli oltre 3000 mancanti non si sa nulla e, come in altre zone liberate, si attende di trovarli nelle fosse comuni.
Alcuni momenti degli incontri tra liberati e parenti in Damasco l’8 aprile scorso.

 

“Attacco chimico” fornito a i media dai “ribelli moderati”
Quanto accaduto in Duma, Est Gouta (senza nessuna traccia di cloro residuo secondo Mezzaluna Rossa, ospedali locali e ispettori russi) è la riproposizione di tante altre occasioni, almeno 50, nelle quali si è tentato di creare il casus belli per bombardare la Siria.

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# VIDEO # Prove di regia con bambini come attori per un attacco chimico simulato.
https://twitter.com/twitter/statuses/983123050886549505

La verità sulle “stragi di Goutha”
https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60173

Ho visto i laboratori chimici ma sono usati dai ribelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2018/4/10/GUERRA-IN-SIRIA-ATTACCO-USA-Ho-visto-i-laboratori-chimici-ma-sono-usati-dai-ribelli-/815562/

Come già in passato, con false prove e “false flag”, a Serbia, Iraq, Libia. In Iraq, prima dell’invasione Usa c’erano 1,3 milioni di cristiani. Oggi 800 mila in meno. Grazie all’Occidente per le sante “guerre umanitarie” con cui “sconfigge” l’islamismo.

Siria: le “fake news” sulle armi chimiche per creare il casus belli?
http://www.analisidifesa.it/2018/04/siria-le-fake-news-sulle-armi-chimiche-per-creare-il-casus-belli/

 

 

Chi finanzia chi
Il ruolo degli Stati Uniti (e di UK, Francia, Arabia Saudita, Qatar, etc) nel creare, sostenere, e sponsorizzare nei media, l’ISIS e le varie sigle annesse.

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Trovata dall’esercito siriano una rete di tunnel sotterranei nella Ghouta est. Ospitavano anche i quarter generali degli agenti stranieri che collaboravano con i terroristi.
https://twitter.com/twitter/statuses/982172985401393153

 

 

Voltafaccia di Trump o sotto ricatto del Deep State?
Ora il Presidente Trump, pressato da inchieste interne tese a estrometterlo dalla carica, sta autorizzando un attacco alla Siria peggiore probabilmente di quello dell’anno scorso.
Una settimana  prima del presunto attacco chimico a Douma, egli aveva manifestato l’intenzione di uscire dal teatro di guerra siriano.
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La Hollywood delle fakenews
Quelli che si stracciano le vesti e confermano e divulgano le falsità oggi sulla Siria sono gli stessi che confermavano le False prove americane ieri sull’Iraq e di conseguenza invasione e sua distruzione come questi giorni nel 2003.
A sostenere le accuse ad Assad per l’attacco chimico a Duma sono gli elmetti bianchi (White Helmets), un gruppo in aperta collusione con i terroristi islamici finanziati con 100 milioni di dollari da USA e UK. L’Occidente dei media si fida ciecamente della loro parola e non prende nemmeno in considerazione quella di chi li combatte.

Oltre 100 ‘caschi bianchi’ hanno pubblicato su Facebook immagini che legano la Ong ai terroristi FSA legati ad Al Qaeda
https://www.pressenza.com/it/2017/02/caschi-bianchi-farsa-mediatica-la-siria/

Immagini dai luoghi di ripresa dei Caschi Bianchi
L’attore fa la foto di gruppo a fine riprese con l’attore ancora impolverato.
http://vocidallestero.it/2016/12/17/la-fabbrica-delle-notizie-sulla-guerra-in-siria-la-testimonianza-della-giornalista-canadese-eva-bartlett/

# VIDEO #
http://www.altreinfo.org/siria/3674/come-vengono-caricati-i-video-dei-caschi-bianchi/
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Bambina “salvata” in tre aree diverse occupate dai terroristi (oltre 100,000 miliziani giunti da 80 Paesi, non siriani).
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Bambini uccisi dai Caschi Bianchi per accusare il “regime” di Assad.
http://www.libreidee.org/2017/04/medici-svedesi-siria-bambini-uccisi-per-incastrare-assad/

Kid crisis actors per propaganda ISIS

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La BBC utilizza una vecchia foto di un altro conflitto per creare la fake news al fine di provocare un attacco contro la Siria
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Oltre 100 ‘caschi bianchi’ hanno pubblicato su Facebook immagini che legano la Ong ai terroristi FSA legati ad Al Qaeda
https://www.vietatoparlare.it/now-you-see-over-100-white-helmet-self-posted-facebook-images-expose-fake-humanitarian-group-as-fsa-terrorists-linked-with-al-qaeda/

White Helmets Studios. La fabbrica delle bugie internazionali pro-bombardamento Siria.
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Non è la prima volta che i “ribelli moderati” usano creare casus belli con attacchi chimici, reali o di finzione, per accreditarne la responsabilità al governo siriano.
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Giornalisti di tutto il mondo denunciano
Al momento del presunto “attacco chimico”, Douma, 14kmq, era già caduta militarmente e le trattative per la resa e l’uscita dei terroristi di Jayesh AlIslam riguardava i civili siriani ostaggi e rapiti detenuti dentro degli stessi terroristi. Rilascio poi avvenuto senza spargimenti di sangue.
Da anni il Governo siriano cercava di liberarli, che senso avrebbe usare armi chimiche proprio in vista del rilascio?
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Alberto Negri: La guerra americana in Siria? Sarà il disastro definitivo dell’Occidente in Medio Oriente
http://www.linkiesta.it/it/article/2018/04/11/la-guerra-americana-in-siria-sara-il-disastro-definitivo-delloccidente/37726/

La fabbrica delle notizie sulla guerra in Siria – la testimonianza della giornalista canadese Eva Bartlett
http://vocidallestero.it/2016/12/17/la-fabbrica-delle-notizie-sulla-guerra-in-siria-la-testimonianza-della-giornalista-canadese-eva-bartlett/
# VIDEO INTEGRALE EVA BARTLETT 2016 #
https://youtu.be/g1VNQGsiP8M

Le riprese fornite dai “Caschi Bianchi”, e loro sodali, forniscono un quadro incongruo di intervento su vittime che avrebbero subito una contaminazione chimica letale o parziale. Senza tuta NBC, senza guanti, e indossando una mascherina contro le polveri.
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La fabbrica dei missili che colpivano Damasco (uccidendo centinaia di cittadini in sei anni di guerra) bel reportage di Tom Duggan
https://youtu.be/7KcOm6mm11M

Another Chemical Attack in Syria: But Why Is the Corporate Media Missing Crucial Points? | Global Research – Centre for Research on Globalization
https://www.globalresearch.ca/another-chemical-atta…/5635230

Gli avvertimenti della Russia un mese fa
Già un mese fa la Russia preavvisava che alcuni gruppi di “ribelli moderati” si stavano preparando per un attacco chimico ai danni della popolazione di Douma. Un laboratorio di produzione di armi chimiche è stato poi trovato in una delle zone liberate poco tempo dopo.
Terrorists’ US-Saudi Supplied Chemical Lab Found in Ghouta
https://crescent.icit-digital.org/…/terrorists-us-saudi-sup…

Uno dei laboratori di armi chimiche trovati dall’Esercito Siriano e Russi in Gouta Orientale.

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As Russia and Iran had warned, terrorists in Duma conducted chemical attack poisoning 150 civilians
https://defence.pk/…/as-russia-and-iran-had-warned-terrori…/

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Il vero motivo della crisi siriana
Motivo dell’attacco Usa é il Gas ma di un’altro tipo (Naman Tarcha)

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(Articolo di Naman Tarcha del 8 giugno 2015)

Cosa fare. L’appello della Chiesa Cristiana Irachena
A 15 anni dalla caduta del governo iracheno, oltre 1,25 milioni di Cristiani sono stati uccisi, altri costretti a fuggire. La guerra ha fatto perdere più di 50 miliardi di dollari in proprietà rubate,  e centinaia di migliaia di Cristiani vivono ancora come sfollati.
La Chiesa Irachena chiede di sostenere il NO all’attacco alla Siria contattando e scrivendo il Presidente e Vice-Presidente USA:
“Please help save from Islamists attempts at using US military to destroy Christianity in Syria. Contact to say no to war in Syria & no to destroying Syrian Christians (who are the legacy of St. Paul the Apostle). White House/VP: +1-202-456-1111″

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Sostenere coloro che negli USA sono contrari alla guerra in Siria. Militari in rivolta silenziosa.

DaSrQ2XV4AAjvI4untitled_1_siConduttore canale tv USA FOX afferma che l’attacco alla Siria porterebbe al genocidio dei Cristiani come già accaduto in Libia e Iraq. Egli si chiede: “Quelle aree ora sono stabilizzate? Quando finirà il cambio di regime (desiderato) in Iraq e Libia?”

 UNA GUERRA NON SI FERMA DAVANTI ALLO SCHERMO DI UN COMPUTER:
Scendere in piazza, telefonare, scrivere lettere, email, pec, telegrammi e tutto quanto la creatività vi suggerisce. E infine, pregare.

Un migliaio di parole non lasciano un’impressione tanto profonda quanto una sola azione.
(Henrik Ibsen)

 

 

APPROFONDIMENTI

Armi chimiche e propaganda un boomerang che distrusse credibilità Usa in Iraq ma viene ancora usato in Siria – Gian Micalessin
http://www.ilgiornale.it/…/quei-presunti-attacchi-boomerang…

La Siria dopo Douma: quante altre “primavere”? – Sebastiano Caputo
https://www.diplomaziaitaliana.it/la-siria-dopo-douma-quant…

How To Fabricate Chemical Weapon Attack in Syria?
https://steemit.com/…/how-to-fabricate-chemical-weapon-atta…

Recente fake news prodotta da UK smentita nell’arco di un mese
http://www.france24.com/…/20180403-uk-skripal-salisbury-rus…

False Flag Chemical Attack In Douma Staged So Neocons Can Justify Invasion Of Syria
http://stateofthenation2012.com/?p=97793

New Syrian Chemical Weapons Attack Being Reported By All The Usual Suspects
https://medium.com/…/new-syrian-chemical-weapons-attack-bei…

TERRORIST CHEMICAL ATTACK: the allegations against Syrian Armed forces for using toxic gas in Damascus countryside are untrue (+6 Videos) | the real Syrian Free Press
https://syrianfreepress.wordpress.com/…/terrorist-chemical…/

 

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Alcuni brani sono tratti da :
Giornalista Reporter tv siriano e RAI – Chief Editor of Ornina Magazine

Giampaolo Rossi – Corrispondente Occhi sulla Guerra e Il Giornale

Angelo Gambella – Editore giornalista saggista – Direttore AGENSU

Tutte le fonti originali le troverete nei tweet di Cose da Mondo

***

© 2018 Cose da Mondo

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Articolo riproducibile citando la fonte e link all’articolo

 

ESERCITO PROXY DEPORTATO

 Scatenare una guerra civile richiede anni, spesso decenni di preparazione soprattutto se il “materiale umano” è di indole poco incline alla violenza, e quindi alla guerra, come quello italiano. Crisi finanziaria indotta, svendita delle industrie strategiche, allentamento del controllo sulla moneta nazionale, uso scientifico dei media (“scuola” Tavistock) per creare i due “eserciti” che si andranno ad affrontare, apparati dello Stato obbedienti a oscure organizzazioni globaliste transnazionali, importazione di manodopera di scarso livello e in più dedita alla criminalità, immigrazione clandestina fino a decine di migliaia al mese. Tutti questi sono elementi essenziali per la messa in atto di un piano ben preciso che può portare la situazione locale dalla destabilizzazione (v. la formazione di “no-go area”, zone franche per la criminalità, spesso di precisa matrice etnica, già da anni realtà in Svezia e Francia, ma anche in Italia, ad es. con l’insediamento delle mafie nigeriane a Castel Volturno) a quello di una guerra “civile”, in realtà per procura (proxy), aperta e conclamata. Lo scarto tra i due livelli non è sempre così netto ma una cosa è certa: al primo colpo di arma da guerra in una città finiscono tutti i “dibattiti” politici e la mano passerà all’esercito (se ce n’è uno veramente in grado di fronteggiare tale crisi) o meglio alle mafie, a eserciti mercenari e squadre speciali di altre nazioni atte a favorire una più veloce crisi dello Stato Nazione in oggetto. Tuttavia, nessun piano, per quanto ben congegnato, in itinere da un decennio almeno, è inattaccabile. Conoscere e agire con costanza, in anticipo, individualmente e poi collettivamente, è quello che i poteri oscuri temono di più.

 


“Tutti i profeti armati vinsero e i disarmati persero”
(Niccolò Machiavelli)

Smontare pezzo per pezzo gli elementi, atti allo scatenamento di una “guerra proxy”, si può e si deve fare! Ovviamente è necessario rinunciare a pezzi della propria vita e svaghi settimanali, se non quotidiani, per combattere con consapevolezza ed efficacia (v. ad es. ns. linee guida di azione). Oppure, che eventi governati da altri facciano il proprio corso, sopportando nel frattempo violenze di vario tipo e gravità per i propri famigliari. In ogni caso, un giorno la Storia busserà alla vostra porta. Se la Storia porterà prosperità o sventura, sarà dipeso anche dalle vostre azioni o indifferenza.
Meglio rinunciare oggi a qualcosa agendo oppure rinunciare al vostro futuro, dei vostri figli e nipoti, del vostro Paese? A voi la scelta!

Una fase preliminare fondamentale, propedeutica ad una guerra “civile” (ovvero proxy), è generare nella popolazione-bersaglio impoverimento e depressione su larga scala.
“Siamo nell’epicentro di un inedito periodo di implosione e regressione verso la preistoria, di smottamento di ogni certezza e di negazione di tutto ciò che la civiltà ha raggiunto nei secoli. Periodo che, paradossalmente, si autodefinisce il più aperto e progressista della storia.”
Ci irrorano con la depressione per non fare troppo rumore
https://ilblogdilameduck.blogspot.com/2018/08/ci-irrorano-con-la-depressione-per-non.html

“Saremo giudicati dai presenti e dai posteri solo per le nostre opere, non per le chiacchiere di identità e di appartenenza che avremo prodotto, conformisticamente, in coro.”
Costanzo Preve

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Anche la stampa internazionale, governata dal deepstate, soffia sull’incendio in atto in Italia. L’immagine rimanda ad un innocuo gelato che cela una bomba pronta ad esplodere, una volta accese le poche micce necessarie alla deflagrazione.

 

 

Prefazione

 Un nostro affezionato lettore su twitter ha così definito la presente analisi: “avete fatto come in quel gioco della settimana enigmistica in cui si compone il disegno seguendo i punti numerati.”.
Nata dall’esigenza di colmare un vuoto nella libera informazione e nel panorama editoriale italiano sullo stato di preparazione di una guerra proxy (curioso che su tale definizione in Italiano non si trovi quasi nulla di approfondito sul web). L’idea maturò, nell’arco di un lustro, poiché gli autori ebbero colloqui confidenziali, spesso fortunosi e occasionali, con alti ufficiali delle forze armate e di polizia, direttori di associazioni caritative nazionali, membri dell’intelligence, e altri soggetti testimoni a vario titolo dell’oggetto di codesto rapporto. Alcuni autori furono altresì direttamente coinvolti con il “modello di integrazione” sul lavoro o gestione dei “migranti” (termine coniato dai cosidetti “anti-globalisti” contro il G8 2001 di Genova) presso centri CAF. Anche raccogliere la documentazione (per testi, immagini, link, ecc), utile ad una visione globale del piano in corso per l’Italia fin dal 1992, fu molto impegnativo anche in termini di archiviazione e selezione delle fonti (scevre da secondi fini possibilmente, non facile oggigiorno grazie all’impiego massiccio di gatekeeper e psy-op nei media).

 Questa analisi “omnibus”, pubblicata nella prima stesura nel 2017, è intesa come una “autostrada” di approfondimento e confronto, con numerose “uscite” (collegamenti ipertestuali) per ulteriore esplorazione e conoscenza storica. Pensata sia per neofiti che per esperti, ma che mancano di una visione globale, per un quadro di insieme documentato e puntualmente argomentato. Un’ampia sezione finale rimanda ad ulteriori articoli base e a varie pubblicazioni sull’argomento.
Nel 2018 abbiamo lanciato su Twitter l’hashtag #esercitoproxy afinché sia possibile seguire la cronaca della attuale destabilizzazione, le nostre analisi e anticipazioni.

 La formula adottata, un mix di testo, link e svariate immagini con didascalie (che parlano sempre più di mille parole o collegamenti ipertestuali), unita alla lunghezza, potrebbe apparire come un poco caotica e anomala. Tuttavia essa risponde all’esigenza di “condensare” una tematica piuttosto complessa, ma solo all’apparenza, invece di frammentare il tutto in dieci articoli.
Un adeguato approfondimento necessita di tempo ed energie. É auspicabile la completa lettura prendendovi il tempo necessario in più giorni o settimane. Per i termini e sigle meno conosciuti cliccare sulla evidenziazione per accedere alla spiegazione.
Le citazioni esterne, tra virgolette, sono evidenziate in corsivo e troverete il collegamento al sito originale in calce col relativo titolo dell’articolo esterno. Dove quindi non specificato gli altri testi sono di proprietà intellettuale di CdM (Cose da Mondo). Per le modalità di riproduzione di questo rapporto vedere istruzioni al termine dello stesso.
Contributi, critiche e correzioni saranno benvenuti nei commenti o scrivendo alla nostre caselle di posta social o email.

“La tolleranza diventa un crimine quando la si applica al male” (Thomas Mann)

 

Manuale di guerra proxy: il caso Bosnia

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Grbavica durante la guerra.

