ESERCITO PROXY DEPORTATO

 Scatenare una guerra civile richiede anni, spesso decenni di preparazione soprattutto se il “materiale umano” è di indole poco incline alla violenza, e quindi alla guerra, come quello italiano. Crisi finanziaria indotta, svendita delle industrie strategiche, allentamento del controllo sulla moneta nazionale, uso scientifico dei media (“scuola” Tavistock) per creare i due “eserciti” che si andranno ad affrontare, apparati dello Stato obbedienti a oscure organizzazioni globaliste transnazionali, importazione di manodopera di scarso livello e in più dedita alla criminalità, immigrazione clandestina fino a decine di migliaia al mese. Tutti questi sono elementi essenziali per la messa in atto di un piano ben preciso che può portare la situazione locale dalla destabilizzazione (v. la formazione di “no-go area”, zone franche per la criminalità, spesso di precisa matrice etnica, già da anni realtà in Svezia e Francia, ma anche in Italia, ad es. con l’insediamento delle mafie nigeriane a Castel Volturno) a quello di una guerra “civile”, in realtà per procura (proxy), aperta e conclamata. Lo scarto tra i due livelli non è sempre così netto ma una cosa è certa: al primo colpo di arma da guerra in una città finiscono tutti i “dibattiti” politici e la mano passerà all’esercito (se ce n’è uno veramente in grado di fronteggiare tale crisi) o meglio alle mafie, a eserciti mercenari e squadre speciali di altre nazioni atte a favorire una più veloce crisi dello Stato Nazione in oggetto. Tuttavia, nessun piano, per quanto ben congegnato, in itinere da un decennio almeno, è inattaccabile. Conoscere e agire con costanza, in anticipo, individualmente e poi collettivamente, è quello che i poteri oscuri temono di più.

 


“Tutti i profeti armati vinsero e i disarmati persero”
(Niccolò Machiavelli)

Smontare pezzo per pezzo gli elementi, atti allo scatenamento di una “guerra proxy”, si può e si deve fare! Ovviamente è necessario rinunciare a pezzi della propria vita e svaghi settimanali, se non quotidiani, per combattere con consapevolezza ed efficacia (v. ad es. ns. linee guida di azione). Oppure, che eventi governati da altri facciano il proprio corso, sopportando nel frattempo violenze di vario tipo e gravità per i propri famigliari. In ogni caso, un giorno la Storia busserà alla vostra porta. Se la Storia porterà prosperità o sventura, sarà dipeso anche dalle vostre azioni o indifferenza.
Meglio rinunciare oggi a qualcosa agendo oppure rinunciare al vostro futuro, dei vostri figli e nipoti, del vostro Paese? A voi la scelta!

Una fase preliminare fondamentale, propedeutica ad una guerra “civile” (ovvero proxy), è generare nella popolazione-bersaglio impoverimento e depressione su larga scala.
“Siamo nell’epicentro di un inedito periodo di implosione e regressione verso la preistoria, di smottamento di ogni certezza e di negazione di tutto ciò che la civiltà ha raggiunto nei secoli. Periodo che, paradossalmente, si autodefinisce il più aperto e progressista della storia.”
Ci irrorano con la depressione per non fare troppo rumore
https://ilblogdilameduck.blogspot.com/2018/08/ci-irrorano-con-la-depressione-per-non.html

“Saremo giudicati dai presenti e dai posteri solo per le nostre opere, non per le chiacchiere di identità e di appartenenza che avremo prodotto, conformisticamente, in coro.”
Costanzo Preve

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Anche la stampa internazionale, governata dal deepstate, soffia sull’incendio in atto in Italia. L’immagine rimanda ad un innocuo gelato che cela una bomba pronta ad esplodere, una volta accese le poche micce necessarie alla deflagrazione.

 

 

Prefazione

 Un nostro affezionato lettore su twitter ha così definito la presente analisi: “avete fatto come in quel gioco della settimana enigmistica in cui si compone il disegno seguendo i punti numerati.”.
Nata dall’esigenza di colmare un vuoto nella libera informazione e nel panorama editoriale italiano sullo stato di preparazione di una guerra proxy (curioso che su tale definizione in Italiano non si trovi quasi nulla di approfondito sul web). L’idea maturò, nell’arco di un lustro, poiché gli autori ebbero colloqui confidenziali, spesso fortunosi e occasionali, con alti ufficiali delle forze armate e di polizia, direttori di associazioni caritative nazionali, membri dell’intelligence, e altri soggetti testimoni a vario titolo dell’oggetto di codesto rapporto. Alcuni autori furono altresì direttamente coinvolti con il “modello di integrazione” sul lavoro o gestione dei “migranti” (termine coniato dai cosidetti “anti-globalisti” contro il G8 2001 di Genova) presso centri CAF. Anche raccogliere la documentazione (per testi, immagini, link, ecc), utile ad una visione globale del piano in corso per l’Italia fin dal 1992, fu molto impegnativo anche in termini di archiviazione e selezione delle fonti (scevre da secondi fini possibilmente, non facile oggigiorno grazie all’impiego massiccio di gatekeeper e psy-op nei media).