“Marzo 1996, Grbavica in Sarajevo. Dopo aver lasciato 17 pallet di materiale didattico e alimentare a nord ovest di Tuzla (Bosnia Settentrionale), fummo tra i primi civili stranieri ad accedere al famigerato quartiere restituito alla capitale. E prima del completamento della bonifica da parte della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” (ci avevano presi un po’ per matti, loro erano attestati al checkpoint del ponte di accesso), che sarebbe durata diversi giorni successivamente. Entravano per il primo giorno, dopo quattro anni, centinaia dei vecchi residenti bosgnacchi.
 La guerra era ufficialmente terminata quattro mesi prima con le firme a Dayton dell’Accordo Quadro Generale Per la Pace in Bosnia ed Erzegovina, negli USA, ma le mine anticarro lasciate dai “serbi“, appese persino ai lampioni, dicevano minacciosamente ben altro! Qualche cecchino ancora in giro sulle alture e mine ovunque. Anche sotto le lastre di cemento dei camminamenti dei giardini si potevano celare mine anti-uomo, non parliamo dei giardini. Così, solo quel primo giorno, ci furono quattro morti. Tra i numerosi feriti una ragazza perdette una gamba per effetto di una mina, a strappo, collegata ad una porta del suo vecchio appartamento. Vedemmo passare l’ambulanza proprio sul nostro percorso dopo aver udito alcune esplosioni. Il quartiere di Grbavica era quasi completamente devastato. Ogni singolo appartamento portava le proprie ferite di anni di guerra come gli abitanti (11,500 vittime di cui 1600 bambini, 45,000 feriti, complessivamente nella città).
 Le vittime di quel giorno di marzo facevano parte dei vecchi residenti datisi alla fuga o fatti minacciosamente allontanare al momento dell’invasione serba nel maggio 1992. In taluni casi gli ordigni esplosivi erano collegati persino alle tavolette della toilet. Ma la guerra era finita...(?)”
(Testimonianza di un formatore e volontario già operativo dalle missioni MIRSADA 1 e 2 del 1992-1993)

 

 

 Con le dovute differenze il conflitto bosniaco è stato un laboratorio, per l’esportazione del caos anglo-americano, a fini di controllo risorse ma soprattutto geo-politico strategico, come poi fu attuato, second lo stesso modello, in Kosovo, Libia, e Siria.
Per l’Italia quello scenario è tra le opzioni possibili da almeno quindici anni, in particolar modo se si dovesse seguire una politica economica e internazionale più autonoma, sgangiata dalla influenza economica del decadente Dollaro (in un mondo sempre più multipolare). Da una fonte confindenziale, fino a dieci anni fa vi erano due diversi visioni sul destino da riservare all’Italia. La sponda atlantica dell’intelligence occidentale avrebbe condannato il Belpaese ad un destino “bosniaco” di guerra proxy (ma al tempo non si poteva immaginare quale sarebbe stato l’esercito musulmano da contrapporre). La sponda di intelligence oltre Manica invece si sarebbe “accontentata” di una destabilizzazione sociale post-default finanziario. Entrambe le visioni, tuttavia, prevedevano la balcanizzazione, lo smembramento dello Stato Italiano. Come per la ex Jugoslavia, il Nord sotto influenza germanica, il Sud sotto influenza Jahdista e mafiosa come la Bosnia odiera, ma con le funzioni strategico militare di proiezione ad Est come e più del Kosovo, che accoglie la più grande base militare USA in Europa.
Più specificatamente, nel “laboratorio” bosniaco si è sperimentato un preciso modello di destabilizzazione e a seguire guerra proxy islamica sanguinaria, poi esportato dalla cricca militare-industriale in Kosovo, Libia, Yemen e Siria. Ma non solo, la Bosnia ha rappresentato, e rappresenta tuttora, una delle maggiori basi mondiali della creatura terroristica islamica “made in CIA” per eccellenza: Al-Qaeda

La Jugoslavia, della quale la Bosnia-Erzegovina era uno stato ad essa federato, godeva di una forte moneta nazionale, il Dinaro, sostenuto da un fondo sovrano basato a Londra e finanziato pesantemente da banche anglo-americane, permetteva ai propri cittadini di effettuare vacanze anche in nazioni benestanti grazie ad una moneta abbastanza forte.
La politica agricola fu modificata (1953), con il ritorno alla piccola proprietà. E ancora, la diffusione dei beni di consumo, libertà di spostamento, urbanizzazione, apertura al turismo, crescita del terziario fecero della Federazione non solo il paese socialmente più articolato dell’Europa centro-orientale, ma anche quello più vicino agli standard di sviluppo occidentali. In aggiunta, un sistema sanitario all’avanguardia (a Sarajevo c’era la migliore clinica pediatrica europea) e un generale benessere diffuso sconosciuto in altri Paesi del Socialismo Reale.

LA GUERRA CIVILE FREDDA
https://youtu.be/rlJX1At7W9Q

Neil Clark sottolinea come nella vecchia Guerra Fredda, la Jugoslavia socialista non allineata aveva uno scopo per l’Occidente. Tre anni fa, un sondaggio Gallup, riportato da RFE/RL, dimostrò che le maggioranze in Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Macedonia e il 45% della popolazione in Slovenia – che di solito sono considerate le repubbliche ex jugoslave di maggior successo – pensavano che lo sfacelo della Jugoslavia sia stata una cosa non negativa.” “Nella Jugoslavia, la Bosnia-Erzegovina era definita come uno Stato comune di Serbi, Croati e Musulmani. L’attenzione si concentrava sui valori condivisi tra i diversi gruppi etnici. Ora le differenze sono evidenziate e gonfiate a dismisura”
Prima della “balcanizzazione” gli intellettuali di sinistra occidentali scrivevano con entusiasmo in merito al modello jugoslavo di autogestione dei lavoratori. Gli Occidentali guardavano e godevano dei film e programmi televisivi jugoslavi di alta qualità e prenotavano pacchetti vacanze nel Paese. Ma dopo la caduta del muro di Berlino, la Jugoslavia diventò “la nazione sacrificabile” (come l’Italia, operazione Tangentopoli, ndr). Nelle parole di George Kenney, funzionario per la Jugoslavia presso il Dipartimento di Stato USA, “non c’era posto per un grande Stato socialista indipendente che resistesse alla globalizzazione”. La Germania sostenne attivamente e incoraggiò la secessione della Slovenia e della Croazia dalla Federazione jugoslava.
La creazione di una Bosnia “indipendente” era più di un progetto statunitense. Gli USA appoggiarono il separatista musulmano Alija Izetbegovic e sabotarono efficacemente una soluzione pacifica alla questione bosniaca quando l’ambasciatore Warren Zimmerman persuase Izetbegovic a rinnegare la sua firma all’accordo di Lisbona sponsorizzato dall’UE nel 1992. Zimmerman, come notato in precedenza, diede fuoco alla miccia di una guerra brutale in cui si pensa che abbiano perso la vita circa 100.000 cittadini bosniaci.
Al posto di un forte Stato jugoslavo, nei Balcani ora c’è una serie di piccoli Stati economicamente deboli . Tutto ciò piace agli Stati Uniti, con la loro strategia imperiale di Divide et Impera.
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2018/01/18/volete-stabilita-nei-balcani-allora-ridateci-la-jugoslavia/

Quali furono i passaggi cruclali che portarono alle Guerre Balcaniche?
– Nel 1974 una nuova Costituzione concesse larghissime autonomie alle sei repubbliche e alle due regioni.
– Dopo la morte di Tito (1980), il peggioramento della situazione economica alimentò la ripresa delle spinte nazionaliste.
– Già dall’inizio degli anni ’80 il forte finanziamento dai Paesi del Golfo al partito musulmano bosniaco fino alla costruzione di una moschea nei villaggi più sperduti, dove magari erano presenti villaggi di poche case, abitati da “musulmani” che non frequentavano una moschea da generazioni.
– Fin dall’inizio di questa fase di destabilizzazione, i media vengono schierati (dall’una e l’altra parte) per fomentare odio interetnico e religioso, riesumando i reciproci massacri e guerre (ad es. i serbi ebbero oltre un milione di vittime civili nei campi di sterminio croati durante l’ultimo conflitto mondiale).
– Molti cittadini, delle rispettive città e capitali jugoslave erano increduli, non prendendo seriamente la manipolazione che veniva attuata sempre in modo maggiore;
– Agitazioni nel Kosovo.
– Diventa incolmabile il divario economico fra le più nazioni jugoslave del Nord (Slovenia e Croazia) e quelle povere del Sud.
– Cominciano i primi scontri “etnici” (sopratutto nelle città le famiglie erano spesso formate da almeno due etnie, nessuno ci badava a quale religione appartenesse il vicino) che si trasferiscono dalle aule dei parlamenti nazionali agli stadi fino alle prime rappresaglie a cavallo dell’inizio degli anni ’90.
– Separatismo economico e allentamento dei legami unitari, quindi ascesa di nuovi dirigenti politici che cercavano di ampliare il consenso mediante il nazionalismo e la tutela degli interessi regionali
– La depressione economica causata, meglio, programmata, principalmente dalla finanza anglo-americana (per volontà dei rispettivi governi), la quale “staccò la spina” al fondo sovrano jugoslavo su cui si reggeva la solidità internazionale del Dinaro.
Guerra e bugie: rapinare la Jugoslavia, tutto cominciò lì
https://www.libreidee.org/2015/03/guerra-e-bugie-rapinare-la-jugoslavia-tutto-comincio-li/

  Con una popolazione di 5 milioni di abitanti, in Bosnia la guerra iniziò nell’aprile 1992 con soli 50,000 miliziani (conteggiando complessivamente le tre fazioni, le armi furono distribuite ai fedelissimi anche un anno prima). su una popolazione di 5 milioni, dunque con un rapporto di 1 miliziano ogni 50 abitanti: come si è osservato inizialmente anche in Siria, servono numeri veramente esigui per gettare un paese nel caos, e in Italia al momento siamo su un rapporto potenziale di circa 1 a 85 (700.000 clandestini /60 milioni di abitanti).
  Tutti gli eserciti e milizie in campo erano un po’ misti etnicamente, dipende da quale parte ti eri trovato a combattere, non di rado obbligato all’arruolamnto sul fronte opposto, all’inizio del conflitto. C’erano serbi che combattevano con i musulmani? Sì c’erano però anche musulmani che combattevano insieme ai serbi se è per questo (v. Abdic, molto più rappresentantivo di Iztebegovic). Erano presenti anche infiltrati della NATO in gruppi paramilitari serbi, con lo scopo di fare provocazioni e attirare l’attenzione dei mass media occidentali, idem per i musulmani e per i cosidetti “afghani” venuti dall’estero.
 Le efferatezze avvennero dall’una e dall’altra parte ma le stesse frange musulmane, al fine di favorire l’intervento aereo NATO contro l’esercito serbo, in alcune occasioni giunsero persino a bombardare la propria popolazione nella capitale bosniaca (es. mercato di Markale, strage con un centinaio di vittime del 28 agosto 1995). Questo fu confermato da indagini delle truppe ONU presenti nelle ore diurne in città oltre che da testimoni che videro le “tecniche” (pick-up attrezzate con armamento pesante, in questo caso mortaio) salire sulla montagna prima del presunto attacco serbo.

 Il Dinaro Jugoslavo subì una inflazione di cinque quadrilioni (cinque con quindici zeri) nell’ottobre 1993 e gennaio 1995. A Sarajevo, dall’inizio del conflitto nel 1992, il Marco tedesco era di fatto la moneta usata, un fucile d’assalto Kalashnikov AK47 costava al mercato nero 350DM, marchi tedeschi.

 Con l’attacco della NATO alla Serbia nel 1999 si concluse la definitiva balcanizzazione della Jugoslavia.

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 Come dicevamo anche in Siria si può evidenziare un meccanismo simile: il “modello bosniaco” applicato ad uno dei Paesi più prosperi, laico, e industrializzato del Medio Oriente.
Siria: i primi sei mesi (marzo – settembre 2011)
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1174
Le proteste generalizzate iniziali furono un mascheramento della infiltrazione degli jahdisti fatti pervenire col tempo da 80 Paesi per un totale finale di 200,000.
Un esercito nazionale, quello siriano, con 536.500 effettivi (caduti oltre 150.000) ha impiegato sette anni per riconquistare il 90% del territorio perduto e nonostante l’appoggio generale della popolazione (e negli ultimi anni di Russia, Iran e Libano). La guerra divampata nel 2011 ha ucciso almeno mezzo milione di persone, causando lo sfollamento di almeno 13 milioni di civili e innescando la peggiore crisi umanitaria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Syrian script was written in forgotten war on Yugoslavia
https://youtu.be/ny8i5zjQfv4

 

SPYGAME: l’invenzione del terrorismo islamico Made in CIA

 Torniamo alla Bosnia concludendo con una serie di approfondimenti utili a comprendere appieno il “modello” che ancora, forse si avvicina di più al piano definito per l’Italia. Va rammentato che un primo tentativo atlantico di destabilizzare l’#Italia fu attuato già nel lontano 1991 con la invasione dall’Albania. Poiché il piano fallì quasi in toto l’anno successivo fu attuata l’operazione Mani Pulite, detta anche Tangentopoli.
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Quando la Marina Militare difendeva i confini marittimi ad ogni costo ma salvando migliaia di albanesi da affogamento come invece accade dal 2011 andando a prelevare i “profughi” davanti alle acque territoriali libiche.

Curioso come nel 1992 il New York Times presentasse le milizie jihadiste come dei “volontari arabi” e il massacro dei civili cristiani di Bosnia l’equivalente della lotta ai fascisti. Qualcosa di simile sta accadendo oggi in Italia, al momento solo a livello politico. Ma anche in Bosnia, fino all’inizio del conflitto c’era un clima sociale e politico così “acceso”.
Come in Bosnia per i “liberatori musulmani”. Dal 2016 i “migramti” vengono sponsorizzati da partiti, sindacati e associazioni fiancheggiatrici come i nuovi “partigiani” contro il “fascismo”. In Italia pare stia accadendo lo stesso sotto i nostri occhi.
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IL CLIMA “DISTESO”, “DEMOCRATICO”, “PATRIOTTICO”, E NELLO “INTERESSE DELLA COLLETTIVITA'” SECONDO LA POLITICA ITALIANA ODIERNA, COME IN BOSNIA NEGLI ANNI PRECEDENTI ALLA GUERRA PROXY,
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Dirigente Nazionale del PD usa toni ripresi dallo slogan armato delle Brigate Rosse

 

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Allodi ex ministro nel Governo D’Alema e capo della segreteria politica di Bassolino

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Un altro tentativo di creare un caso “Floyd” nel 2018 cercando di sobillare i “migranti”. Il padre della Osakue ha avuto un passato di affiliato nella mafia nigeriana per poi diventare collaboratore delle forze di polizia italiane. Decisamente parrebbe il profilo perfetto per certe operazioni coperte.

Da notare che il consulente del presidente bosniaco separatista musulmano Itzebegovic fu l’emissario del Presidente USA Clinton, Michael Ledeen (ovvero il fautore della miccia bosniaca). Lo stesso Ledeen è stato consulente per il Governo Renzi durante il maggior periodo di traghettamento di clandestini nel biennio 2014-2016!

Da Renzi all’omicidio Moro passando per Carrai, Ledeen, Kissinger e… Napolitano?
http://ilcappellopensatore.it/2014/07/da-renzi-allomicidio-moro-passando-per-carrai-ledeen-kissinger-e-napolitano/

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Il Papa voluto dalla cricca atlantica del deepstate per balcanizzare l’Italia grazie all’esercito proxy importato addirittura con le nostre navi della Marina Militare (fino al 2017)

INTELLETTUALI AL SERVIZIO DELLE GUERRE PROXY
“L’intellettuale di regime Bernard Henri Levy non ha sponsorizzato solamente le rivolte in Libia, Siria e Ucraina. Le sue operazioni di marketing rivoluzionario risalgono agli Novanta. Qui lo vediamo nel 1993 a Sarajevo (capitale della Bosnia). Nei mesi successivi al suo arrivo iniziò la “balcanizzazione del Paese” (disintegrazione della Jugoslavia).
La crociata di Bernard-Henry Lévy
https://www.lintellettualedissidente.it/la-crociata-di-bernard-henri-levy/

Bernard Henri Levy nel 1993 a Sarajevo
Al centro Lévy tra i miliziani bosniaci nel 1993 – Fonte: https://www.facebook.com/lintellettualedissidente

Un’altra preoccupante odierna analogia, tra scenario bosniaco e italiano, è il ruolo di supporto e propaganda attuato da personaggi come Bernard-Henri Lévy, filosofo francese e strenuo difensore di Israele (stato che ha supportato l‘ISIS nel massacro siriano e iracheno, insieme alla NATO), il quale ha avuto un ruolo mediatico e intellettuale di primo piano nella operazione Bosnia.
Nel 1993 Lévy fu autore e produttore del famoso film-doc “Morte a Sarajevo”. Curioso come avvennero le riprese, tanto da ricordare le “regie” atlantiche dei cosìdetti “Caschi Bianchi” operativi in Siria per conto della “rivoluzione jihadista“.

Screenshot_2020-07-29 Bernard Henri Levy bosnia - Cerca su Twitter Twitter
Ciak si gira “al riparo dai cecchini serbi” mentre tranquillamente, dietro al muro di “protezione”, passano esposti due persone, apparenemente militari. Falso giornalismo per una guerra sporca.
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I fiancheggiatori dell’ISIS, candidamente autonominatisi “Caschi Bianchi”, hanno ricevuto 38.556.825 milioni di euro dal solo Ministero degli Esteri della Gran Bretagna.

Bernard-Henri Lévy da 30 anni a fianco della NATO nelle “guerre umanitarie”. Fin dall’inizio dell’attacco alla Libia nel 2011 a fianco dei miliziani islamici internazionali fatti sbarcare con la copertura degli aerei NATO. Nel 2012 in Siria sempre all’alba della “rivoluzione siriana” creata con l’apporto di 200000 terroristi fatti giungere da 80 Paesi, sopratutto via Turchia (come oggi in Libia). Nel 2014 in Ucraina contro lo “imperialismo russo”, tenace supporter del cammino dell’Ucraina verso l’Unione Europea (miccia per una Terza Guerra Mondiale giocata a suon di atomiche sul territorio europeo), al fianco del governo filo-nazista dopo il golpe USA di Piazza Maidan.
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Bernard-Henri Lévy nell’estate 2020 a fianco dei miliziani armati impegnati nell’ennesima guerra “a difesa dei diritti umani”, prodromo dell’attacco all’Italia prossimo venturo con il supporto di Turchia e NATO. Esattamente con gli stessi “testimonial” e attori come in Bosnia!

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Sarajevo: “Attenzione cecchino”

Muslims From Afar Joining ‘Holy War’ in Bosnia
https://www.nytimes.com/1992/12/05/world/muslims-from-afar-joining-holy-war-in-bosnia.html

Il continuo illegale rifornimento occidentale di armi ai separatisti musulmano-bosniaci, prima e durante la guerra.
Confessione sensazionale di Ibran Mustafic, veterano di guerra e politico bosniaco musulmano : abbiamo ucciso la nostra gente a Srebrenica
http://www.civg.it/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=295%3Aconfessione-sensazionale-di-ibran-mustafic-veterano-di-guerra-e-politico-bosniaco-musulmano-abbiamo-ucciso-la-nostra-gente-a-srebrenica&catid=16%3Adisinformazione-strategica&Itemid=117

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La guerra di Bosnia sotto falsa bandiera
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/09/09/la-guerra-di-bosnia-sotto-falsa-bandiera/

Le verità sulla Bosnia che non si possono raccontare: “Al mercato di Markale”
http://www.eurasia-rivista.com/le-verita-sulla-bosnia-che-non-si-possono-raccontare-al-mercato-di-markale/

 Mappa delle basi islamiste e vie di spostamento dei terroristi in Bosnia, e altre nazioni jugoslave, create dagli USA, durante le Guerre Balcaniche. Gli USA favorirono l’ingresso, solo in Bosnia, di circa 11 mila mujaheddin addestratissimi, tra cui Osama bin Laden per combattere i serbi.
Osama Bin Laden Role in Bosnia: “Guidebook” for Al-Qaeda
http://serbianna.com/blogs/savich/archives/1359

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La famigerata “dorsale verde”. Il verde è il colore della bandiera araba.