 Questa analisi “omnibus”, pubblicata nella prima stesura nel 2017, è intesa come una “autostrada” di approfondimento e confronto, con numerose “uscite” (collegamenti ipertestuali) per ulteriore esplorazione e conoscenza storica. Pensata sia per neofiti che per esperti, ma che mancano di una visione globale, per un quadro di insieme documentato e puntualmente argomentato. Un’ampia sezione finale rimanda ad ulteriori articoli base e a varie pubblicazioni sull’argomento.
Nel 2018 abbiamo lanciato su Twitter l’hashtag #esercitoproxy afinché sia possibile seguire la cronaca della attuale destabilizzazione, le nostre analisi e anticipazioni.

 La formula adottata, un mix di testo, link e svariate immagini con didascalie (che parlano sempre più di mille parole o collegamenti ipertestuali), unita alla lunghezza, potrebbe apparire come un poco caotica e anomala. Tuttavia essa risponde all’esigenza di “condensare” una tematica piuttosto complessa, ma solo all’apparenza, invece di frammentare il tutto in dieci articoli.
Un adeguato approfondimento necessita di tempo ed energie. É auspicabile la completa lettura prendendovi il tempo necessario in più giorni o settimane. Per i termini e sigle meno conosciuti cliccare sulla evidenziazione per accedere alla spiegazione.
Le citazioni esterne, tra virgolette, sono evidenziate in corsivo e troverete il collegamento al sito originale in calce col relativo titolo dell’articolo esterno. Dove quindi non specificato gli altri testi sono di proprietà intellettuale di CdM (Cose da Mondo). Per le modalità di riproduzione di questo rapporto vedere istruzioni al termine dello stesso.
Contributi, critiche e correzioni saranno benvenuti nei commenti o scrivendo alla nostre caselle di posta social o email.

“La tolleranza diventa un crimine quando la si applica al male” (Thomas Mann)

 

Manuale di guerra proxy: il caso Bosnia

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Grbavica durante la guerra.

“Marzo 1996, Grbavica in Sarajevo. Dopo aver lasciato 17 pallet di materiale didattico e alimentare a nord ovest di Tuzla (Bosnia Settentrionale), fummo tra i primi civili stranieri ad accedere al famigerato quartiere restituito alla capitale. E prima del completamento della bonifica da parte della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” (ci avevano presi un po’ per matti, loro erano attestati al checkpoint del ponte di accesso), che sarebbe durata diversi giorni successivamente. Entravano per il primo giorno, dopo quattro anni, centinaia dei vecchi residenti bosgnacchi.
 La guerra era ufficialmente terminata quattro mesi prima con le firme a Dayton dell’Accordo Quadro Generale Per la Pace in Bosnia ed Erzegovina, negli USA, ma le mine anticarro lasciate dai “serbi“, appese persino ai lampioni, dicevano minacciosamente ben altro! Qualche cecchino ancora in giro sulle alture e mine ovunque. Anche sotto le lastre di cemento dei camminamenti dei giardini si potevano celare mine anti-uomo, non parliamo dei giardini. Così, solo quel primo giorno, ci furono quattro morti. Tra i numerosi feriti una ragazza perdette una gamba per effetto di una mina, a strappo, collegata ad una porta del suo vecchio appartamento. Vedemmo passare l’ambulanza proprio sul nostro percorso dopo aver udito alcune esplosioni. Il quartiere di Grbavica era quasi completamente devastato. Ogni singolo appartamento portava le proprie ferite di anni di guerra come gli abitanti (11,500 vittime di cui 1600 bambini, 45,000 feriti, complessivamente nella città).
 Le vittime di quel giorno di marzo facevano parte dei vecchi residenti datisi alla fuga o fatti minacciosamente allontanare al momento dell’invasione serba nel maggio 1992. In taluni casi gli ordigni esplosivi erano collegati persino alle tavolette della toilet. Ma la guerra era finita...(?)”
(Testimonianza di un formatore e volontario già operativo dalle missioni MIRSADA 1 e 2 del 1992-1993)

 

 