Importantissimo fu il ruolo dei reparti speciali non ufficiali atlantici per creare il clima di scontro di “religioni” in Bosnia-Erzegovina.
Nel 1992, Ali Mohamed, un doppio agente ed ex ufficiale delle forze speciali statunitensi con stretti legami con Al-Kifah, guidò un gruppo di militanti statunitensi (tutti ex marines) per addestrare e combattere in Bosnia.
https://en.wikipedia.org/wiki/Al_Kifah_Refugee_Center

Il “democratico” presidente statunitense Clinton fu il fautore della politica strategica di creare uno stato islamico in Europa e come base terroristica mondiale. La famigerata “guerra al terrore”, del successore Bush figlio, fu la risposta globale occidentale al problema terroristico che essi stessi crearono dieci anni prima in Bosnia.
Bill Clinton Worked Hand in Glove with Al Qaeda: “Helped Turn Bosnia into Militant Islamic Base”

http://www.globalresearch.ca/bill-clinton-worked-hand-in-glove-with-al-qaeda-helped-turn-bosnia-into-militant-islamic-base/5474094

Richard J Aldrich: America used Islamists to arm Bosnian Muslims
https://www.theguardian.com/world/2002/apr/22/warcrimes.comment

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Oggi la Bosnia-Erzegovina, è uno Stato paramafioso islamico (nel 51% del territorio, quello assegnato alla componente musulmana).
Secondo Europol, “a distanza di 22 anni dalla sua nascita, denuncia l’analista Susic, in Bosnia vi sarebbero al momento 5.000 estremisti, tutti noti alle Forze di Sicurezza, e addirittura 100.000 sostenitori totali dei vari movimenti radicali. L’esperto bosniaco ad Analisi Difesa dichiara che nel Paese vi sarebbero oltre 60 insediamenti completamente in mano a gruppi di musulmani integralisti. In queste realtà non solo non verrebbero applicate le leggi dello Stato, ma sarebbe in vigore la Sharia e i giovani verrebbero tenuti appositamente fuori dal sistema educativo nazionale. Ma la Sarajevo ormai islamizzata, tace.

Rapporto TESAT (Terrorism Situation and Trend report) – La penetrazione jihadista in Bosnia
https://www.analisidifesa.it/2017/07/la-penetrazione-jihadista-in-bosnia/

Prima della guerra, la Bosnia godeva di una splendida convivenza interetnica e religiosa consolidata da secoli (a parte la parentesi della Seconda Guerra Mondiale). Era un caso quasi unico al Mondo.

Emergono con evidenza alcune analogie  nella strategia di preparazione step-by-step per l’Italia:
– creazione di una generale povertà tra la popolazione autoctona (a partire dal 1992 quindi crisi indotta nel 2008 e determinante odierna del 2020, con atteso default nel 2021);
– immigrazione necessaria al raggiungimento dei “numeri” da mettere in campo in un eventuale scontro su apparenti basi etnico-religiose (ora in Italia 700.000 immigrati clandestini dal 2015);
– rafforzamento in loco di una realtà religiosa (l’Islam soprattutto radicale, nelle sue varie manifestazioni), fino a 40 anni fa quasi del tutto assente, attraverso finanziamenti esteri (oggi in Italia come allora in Bosnia da paesi del Golfo Persico);
– creazione di due fazioni contrapposte (tipicamente cristiani contro musulmani) attraverso un massiccio e scientifico impiego del condizionamento mediatico;
– ingenerazione e fomento vittimismo tra la popolazione immigrata (in particolare avviene verso i clandestini cosidetti “migranti”), oltre alla concessione alla estessa di maggiori diritti, anche rispetto a quelli già garantiti – sulla carta – alla popolazione autoctona che si vuole far sottomettere.
– il ruolo di supporto all’immigrazione clandestina e ai miliziani libici dei vari intellettuali e artisti internazionali impegnati nella “difesa dei diritti umani”, al fine di aumentare l’appoggio interno nei Paesi della NATO attaccanti o mandanti.

 

 

Dissimulazione e penetrazione islamica?

Un aspetto fondamentale della destabilizzazione islamica in un Paese è la cosidetta dissimulazione dei reali obiettivi finali. Andrebbe rammentata la storia dei conflitti tra musulmani e cristiani, nei quali, per un milennio, questi ultimi furono schiavizzati a decine di milioni complessivamente. Ci furono più europei ridotti in schiavitù che neri mandati in ceppi nelle Americhe. Nella mente dei bianchi di oggi, questo tema non ha comparazione con la triste vicenda degli schiavi neri e neppure viene evocata en passant a proposito di attività terroristiche maghrebine. Tuttavia non si trattò di una pagina breve e neppure carente d’importanza. La storia della schiavitù nel Mediterraneo risulta sinistra come le descrizioni più radicali e crudeli della schiavitù americana. Il colonialismo europeo in Africa portò alla fine dello schiavismo islamico (le conquiste francesi in Algeria furono dettate, in parte, dalla necessità di rendere sicura la navigazione mediterranea) nella parte nord-occidentale del continente, mentre la maggior parte dei territori orientali e l’Arabia si rifiutarono di cedere alle richieste di abolizione dello schiavismo nate in USA e in Europa. Ancora nel 1890, nel Califfato di Sokoto si contavano 2 milioni di schiavi. All’arrivo in Etiopia, i nostri nonni trovarono 2 milioni di schiavi su 10 milioni di abitanti. A tutt’oggi in Africa esistono centinaia di migliaia di schiavi.
Islam e Schiavismo: Una Storia Dimenticata
http://zweilawyer.com/2012/02/13/islam-e-schiavismo-una-storia-dimenticata/

Conoscere quattro parole arabe può salvare la nostra civiltà dall’acquisizione islamica
– Takiyya è definito come dissimulazione sulla propria identità musulmana.
Tawriya è definito come occultante e potrebbe essere chiamato “mentire creativo
Kitman è caratterizzato da qualcuno che racconta solo parte della verità. L’esempio più comune di questo è quando un musulmano afferma che il jihad si riferisce davvero a una lotta interiore, spirituale.
Muruna significa usare “flessibilità” per fondersi con il nemico o l’ambiente circostante.

Lies about Islamic Taqiyya (Dissimulation) Dr. Carson Right: Washington Post and Academics Wrong
https://www.gatestoneinstitute.org/6587/carson-taqiyya-dissimulation

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Molti ulema ritengono che la menzogna sia parte integrante della condotta in guerra; Ibn al-Arabi dichiara che negli hadith (parole ed azioni di Maometto), la pratica della dissimulazione nella guerra è bene descritta. Ibn Al-Munir ha scritto: «guerra significa ingannare, vale a dire che la guerra santa è una guerra di inganno e non di confronto, perché questa è intrinsecamente pericolosa e che è possibile raggiungere la vittoria con l’imbroglio senza subire alcun danno su sé stessi». E Ibn Hajar consiglia ai musulmani «di prestare molta attenzione durante la guerra, deplorandosi e piangendo (pubblicamente) per ingannare gli infedeli».
Questa simulazione si chiama Taqiya (appunto «dissimulazione» in arabo) La taqiyya (dissimulazione o inganno) include la menzogna agli infedeli in un modo generale, tanto in parole quanto in atti. La taqiyya è molto presente nella politica islamica. La taqiyya si utilizza principalmente in due casi. Il più conosciuto è la situazione dove si tratta di nascondere la propria identità religiosa quando si teme una persecuzione. Storicamente le Comunità Sciite ricorrevano alla taqiya, ovunque ed ogni volta che i loro rivali Sunniti erano più numerosi e quindi li minacciavano. Al contrario, i musulmani sunniti, lungi dal patire persecuzioni, ed ogni volta che ne hanno avuto la possibilità, hanno iniziato l’ jihad contro i miscredenti; ed è lì che hanno usato la taqiya, non come manovra di dissimulazione ma come inganno attivo. In realtà, l’inganno, che trova la sua base nella dottrina dell’islam, è spesso descritto come uguale – o superiore – ad altre virtù militari universali come il coraggio, la bravura o il senso del sacrificio.

“Ero uno di loro e so che normalmente quello che gli islamici si dicono fra loro non è quello che dicono a voi occidentali. ...i musulmani fanno lo stesso (della doppiezza di Maometto): quando vengono in Occidente, dove sono ancora una minoranza, paiono accettare le regole del paese in cui risiedono, ma quando prendono il potere seguono l’esempio del loro profeta, pretendendo l’imposizione della sharia a tutti. Inoltre, se fosse come dicono questi “moderati”, perché nei paesi dove i musulmani sono la maggioranza i cristiani sono tutti perseguitati e vige la sharia? Non dimentichiamo poi che non in alcuni paesi ma in tutti quelli in cui sono la maggioranza i diritti delle minoranze sono esigui se non inesistenti. Spesso chi condanna pubblicamente la jihad mente.
Si sta favorendo l’immigrazione di massa di una popolazione che ha 4, 5, 6 figli a testa, significa che la popolazione islamica supererà quella europea. E quando questo avverrà saranno loro a dettare l’agenda politica, come già cominciano già a fare nei paesi in cui crescono.
I soldi sono offerti anche alle chiese che ospitano gli immigrati. I programmi di rifugiati e i centri di assistenza, prendono soldi persino dall’Onu che li riceve dai paesi arabi. Mi spiace dirlo ma questa è la verità. E la seconda ragione è che c’è tanta ignoranza, un buonismo ignorante: non conoscono la verità e credono alla faccia ipocrita dell’islam.”
“Predicavo la violenza dell’islam, poi Gesù mi parlò”
http://www.lanuovabq.it/it/predicavo-la-violenza-dellislam-poi-gesu-mi-parlo

Prima della politica, della magistratura, della classe medica (psichiatri), i media sono i primi responsabili della manipolazione di massa, come in Bosnia per dieci anni fino al fatale 1992, dello “avvelenare i pozzi”, ai fini di creare il “clima giusto” per far accendere una rivolta delle cosìdette minoranze. L’instillare nella popolazione autoctona un forzato, ed irreale, senso di colpa per il periodo coloniale è una delle tecniche manipolative più usate ma bisognerebbe, ad esempio, conoscere i trascorsi storici dei paesi di origine dei “migranti” ove, ben prima, dell’Uomo Bianco, la schiavitù era fiorente traffico e sistema repressivo che ha colpito in particolar modo i popoli del Sud Europa per quasi un millennio.
“Christian Slaves, Muslim Masters”: lo schiavismo di cui non si può parlare
https://youtu.be/RXvCOFHCUS4

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Penetrazione dei Fratelli Musulmani nella politica e società italiana.
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Città problematiche a causa dell’impatto criminale dei clandestini, traghettati dalle coste libiche via mare, come Napoli e Torino sono in cima alle altre europee (con analoghi problemi di “convivenza” multikulti) per tasso di criminalità! Da notare che una delle città dove regna sovrana la corruzione tra la polizia, Sarajevo, è in fondo alla lista persino prima della svedese Malmo (nella quale i “migranti” si sono distinti per l’uso di granate a mano).

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KALIFAT: il terrorismo islamico importato diventa domestico (Svezia 2020, 1×08)
Una recente serie televisiva da non perdere, per comprendere i sistemi di manipolazione e reclutamento, è “Califfato” che consta di otto puntate e per la quale non è prevista una seconda stagione. Uno spy-thriller utile anche per visualizzare metodi e trucchi della cosidetta “dissumulazione creativa” tipica dell’islam. Merita l’acquisto in cofanetto DVD e non l’acquisto visualizzazione online presso uno dei colossi mondiali (al pari di Amazon, BnB, Uber, ecc.) che uccidono l’economia degli stati e delle comunità.

 “Quello che rende questa serie davvero interessante è la storia delle ragazzine (svedesi ma di famiglie musulmane) e della loro cosiddetta radicalizzazione. Che di radicale, vivaddìo, non ha proprio nulla. Le adolescenti si innamorano del califfato come mia figlia seidicenne fece per Violetta o tante altre ragazzine che impazziscono per degli youtuber poco più che alfabetizzati, tanto che quando arrivano a Raqqa e chiedono loro come si sono avvicinate all’Islam e cosa ne sanno, loro rispondono, candide: beh, YouTube, qualche sito… Ecco perché all’inizio vi ho citato il bellissimo libro di Warrick (che vi consiglio caldamente di leggere): perché all’idea del terrorista siamo abituati, ma non ci siamo ancora resi conto che esistono ragazzini occidentali , e manco pochi, che pensano che andare a combattere con l’Isis sia “una cosa molto divertente”.
Kalifat, i terroristi inaspettati (spoiler trama)

https://tvzap.kataweb.it/rubriche/274525/kalifat-i-terroristi-inaspettati/

 

 

 

Smobilitazione della Difesa Nazionale e depotenziamento delle forze di polizia

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La demolizione controllata delle forze di sicurezza è in atto da circa trentanni in Italia. Fondamentale è stata la messa in atto della riduzione organica delle Forze Armate (a cominciare dalla pre-esitente presenza capillare dei Carabinieri sul territorio) unitamente all’abbattimento dello storico coinvolgimento della popolazione nella Difesa Armata (sospensione e non abolizione dell’obbligo di Leva del Servizio Militare):

L’attacco al servizio militare obbligatorio avvenne su quattro fronti grazie ad un certo tipo di cultura comunista e/o nonviolenta anti-nazionale.
– Il servizio civile sostitutivo di quello militare (quando non più spesso di opportunistico imboscamento e di sfruttamento di manodopera gratuita per non pochi enti fruitori) espressosi in numeri importanti. Al contrario, una possibile integrazione di Difesa Popolare Nonviolenta non fu mai presa in seria considerazione.
– La permissività sull’imperante nonnismo, con una media di 150 suicidi tra i militari di leva all’anno negli anni ’80, tale da creare un’ondata di protesta generalizzata contro la Leva.
– Le inefficienze, le ruberie generalizzate, l’inesistente addestramento (ci sono stati casi persino di una sessione di tiro in 12 mesi di servizi obbligatorio) in modo da fare nascere nella comunità nazionale un senso di perdita di tempo.
– La riduzione del bilancio militare favorito dai “nuovi scenari” (leggi, la necessità anglo-americana-sionista di proteggere i loro interessi fuori dall’area NATO). A tal fine venne usato il “cavallo di Troia” della fine della Guerra Fredda.

Quella riduzione (e la professionalizzazione relativa) fu più un’esigenza rispondente ai compiti geo-strategici della NATO (quindi degli Stati Uniti) nelle varie “guerre umanitarie”, più che a un preciso interesse nazionale di mantenere una basilare difesa nazionale anche in funzione di contrasto alle guerre asimmetriche (come sta avvenendo oggi). Inoltre, lo testimonia anche la disgregazione sociale odierna, il venire meno della leva obbligatoria ha sicuramente inciso sul senso di comunità nazionale già scarso prima per indole italica.

A metà anni ’80. in tutte le Forze Armate si poteva allora contare su un totale di 258.000 uomini, di cui 187.000 di leva con ferma di 12 mesi (545.000 effettivi in totale). Ad oggi, invece, il totale non in pianta organica si aggira intorno a sole 180.000 unità. I Carabinieri /e la Guardia di Finanza non rientrano in questo conteggio dato che per addestramento e dotazioni non sarebbero così rilevanti nel frapporsi ad una rivolta generale armata di centinaia di migliaia di miliziani.
Circa 10,000 unità militari, ma sono le più addestrate, sono dislocate nelle varie operazioni all’estero per un costo esorbitante, che coprirebbe in buona parte un ritorno alla leva obbligatoria.

Recentemente, nella indifferenza generale, le forze armate sono state diminuite di altre 30,000 unità.

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Audizione in Commissione Difesa il 14 febbraio 2019. Il Capo di Stato Maggiore denunzia con preoccupazione l’ulteriore riduzione di altre 30,000 unità militari.

É oramai evidente in quale situazione di destabilizzazione ci troviamo, molto peggio di come l’abbiamo già conosciuta per le sette regioni quasi completamente in mano alle mafie nostrane. Senza un esercito di leva, magari attualizzato al modello svizzero, potremmo rischiare la fine della Bosnia o della Siria. La reintroduzione di un esercito di leva, integrato a quello professionale, è essenziale per garantirci l’allontanamento di uno scenario bosniaco.

Un intero rapporto, lungo quanto il presente,  andrebbe riservato per esaminare quali armi/protezioni/mezzi hanno in dotazione i vari corpi di polizia, ma dalle segnalazioni dei relativi sindacati la situazione appare drammatica sotto il profilo di un possibile pronto impiego contro una rivolta (persino anche non armata) generalizzata.
Ci si limiterà a portare l’esempio della rilevante smobilitazione delle brigate degli Alpini, quale grave sintomo della riduzione dei numeri delle nostre Forze Armate.

Il Corpo degli Alpini ha sempre dimostrato di essere il più preparato e adattabile delle Forze Armate persino su diverse tipologie di terreno e scenari.
Nei primi anni Novanta, con il venire meno della minaccia sovietica, venne avviato il processo di ristrutturazione dell’esercito, che comportò per le truppe alpine la soppressione di gloriosi reparti, tra i quali anche le Brigate Orobica e Cadore e degli Alpini d’Arresto. Nel 1997 il IV Corpo d’Armata alpino fu riorganizzato nel Comando truppe alpine formato da tre Brigate (Taurinense, Tridentina e Julia), che divennero due nel 2002 in seguito alla soppressione della seconda. In totale decurtate 3 brigate su 5.
Gli effettivi attualmente sono circa 11.000 ma con l’età media che si è alzata da una media precedente degli effettivi più bassa di quindici anni ai 40-45 anni attuali.
Anche se non c’è paragone di dotazioni tra il “vecchio” esercito e l’attuale, deve destare preoccupazione l’elevata età media degli effettivi e il loro drastico ridotto numero rispetto al passato.

 

Il pericolo di infiltrazioni grazie e schieramenti politici conniventi (minanti la sicurezza nazionale) nell’ammettere immigrati, sopratutto da altri continenti, nelle forze di polizia ed esercito. Una minaccia che dovette fronteggiare già l’Impero Romano 1800 anni fa e che fu uno dei principali motivi (oltre a raffredamento climatico, intossicazione da piombo delle classi dirigenti e militari) del suo progressivo indebolimento.
Nei Paesi che, come la Germania, hanno già una storia di inserimento di immigrati nelle forze armate e di polizia il problema della infiltrazione islamica sta emergendo in tutta la sua gravità.

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Mentre gli altri Paesi europei hanno modificato, sull’onda delle pianificate “crisi migratorie”, il proprio apparato militare tornando alla vocazione di difesa territoriale, l’Italia è ancora proiettata sugli scenari internazionali (eccezion fatta per i militari “comparsa” a fianco delle forze di polizia)
“Un decennio fa, ha
sottolineato Timothy Edmunds. le forze armate europee stavano  subendo una serie profonda di cambiamenti nei loro ruoli fondamentali poiché si concentravano quasi interamente sui ruoli di spedizione di guerra e di mantenimento della pace e allo stesso tempo per lo più abbandonavano i loro ruoli tradizionali come la difesa territoriale, la partecipazione a compiti di sicurezza interna e costruzione della nazione (ad es. infrastrutture per edifici). Tuttavia, a seguito della crisi migratoria del 2015-2016, le forze armate di alcuni Stati (Austria, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Svizzera, Rep. Ceca) si stanno attualmente riorientando verso la difesa territoriale, concentrandosi sempre di più sui compiti di sicurezza interna riguardanti la gestione della migrazione di massa e la costruzione di infrastrutture di sicurezza come le barriere di confine. Ciò significa che al momento molte forze armate europee stanno “subendo una serie profonda di cambiamenti nei loro ruoli fondamentali” e stanno riscoprendo sempre più i loro ruoli tradizionali di difesa territoriale, sicurezza interna e costruzione della nazione.”
How does the Migration Crisis Change the Roles of Militaries?
https://defenceindepth.co/2018/03/07/how-does-the-migration-crisis-change-the-roles-of-militaries/

Nell’ottica destabilizzante attuale contro l’Italia, una efficace preparazione ad una guerra ibrida non può prescindere dall’utlizzare tutte le “quinte colonne” già attive precedentemente: la maggior parte dei media mainstream, ampi settori della magistratura, quasi tutta l’informazione “alternativa” (altrimenti detti gatekeeper, da quanti dei vari noti avete sentito parlare di #esercitoproxy?),  militari conniventi di ogni ordine e grado, e infine partiti politici (sia di “governo” che di “opposizione” anche se apparentemente primeggia la cosidetta “sinistra”).
Tali veri e propri traditori della nazione agiscono da almeno un decennio per ampliare il ventre molle per rendere (a loro insaputa?) ancora più attaccabile in profondità il tessuto istituzionale, militare e sociale italiano. Una breve carrellata di alcune notizie tipo della loro sistematica azione.
La maggiore ideologia di fondo di queste “quinte colonne” è il cosìdetto “boldrinismo“. Maceria residua di talune dottrine che negli anni Settanta hanno cancellato la filosofia riducendola a semiologia. Il principio è che non esiste la realtà ma solo il linguaggio, al punto che anche l’evidenza può essere sovvertita legittimando ogni contraddizione. Queste persone vogliono distruggere l’Occidente passando per la distruzione del senso della realtà.
“Il boldrinismo è la ontologicamente dualista, propone infatti il dominio del “Loro” sul “Noi”, nel tentativo di imporre la minoranza sulla maggioranza. Il boldrinismo è anti-dialogico, in quanto non accetta la possibilità che lo si possa mettere in discussione dal punto di vista logico e razionale. Infine il boldrinismo è “razzialista” o “razzista”, in quanto mira alla difesa di alcune razze e cancellazione dei popoli e delle loro identità, proponendo
1) il meticciato mondiale, oppure
2) il dominio di una razza-etnia oggi minoritaria su quella maggioritaria.”

Il dominio del “Loro” sul “Noi”. Filosofia e fenomenologia del boldrinismo
https://youtu.be/QXQv9w9ujY0

All’interno della strategia di infiltrazione nelle forze di polizia la continua, sistematica, reiterazione della introduzione dello “ius soli” è funzionale a chiudere la possibilità di invertire lo scenario in atto per le forze armate e di polizia, quindi di salvezza dell’Italia dallo scenario di guerra ibrida in esame.
Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ius-soli-lezione-dimenticata-politologo-sartori-1410325.html

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GIUGNO 2020. Un maldestro tentativo di creare un caso “Floyd” di “razzismo” anche in Italia e conseguente scatenamento di rivolte di massa dei “migranti”. Immigrato africano bloccato dalla polizia in Stazione a Milano. Le #Sardine: “Abuso di potere”. Fake news, in realtà l’immigrato è stato fermato perché spaventava i passanti con un coltello lungo 36cm.

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Una parte significativa della Magistratura è probabilmente uno strumento fiancheggiatore del depotenziamento delle forze di polizia italiane e dello svuotamento del nostro sistema giuridico attraverso l’interpretazione continua ed eccessiva della Legge.

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Sovente, quando un clandestino si macchia di reati anche gravi alla persona, viene ricoverato in un comodo reparto psichiatrico, dove è possibile delinquere ancora ed eventualmente fuggire, invece di essere correttamente confinato in carcere. Gli “specialissti” della mente sono probabilmente un’altra sponda, oltre ad una significativa parte della magistratura, per depotenziare la lotta alla criminatlità, in particolare immigrigati irregolari.

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Un “migrante” denunciato a piede libero e portato in caserma per accertamenti poi ruba una bicicletta. Quanto si devono sentiere impuniti molti clandestini per sbeffeggiare le forze dell’ordine in questo modo?

“Perchè la linea dura sull’immigrazione illegale deve essere inflessibile:
La chiusura dei porti quindi “paga” anche in termini di vite umane poiché l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha reso noto a fine anno che il numero di migranti morti cercando di attraversare il Mar Mediterraneo è sceso del 28% nel 2018 rispetto all’anno precedente: 2.262 contro 3.139.”

https://www.analisidifesa.it/2019/01/perche-la-linea-dura-sullimmigrazione-illegale-deve-essere-inflessibile/

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Il sistema finanziario criminale dei “salvataggi in mare”
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“Cittadini stranieri entrati in modo irregolare” (clandestini). Fonte: pagina ufficiale del Ministero dell’Interno

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business dei clandestini
Le fantastiche cifre dell’affare “salvataggi in mare”.

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traffico uimani ong

Da quasi dieci anni le nostre forze armate e di polizia sono impegnate rispettivamente nel raccogliere i “profughi” a poche decine di miglia dalle coste libiche (con costi folli e invecchiamento precoce dei nostri mezzi di difesa navali) e a contenere le centinaia di reati settimanali di cui si macchiano una volta “accolti” in Italia. Va fatto subito notare che la percentuale di richieste asilo accettate dalle Prefetture, nell’attuale lungo iter di riconoscimento (una manna per i criminali e opportunisti), si aggira intorno al 5% del totale.
Immigrati, clandestini e profughi – Gianandrea Gaiani (Analisi Difesa)
https://youtu.be/cCuAu4pu-Ns

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“Salvataggio” a qualche decina di chilometri dalle coste libiche. Una sceneggiatura ben ripresa…

Il traffico di esseri umani nel mondo frutta 150 miliardi di dollari alle mafie, di cui 100 miliardi vengono dalla tratta degli africani. Ogni donna trafficata frutta alla mafia nigeriana 60 mila euro. Secondo stime dell’ONU, ogni anno sono trafficati milioni di esseri umani con una stima di guadagno delle mafie di 150 miliardi di dollari. Questi soldi poi non vengono certo redistribuiti alla popolazione povera di questi paesi, ma usati per soggiogarla ancora di più con angherie di ogni genere, destabilizzarne i già precari equilibri politici, reinvestirli in droga e armi. Se questo verrà tollerato ancora i rischi non saranno solo per l’Italia, ma anche per i Paesi Africani dove oltre al problema di dittatori si aggiungerà quello di Narcos al livello della Colombia di Escobar o il Messico di El Chapo con ancora più morti e sottosviluppo di quello che già c’è.”tratta di esseri umani. Oltre 100 mila persone nel mondo

Il traffico di umani dall’Africa, le mafie e la complicità dei razzisti

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2018/07/15/il-traffico-di-umani-dallafrica-le-mafie-e-la-complicita-dei-razzisti-0105866

“Ci sono vari motivi per definire assurdità le operazioni di accoglienza indiscriminata e il continuo impiego di navi militari. Si tratta di grave errore politico perché sta incentivando le partenze da tutta l’Africa verso le coste libiche, come aveva predetto l’allora ministro degli interni britannico Theresa May, oggi premier di una Gran Bretagna il cui “Brexit” è stato dovuto in buona parte alla politica migratoria della Ue, prona ai trafficanti. È un insulto alla legge, poiché viene di fatto rimosso il concetto di confini e sovranità nazionali, ed è una sciagura sul piano sociale perché alimenterà tensioni e violenze e scoraggerà i tanti stranieri che finora sono immigrati legalmente in Italia ed Europa. È devastante per la sicurezza, poiché è noto che i trafficanti finanziano al- Qaeda e Isis e che insieme agli immigrati clandestini giungono in Europa anche jihadisti, ed è un disastro in termini militari.
Innanzitutto sul piano della deterrenza: nessun terrorista o criminale avrà mai timore delle flotte europee impegnate non a bloccare i flussi illegali ma a favorirli col paradosso che i terroristi infiltratisi mischiandosi ai clandestini sono stati sbarcati nel Vecchio Continente da navi militari europee. E poi sul piano dell’usura dei mezzi e degli equipaggi. L’emergenza immigrazione ha consentito alla Marina di farsi finanziare il parziale rinnovo della flotta ma sta assorbendo la quasi totalità delle ore di moto, salite da 70 mila a 110 mila negli ultimi tre anni mentre i fondi per manutenzioni e carburante si sono dimezzati. Le indennità d’imbarco agli equipaggi vengono pagate dai fondi ad hoc per le missioni stanziati dal governo ma da più parti si ammette che vi sono crescenti carenze nell’addestramento ai compiti militari dovute all’intenso impegno coi migranti. L’aspetto più grave è però che i flussi migratori non avranno mai fine finché continuerà un’accoglienza che fa incassare ai trafficanti 5/6 miliardi di euro l’anno secondo l’ Europol mentre la missione Ue Eunavfor Med ritiene che circa la metà del Pil della regione libica della Tripolitania provenga dai traffici di esseri umani. Meglio sgombrare il campo dai facili buonismi e dalla retorica della missione umanitaria.”

Migranti, la vergogna dei soccorsi in portaerei
http://www.analisidifesa.it/…/migranti-la-vergogna-dei-soc…/

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Migranti illegali: le Ong contro la Guardia Costiera libica (Francesca Totolo)
https://www.analisidifesa.it/2018/06/le-ong-e-i-flussi-migratori-illegali/

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Il numero di migranti “sbarcati” in Italia 1997-2016

La polemica estiva 2017 sul ruolo delle ONG è stata solo uno stop da parte degli Stati collusi europei. Le Marinerie di questi ultimi (unitamente a quella italiana) hanno tranquillamente traghettato per anni i “profughi” dalle acque libiche (o in prossimità) fino alle coste siciliane (o hanno permesso alle navi hub dei trafficanti di scaricare barconi o gommoni a poche decine di miglia dalle coste italiane). Le ONG volevano solo prendersi la fetta più grossa dell’affare.

“Salvati” nel Canale di Sicilia” (che è situato tra la punta orientale siciliana e la Tunisia) oltre un centinaio di miglia nautiche dalla zona reale di prelevamento e traghettamento. Dal 2013 al 2016 la Marina Militare italiana e le altre navi europee si sono spinte man mano fino alle acque territoriali libiche per raccogliere i “profughi”. E nonostante ciò il numero dei deceduti in mare è aumentato proprio tra il 2016 e 2018 (pull factor).

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Se si vuole sostenere che senza le ONG un centinaio di migranti stipati su un gommone cinese mezzo sgonfio da 800$ sarebberro arrivati in Italia facendo oltre 500 km con due taniche di benzina e un motore da 50hp, bisognerebbe spiegare come avevano intenzione di fare. Dipende dalle condizioni meteo ma possono navigare al massino per 5 km fino a massimo 25 km.
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“Vengono “salvati” su natanti improvvisati. Facciamo chiarezza sui strani gommoni utilizzati dai migranti centroafricani (non certo libici) che partono dalle coste di Misurata per dirigersi verso L’italia, provvidenzialmente assistiti da organizzazioni ben finanziate e da marine militari assortite.
Parliamo dei gommoni, quegli strani affari che provengono dalla Libia carichi di migranti, e cercherò di spiegarvi, numeri alla mano, perché i potentissimi mezzi delle varie marine che cercano di “fermare” i migranti, siano in realtà una parte consistente del problema. Persino i media italici si sono improvvisamente accorti che qualcosa non quadra, nella “nobile opera” della navi che “salvano” i migrati, in realtà comodi taxi per trasportarli in Italia, e poco più.

I “gommoni” che vengono utilizzati, tubolari con chiglia praticamente piatta sono assemblati nella vicina Tunisia. Non vengono dalla Cina, come molti affermano, sbagliando. Questi gommoni, assemblati in PVC del tipo economico, del solito grigio chiaro, non possono neanche essere montati e caricati sulla spiaggia. occorre avvitare i vari pannelli di compensato che ne costituiscono il fondo gli uni con gli altri, poi i migranti si caricano il gommone in spalla, lo portano in mare e dall’acqua salgono a bordo. Dovete sapere che “l’arte” della fabbricazione dei battelli pneumatici con tubolari in gomma è essenzialmente un lavoro manuale, con qualche tavolo, forbici e pennello costruisci sia il tubolare che lo scafo, eccovi altri esempi.

Mettiamoci un attimo nei panni del trafficante di carne umana, e facciamo i soliti conti:
per mettere su quel rottame, tra tessuto, scafo e fuoribordo di seconda mano, oltre a un po di benzina, servono al massimo diecimila euro, abbondiamo e facciamo quindicimila.
I migranti pare che paghino in contanti (o lavorando gratis uno o due anni per i trafficanti) almeno millecinquecento euro a persona. Teniamoci scarsi e calcoliamo cinquanta persone a gommone, fanno settantacinquemila euro. Insomma guadagnano minimo quasi quattro volte l’investimento iniziale.
E chi li ferma davanti ad un guadagno simile?
Gli scafisti non ci sono, ovvio uno dei disgraziati a bordo, uno che magari una volta ha visto una barca si offre di fare la traversata gratis lavorando, ovvero conducendo il gommone. Gli si dà una bussola (10  euro) o un  GPS palmare (altri sessanta euro da aggiungere al totale) e il gioco è fatto.
Non servono scafi perfetti, dato il motore piccolissimo, l’unico modo per farla andare un filino più veloce è farlo stretto e lungo, infatti nelle imbarcazioni dislocanti è la lunghezza che determina la velocità massima.
Ovviamente il motore piccolo e tirato al massimo (per quello parlavo di Tohatsu, che sono particolarmente adatti allo scopo , per motivi tecnici) consuma come una portaerei, per arrivare fino in Sicilia o a Lampedusa occorreranno minimo 3-400 litri di carburante, e di serbatoi grandi non se ne vede traccia.
Per non parlare della pazzia di fare traversate di centinaia di chilometri in quelle condizioni. Mi ricordo quando erano gli albanesi a fare la traversata in condizioni simili, con carichi minori si installavano coppie di motori complessivamente 8-10 volte più potenti, e la distanza da percorrere era minore.
Il “trafficante di carne” albanese aveva fatto gli stessi conti e calcolava di riutilizzare i battelli più e più volte, confidando che sono un settimo dei mezzi veniva fermato ogni volta. Il guadagno era tale che già ad ogni battello rientrato si tornava in pari dell’investimento, e poi il reato era tutto utile netto. E qui mi sorge un piccolissimo dubbio, confortato anche dal fatto che i fuoribordo che vedete in foto ho faticato davvero a trovarli, di solito le telecamere puntano la fiancata del battello, e poi si buttano subito in uno stacco delle facce felici e disperate insieme dei migranti, tralasciando la visione complessiva della carcassa su cui navigano.
Il sospetto è che questi gommoni siano dotati più o meno della benzina necessaria per arrivare al largo delle coste libiche, e che in qualche modo gli organizzatori comunichino via radio con i soccorsi europei che li vanno a recuperare, la tipica “nave tedesca o inglese” che ne raccogli un migliaio e poi li scarica in Italia.


Certo è che senza le navi dello “sbarramento” ben pochi di quelli che sono partiti arriverebbero alle coste europee, probabilmente affogherebbero o morirebbero di sete dopo aver finito la benzina. Insomma sarebbero gli sforzi degli occidentali per “arginare” il fenomeno dei migranti a dare nuovo impulso al traffico. I trafficanti, quegli impuniti , utilizzano la Flotta di Sbarramento come un comodo taxi, e gli permettono pure di risparmiare sulla benzina, che costa.”

Post tecnico, oggi: parliamo degli strani gommoni dei migranti provenienti dalla Libia
https://www.rischiocalcolato.it/2015/08/post-tecnico-oggi-parliamo-degli-strani-gommoni-dei-migranti-provenienti-dalla-libia.html

https://liberticida.altervista.org/rapporto-sui-gommoni-dei-migranti-libici-facciamo-chiarezza/

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I trafficanti, prima degli “anni dei gommoni”, usavano mercantili navi-hub per caricare i gommoni e/o trainare le barche/pescherecci per riempirli in prossimità delle coste italiane, quindi farli “soccorrere” dalla Marina Italiana.