 Con le dovute differenze il conflitto bosniaco è stato un laboratorio, per l’esportazione del caos anglo-americano, a fini di controllo risorse ma soprattutto geo-politico strategico, come poi fu attuato, second lo stesso modello, in Kosovo, Libia, e Siria.
Per l’Italia quello scenario è tra le opzioni possibili da almeno quindici anni, in particolar modo se si dovesse seguire una politica economica e internazionale più autonoma, sgangiata dalla influenza economica del decadente Dollaro (in un mondo sempre più multipolare). Da una fonte confindenziale, fino a dieci anni fa vi erano due diversi visioni sul destino da riservare all’Italia. La sponda atlantica dell’intelligence occidentale avrebbe condannato il Belpaese ad un destino “bosniaco” di guerra proxy (ma al tempo non si poteva immaginare quale sarebbe stato l’esercito musulmano da contrapporre). La sponda di intelligence oltre Manica invece si sarebbe “accontentata” di una destabilizzazione sociale post-default finanziario. Entrambe le visioni, tuttavia, prevedevano la balcanizzazione, lo smembramento dello Stato Italiano. Come per la ex Jugoslavia, il Nord sotto influenza germanica, il Sud sotto influenza Jahdista e mafiosa come la Bosnia odiera, ma con le funzioni strategico militare di proiezione ad Est come e più del Kosovo, che accoglie la più grande base militare USA in Europa.
Più specificatamente, nel “laboratorio” bosniaco si è sperimentato un preciso modello di destabilizzazione e a seguire guerra proxy islamica sanguinaria, poi esportato dalla cricca militare-industriale in Kosovo, Libia, Yemen e Siria. Ma non solo, la Bosnia ha rappresentato, e rappresenta tuttora, una delle maggiori basi mondiali della creatura terroristica islamica “made in CIA” per eccellenza: Al-Qaeda

La Jugoslavia, della quale la Bosnia-Erzegovina era uno stato ad essa federato, godeva di una forte moneta nazionale, il Dinaro, sostenuto da un fondo sovrano basato a Londra e finanziato pesantemente da banche anglo-americane, permetteva ai propri cittadini di effettuare vacanze anche in nazioni benestanti grazie ad una moneta abbastanza forte.
La politica agricola fu modificata (1953), con il ritorno alla piccola proprietà. E ancora, la diffusione dei beni di consumo, libertà di spostamento, urbanizzazione, apertura al turismo, crescita del terziario fecero della Federazione non solo il paese socialmente più articolato dell’Europa centro-orientale, ma anche quello più vicino agli standard di sviluppo occidentali. In aggiunta, un sistema sanitario all’avanguardia (a Sarajevo c’era la migliore clinica pediatrica europea) e un generale benessere diffuso sconosciuto in altri Paesi del Socialismo Reale.

LA GUERRA CIVILE FREDDA
https://youtu.be/rlJX1At7W9Q

Neil Clark sottolinea come nella vecchia Guerra Fredda, la Jugoslavia socialista non allineata aveva uno scopo per l’Occidente. Tre anni fa, un sondaggio Gallup, riportato da RFE/RL, dimostrò che le maggioranze in Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Macedonia e il 45% della popolazione in Slovenia – che di solito sono considerate le repubbliche ex jugoslave di maggior successo – pensavano che lo sfacelo della Jugoslavia sia stata una cosa non negativa.” “Nella Jugoslavia, la Bosnia-Erzegovina era definita come uno Stato comune di Serbi, Croati e Musulmani. L’attenzione si concentrava sui valori condivisi tra i diversi gruppi etnici. Ora le differenze sono evidenziate e gonfiate a dismisura”
Prima della “balcanizzazione” gli intellettuali di sinistra occidentali scrivevano con entusiasmo in merito al modello jugoslavo di autogestione dei lavoratori. Gli Occidentali guardavano e godevano dei film e programmi televisivi jugoslavi di alta qualità e prenotavano pacchetti vacanze nel Paese. Ma dopo la caduta del muro di Berlino, la Jugoslavia diventò “la nazione sacrificabile” (come l’Italia, operazione Tangentopoli, ndr). Nelle parole di George Kenney, funzionario per la Jugoslavia presso il Dipartimento di Stato USA, “non c’era posto per un grande Stato socialista indipendente che resistesse alla globalizzazione”. La Germania sostenne attivamente e incoraggiò la secessione della Slovenia e della Croazia dalla Federazione jugoslava.
La creazione di una Bosnia “indipendente” era più di un progetto statunitense. Gli USA appoggiarono il separatista musulmano Alija Izetbegovic e sabotarono efficacemente una soluzione pacifica alla questione bosniaca quando l’ambasciatore Warren Zimmerman persuase Izetbegovic a rinnegare la sua firma all’accordo di Lisbona sponsorizzato dall’UE nel 1992. Zimmerman, come notato in precedenza, diede fuoco alla miccia di una guerra brutale in cui si pensa che abbiano perso la vita circa 100.000 cittadini bosniaci.
Al posto di un forte Stato jugoslavo, nei Balcani ora c’è una serie di piccoli Stati economicamente deboli . Tutto ciò piace agli Stati Uniti, con la loro strategia imperiale di Divide et Impera.
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2018/01/18/volete-stabilita-nei-balcani-allora-ridateci-la-jugoslavia/

Quali furono i passaggi cruclali che portarono alle Guerre Balcaniche?
– Nel 1974 una nuova Costituzione concesse larghissime autonomie alle sei repubbliche e alle due regioni.
– Dopo la morte di Tito (1980), il peggioramento della situazione economica alimentò la ripresa delle spinte nazionaliste.
– Già dall’inizio degli anni ’80 il forte finanziamento dai Paesi del Golfo al partito musulmano bosniaco fino alla costruzione di una moschea nei villaggi più sperduti, dove magari erano presenti villaggi di poche case, abitati da “musulmani” che non frequentavano una moschea da generazioni.
– Fin dall’inizio di questa fase di destabilizzazione, i media vengono schierati (dall’una e l’altra parte) per fomentare odio interetnico e religioso, riesumando i reciproci massacri e guerre (ad es. i serbi ebbero oltre un milione di vittime civili nei campi di sterminio croati durante l’ultimo conflitto mondiale).
– Molti cittadini, delle rispettive città e capitali jugoslave erano increduli, non prendendo seriamente la manipolazione che veniva attuata sempre in modo maggiore;
– Agitazioni nel Kosovo.
– Diventa incolmabile il divario economico fra le più nazioni jugoslave del Nord (Slovenia e Croazia) e quelle povere del Sud.
– Cominciano i primi scontri “etnici” (sopratutto nelle città le famiglie erano spesso formate da almeno due etnie, nessuno ci badava a quale religione appartenesse il vicino) che si trasferiscono dalle aule dei parlamenti nazionali agli stadi fino alle prime rappresaglie a cavallo dell’inizio degli anni ’90.
– Separatismo economico e allentamento dei legami unitari, quindi ascesa di nuovi dirigenti politici che cercavano di ampliare il consenso mediante il nazionalismo e la tutela degli interessi regionali
– La depressione economica causata, meglio, programmata, principalmente dalla finanza anglo-americana (per volontà dei rispettivi governi), la quale “staccò la spina” al fondo sovrano jugoslavo su cui si reggeva la solidità internazionale del Dinaro.
Guerra e bugie: rapinare la Jugoslavia, tutto cominciò lì
https://www.libreidee.org/2015/03/guerra-e-bugie-rapinare-la-jugoslavia-tutto-comincio-li/

  Con una popolazione di 5 milioni di abitanti, in Bosnia la guerra iniziò nell’aprile 1992 con soli 50,000 miliziani (conteggiando complessivamente le tre fazioni, le armi furono distribuite ai fedelissimi anche un anno prima). su una popolazione di 5 milioni, dunque con un rapporto di 1 miliziano ogni 50 abitanti: come si è osservato inizialmente anche in Siria, servono numeri veramente esigui per gettare un paese nel caos, e in Italia al momento siamo su un rapporto potenziale di circa 1 a 85 (700.000 clandestini /60 milioni di abitanti).
  Tutti gli eserciti e milizie in campo erano un po’ misti etnicamente, dipende da quale parte ti eri trovato a combattere, non di rado obbligato all’arruolamnto sul fronte opposto, all’inizio del conflitto. C’erano serbi che combattevano con i musulmani? Sì c’erano però anche musulmani che combattevano insieme ai serbi se è per questo (v. Abdic, molto più rappresentantivo di Iztebegovic). Erano presenti anche infiltrati della NATO in gruppi paramilitari serbi, con lo scopo di fare provocazioni e attirare l’attenzione dei mass media occidentali, idem per i musulmani e per i cosidetti “afghani” venuti dall’estero.
 Le efferatezze avvennero dall’una e dall’altra parte ma le stesse frange musulmane, al fine di favorire l’intervento aereo NATO contro l’esercito serbo, in alcune occasioni giunsero persino a bombardare la propria popolazione nella capitale bosniaca (es. mercato di Markale, strage con un centinaio di vittime del 28 agosto 1995). Questo fu confermato da indagini delle truppe ONU presenti nelle ore diurne in città oltre che da testimoni che videro le “tecniche” (pick-up attrezzate con armamento pesante, in questo caso mortaio) salire sulla montagna prima del presunto attacco serbo.

 Il Dinaro Jugoslavo subì una inflazione di cinque quadrilioni (cinque con quindici zeri) nell’ottobre 1993 e gennaio 1995. A Sarajevo, dall’inizio del conflitto nel 1992, il Marco tedesco era di fatto la moneta usata, un fucile d’assalto Kalashnikov AK47 costava al mercato nero 350DM, marchi tedeschi.

 Con l’attacco della NATO alla Serbia nel 1999 si concluse la definitiva balcanizzazione della Jugoslavia.

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 Come dicevamo anche in Siria si può evidenziare un meccanismo simile: il “modello bosniaco” applicato ad uno dei Paesi più prosperi, laico, e industrializzato del Medio Oriente.
Siria: i primi sei mesi (marzo – settembre 2011)
http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1174
Le proteste generalizzate iniziali furono un mascheramento della infiltrazione degli jahdisti fatti pervenire col tempo da 80 Paesi per un totale finale di 200,000.
Un esercito nazionale, quello siriano, con 536.500 effettivi (caduti oltre 150.000) ha impiegato sette anni per riconquistare il 90% del territorio perduto e nonostante l’appoggio generale della popolazione (e negli ultimi anni di Russia, Iran e Libano). La guerra divampata nel 2011 ha ucciso almeno mezzo milione di persone, causando lo sfollamento di almeno 13 milioni di civili e innescando la peggiore crisi umanitaria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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https://youtu.be/ny8i5zjQfv4