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Quello che non ti dicono delle ONG – Francesca Totolo
“Non ho mai scritto o pubblicato qualcosa di non verificato, ho soltanto messo in ordine i pezzi. Mostrando l’incoerenza dei salvataggi, che avvengono praticamente sulle spiagge libiche”. Ho chiesto a tutte le otto Ong che operano nel Mediterraneo di salire a bordo, di accreditarmi per documentare le loro attività. Per verificare di persona. Ma non ci sono mai riuscita. Con le operazioni delle Ong il numero delle morti in mare è aumentato. Sia in valori assoluti che rispetto alle partenze. Questo significa che il pull factor delle Ong sui migranti, che li ha spinti ancora di più a partire, ha fatto impennare i naufragi e quindi le morti in mare”
https://youtu.be/MEejfBYt3Q8

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Vescovi e istituzioni africane esortano i giovani africani a non partire. L’analisi della economista Dambisa Moyo
La carità che uccide
https://www.pressenza.com/…/dambisa-moyo-e-la-carita-che-u…/

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Il periodico austriaco Info-direkt (vicino alle forze armate) fece una interessante sintesi di una inchiesta giornalistica sull’affare “profughi” già nel 2015, appena a qualche anno dall’inizio della attuale “migrazione”.
“Accogliere, custodire e accudire i richiedenti asilo. Queste attività non sono svolte dallo stesso Stato, ma da una società privata. Più precisamente dalla società svizzera ORS, che nel 2014 ha ricevuto circa 21 milioni di euro dal Ministero dell’Interno austriaco. Il quotidiano “Der Standard” ha in dagato sulla misteriosa questione di chi possieda questa società “ORS” e rivela: “La società ORS appartiene allo Swiss Ox Group, che è stato acquistato nell’estate del 2013 dalla britannica Equistone Partners Europe (EPE). Secondo la homepage, questo a sua volta appartiene a circa 30 investitori istituzionali e alla Barclays Bank.
Oltre ai centri di accoglienza in Svizzera e alla famosa Traiskirchen austriaca (attualmente oltre 5.000 persone), la ORS si occupa anche delle strutture nel Land Vorarlberg, e nei germanici Ingolstadt e Monaco.“Equistone Partners Europe” (EPE) sta dietro la società per azioni “ORS”. Ma chi sono i 30 investitori e chi è la “Barclays Bank” che controlla l’EPE? Questi sono attori globali dell’alta finanza, i fili si uniscono nella famiglia di banchieri Rothschild.
Il giornalista Wolfgang Freisleben di “Der Standard” descrive la Barclays Inc. come una “corazzata Rothschild”. Quali importanti azionisti Barclays ha la banca privata “NM Rothschild” e la sua banca satellite “Lazard Brothers”. Il predominio della famiglia di banchieri Rothschild si è manifestato anche in termini di amministratori. Per anni, Barclays è stato presieduto dal genero Rothschild, Marcus Agius. Questo perché ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, non solo è diventato presidente della società più influente al mondo, ma anche direttore dell’emittente britannica BBC e uno dei tre amministratori del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. La situazione è simile anche in “Equistone Partners Europe” (EPE): EPE è uno spin-off di Barclays Bank e quindi strettamente coinvolta con Barclays e i Rothschild. I top manager di EPE passano a Rothschild e viceversa. Anche le acquisizioni di gruppi vengono pianificate e elaborate congiuntamente. Esempio evidente è la acquisizione nel 2012 di “Sunrise Medical” da parte di EPE. “Sunrise Medical è stata assistita nella transazione da Rothschild, Simpson Thacher & Bartlett LLP e Deloitte Tax LLP. Con strutture aziendali simili a reti, i proprietari alla fine della catena azionaria incassano sempre. Quindi c’è un’industria dell’asilo – e appartiene, almeno nell’area delle strutture per l’asilo in Austria e Svizzera – alla più antica (e da molti definita la più potente) famiglia di banchieri: i Rothschild.”
Gli articoli originali sia su Info-direkt che in Der Standard non sono più reperibili. Nel 2016 su Der Standard è stato pubblicato un articolo “corretto”
Rotschild und die Asyl-Industrie
http://www.info-direkt.at/rothschild-und-die-asyl-industrie/

Rothschild und die Asyl-Industrie
L’industria dell’accoglienza e il supporto finanziario del Gruppo Rothschild

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Resta il fatto che una volta “bloccate” (si fa per dire) le ONG dai loschi traffici, il numero dei deceduti per “attraversamento” si è ridotto drasticamente.
Migranti, sbarchi in calo del 10% da inizio anno. Ad agosto flessione record dell’85%
http://www.ilsole24ore.com/…/migranti-oim-meno-morti-medite…

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Drastico calo dei morti in mare con la diminuzione delle navi ONG ad attendere i “migranti” al largo delle coste libiche (“pull factor”)


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“Durante lo stallo della nave Aquarius molti si sono chiesti perché avesse preso a girare in tondo a Malta, nonostante l’ok della Spagna. Poi con le dichiarazioni del Presidente Conte, “ci siamo offerti di trasbordare donne incinte e bambini, ma nessuna risposta”, i dubbi sono aumentati esponenzialmente. Vuoi vedere che il capitano aveva l’ordine di sbarcare in Italia e solo in Italia? Sì. Non è un ‘salvataggio’ è un trasporto. Si paga il biglietto di 3000 dollari a passeggero (quando il servizio era completo con gli scafisti, costava 5000) Non lo pagano cash i migranti. Non li hanno quei soldi. Lo pagano i boss di ‘ndrangheta e Cosa Nostra (che in africa chiamano ‘sponsor’ ma sarebbe più corretto chiamare PADRONI) con Western Union Araba trasferiscono il denaro ai trafficanti africani. Da quel momento il migrante è uno schiavo. Deve arrivare in Italia nel porto in cui è stabilito. Deve lavorare nei campi o come facchino o come ambulante, o per le donne come prostituta, finché non si sdebita. Si è fatto un gran parlare del caporalato in Calabria in questi giorni per la morte di Sacko, ma nessuno dice che in quelle baraccopoli vivono braccianti africani pagati 2 euro l’ora. E in effetti i conti tornano. Se noi consideriamo la paga di uno stagionale 8 euro in nero (10 in regola) meno i due euro che rimangono in tasca all’africano, fanno circa mille euro al mese nelle tasche del caporale. In una stagione si è ripagato. Quelle navi non salvano persone. Trasportano schiavi. Le rotte africane convergono in libia dal corno d’africa a est (Eritrea, Somalia..) e dal niger/nigreria/mali a ovest. Passano per i check point del centro africa, presidiati da una moltitudine di tribù ognuna in lotta contro l’altra, pagando il pedaggio. I pedaggi servono per finanziare le armi alle milizie delle tribù. La metà del pil in libia, dalla morte di Gheddafi è costituito dalla tratta degli schiavi. Noi stiamo finanziando 30 guerre in Africa attraverso la tratta degli schiavi nel Mediterraneo. E stiamo fornendo soldati alla mafia in Italia attraverso l’accoglienza. Il business delle coop, i 5 miliardi che spendiamo per mantenerli, sono solo la punta dell’iceberg.”
(Oliva Salviati, da facebook)

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“Dobbiamo infatti distinguere tra i veri poveri del secondo e terzo mondo, che sono miliardi e che non riescono nemmeno a mangiare ogni giorno (inclusi parecchi occidentali), da chi ha a disposizione migliaia di euro per pagarsi il passaggio in Europa attraverso le organizzazioni di trafficanti di esseri umani. In paesi dove il reddito pro capite medio del 90% della popolazione e’ inferiore a 2 dollari al giorno, chi avesse pure anche solo 1000 $ per lo scafista, beh, non lo si può proprio considerare un indigente affamato. 
Ciò che succede quasi sempre in quei casi è che famiglie che qualche mezzo lo hanno mandano i figli all’estero a procurarsi un’entrata supplementare in valuta pregiata, che ritornerà loro attraverso i canali dei money transfer. Questi giovani partono senza visto (perché è più facile, dichiarandosi rifugiati, ottenere il permesso di soggiorno, e ciò evita anche le lunghe file agli sportelli dei consolati europei, la cui risposta alla domanda di immigrazione è spesso negativa.) 
Chi conosce la realtà dei paesi da cui partono questi giovani sa che in teoria quasi nessuno potrebbe permettersi di andarsene. E che anche chi potrebbe, non vuole. Il perché ci sia stata un’impennata esponenziale di arrivi di barconi e’ probabilmente dovuto alla presenza di condizioni favorevoli, come il caos in Libia che ha seguito lo sciagurato assassinio di Gheddafi da parte di USA e Unione Europea. E, ipotizzo, la necessità di finanziare velocemente gruppi terroristici, di miliziani e predoni vari. 
Il mio punto di vista si basa sull’osservazione della realtà in Repubblica Democratica del Congo, paese funestato da invasioni e guerre a causa delle quali ha perso 6 milioni di civili, in cui i predoni di ricchezze continuano ad uccidere e provocare decine di migliaia di sfollati, sia all’est che nei paesi vicini. La maggioranza della popolazione vive in miseria ma, per cambiare le cose sul posto, bisognerebbe finanziare piccoli progetti comunitari sia nei villaggi – i cui abitanti fuggono in città perché con la globalizzazione i loro prodotti sono più cari sul mercato, rispetto alle merci importate – che nelle grandi metropoli. 

Le rimesse dei pur numerosissimi emigranti in Europa, Canada, USA non creano posti di lavoro, ne’ sono di utilità agli altri che non ne ricevono (cioè la maggioranza). La famiglia, con le rimesse dall’estero, ci paga un matrimonio, un funerale, ci compra la macchina, ci paga le medicine o la scuola ai propri figli e nipoti. Tutto resta in famiglia, al massimo allargata. Quasi nessun emigrato nei paesi ricchi ha costruito fabbriche al suo paese per dare lavoro ai connazionali. L’egoismo consumistico regna tra i figli delle classi che hanno un minimo di potere d’acquisto, e se queste saranno le nuove classi dirigenti, in pochi decenni dell’Africa con foreste pluviali, fiumi e laghi maestosi, non resterà’ un bel niente. Sono assai più vogliosi di noi di capitalismo distruttivo. Della gente ‘normale’, cui basterebbe vivere bene, magari con l’elettricità e senza i-Phone o Nike da 200 euro al paio, ai grossi investitori non importa. L’immagine veicolata dai media è appunto lo stereotipo del santo migrante, del poveretto in fuga da guerra e fame che si sacrifica ed inonda il paese d’origine di euro di rimesse – che se andassero a finanziare davvero i piccoli progetti, allevierebbero si’ la VERA miseria dei più- mentre la verità è che la maggioranza dei migranti sono giovani assetati di consumismo e di capitalismo, che dei loro compatrioti in pratica se ne fregano.
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http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2015/06/african-anschluss.html

Il picco di vittime in mare è stato registato negli anni di maggiore attività (con la connivenza dei governi italiani ed europei) delle ONG “umanitarie”m ovvero, il criminale “pull factor”.

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libia offre blocco migranti

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L’Europa sta murando l’Italia. E prima o dopo i “migranti” avranno fame e freddo.

L’analista strategico Nicolai Starikov (opinionista russo) addita la tempistica in cui la “crisi dei migranti” è stata fatta diventare un’ondata, aggiungendo un’altra crisi ad un’Europa in crisi epocale: “Vedo evidente un fatto: bruscamente, in paesi che si sono da molto tempo accordati sui principi di esistenza nella sicurezza, per un motivo o per l’altro l’istituzione Stato si trova indebolita. Lo Stato non può più fare quel che deve fare per proteggere l’integrità dei suoi confini. Ma l’impotenza dello Stato non si produce da sé, è benefica a qualcuno; perché ogni flusso di emigranti può essere bloccato, e non necessariamente con maniere fortissime”. Starikov intende: rimandare indietro per nave tutti quelli che arrivano, ed hanno speso un sacco di soldi per comprare il viaggio, renderebbe più costoso per quelli che gliel’hanno pagato, insistere su questa strategia. Perché non credono, gli Starikov, che tanti siriani languenti nei campi profughi, o neri subsahariani, abbiano tutti messo da parte i 3-4 mila dollari (quando non 7 mila). Secondo indagini della polizia serba, il passaggio via terra dalla Turchia all’Ungheria costava, all’inizio dell’anno (2016), 10 mila dollari; adesso è sceso a 2 mila. Le spese vive non sono indifferenti; chi paga la differenza? Inoltre i migranti sono all’80% maschi, e “il 90 per cento dei migranti da paesi musulmani indica come data di nascita il primo gennaio dello stesso anno, senza avere documenti che confermino questo”.
Nikolai Starikov explains Europe’s refugee crisis
https://youtu.be/DTJc9pN29A4

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Frequenti controlli di frontiera attuati dall’Austria su autoveicoli (autocarri sempre) dal 2016 anche ai valichi di frontiera minori come quello di Resia.

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TRIESTE 16 MARZO 2020 – Dopo 25 anni, e nonostante i dichiarati serrati controlli, tutto come prima? (Da Twitter @Merigiusi )

La nostra prima inchiesta sull’immigrazione clandestina; 60,000 all’anno: “Porte Aperte” a TriesteCirca 1,5 milioni di clandestini giunti dalla “porta est”, su un confine di appena qualche decina di chilometri, nell’arco di aoli 25 anni!
Da documenti ufficiali della Procura e della Prefettura di Trieste (2006)
“Diversi sono i punti del territorio italiano attraverso i quali i trafficanti di esseri umani introducono illegalmente gli immigrati.
Una porta d’ingresso utilizzata dai trafficanti per introdurre immigrati clandestini in territorio italiano è il confine italo-sloveno. Ogni notte il carso sloveno-giuliano, la città di Trieste e le zone limitrofe (Gorizia e Udine) sono attraversate da un numero non trascurabile di immigrati clandestini.
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La Procura della Repubblica di Trieste, sulla base di indagini particolarmente accurate, ha stimato che ogni anno dalla Slovenia entrano in Italia non meno di 35.000 clandestini.
Questa cifra, stimata per difetto, si fonda sul presupposto che per ogni clandestino rintracciato almeno quattro o cinque riescono ad eludere i controlli e a raggiungere la loro meta prefissata. Si tratta di immigrati provenienti dall’Europa centrale e orientale (jugoslavi, rumeni, bosniaci, macedoni, moldavi, bulgari), dal medio oriente (turchi e irakeni di etnia curda), dal subcontinente indiano (bengalesi, pakistani, srilankesi), dall’Asia (cinesi e filippini). In particolare, tra le persone provenienti dal centro e dall’est europeo, la maggior parte è costituita da giovani donne, molte delle quali minorenni, di origine ucraina, moldava e russa, destinate successivamente al mercato della prostituzione da strada italiano. Il fenomeno dell’immigrazione clandestina, così come quello di altri fenomeni illegali (es. contrabbando, traffico di armi e di droga) lungo il confine che separa l’Italia dalla Slovenia non costituisce una novità.
La Procura della Repubblica di Trieste, grazie all’attività investigativa svolta da un apposito pool di magistrati ed investigatori attivo dal 1997, ha ricostruito le rotte attraverso le quali, immigrati di diversa nazionalità entrano in Italia attraverso il confine italo-sloveno. I casi trattati, hanno dimostrato come le organizzazioni dei passeurs sloveni, classificabili tra quelle di medio livello, abbiano sviluppato competenze tali da renderle capaci di gestire la parte del viaggio che gli immigrati devono compiere dall’ex Unione Sovietica, in particolare dalla città di Kiev in Ucraina, passando attraverso la Romania, l’Ungheria, la Croazia, la Slovenia e l’Italia.
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Dal Bangladesh, muniti di visti per affari o di altri documenti rilasciati dalle rappresentanze consolari e ottenuti attraverso il pagamento di cospicue somme di denaro, i clandestini raggiungono Mosca in aereo. Gli stessi, quindi, proseguono il loro viaggio a bordo di autovetture, camion o piccoli furgoni, verso Kiev, in Ucraina, dove sostano qualche giorno, per poi continuare verso Budapest. Da questa città, snodo fondamentale per il traffico delle persone, gli immigrati vengono diretti in Slovenia e, da qui, in Italia.
La pianificazione del viaggio è curata da un’organizzazione criminale bengalese che si avvale di manovalanza criminale di diversa nazionalità nel corso delle varie tappe.
Immigrati clandestini che attraversano zone impervie e boschive vicino Trieste, Gorizia e Udine, provengono anche dall’area balcanica, in particolare dalla Macedonia, dal Montenegro, dal Kosovo, dalla Jugoslavia.
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Coloro che dalla Romania intendono raggiungere l’Italia si rivolgono alle organizzazioni sopra citate che, senza alcun problema o timore, pubblicano offerte di accompagnamenti illegali mediante apposite inserzioni sui quotidiani o scrivono sui muri delle città frasi del tipo: «Porto gente in Italia», «Offresi per accompagnamento in Italia», «Massima serietà ed esperienza per accompagnamenti in Italia».
Il confine carsico-giuliano è attraversato anche da immigrati clandestini provenienti dalle Filippine, dal Pakistan, dall’Egitto. I viaggi illegali verso l’Italia e altri stati dell’Unione Europea sono programmati e pianificati, come si è visto in precedenza, da grossi trafficanti che risiedono negli stessi paesi di origine dei flussi migratori. Un nodo fondamentale, dal quale transitano gli immigrati provenienti da queste nazioni, è costituito dall’Ungheria, paese nel quale i trafficanti possono contare sull’appoggio di apposite organizzazioni che si occupano di garantire un alloggio sicuro e segreto agli immigrati, si occupano del loro smistamento e del loro successivo spostamento verso i paesi di destinazione. L’ultimo tratto del viaggio viene solitamente svolto mediante l’utilizzo di autovetture, camion, furgoni fino all’area confinaria con l’Italia dove ad attendere i clandestini vi sono i passeurs che provvedono a curare l’attraversamento dei boschi e la consegna degli immigrati ai committenti.
(continua…)
Da documenti ufficiali della Procura e della Prefettura di Trieste

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L’incredibile assenza di controllo e confinamento dei “profughi”

Profughi di tutte le crisi umanitarie passate: bambini, donne e vecchi, molto raramente qualche uomo in età di leva o chiamata straordinaria alle armi.
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ALBANIA 1991: UN PRECEDENTE STORICO.
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Cosa accade invece dal 2013?
Nessun terrorista o criminale avrà mai timore delle flotte europee impegnate non a bloccare i flussi illegali ma a favorirli col paradosso che i terroristi infiltratisi mischiandosi ai clandestini sono stati sbarcati nel Vecchio Continente da navi militari europee.”
MIGRANTI, LA VERGOGNA DEI SOCCORSI IN PORTAEREI
https://www.analisidifesa.it/2016/09/migranti-la-vergogna-dei-soccorsi-in-portaerei/

DZW6hNBX0AAKkkrLa naturale conseguenza di nessun controllo alle frontiere, e della libera circolazione dei richiedenti asilo (esito poi negativo nel 95% dei casi) porta ad una maggiore libertà per terroristi jahadisti ed emulatori.

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Terrorismo, arrestato migrante del Gambia a Napoli. “Voleva lanciarsi in auto sulla folla”
https://www.quotidiano.net/cronaca/terrorismo-gambia-1.3872912

Si chiama Ascia nera ed è un nome con il quale saremo costretti spesso a familiarizzare. È la famigerata mafia nigeriana che abbiamo importato con gli immigrati, un regalo dei clandestini. L’ascia è lo strumento della rottura delle catene dello schiavismo, il basco nero il simbolo dei “soldati”. Si è insediata silenziosamente nelle nostre città. Tre i nuclei storici (Black axe, Eiye, Aye confraternite) che si sono spartiti Lazio, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Veneto e Piemonte, facendo affari con le mafie locali ed assumendo poco a poco un ruolo egemone nel mercato della prostituzione (nera), nello spaccio di droga, nel traffico delle armi, nel racket delle scommesse e nella tratta dei migranti. Ascia nera ha una peculiarità, rinsalda i legami di appartenenza praticando riti che noi definiremmo tribali ma che per loro sono delle antiche religioni africane: sacrifici umani con smembramento di cadaveri e cannibalismo.
Il generale dei carabinieri Antonio Basilicata, della Direzione antimafia, è stato coraggioso ed ha ammesso ciò che molti non vogliono dire, che Black axe oramai è una realtà in Italia. E pur escludendo cannibalismo e tribalismo nell’omicidio Mastropietro, ha raccontato a Libero: “Il fenomeno della mafia nigeriana è noto da anni. C’è addirittura una sentenza della Cassazione del 2007 che ha riconosciuto queste organizzazioni criminali. Si muovono come affiliati alla mafia, a volte in alcune città del sud stringono accordi con i clan, con le cosche; in altre agiscono in modo autonomo, facendo leva sui legami con i connazionali. La differenza rispetto alla mafia italiana è che i nigeriani esaltano la componente misticio-religiosa: usano forme di violenza legate ai loro riti; per ottenere l’obbedienza delle prostitute nigeriane le ricattano con argomentazioni di tipo misticio (riti vudù, NdR)”.
“Una volta arrivati qui”, conclude Basilicata, “si dedicano ai traffici illeciti, incluso quello dei migranti, e i soldi li inviano alla loro tribù in Patria. E sì, tra loro ci sono anche i richiedenti asilo…”.
http://www.ilpopulista.it/news/17-Febbraio-2018/23539/ascia-nera-gli-assassini-rituali-sono-tra-noi-li-importiamo-coi-clandestini.html

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Chiesa di Bardonecchia occupata dai “migranti”.
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Stazione ferroviaria di Milano.
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Stazionee ferroviaria di Monza.