 

SPYGAME: l’invenzione del terrorismo islamico Made in CIA

 Torniamo alla Bosnia concludendo con una serie di approfondimenti utili a comprendere appieno il “modello” che ancora, forse si avvicina di più al piano definito per l’Italia. Va rammentato che un primo tentativo atlantico di destabilizzare l’#Italia fu attuato già nel lontano 1991 con la invasione dall’Albania. Poiché il piano fallì quasi in toto l’anno successivo fu attuata l’operazione Mani Pulite, detta anche Tangentopoli.
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Quando la Marina Militare difendeva i confini marittimi ad ogni costo ma salvando migliaia di albanesi da affogamento come invece accade dal 2011 andando a prelevare i “profughi” davanti alle acque territoriali libiche.

Curioso come nel 1992 il New York Times presentasse le milizie jihadiste come dei “volontari arabi” e il massacro dei civili cristiani di Bosnia l’equivalente della lotta ai fascisti. Qualcosa di simile sta accadendo oggi in Italia, al momento solo a livello politico. Ma anche in Bosnia, fino all’inizio del conflitto c’era un clima sociale e politico così “acceso”.
Come in Bosnia per i “liberatori musulmani”. Dal 2016 i “migramti” vengono sponsorizzati da partiti, sindacati e associazioni fiancheggiatrici come i nuovi “partigiani” contro il “fascismo”. In Italia pare stia accadendo lo stesso sotto i nostri occhi.
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IL CLIMA “DISTESO”, “DEMOCRATICO”, “PATRIOTTICO”, E NELLO “INTERESSE DELLA COLLETTIVITA'” SECONDO LA POLITICA ITALIANA ODIERNA, COME IN BOSNIA NEGLI ANNI PRECEDENTI ALLA GUERRA PROXY,
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Dirigente Nazionale del PD usa toni ripresi dallo slogan armato delle Brigate Rosse

 

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Allodi ex ministro nel Governo D’Alema e capo della segreteria politica di Bassolino

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Un altro tentativo di creare un caso “Floyd” nel 2018 cercando di sobillare i “migranti”. Il padre della Osakue ha avuto un passato di affiliato nella mafia nigeriana per poi diventare collaboratore delle forze di polizia italiane. Decisamente parrebbe il profilo perfetto per certe operazioni coperte.

Da notare che il consulente del presidente bosniaco separatista musulmano Itzebegovic fu l’emissario del Presidente USA Clinton, Michael Ledeen (ovvero il fautore della miccia bosniaca). Lo stesso Ledeen è stato consulente per il Governo Renzi durante il maggior periodo di traghettamento di clandestini nel biennio 2014-2016!

Da Renzi all’omicidio Moro passando per Carrai, Ledeen, Kissinger e… Napolitano?
http://ilcappellopensatore.it/2014/07/da-renzi-allomicidio-moro-passando-per-carrai-ledeen-kissinger-e-napolitano/

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Il Papa voluto dalla cricca atlantica del deepstate per balcanizzare l’Italia grazie all’esercito proxy importato addirittura con le nostre navi della Marina Militare (fino al 2017)

INTELLETTUALI AL SERVIZIO DELLE GUERRE PROXY
“L’intellettuale di regime Bernard Henri Levy non ha sponsorizzato solamente le rivolte in Libia, Siria e Ucraina. Le sue operazioni di marketing rivoluzionario risalgono agli Novanta. Qui lo vediamo nel 1993 a Sarajevo (capitale della Bosnia). Nei mesi successivi al suo arrivo iniziò la “balcanizzazione del Paese” (disintegrazione della Jugoslavia).
La crociata di Bernard-Henry Lévy
https://www.lintellettualedissidente.it/la-crociata-di-bernard-henri-levy/

Bernard Henri Levy nel 1993 a Sarajevo
Al centro Lévy tra i miliziani bosniaci nel 1993 – Fonte: https://www.facebook.com/lintellettualedissidente

Un’altra preoccupante odierna analogia, tra scenario bosniaco e italiano, è il ruolo di supporto e propaganda attuato da personaggi come Bernard-Henri Lévy, filosofo francese e strenuo difensore di Israele (stato che ha supportato l‘ISIS nel massacro siriano e iracheno, insieme alla NATO), il quale ha avuto un ruolo mediatico e intellettuale di primo piano nella operazione Bosnia.
Nel 1993 Lévy fu autore e produttore del famoso film-doc “Morte a Sarajevo”. Curioso come avvennero le riprese, tanto da ricordare le “regie” atlantiche dei cosìdetti “Caschi Bianchi” operativi in Siria per conto della “rivoluzione jihadista“.

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Ciak si gira “al riparo dai cecchini serbi” mentre tranquillamente, dietro al muro di “protezione”, passano esposti due persone, apparenemente militari. Falso giornalismo per una guerra sporca.
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I fiancheggiatori dell’ISIS, candidamente autonominatisi “Caschi Bianchi”, hanno ricevuto 38.556.825 milioni di euro dal solo Ministero degli Esteri della Gran Bretagna.

Bernard-Henri Lévy da 30 anni a fianco della NATO nelle “guerre umanitarie”. Fin dall’inizio dell’attacco alla Libia nel 2011 a fianco dei miliziani islamici internazionali fatti sbarcare con la copertura degli aerei NATO. Nel 2012 in Siria sempre all’alba della “rivoluzione siriana” creata con l’apporto di 200000 terroristi fatti giungere da 80 Paesi, sopratutto via Turchia (come oggi in Libia). Nel 2014 in Ucraina contro lo “imperialismo russo”, tenace supporter del cammino dell’Ucraina verso l’Unione Europea (miccia per una Terza Guerra Mondiale giocata a suon di atomiche sul territorio europeo), al fianco del governo filo-nazista dopo il golpe USA di Piazza Maidan.
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Bernard-Henri Lévy nell’estate 2020 a fianco dei miliziani armati impegnati nell’ennesima guerra “a difesa dei diritti umani”, prodromo dell’attacco all’Italia prossimo venturo con il supporto di Turchia e NATO. Esattamente con gli stessi “testimonial” e attori come in Bosnia!

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Sarajevo: “Attenzione cecchino”

Muslims From Afar Joining ‘Holy War’ in Bosnia
https://www.nytimes.com/1992/12/05/world/muslims-from-afar-joining-holy-war-in-bosnia.html

Il continuo illegale rifornimento occidentale di armi ai separatisti musulmano-bosniaci, prima e durante la guerra.
Confessione sensazionale di Ibran Mustafic, veterano di guerra e politico bosniaco musulmano : abbiamo ucciso la nostra gente a Srebrenica
http://www.civg.it/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=295%3Aconfessione-sensazionale-di-ibran-mustafic-veterano-di-guerra-e-politico-bosniaco-musulmano-abbiamo-ucciso-la-nostra-gente-a-srebrenica&catid=16%3Adisinformazione-strategica&Itemid=117

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La guerra di Bosnia sotto falsa bandiera
https://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/09/09/la-guerra-di-bosnia-sotto-falsa-bandiera/

Le verità sulla Bosnia che non si possono raccontare: “Al mercato di Markale”
http://www.eurasia-rivista.com/le-verita-sulla-bosnia-che-non-si-possono-raccontare-al-mercato-di-markale/

 Mappa delle basi islamiste e vie di spostamento dei terroristi in Bosnia, e altre nazioni jugoslave, create dagli USA, durante le Guerre Balcaniche. Gli USA favorirono l’ingresso, solo in Bosnia, di circa 11 mila mujaheddin addestratissimi, tra cui Osama bin Laden per combattere i serbi.
Osama Bin Laden Role in Bosnia: “Guidebook” for Al-Qaeda
http://serbianna.com/blogs/savich/archives/1359

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La famigerata “dorsale verde”. Il verde è il colore della bandiera araba.

Importantissimo fu il ruolo dei reparti speciali non ufficiali atlantici per creare il clima di scontro di “religioni” in Bosnia-Erzegovina.
Nel 1992, Ali Mohamed, un doppio agente ed ex ufficiale delle forze speciali statunitensi con stretti legami con Al-Kifah, guidò un gruppo di militanti statunitensi (tutti ex marines) per addestrare e combattere in Bosnia.
https://en.wikipedia.org/wiki/Al_Kifah_Refugee_Center

Il “democratico” presidente statunitense Clinton fu il fautore della politica strategica di creare uno stato islamico in Europa e come base terroristica mondiale. La famigerata “guerra al terrore”, del successore Bush figlio, fu la risposta globale occidentale al problema terroristico che essi stessi crearono dieci anni prima in Bosnia.
Bill Clinton Worked Hand in Glove with Al Qaeda: “Helped Turn Bosnia into Militant Islamic Base”

http://www.globalresearch.ca/bill-clinton-worked-hand-in-glove-with-al-qaeda-helped-turn-bosnia-into-militant-islamic-base/5474094

Richard J Aldrich: America used Islamists to arm Bosnian Muslims
https://www.theguardian.com/world/2002/apr/22/warcrimes.comment

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Oggi la Bosnia-Erzegovina, è uno Stato paramafioso islamico (nel 51% del territorio, quello assegnato alla componente musulmana).
Secondo Europol, “a distanza di 22 anni dalla sua nascita, denuncia l’analista Susic, in Bosnia vi sarebbero al momento 5.000 estremisti, tutti noti alle Forze di Sicurezza, e addirittura 100.000 sostenitori totali dei vari movimenti radicali. L’esperto bosniaco ad Analisi Difesa dichiara che nel Paese vi sarebbero oltre 60 insediamenti completamente in mano a gruppi di musulmani integralisti. In queste realtà non solo non verrebbero applicate le leggi dello Stato, ma sarebbe in vigore la Sharia e i giovani verrebbero tenuti appositamente fuori dal sistema educativo nazionale. Ma la Sarajevo ormai islamizzata, tace.