 

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I naufraghi si dividono in due categorie.
Il naufrago accidentale, il quale si è messo in mare su un natante che il mare poteva tenerlo. A un certo punto è successo appunto l’accidente: incontro con Moby Dick, incontro con onda anomala, incontro con iceberg, incontro con scoglio, guasto al motore, altro, e il naufrago accidentale è diventato naufrago…
Il naufrago intenzionale si è messo in mare su un natante non in grado di tenere il mare. Il naufragio è una sua intenzione. Le persone che si mettono in mare su natanti che non possono tenere il mare, affidandosi quindi alla Provvidenza e alla benevolenza altrui, si dividono in due categorie. La prima categoria comprende le persone disperate che fuggono da situazioni tragiche, come guerre, persecuzioni, regimi comunisti: i boat people in fuga dal Viet Nam sono l’episodio più tristemente e tragicamente famoso. Migliaia e migliaia di vietnamiti si sono buttati in mare su barconi e senza viveri con la sola speranza di essere raccolti. La Marina Italiana, benché dall’altra parte del mondo, e contro il parere del PCI, mandò l’Andrea Doria e altre due navi in salvataggio perché l’unica speranza di sopravvivenza di queste persone era incrociare una nave e moltissimi non l’ha incrociata.

E ora arriviamo al naufrago intenzionale che non viene dall’inferno, viene da nazione con un pil, un ministro del turismo e università come la Nigeria, il Senegal e la Costa d’Avorio, l’Algeria, il Marocco, la Tunisia eccetera. Questi bizzarri boat people hanno tre caratteristiche: le persone che portano in stragrande maggioranza non vengono dall’ inferno, solo una piccola parte ha diritto di asilo, il 7 %, pagano per venire dei costi che sono 8/10 volte più cari del viaggio aereo e soprattutto sono al 95% maschi. Ma non erano in fuga dall’ inferno?
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https://www.silvanademaricommunity.it/2018/07/09/boat-people/

 

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Le bugie sulla “migrazione”

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Viterbo. Foto ad uso dei media mainstream e realtà.

Cominciando dai libri di storia adottati nelle scuole pubbliche vorrebbero convincerci che le invasioni barbariche sarebbero stati fenomeni migratori.
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Da Gesù Cristo (cit. bergoglio) a Enea, erano tutti profughi?

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“La Chiesa Cattolica è tutta schierata per accogliere tutti indistintamente”
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“Il Cristianesimo, nella Storia, ha invaso i Paesi islamici”
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“Sbarcano in Italia” o “vengono salvati nel Canale di Sicilia”
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“Fuggono da Paesi dove c’è la fame”
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“Fuggono dalla guerra donne e bambini”
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“Fuggono dalla carcerazione violenta in Libia” (foto costruita ad arte che ha avuto ampia diffusione nei media)
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In Libia i profughi sono torturati (immagine luglio 2020 in un centro di rimpatrio)

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“I migranti non rubano il lavoro agli italiani”
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“Fuggono da Paesi in guerra”
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“Sono profughi”. Va notato che la “Protezione Umanitaria” è uno status adottato estensivamente solo dall’Italia in materia di diritti umani.
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“Il salvataggio in mare serve ad evitare molte vittime per annegamento”

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Finlandia, testo per le scuole primarie. La donna finlandese viene rappresentata unita sessualmente con un nero (migrante?). Gli uomini finlandesi  accoppiati invece omosessualmete. Che idea si farà un bambino dei ruoli maschio-femmina nella società?
Libro per le scuole in Finlandia

Agenda Smemoranda 2016 in vendita per gli alunni delle scuole di primo e secondo grado.
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“Non c’è nessuna intenzione di educare all’accoglienza dei migranti”
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Tutti i regimi totalitari (dal nazismo al comunismo) hanno sempre usato i bambini per veicolare la loro propaganda contro gli interessi reali del popolo.

Come le voci dissenzienti nella Scuola vengono silenziate.

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“Gli islamici si integreranno nella nostra comunità”
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L’indottrinamento attraverso i media. Come viene preparato il terreno culturale e sociale per far accettare anche dopo molti anni le scelte politiche già prese altrove e che dovranno essere attuate dalle classi politiche nazionali corrotte.
Film “I figli degli uomini” (2006). In un’Europa devastata da bande di immigrati ma dove non nascono più figli, l’unico nato dopo decenni è (naturalmente) un nero.
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La storia europea (nei miti e nei personaggi) viene riscritta nelle nuove serie televisive secondo l’agenda migrazionista “anti-razzista” (razzismo al contrario) e gender. I media sono da decenni lo strumento perverso di propaganda e (de)formazione culturale del deep state, attuando una sorta di stupro cognitivo su tantissime persone, in particolare sui più giovani.
Facilmente smontabile quella teoria revisionista secondo diversi studi genetici in materia illustrati nel seguente video:

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Il potere persuasivo di massa dell’industria strategia dell’intrattenimento degli Stati Uniti (ma anche della Gran Bretagna, fino alla piccola realtà cinematografica della Svezia con le produzioni della “Yellow Bird”), vale dire dallo stereotipo e dal fumetto, più o meno spettacolare, consegnatoci da oltre 50 anni di colonialismo mass-mediologico. Gli archetipi psicologici che hanno dato vita al popolo americano; il ruolo decisivo svolto in questo processo dalla riforma protestante e dal modello antropologico di una sua espressione radicale, il Puritanesimo; il senso devastante del “fondamentalismo americano”, cioè l’atavica predisposizione a voler imporre al resto del mondo il proprio modello politico, economico, sociale e culturale sulla pelle di innumerevoli vittime in ogni angolo del pianeta; le manipolazioni della verità storica (portate a trionfale compimento nella Guerra del Golfo e poi in quella contro la Jugoslavia, per non parlare dei casi più recenti come il rovesciamento di Gheddafi in Libia, la guerra eterodiretta in Siria e le attuali tensioni con la Corea del Nord) applicate attraverso geniali meccanismi propagandistici come l’insospettabile industria del cinema di Hollywood.
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Le coppie “miste” (ma con il Lui sempre nero e quasi mai viceversa) primeggiano nella pubblicità.
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Le omnipresenti campagne pro-immigrazione di Benetton (fotografo Toscani)

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E nel porno in modo massiccio con protagoniste appena maggiorenni ma con corporature apparentemente ragazzine, poco più che bambine. Un modello per i migranti violentatori? Considerato che la stragande maggioranza utilizza lo smart-phone per guardare film porno (i Paesi islamici sono tra l’altro in cima alla classifica del consumo di tale “prodotto”).

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Non poche parrocchie divengono veicolo di propaganda immigrazionista clandestina
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Arrichimento culturale. Satanismo e culture tribali africane.

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Nell’apparentemente leggera serie televisiva “Visitors” (1983) c’è tutto quanto sta accadendo ora a livello sociale e mediatico. Soprattutto il ruolo della stampa e tv megafoni della politica immigrazionista senza controllo.

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“Non c’è nessuna invasione immigratoria in corso”
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“Portatori di cultura”.
La pena popolare prevista per i ladri in molti Stati Africani (anche i bambini è d’uso bruciarli vivi).

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“Arrichimento” culturale dei migranti islamici. Festa del Sacrificio in Francia (2018), interiora di pecore e capre ammassate per strada. In Italia sgozzati e squartati 500,000 animali in spregio alle regole sanitarie e alle norme sul maltrattamento agli animali

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Dopo lo sgozzamento il padre “pittura” la figlia con il sangue dell’animale sacrificato
bello dopo aver squartato e sgozzato animali impiastrare di sangue la propria figlia

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“Arrichimento” culturale dei migranti islamici. Modelli di coercizione femminile in una spiaggia europea.

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Una spiaggia turistica della costa africana atlantica usata come enorme latrina. Ad esempio in Ghana defecare all’aperto è diventato un problema nazionale
https://www.agi.it/estero/ghana_defecano_allaperto-3074176/news/2017-11-17/
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…e di conseguenza in Italia in Via Indipendenza a Bologna e Sardegna quali esempi.

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Il ruole di intellettuali e artisti a supporto dell’immigrazione clandestina.

Diversamente da quanto viene comunicato nei media occidentali, il 90% dei rifiuti che finiscono in mare avviene per responsabilità dei Paesi in Via di Sviluppo, in particolare Africa Centrale e alcune aree dell’Asia.
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“Migranti” entrano in autostrada con biciclette senza sistema di illuminazione

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“Non c’è nessun piano di sostituzione etnica in Europa”…
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“Fuggono dalla guerra e dalla fame”… (“salvataggio” di marzo 2018 ad opera di una ONG tedesca).
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I “salvataggi” nelle foto che vengono mostrate nei media…
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“Perdono i documenti nella traversata via mare e nei lunghi viaggi a piedi” (mai lo smart-phone, stranamente…)
dicono che perdono sempre i documenti in mare però i cellulari no

“Ma non c’è alcune modo di fermare la migrazione, è un fatto ineluttabile”
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“Non portano malattie”. La meningite è endemica nella zona indicata in rosso e a rischio nei Paesi Africani evidenziati in arancione.

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“Le spese per l’accoglienza vengono pagate dalla UE e scorporate dal rapporto debito/PIL”

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“Dobbiamo accogliergli: ce lo chiede l’Europa”

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“Non hanno nessuna maggiore propensione a delinquere rispetto agli italiani”

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I detenuti stranieri in Italia costano un miliardo di euro all’anno

#immigrati sono il 12% della popolazione e compiono il 33% dei reati8,34% della popolazione residente ma il 39.40% dei DETENUTI sono STRANIERI
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“Lo “ius soli” farà diminuire la radicalizzazione tra i “migranti”.
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Aveva capito tutto 20 anni prima dell’avvio di traghettamento dell’#esercitoproxy dalle coste libiche: 800000 prestanti “profughi” in età di leva dal 2013 al 2019


La crisi occupazionale delle classi sociali deboli è favorita dai “migranti”?

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Si dice che i migranti non eroderebbero posti di lavoro a sfavore degli italiani e degli immigrati regolari. Che non avrebbero maggiori agevolazioni nella formazione e nella creazione di posti di lavoro. Che non peserebbero sui costi sanitari e sociali.
Essi non pagano nulla per vivere, viaggiare, e per formarsi (dalle lingue al percorso formativo professionale). Partono indubbiamente da una enorme posizione di vantaggio rispetto ai tanti italiani poveri e border-line che sono in competizione per le occupazioni di basso profilo professionale (in agricoltura, settore pulizie, corrieri, etc.)

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Le associazioni  di volontariato e caritatevoli, che percepiscono cospicua parte dei loro fondi dalle amministrazioni pubbliche,  sono oramai ad esclusivo servizio dei “migranti” o quando va “meglio”, immigrati regolari. In questa locandina, in Alto Adige, si richiede alla comunità (garante la Caritas locale) di donare indumenti e attrezzature utili a far partecipare i “migranti” ad un corso gratuito di sci alpino.

 

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Il “nero” che si “può” fare illegalmente in Italia non è così agevole realizzarlo in altri Paesi avanzati. Dietro ad una attività legale da 10000€ di fatturato all’anno c’è il magazzino del “nero”.

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Nel settore alimentare e della ristorazione non si contano le violazioni sulla sicurezza sanitaria da parte dei ristoranti etnici.

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Corso per i idraulici (con la collaborazione della CGIL) presso l’ente formativo professionale di Sedico in provincia di Belluno (primavera 2018).

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Corso professionale provinciale per idraulici nella Provincia di Belluno (2018)

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In AltoAdige sono presenti al 2017 “1370 richiedenti asilo, di cui 137 in tirocini retribuiti, 413 lavorano già a tempo determinato, 71 in lavori socialmente utili e 447 sono in cerca di lavoro”. La foto dell’Ass.ra Stocker nel centro SPRAR di San Candido in Val Pusteria.
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poi la realtà…

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… Comuni che rifiutatno i centri SPRAR vengono ricattati
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…dal 2016, con l’arrivo dei “profughi” nella valli minori dell’Alto Adige, molte occupazioni stagionali non sono più disponibili per i sudtirolesi. Anche i lavori occasionali poco qualificati, grazie ai quali i lavoratori autoctoni più in diccoltà facevano ricorso “salvandosi dall’indigenza completa, si sono ridotti drasticamente. I “profughi” mediamente chiedono il -50% di #retribuzione e spesso in nero. Sovente sono assunti dalle aziende (anche nel settore dell’agricoltura biologica) i cui titolari sono in prima fila nel chiedere un “mondo senza confini” e contro il “razzismo”.

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… ritrovo di probabili spacciatori “profughi” stazionanti di fronte alla sede della eccellenza della formazione e ricerca altoatesina, Istituto EURAC (2016).
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…rissa tra spacciatori “migranti” sotto gli uffici della Provincia di Bolzano (quartiere della stazione ferroviaria) nel 2017
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“Profughi” si rifiutano di effettuare attività di volontariato se non sono retribuiti (lo sarebbero già per il costo giornaliero stimato di oltre 200€, non dovendo pagare nulla per qualsiasi necessità primaria e secondaria)

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La destabilizzazione sociale e sanitaria derivante dal “sistema accoglienza”

La spesa per l’accoglienza agli immigrati irregolari è passata dai 300 milioni di euro del 2011 a quasi 5 miliardi (solo i costi diretti) del 2017!

“Avere un’idea precisa dei costi dell’accoglienza e delle singole voci di spesa è molto difficile. Basta guardare i numerosi interventi del legislatore avvenuti dal 2013 a inizio 2018 per far fronte agli oneri connessi all’arrivo dei migranti. I due motivi principali di questa difficoltà sono la complessità del sistema e la carenza di dati ufficiali. A riportarlo sono anche due recenti pubblicazioni della Corte dei Conti e della Banca d’Italia.”
Quanto spende davvero l’Italia per l’accoglienza dei migranti?
https://www.agi.it/fact-checking/migranti_salvini_spese_accoglienza-3990982/news/2018-06-05/

“Possiamo valutare il costo della “emergenza migranti” guardando all’ultimo Documento di economia e finanza, pubblicato lo scorso aprile e che contiene il dato consolidato sul 2017. Su quell’anno, il DEF stima una spesa complessiva di circa 4,4 miliardi di euro. Un aumento molto consistente se consideriamo il livello di spesa prima dell’aumento delle pressioni migratorie sull’Italia (nel 2012 ci si attestava sui 920 milioni di euro), ma che andrebbe contestualizzato: costituisce infatti solo lo 0,26% del PIL italiano, e circa lo 0,5% della spesa pubblica. Insomma, il 99,5% delle risorse pubbliche viene utilizzato per altro.
Andrebbe ricordato inoltre che all’interno di questi 4,4 miliardi di euro che abbiamo speso lo scorso anno, 781 milioni sono stati impiegati per fare missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, mentre altri 590 milioni sono stime di spesa per garantire l’accesso all’istruzione ai minori e il costo sulle strutture sanitarie nazionali. Scorporando queste due voci, l’accoglienza vera e propria è costata circa 3 miliardi.
Matteo Villa dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).
Immigrazione, quanto costa davvero all’Italia?
https://quifinanza.it/finanza/immigrazione-quanto-costa-davvero-allitalia/211824/

Ad oggi, 2017, la spesa corrente annuale per “accogliere” i “migranti” realisticamente si aggira sui 7 miliardi di euro all’anno, tenendo conto di tutte le spese accessorie per sanità, servizi sociali, lavoro supplementare delle Istituzioni, formazione linguistica e occupazionale, servizi di sicurezze delle forze di polizia e armate, e via dicendo.
Dal 2014 la spesa totale che l’Italia ha dovuto sostenere fino al 2019, per la “emergenza immigrazione”, ha superato i 30 miliardi di euro, a fronte di un impegno dell’Unione Europea di poche decine di milioni di euro all’anno.

I “costi diretti sono:

  • I costi delle ‘missioni speciali’ delle forze armate: ogni ‘missione speciale’ include un aumento del normale stipendio di marinai e militari italiani.
  • Il costo di benzina e tempo di navi della marina, finanza, carabinieri, capitaneria di porto, croce rossa ecc. nel primo soccorso.
    • Costi per la Sanità: ogni profugo, quando arriva, anche se è richiedente asilo e non ha i documenti in regola deve avere una tessera sanitaria speciale, sottoporsi a degli esami obbligatori. D’altronde dai paesi di provenienza gli ospedali non funzionano come da noi, quale migliore occasione per farsi un check-up completo, visto che è tutto gratis? Lo faremmo anche Noi, se fossimo al loro posto.
    • Costo per la domanda di rifugiato: sono tutti a carico dello Stato: cioè la domanda, ci sono delle persone addette che studiano le domande, controllano le generalità del richiedente asilo, cercano di capire da dove viene realmente, cercano di controllarne l’effettiva identità ( arrivano senza documenti e chi ce li ha li butta a mare).
    • Costo per possibili reati: i profughi non possono lavorare, quindi si sa: chi è povero vuole i soldi, non potendo lavorare si è portati a delinquere, quindi nel caso in cui vengano arrestati i costi per processi e carcerazioni vanno comunque contati.”I costi per la permanenza dei profughi vitto, alloggio, diaria giornaliera, vestiti ( 35 euro a persona e 70 euro per i minori ogni giorno)Mentre i costi indiretti sono molto difficili da conteggiare, ma si tratta di altri miliardi di euro, in quanto un profugo oggi come oggi, può stare anche anni prima che la sua domanda da rifugiato venga discussa, nel caso che gli si dica di NO, può anche fare ricorso, ecco allora che in Italia ci sono profughi da almeno 5 anni che stanno in centri gestiti da ‘volontari’ (che di solito prendono uno stipendio).

I richiedenti asilo politico non possono lavorare, in quanto non hanno i documenti in regola. Si stanno studiando delle norme che aggirino le normali leggi sul lavoro, ma farli lavorare per le PA a costo zero significherebbe andare contro gli interessi dei disoccupati italiani che sperano di entrare a lavorare per le Pubblica Amministrazione. Diventano una risorsa solo DOPO che hanno trovato un lavoro, quindi DOPO che non sono più considerati richiedenti asilo, dopo aver ottenuto un regolare permesso di soggiorno.”
Costo dei Migranti, Profughi, Richiedenti Asilo, Rifugiati in Italia
https://www.economia-italia.com/costo-migranti-profughi-richiedenti-asilo-rifugiati

Migranti: la sfida dell’integrazione”, pubblicato nel settembre 2018 dal think tank Ispi di Milano e dalla onlus Cesvi, dà un consiglio strategico suggerendo ai decisori politici: “investire in integrazione dei migranti presenti in Italia, accumulatisi negli anni, incentivandone l’impiego, anziché continuare a spendere in un’accoglienza che diventa assistenzialismo potenzialmente perpetuo a carico dello stato.”

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In Zambia, ad esempio, il 40% della popolazione risulta sieropositiva (dati 2002)

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“5400 Comuni italiani rifiutano l’accoglienza di migranti” diceva il Ministro dell’Interno Alfano su Mix 24 (Radio24 2017). Ma i dati globali (costi sopratutto) non vengono ancora pubblicati dall’inizio della “emergenza” “umanitaria”.
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Per i Comuni che rifiutano la “accoglienza” vengono decurtati fondi provinciali o regionali. Come in Val Badia, in Corvara, dire «no» ai profughi è costato 150,000 euro al bilancio comunale (Corvara ha soli 1 370 abitanti quindi quella cifra era una parte importante del bilancio).
http://www.altoadige.it/cronaca/pusteria-gardena-badia/corvara-dire-no-ai-profughi-costa-150-mila-euro-1.1592851

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L’Italia già soffre di un maggior numero di persone sotto la soglia di povertà o border-line. L’accogliere altri richiedenti assistenza sociale e sanitaria significa solo portare al collasso i sistemi sanitari e sociali.
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Autobus gratis per i “profughi” ma non per gli i cittadini italiani anziani secondo il prete immigrazionista a favore dei “deboli”.

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La disperazione dei medici tedeschi di fronte alle malattie portate dai “migranti”

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La Germania spenderà 80 miliardi di euro nei prossimi quattro anni.
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Nostante tutte le agevolazioni di integrazione, in Germania il 99% dei “migranti” non ha una occupazione
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Il sistema sociale tedesco (Hartz IV) l’anno scorso ha erogato sussidio a 1,05 milioni di profughi. Un terzo degli assisti in Germania.
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A chi vanno i soldi del traghettamento nel Mediterraneo e della accoglienza?
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Chi finanzia la “fabbrica dei diritti umani”?
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Dalla Convenzione Internazione sui Diritti Umani

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Il modello di integrazione in Svizzera è “a tempo”
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La massa critica per una rivolta armata

“Il popolo, come certe medicine, va agitato prima dell’uso” (Emon Emongoc)

Nel caso che venisse attuato un piano di destabilizzazione, magari per contrastare una totale adesione italiana alla Silk Belt (Nuova Via della Seta), sia per numero che per qualità dell’armamento in dotazione (e addestramento) le forze di polizia sarebbero pronte a respingere un attacco “interno”?

Nuova via della seta: il mondo visto da Oriente che conviene all’Italia
http://federicodezzani.altervista.org/nuova-via-della-seta…/

Come già operato precedentemente in Siria, Bosnia, Libia, questi potrebbero essere i numeri da cui attingere per un esercito proxy (proxy army=esercito creato ad hoc che combatte per conto altrui), tenendo conto che il rifornimento di armi leggere, bombe a mano e RPG sarebbe piuttosto agevole attraverso le varie mafie italiane e trafficanti stranieri “residenti” in Italia su comando di servizi di intelligence già responsabili della trentennale operazione Stay Behind:
– 220,000 sono i dati ufficiali sui “richiedenti asilo”, ma in questo numero non si tiene conto dei fuorisciti irregolarmente dai centri SPRAR ed espulsi (solo su carta). Ad oggi il numero si ritiene sia tra 400,000 e 500,000. Nessuno lo sa di preciso da quando è stata messa in atto la “migrazione” nel 2012. Un esempio per tutti i casi di “fuggitivi”. Nel 2015, in un singolo centro accoglienza del Veneto a fine anno fecero perdere la tracce 31 “migranti” su 33. Dei due dei quali si evve notizia, erano fuggiti in Svezia.
– 435 mila immigrati irregolari. Sono l’altra “forza sul campo” da cui un esercito proxy attingerebbe le maggiori risorse, poiché la maggior parte di essi sono già dediti a razziare, stuprare e generlamente “lavorare” per la criminalità organizzata.
– stranieri regolari ma non residenti 410 mila.
– Gli stranieri non comunitari sono circa 3 milioni 500 mila.

Quindi, sui quasi 5 milioni di stranieri extra-comunitari (di cui 1,4 milioni sono musulmani), in uno scontro creato ad arte “tra religioni” da quale parte credete si schiererà quella parte significativa percentuale degli immigrati regolari in Italia? Sugli irregolari, molti dei quali già contigui alla criminalità o facenti parte, parliamo di almeno 600,000 potenziali “miliziani”.

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In tutti i conflitti “a bassa intensità” sono stati necessari numeri veramente esigui di armati per gettare in stato di guerra intere floride nazioni. Come la Bosnia negli anni ’90, 60,000 armati contro una popolazione di 4 milioni. Una frazione di popolazione (o più preferibilmente di miliziani fatti giungere come immigrati o clandestini) simile, che da un giorno all’altro scende nelle strade occupando quartieri, villaggi e città. Gli stessi numeri sono stati riprodotti in Siria e Libia all’inizio del conflitto etero-diretto dalle potenze occidentali che opprimono poi molti Paesi che sono nella stessa NATO. E l’Italia è nel mirino non da oggi per motivi geo-politici, finanziari, o di semplice concorrenza industriale.

Mafie africane presenti in Italia: un esercito di centinaia di migliaia di affiliati pronti a tutto, diffusi sull’intero territorio italiano (grazie anche agli SPRAR) e armati meglio delle forze di polizia in taluni casi.
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Geopolitica e scenari di conflitto urbano di una guerra ibrida

“La guerra è abuso, violenza e prevaricazione. La cosa migliore che si possa fare è vincerla.” (Zia Nezam Ziauddin Nizam, Ambasciatore Afghanistan in Italia, 2012)

“Il rischio di spartizione dell’Italia è reale. Per il momento abbiamo una conferma dalla storia: la Polonia, in una situazione simile a quella dell’Italia di oggi, fu svenduta a Russia, Prussia e Austria per pagare il debito della corona polacca accumulato dall’ultimo Re massone. La situazione della Polonia di fine Settecento ricorda molto quella dell’Italia attuale: il vuoto politico, il forte indebitamento. L’ipotesi di una spartizione della penisola emerge (per ora carsicamente) qua e là, tra i ben informati. Ne ha scritto, ad esempio, Beppe Grillo nel suo blog; se ne vagheggia su Il Sussidiario; ne parla esplicitamente Dario Fabbri. Uno dei possibili scenari futuri è proprio la spartizione dell’Italia tra Stati Uniti (Sicilia e Sud d’Italia, una portaerei naturale nel cuore del Mediterraneo), Germania (il Lombardo-veneto produttivo) e Francia (Piemonte e Val d’Aosta); resterebbe, abbandonato a sé stesso, il Centr’Italia. Questo scenario getta una nuova luce sul ruolo che la Lega ha svolto (e continua a svolgere) dagli anni Novanta del secolo scorso ai giorni nostri; ne ragiona diffusamente nel suo blog Federico Dezzani. Fanta-politica? Oppure uno scenario possibile e auspicato da alcuni? Lo scopriremo tra qualche anno (o mese?). Per il momento abbiamo una conferma che dalla storia, anche da quella altrui, si può imparare molto.”
Spartizione dell’Italia: un’ipotesi ammessa dalla storia
https://lanuovabq.it/it/spartizione-dellitalia-unipotesi-ammessa-dalla-storia

Sin dalla nascita degli Usa come nazione indipendente, la politica estera americana si è sviluppata intorno a due concetti “predominanti, che sono rimasti inalterati sino alla seconda guerra mondiale. Poi, a partire dalla conclusione di questa i due stessi temi per forza di cose si sono fusi in uno solo, come due nodi che vengono al pettine. I due temi ante-seconda guerra mondiale sono quelli dell’Equilibrio delle Forze in Europa (Baiance of Power) e del Mercato dell’Oriente. Il tema del post-seconda guerra mondiale, il nuovo ed unico problema nel quale sono confluiti gli altri due, è quello della Russia. Un’altra caratteristica della politica estera statunitense è il costante, sistematico ricorso a metodi clandestini violenti. Il governo americano non si accontenta di influenzare con mezzi illeciti le opinioni pubbliche dei paesi esteri e di corrompere i loro uomini politici, i loro funzionari governativi civili e militari, e tanti comuni cittadini; quando si accorge che quei sistemi non sono più sufficienti, allora ricorre alla violenza.

Il sempre maggior ricorso alla formula della guerra ibrida per l’impero anglo-americano (e da Israele) è divenuto una priorità strategica da qualche decennio a fronte di una realtà: gran parte delle forze armate americane è in uno stato terminale di sfacelo.
“Esaminiamo singolarmente ogni Arma:

  • L’intera flotta di superficie della Marina è ora compromessa a causa della sua struttura incentrata sulle portaerei. Alla Marina inoltre mancano i moderni missili da crociera. Oggi tutte le classi di navi sono obsolete (le fregate) o hanno gravi errori di progettazione (le navi da combattimento di superficie).
  • L’Aeronautica vola principalmente con aerei della Guerra Fredda, spesso modernizzati, ma complessivamente è una flotta obsoleta, specialmente se paragonata agli aerei russi o cinesi di quarta o quinta generazione. In effetti, il disastro assoluto del programma F-35 significa che per la prima volta nella storia gli aerei americani saranno superati qualitativamente dai loro probabili avversari in termini di potenza di fuoco. Anche gli Awacs americani e altri velivoli da ricognizione adesso sono minacciati dai missili anti-aerei a lungo raggio russi e cinesi (lanciati sia da terra che da aria).
  • Per quanto riguarda l’Esercito e i Marines, gli imbarazzanti disastri in Iraq, Afghanistan e altrove provano che le forze di terra americane sono fondamentalmente capaci solo di proteggersi, e neanche troppo bene.
  • Poi ci sono le Forze Spaziali di recente formazione, che esistono solo sulla carta, e la Guardia Costiera, che è sostanzialmente irrilevante in una guerra su vasta scala.
  • “Infine, c’è il Comando per le Operazioni Speciali, che non è uno dei rami delle Armi ma solo un comando “funzionale” e di “combattimento unificato”, che però viene spesso considerato come un ramo separato delle forze armate. Queste forze sembrano sempre forti nelle notizie di propaganda, ma la verità è che queste forze apparentemente “le migliori al mondo” (che altro?!) devono ancora raggiungere persino il loro primo, significativo e operativo successo da qualche parte (almeno per bilanciare la loro lunga storia di umilianti fallimenti, da Desert One, a Grenada, Afghanistan, Libia, ecc.). E un piccolo scontro a fuoco con un avversario molto più piccolo non è qualificante.”

Che cosa significa l’agonia dell’Impero per lo “Stato ebraico di Israele”?
http://sakeritalia.it/attualita/che-cosa-significa-lagonia-dellimpero-per-lo-stato-ebraico-di-israele/

“Ciò che definiamo comunemente come guerra non convenzionale, è considerata sia come uso della forza che di operazioni non-violente di tutti e cinque i domini contro obiettivi militari legittimi e la popolazione civile, sarà sicuramente e incredibilmente prevalente in futuro. Ciò includerebbe attacchi informatici, Le grandi potenze che utilizzano la guerra per procura saranno come sempre onnipresenti, tuttavia vedremo più scenari simultanei attraverso insurrezioni, miliziani, forze di sicurezza private e miltari di entrambi, proxy e grandi potenze.
Come suggerito dal Prof. Percy, una potenziale lettura attraverso la quale possiamo utilizzare il passato per predire il futuro è il nesso tra criminalità organizzata e sicurezza. Come molti esempi di criminalità organizzata, le motivazioi, le reti, i finanziamenti e i risultati desiderati sono spesso simili agli attori che vedono condurre una guerra non convenzionale.
Una considerazione interessante viene fornita dal professor Kreps è che la deterrenza della guerra non convenzionale e delle tattiche irregolari sarà difficile, Secondo alcuni, l’organizzazione che sarà la chiave per combattere queste future minacce saranno le forze speciali.”
Women in Future Operations Holds Its First Working Group
https://groundedcuriosity.com/the-future-of-unconventional-warfare-2035-2050/

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AGGIORNAMENTO 2020
“Quattro anni fa era l’attentato di Nizza e dello stragismo di Rita Katz. Episodi che avrebbero tenuto banco per anni e che invece sono stati già quasi dimenticati. Tipico dei periodi incalzanti di guerra, tradizionale o ibrida. Agli angloamericani non preme allontanarci da Pechino. Preme portarci al default ebalcanizzarci.
La questione dei porti connessi con la Via della Seta è identica ai gasdotti con la Russia. Chi ha la forza, fa e mangia (Germania), chi è debole, subisce e crepa (Italia).

L’aspetto più preoccupante della massa di immigrati presenti in Italia, specialmente quelli dell’Africa subsahariana, è la loro completa estraneità alla cultura italiana. Vietare ingressi da ex-colonie inglesi e francesi.
L’assalto angloamericano all’Italia, con conseguente terremoto finanziario, non deve turbare la rielezione di Trump: probabile quindi che non parta prima di ottobre-novembre.

Grande sforzo dei media atlantici per propogare l’infezione delle proteste razziali americani all’Europa. I collaboratori dei nostri aguzzini adesso attribuiscono pure alla Germania il piano di balcanizzazione del Paese, contrariamente alle regole base della geopolitica. Anglo-stronzi che seminano propaganda.
La cancellazione del passato risponde a precisi obiettivi: sradicare cultura e tradizioni e capire cosa successe.

L’Italia sta provando sulle proprie carni il processo di dissoluzione interna tanto caro agli ambienti illuminati: sovversione dei valori e della gerarchia, corruzione e sodomia, sgretolamento del potere centrale ed infine… bancarotta, con lauto banchetto degli avvoltoi. Il giochino per spingere l’Italia al default era semplice: caricare sull’inefficiente e indebitata amministrazione pubblica tutto il peso dell’economia nazionale. Risultato egregiamente raggiunto con Covid e blocco protratto dell’attività economica.

Un chiarimento sul panorama politico italiano: l’autodistruzione del Paese richiede un Parlamento TOTALMENTE compromesso e manovrato dalla forze anglo-americo-franco-israeliane che lavorano per il nostro default e la nostra balcanizzazione. Anche nella crisi da Coronavirus, l’Italia ha fatto peggio di TUTTI, con una caduta del PIL quasi doppia della Germania: in perfetta sintonia con la dinamica di fondo che fa dell’Italia la bomba a orologeria con cui travolgere tutto. Euro, UE, unità nazionale, etc

Qualche benpensante si fa ancora delle domande sul ruolo dell’informazione nell’attuale fase di decadenza. Giornali e TV sono complici del processo di imbarbarimento e degenerazione che culminerà col default. In particolare RCS ha nutrito M5S, vedi “La Casta”. Beppe Grillo sta cercando, un po’ alla volta, di uscire di scena prima del crollo.

Ieri con i secessionisti della Catalogna, oggi con Hong Kong, domani per la balcanizzazione dell’Italia. Questa è la Lega Nord: forza masso-atlantica anti-italiana per eccellenza!
Persino La Repubblica sta lanciando la volata a Luca Zaia, secondo il piano di balcanizzazione del Paese diretto dagli angloamericani, da attuare in concomitanza al default. Personaggi che si spacciano come uomini d’ordine, che aggiungeranno altro caos… I giornaletti atlantisti che fanno a pezzi governo e opposizioni sono loro stessi parte del meccanismo di distruzione dell’Italia. Condannano il caos ma sarebbero i primi ad attaccare chi volesse davvero ripristinare l’ordine.

Il settore del turismo interno è autarchico per eccellenza. Quindi sarebbe facilmente riattivabile dallo Stato Italiano con un buono a fondo perduto alle famiglie, buono che verrebbe coperto dalle tasse sull’economia rimessa in moto.

I Benetton dicono di aver sempre rispettato le istituzioni. Può anche essere. Il problema è da anni le istituzioni non rispettano più gli interessi ed il decoro del Paese. Quindi via le autostrade! Il grande ritorno dello Stato imprenditore certifica il totale fallimento del capitalismo italiano, che può essere solo complementare all’intervento statale. Era chiaro già nel 1992, ma si doveva arricchire i soliti noti e spingere alla bancarotta il Paese. Le Austrostrade sono una macchina che macina soldi. La loro totale nazionalizzazione consentirebbe di mantenere operative attività strategiche tendenzialmente in perdita, come Alitalia. Ciliegina finale: integrazione con le ferrovie per una logistica moderna e competitiva.

La certezza matematica del default si è avuto nel 2018, quando l’ambasciatore americano ed ex-papavero di Goldman Sachs, Lewis Eisenberg, ha formato il governo giallo-verde. Certo, nessuno immaginava questo scenario dopo due anni: al peggio non c’è limite.

Un libro da scrivere sarà la distruzione scientifica dell’Italia condotta dal 1992 ad oggi.
Il collasso della UE è più che meritato. Rifiuta la mano della Cina che le offre un accordo a 360 gradi e si accanisce a cercare l’intesa con gli angloamericani che la vogliono morta. i da Londra, Washington e Parigi. Distruzione che probabilmente sfocierà in guerra civile.
Il ritiro di parte delle truppe americane stazionate in Germania è in perfetta sintonia con la strategia angloamericana di costruire un vallo atlantico tra Romania e Polonia. Il “caos” interno in cui versano gli angloamericani è in linea con la loro classica strategia: non devono essere loro i primi ad attaccare la Cina, ma qualche “volenteroso” asiatico… come l’India. Studiando l’economia degli anni ’30 e 40 si capisce chiaramente come il petrolio di scisto americano, fondamentale anti-economico, risponda a obiettivi autarchico-militari.
Mentre in Germania tutti fanno quadrato per proteggere il Nord Stream 2 dall’ennesimo assalto angloamericano, in Italia ampi spezzoni di magistratura, politica e giornalismo lavorano per tagliare fuori il Paese da qualsiasi infrastruttura euroasiatica: vedi porto di Trieste.

I mezzi di informazione sono il primo responsabile del crollo dei consumi con annessa perdita dei posti di lavoro. Una quinta colonna che lavora per lo sfascio del Paese da decenni. Il Gruppo Espresso (De Benedetti, Elkann, MI6, CIA, Mossad, etc.) è il primo responsabile della distruzione del sistema-Italia che, tra l’altro, ci è costata anche la perdita della Libia. Ora, non pago, cerca di aizzarci contro la Turchia, che ci ha sfilato la Libia. Il continuo riciclo dei giornalisti tra Corriere, Repubblica, il Fatto, Domani, il Foglio, etc. testimonia che è una categoria di squallide meretrici, al servizio del nemico.
Nell’economia disastrata post-Covid la piena reintegrazione della Russia nell’area economica europea dovrebbe essere una priorità. Il nemico è oltre Manica e oltre Atlantico, non oltre Urali.”
http://federicodezzani.altervista.org/geopolitica-del-coronavirus/

Federico Dezzani
(testo assemblato da CdM con sintesi da twitter.com/FedericoDezzani maggio-luglio) – fine aggiornamento 2020

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Per innescare delle rivolte generalizzate basterebbe chiudere i rubinetti del “pocket money”, la diaria giornaliera di 2,5€ erogante ad ogni richiedente asilo ospitato. La diaria dovrebbe per legge essere formita nella seguente modalità. Spendibile solo con una tessera magnetica da utilizzare e solo per l’acquisto di un paniere predeterminato di beni presso esercizi commerciali locali precedentemente selezionati dalle Prefetture. Questa norma è completamente inapplicata e forse neppure le cosidette “cooperative” che gestiscono le “forze in campo” ne sono al corrente.