Rapporto TESAT (Terrorism Situation and Trend report) – La penetrazione jihadista in Bosnia
https://www.analisidifesa.it/2017/07/la-penetrazione-jihadista-in-bosnia/

Prima della guerra, la Bosnia godeva di una splendida convivenza interetnica e religiosa consolidata da secoli (a parte la parentesi della Seconda Guerra Mondiale). Era un caso quasi unico al Mondo.

Emergono con evidenza alcune analogie  nella strategia di preparazione step-by-step per l’Italia:
– creazione di una generale povertà tra la popolazione autoctona (a partire dal 1992 quindi crisi indotta nel 2008 e determinante odierna del 2020, con atteso default nel 2021);
– immigrazione necessaria al raggiungimento dei “numeri” da mettere in campo in un eventuale scontro su apparenti basi etnico-religiose (ora in Italia 700.000 immigrati clandestini dal 2015);
– rafforzamento in loco di una realtà religiosa (l’Islam soprattutto radicale, nelle sue varie manifestazioni), fino a 40 anni fa quasi del tutto assente, attraverso finanziamenti esteri (oggi in Italia come allora in Bosnia da paesi del Golfo Persico);
– creazione di due fazioni contrapposte (tipicamente cristiani contro musulmani) attraverso un massiccio e scientifico impiego del condizionamento mediatico;
– ingenerazione e fomento vittimismo tra la popolazione immigrata (in particolare avviene verso i clandestini cosidetti “migranti”), oltre alla concessione alla estessa di maggiori diritti, anche rispetto a quelli già garantiti – sulla carta – alla popolazione autoctona che si vuole far sottomettere.
– il ruolo di supporto all’immigrazione clandestina e ai miliziani libici dei vari intellettuali e artisti internazionali impegnati nella “difesa dei diritti umani”, al fine di aumentare l’appoggio interno nei Paesi della NATO attaccanti o mandanti.

 

 

Dissimulazione e penetrazione islamica?

Un aspetto fondamentale della destabilizzazione islamica in un Paese è la cosidetta dissimulazione dei reali obiettivi finali. Andrebbe rammentata la storia dei conflitti tra musulmani e cristiani, nei quali, per un milennio, questi ultimi furono schiavizzati a decine di milioni complessivamente. Ci furono più europei ridotti in schiavitù che neri mandati in ceppi nelle Americhe. Nella mente dei bianchi di oggi, questo tema non ha comparazione con la triste vicenda degli schiavi neri e neppure viene evocata en passant a proposito di attività terroristiche maghrebine. Tuttavia non si trattò di una pagina breve e neppure carente d’importanza. La storia della schiavitù nel Mediterraneo risulta sinistra come le descrizioni più radicali e crudeli della schiavitù americana. Il colonialismo europeo in Africa portò alla fine dello schiavismo islamico (le conquiste francesi in Algeria furono dettate, in parte, dalla necessità di rendere sicura la navigazione mediterranea) nella parte nord-occidentale del continente, mentre la maggior parte dei territori orientali e l’Arabia si rifiutarono di cedere alle richieste di abolizione dello schiavismo nate in USA e in Europa. Ancora nel 1890, nel Califfato di Sokoto si contavano 2 milioni di schiavi. All’arrivo in Etiopia, i nostri nonni trovarono 2 milioni di schiavi su 10 milioni di abitanti. A tutt’oggi in Africa esistono centinaia di migliaia di schiavi.
Islam e Schiavismo: Una Storia Dimenticata
http://zweilawyer.com/2012/02/13/islam-e-schiavismo-una-storia-dimenticata/

Conoscere quattro parole arabe può salvare la nostra civiltà dall’acquisizione islamica
– Takiyya è definito come dissimulazione sulla propria identità musulmana.
Tawriya è definito come occultante e potrebbe essere chiamato “mentire creativo
Kitman è caratterizzato da qualcuno che racconta solo parte della verità. L’esempio più comune di questo è quando un musulmano afferma che il jihad si riferisce davvero a una lotta interiore, spirituale.
Muruna significa usare “flessibilità” per fondersi con il nemico o l’ambiente circostante.