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Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzioneed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, a rivelarcelo un articolo del “Times” del 29 giugno 2017, a cui si sono aggiunte pubblicazioni del “The Guardian” dell’agosto scorso. Parlano di gang criminali nigeriane e centrafricane che operano in Italia, già soprannominate dall’intelligence britannica “I Vichinghi”: “I membri sono soliti portare il machete come arma – riferiscono le fonti britanniche – hanno prima controllato il traffico di esseri umani, ed oggi usano il capoluogo siciliano come punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati clandestini”.
Secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe ora a forte rischio di “tribalizzazione territoriale”, ovvero le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree e difenderle come usano fare nelle zone del centro Africa già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali.
Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, aveva dichiarato al Times che “la gang dei Vichinghi è sorta mentre la polizia sgominava l’organizzazione dell’Ascia Nera (struttura mafiosa nigeriana in Italia): quando elimini una gang, subito altre vengono a colmarne il vuoto”. Secondo le fonti britanniche si sarebbe ormai a cospetto di “organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in ogni città”.
Il rischio secondo gli inglesi è che, messi alle strette (o progettando una supremazia sugli italiani) potrebbero anche armare i centri d’accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana: l’esempio dello sgombero nei pressi di Roma-Termini avrebbe potuto avere di queste conseguenze.
L’ulteriore restrizione dei flussi migratori verso la Gran Bretagna sarebbe stata operata dal governo di Londra dopo le relazioni dell’intelligence. Di più, il caso italiano sarebbe oggetto di studio e preoccupazione, al punto che Scotland Yard avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale. Dal canto loro i francesi hanno già in due occasioni fronteggiato gruppi paramilitari nelle banlieue parigine, ricorrendo all’esercito in supporto alla Gendarmerie. Ma la politica italiana sarebbe quella di non allarmare la popolazione circa il rischio d’assalti da parte di gruppi “paramilitari extracomunitari”. Anche se bande sudamericane avrebbero già il controllo d’una decina di edifici a Milano e d’una zona non ben definita a Genova. Va rammentato che lungo l’Adriatico sarebbero già state segnalate bande di africani. Qualche funzionario di polizia ventila che ordini superiori avrebbero minimizzato il fenomeno, etichettandolo come ininfluente sotto il profilo dell’ordine pubblico. Evidentemente necessita attendere che si manifestino con i fatti, e cioè non basta qualche stupro o rapina per gridare al fenomeno diffuso.
Occorre che bande paramilitari di migranti assalgano aziende agricole e piccoli centri rurali, che s’approprino arma alla mano di pezzi del Paese… allora forse lo Stato democraticamente sonnacchioso si desterà.”

http://www.opinione.it/societa/2017/09/14/ruggiero-capone_migranti-nigeriani-paramilitari-times-the-guardian/

https://www.thetimes.co.uk/edition/world/nigerian-gangs-join-forces-with-mafia-to-run-vice-rings-in-sicily-0blsknrkf

 

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“Al 3° Reggimento Alpini sono stati condotti corsi di qualifica in “urban operations” e controllo della folla” (fonte: Esercito Italiano, giugno 2018)

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“Gli eserciti nazionali organizzati sono utili principalmente per combattere contro altri eserciti nazionali organizzati. Quando cercano di combattere contro i civili, si trovano in una situazione di svantaggio molto grave. Se si guarda al mondo contemporaneo odierno, si osserverà che il guerrigliero ha il sopravvento. Gli irregolari di solito sconfiggono i professionisti militari, a condizione che ne abbiano la volontà. Tale combattimento è orribile da contemplare, ma continuerà a dominare la forza bruta”.
Ten, Col. US Marine John Dean “Jeff” Cooper (1920 – 2006)
Jeff Cooper’s Commentaries
http://www.molonlabe.net/Commentaries/jeff14.html

“Ci sono molti precedenti storici di rivolte della guerriglia che sconfiggono nemici più potenti. Ad esempio, la Guerra Fredda ha visto entrambe le superpotenze messe in ginocchio da contadini- per i sovietici, la loro avventura in Afghanistan contro i mujahideen, e per gli Stati Uniti, la guerra del Vietnam contro i vietcong.A differenza degli eserciti invasori, la resistenza locale godeva sia di un ampio sostegno che della conoscenza del terreno locale. Vale la pena ricordare che una libbra di C4 (esplosivo al platico) legata a un drone economico e prontamente disponibile per uso commerciale è in grado di fare enormi danni a truppe ben organizzate. Questa sorta di insurrezione della guerriglia ha un nome: si chiama guerra di quarta generazione (4GW) e potresti essere sorpreso di apprendere che vivi già in questo mondo.”
Asymmetrical Warfare and 4GW: How Militia Groups are America’s Domestic Viet Cong
https://ammo.com/articles/asymmetrical-warfare-4gw-americas-domestic-viet-cong

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Nella guerra assimetrica tipica degli scenari bosniaci e siriani, un esercito nazionale chiamato ad intervenire si trova in una enorme condizione di svantaggio. Un difensore di un centro abitato ha un vantaggio tattico di 10 a 1 rispetto agli attacanti. Nel caso dell’Isis (del quale vi sono decine di migliaia di miliziani dormienti in Europa), è ancora più grande dato che i suoi combattenti hanno messo in atto tattiche estremamente inumane tese a scoraggiore ogni attacco. Mettere in gabbie portatili i civili. Oppure negli edifici collegati con esplosivi e provocare l’attacco con un cecchino sul tetto in modo da far uccidere i costretti all’interno. Uccidere chi fugge dal centro abitato da loro occupato.
Antony Beevor on how Germany and Britain are learning the art of urban warfare

https://www.thetimes.co.uk/article/antony-beevor-on-how-germany-and-britain-are-learning-the-art-of-urban-warfare-nbnfkbnzc?shareToken=a998fcca189075f5137717aa60c4d897

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Soldati della Brigata Franco-Tedesca in esercitazione di guerra urbana, nella quale i difensori hanno un enorme vantaggio sugli attacanti. (Fonte JANA NEUMANN/BUNDESWEHR)

 

 

 

La prima arma di guerra contro un popolo
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Nella violenza sessuale e nello stupro il sesso non c’entra, ma è solo un’affermazione di potere. I drammatici documentari di guerra ci mostrano molto bene questo aspetto: lo stupro è una affermazione del proprio dominio contro il nemico.

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Screenshot_2020-07-17 Bologna, famiglia ospita profugo e lui stupra la bambina di sei anni

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Già ora i “profughi” mettono in campo una delle più atroci armi di occupazione. Lo stupro seriale e diffuso ovunque, praticamente in ogni provincia e città italiana negli ultimi tre anni.

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immigrato violenza minore

“Europa arancia meccanica. Italia arancia meccanica. Rimini arancia meccanica. Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne. Tra gli appartenenti allo stesso popolo c’è un patto di non aggressione. Chi viola questo patto è considerato un criminale, perseguito e disprezzato. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto.
Il cosiddetto multiculturalismo, persone di etnia e lingua diversa, con strutture etiche diverse e una diversa maniera di concepire i rapporti uomo e donna che convivono su uno stesso territorio, è un’utopia mortale che permetterà lo sterminio della civiltà più impalpabile ed etera da parte di quella più brutale. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto di non aggressione e se lo viola non è considerato un malvagio dai propri pari. Non da tutti. Ed è considerato un eroe da parecchi dei propri pari.
Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi oltretutto nullafacenti, senza la dignità e la stanchezza che dà un lavoro, sradicati dal proprio contesto, privi di controllo sociale, mantenuti in una situazione di irresponsabilità, di impunibilità e di non rintracciabilità , è un crimine che può portare solo in una direzione: l’annientamento di un popolo. Sono tutti maschi in età militare, 15/45 anni, senza donne, coesi dall’appartenenza a una stessa religione, una religione che vieta la convivenza pacifica, che ordina l’aggressione agli infedeli, che permette ufficialmente lo stupro delle loro donne. (Il Corano nella sura 4:24 “E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani come prigioniere di guerra o schiave comprate”).
George Orwell affermava che tutti devono essere armati, essere armati deve essere obbligatorio. Deve essere vietato essere disarmati. Un popolo dove ogni operaio ha un fucile, afferma George Orwell è un popolo dove le ingiustizie e l’arbitri resteranno piccoli. Chi non è in grado di combattere, di combattere fisicamente per la propria libertà, la perde. Alla violenza si risponde con la forza. Gli orchi si fermano militarmente.
“Il dialogo risolve tutto”. L’indignazione e la collera sono sbagliati. Le armi uccidono. Fregnacce. La crudeltà uccide. Le armi uccidono oppure proteggono.
Esistono i lupi . Esistono coloro che hanno consegnato ai lupi le chiavi dell’ovile. E poi ci sono i cani da pastore. Chiunque vi voglia buoni, compassionevoli fino al suicidio, incapaci di indignazione e collera, le due fondamentali emozioni di difesa, e soprattutto disarmati, sia fisicamente che spiritualmente , in realtà vi vuole morti. Oppure schiavi.”

Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine
https://www.maurizioblondet.it/introdurre-un-territorio-centinaia-migliaia-maschi-un-crimine/

Sull’onda della propaganda migrazionista non poche donne cadono vittime della “tolleranza” dei “migranti”

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Screenshot_2019-09-11 Francesca Totolo su Twitter A Lecco, un immigrato irregolare del Togo ha aggredito senza motivo 2 don[...]
Screenshot_2019-06-14 Gossip - Italia News - Notizie on line - DAGOSPIA

Screenshot_2019-08-10 Facebook(1)Screenshot_2020-07-27 La Spezia, violentata mentre fa jogging fermato un 32enne - Tgcom24

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Una professoressa musulmana predica stupri di non musulmane (ma anche uomini, la sodomia è diffusa nel mondo islamico “per non dispere il seme” secondo il Corano) come schiave o prigioniere di guerre. Al Cairo Festival nel 12 settembre 2014, Suad Saleh dell’Università di Al-Azhar dice che i musulmani possono catturare i non musulmani come schiavi e violentarli come bottino di guerra: “diventano proprietà del comandante dell’esercito o di un musulmano, e lui può fare sesso con loro proprio come fa sesso con le sue mogli “.
Contesto sul Corano:
4:36 “(Mostra) benignità ai genitori, e ai parenti prossimi, e orfani e bisognosi, e al prossimo che è parente (a te) e al prossimo che non è parente, e il
compagno di viaggio e il viandante e (gli schiavi) che possiedono le tue mani giuste. ”
4:92 “Non è un credente che uccide un credente se non per errore. Chi ha ucciso per errore un credente deve liberare uno schiavo credente e pagare il denaro del sangue alla famiglia degli uccisi, a meno che non lo rimettano come una carità. Se lui (la vittima) è di un popolo ostile a te, e lui è un credente, allora (la penitenza è) per liberare uno schiavo credente “.
23: 5-6 “E chi custodisce la loro modestia – Salva dalle loro mogli o dagli (schiavi) che possiedono le loro mani giuste.” 24:31 “E di ‘alle donne credenti di abbassare il loro sguardo ed essere modesti, e di mostrare il loro ornamento solo quello che è evidente, e di disegnare i loro veli sul loro seno, e di non rivelare il loro ornamento se non ai loro mariti o padri o padri dei mariti, o dei loro figli o dei figli dei loro mariti, o dei loro fratelli o figli dei figli o delle sorelle dei loro fratelli, o delle loro donne, o dei loro schiavi.
24:58 “O voi che credete, lasciate che i vostri schiavi, e quelli di voi che non sono venuti alla pubertà, chiedano il congedo di voi tre volte (prima che entrino in vostra presenza).” 33: 25-26 “Allah respinse i miscredenti nella loro ira, non hanno ottenuto alcun bene, Allah ha evitato il loro attacco da parte dei credenti, Allah è sempre forte, potente e ha portato quelli del popolo della Scrittura che li ha sostenuti dal loro roccaforte e getta il panico nei loro cuori, alcuni li uccidono e ne rendi prigionieri alcuni
33:50 “O profeta!
Ti abbiamo reso lecito le tue mogli a cui hai pagato le loro doti, e coloro che hanno la tua destra di quelli che Allah ti ha dato come bottino di guerra “.
33:55 “Non è peccato per loro (le tue mogli)
conversare liberamente con i loro padri, o i loro figli, oi loro fratelli, oi figli dei loro fratelli, oi figli delle loro sorelle o delle loro stesse donne, o dei loro schiavi.
Islamic scholar ‘says Allah allows Muslim men to RAPE non-Muslim women to humiliate them
https://www.express.co.uk/news/world/635942/Islam-Scholar-Saud-Saleh-Cairo-Slavery-Muslim-Women-Pagan-ISIS-Al-Azhar-University-Egypt
VIDEO Female Muslim ‘professor’ preaches rapes of non Muslims as slaves, Egypt
https://youtu.be/hzTNtDtBiUk

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“Un uomo di carnagione scura” Perché dire africano clandestino sarebbe stato troppo razzista

 

Opuscolo informativo tedesco per educare i “profughi” a non molestare le donne.

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“Non importunare e toccare sessualmente le donne”. Istruzioni per i profughi in una piscina in Germania
Riva del Garda 2018
Riva del Garda 2018

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La copertina di un popolare periodico polacco dopo il brutale assalto ad una turista polacca e del suo compagno nell’estate 2017 e sotto la “dotta” opinione di un mediatore culturale operante in un centro di accoglienza richiedenti asilo di Bologna.
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Il caso Pamela a Macerata

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Due dei tre nigeriani che hanno fatto a pezzi Pamela dopo averla stuprata sono liberi, per scadenza dei termini cautelativi.

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Il decalogo civico dopo gli stupri e l’assasinio della giovane Mia nella città tedesca di Kandel (che hanno prodotto centinaia di marce popolari in tutta la Germania).

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“Alle ragazze veniva insegnato di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Occorreva essere assai criminalmente abili per abbassare le difese contro i predatori e disattivare gli archetipi dell’Uomo Nero e dell’Orco. Occorreva apparire rassicuranti e sfruttare l’inganno del “clima amicale”, appunto.
Oggi l’Uomo Nero e l’Orco non solo non sono più tali ma tanto più appaiono poco raccomandabili più sono solo nuovi simpatici amici che si è incoraggiate a frequentare.”

Il swarm attack di Capodanno in Germania è terrorismo sessuale
ilblogdilameduck.blogspot.com/2016/01/il-swarm-attack-di-capodanno-in.html

Gli attacchi sessuali nelle maggiori città europee nella notte di Capodanno 2016 sono avvenuti secondo una regia ben precisa e attivati via messaggerie social. Ad esempio un ufficiale formatore delle truppe di montagna austriache impedì ai propri famigliari a Innsbruck di partecipare alla tradizionale festa in piazza. Anche nella capitale del Tirolo accaddero infatti diverse molestie contro donne da parte di “profughi”.

Migranti: la dura lezione di Colonia continua
https://www.loccidentale.it/…/migranti-la-dura-lezione-di-c…

 

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12419049_10208529245016488_3822511923063556075_oIn Germania, per #stupro e violenzasessuale, il numero di reati è aumentato del 42% rispetto al 2015 precedente. La percentuale sul totale di criminali stranieri è del 37%
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Anche in Italia si registrano migliaia di barbari interventi di infibulazione su bambine e adolescenti.  Infibulazione-2

In Africa è piuttosto generalizzata la credenza popolare che fare sesso con una donna (sopratutto giovane) porti a guarire dall’AIDS. Nella immagine una campagna di sensibilizzazione per contrastarla.
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“Non solo, nel mondo islamico è diffusa anche la pedofilia. Maometto fra le sue mogli aveva Aicha di 10 anni e nel Corano si parla di un paradiso dove si allude alla servitù dei bambini nei confronti degli uomini: «A godersi quello che il loro Signore avrà dato loro. Il loro Signore li avrà preservati dal castigo della Fornace…[Sarà detto loro]: “Mangiate e bevete in serenità, [ricompensa questa] per quel che avete fatto!” [Staranno] appoggiati su divani disposti in ranghi e daremo loro in spose le fanciulle dai grandi occhi neri…Provvederemo loro i frutti e le carni che desidereranno…E per servirli circoleranno tra loro giovanetti simili a perle nascoste».”
“Predicavo la violenza dell’islam, poi Gesù mi parlò”
http://www.lanuovabq.it/it/predicavo-la-violenza-dellislam-poi-gesu-mi-parlo

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Ultimo Capodanno a Berlino. Una safe-zone per donne vittime di molestie sessuali e stupri.

Una ragazza tedesca di 16 anni accusa la follia del manicomio “accoglienza”:
Sono così spaventata ovunque. Ad esempio se io e la mia famiglia usciamo insieme, o se vedo un film con i miei amici. Di solito resto fuori solo fino alle 18 in inverno, ed è così spaventoso. È solo molto difficile vivere giorno per giorno come donna.
Dietro l’esperienza di riconoscere un pericolo è una precauzione importante per la nostra sopravvivenza. I sostenitori multiculturali vogliono stordire esattamente questo istinto facendoci credere che siano solo “casi isolati”. Un insulto per la nostra capacità di osservazione
e la nostra intelligenza. Così come l’esperienza di tutti i giorni e il senso comune dimostrano l’aumento del rischio di attacchi da parte delle masse islamiche importate. I giovani. i politici rifiutano questo fatto. Di rimandare indietro al confine “solo i criminali” è solo la via lecita secondo loro. Ma in tal modo, la nostra politica rende donne e bambini soggetti cavia per il rischio di stupro non da qualche soggetto ma da una massa importata qui. Di un potenziale violentatore, lo sappiamo sempre in seguito.”
Bibi Wilhailm VIDEO
https://youtu.be/uAJKooEzdHQ

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Donne uccise: nessuna bugia

Nel 2017 è nato un coordinamento europeo per la difesa delle donne. Ogni notizia di molestie e aggressioni a donne e minori taggatelo con #db120 
Video #db120
The real metoo – German women rise up! 
http://www.120db.info

Racket dell’elemosina e occupazione del territorio

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Presenti oramai in ogni centro storico, supermercato, mercato ambulante, ospedale (sopratutto dove sono di passaggio persone anziane) i “migranti” chiedono l’elemosina a fronte di tutti i servizi e beni primari e secondari di cui godono nei centri accoglienza.

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Inoltre, i “migranti” che elemosinano (allo stesso scopo dei precedenti zingari) sono delle sentinelle sul territorio per altre attività della criminalità africana (in cooptazione con quella del Sud Italia) come lo spaccio di droga, la prostituzione, i furti in appartamento e attività commerciali, l’estorsione, e via dicendo.

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elemosina diventa racket

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Milano, l’ombra del racket dietro i mendicanti: fenomeni fotocopia da corso Lodi a Porta Venezia
https://milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/14/news/milano_elemosina_migranti_racket_carita_-181062102/