Lies about Islamic Taqiyya (Dissimulation) Dr. Carson Right: Washington Post and Academics Wrong
https://www.gatestoneinstitute.org/6587/carson-taqiyya-dissimulation

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Molti ulema ritengono che la menzogna sia parte integrante della condotta in guerra; Ibn al-Arabi dichiara che negli hadith (parole ed azioni di Maometto), la pratica della dissimulazione nella guerra è bene descritta. Ibn Al-Munir ha scritto: «guerra significa ingannare, vale a dire che la guerra santa è una guerra di inganno e non di confronto, perché questa è intrinsecamente pericolosa e che è possibile raggiungere la vittoria con l’imbroglio senza subire alcun danno su sé stessi». E Ibn Hajar consiglia ai musulmani «di prestare molta attenzione durante la guerra, deplorandosi e piangendo (pubblicamente) per ingannare gli infedeli».
Questa simulazione si chiama Taqiya (appunto «dissimulazione» in arabo) La taqiyya (dissimulazione o inganno) include la menzogna agli infedeli in un modo generale, tanto in parole quanto in atti. La taqiyya è molto presente nella politica islamica. La taqiyya si utilizza principalmente in due casi. Il più conosciuto è la situazione dove si tratta di nascondere la propria identità religiosa quando si teme una persecuzione. Storicamente le Comunità Sciite ricorrevano alla taqiya, ovunque ed ogni volta che i loro rivali Sunniti erano più numerosi e quindi li minacciavano. Al contrario, i musulmani sunniti, lungi dal patire persecuzioni, ed ogni volta che ne hanno avuto la possibilità, hanno iniziato l’ jihad contro i miscredenti; ed è lì che hanno usato la taqiya, non come manovra di dissimulazione ma come inganno attivo. In realtà, l’inganno, che trova la sua base nella dottrina dell’islam, è spesso descritto come uguale – o superiore – ad altre virtù militari universali come il coraggio, la bravura o il senso del sacrificio.

“Ero uno di loro e so che normalmente quello che gli islamici si dicono fra loro non è quello che dicono a voi occidentali. ...i musulmani fanno lo stesso (della doppiezza di Maometto): quando vengono in Occidente, dove sono ancora una minoranza, paiono accettare le regole del paese in cui risiedono, ma quando prendono il potere seguono l’esempio del loro profeta, pretendendo l’imposizione della sharia a tutti. Inoltre, se fosse come dicono questi “moderati”, perché nei paesi dove i musulmani sono la maggioranza i cristiani sono tutti perseguitati e vige la sharia? Non dimentichiamo poi che non in alcuni paesi ma in tutti quelli in cui sono la maggioranza i diritti delle minoranze sono esigui se non inesistenti. Spesso chi condanna pubblicamente la jihad mente.
Si sta favorendo l’immigrazione di massa di una popolazione che ha 4, 5, 6 figli a testa, significa che la popolazione islamica supererà quella europea. E quando questo avverrà saranno loro a dettare l’agenda politica, come già cominciano già a fare nei paesi in cui crescono.
I soldi sono offerti anche alle chiese che ospitano gli immigrati. I programmi di rifugiati e i centri di assistenza, prendono soldi persino dall’Onu che li riceve dai paesi arabi. Mi spiace dirlo ma questa è la verità. E la seconda ragione è che c’è tanta ignoranza, un buonismo ignorante: non conoscono la verità e credono alla faccia ipocrita dell’islam.”
“Predicavo la violenza dell’islam, poi Gesù mi parlò”
http://www.lanuovabq.it/it/predicavo-la-violenza-dellislam-poi-gesu-mi-parlo

Prima della politica, della magistratura, della classe medica (psichiatri), i media sono i primi responsabili della manipolazione di massa, come in Bosnia per dieci anni fino al fatale 1992, dello “avvelenare i pozzi”, ai fini di creare il “clima giusto” per far accendere una rivolta delle cosìdette minoranze. L’instillare nella popolazione autoctona un forzato, ed irreale, senso di colpa per il periodo coloniale è una delle tecniche manipolative più usate ma bisognerebbe, ad esempio, conoscere i trascorsi storici dei paesi di origine dei “migranti” ove, ben prima, dell’Uomo Bianco, la schiavitù era fiorente traffico e sistema repressivo che ha colpito in particolar modo i popoli del Sud Europa per quasi un millennio.
“Christian Slaves, Muslim Masters”: lo schiavismo di cui non si può parlare
https://youtu.be/RXvCOFHCUS4

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Penetrazione dei Fratelli Musulmani nella politica e società italiana.
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Città problematiche a causa dell’impatto criminale dei clandestini, traghettati dalle coste libiche via mare, come Napoli e Torino sono in cima alle altre europee (con analoghi problemi di “convivenza” multikulti) per tasso di criminalità! Da notare che una delle città dove regna sovrana la corruzione tra la polizia, Sarajevo, è in fondo alla lista persino prima della svedese Malmo (nella quale i “migranti” si sono distinti per l’uso di granate a mano).

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KALIFAT: il terrorismo islamico importato diventa domestico (Svezia 2020, 1×08)
Una recente serie televisiva da non perdere, per comprendere i sistemi di manipolazione e reclutamento, è “Califfato” che consta di otto puntate e per la quale non è prevista una seconda stagione. Uno spy-thriller utile anche per visualizzare metodi e trucchi della cosidetta “dissumulazione creativa” tipica dell’islam. Merita l’acquisto in cofanetto DVD e non l’acquisto visualizzazione online presso uno dei colossi mondiali (al pari di Amazon, BnB, Uber, ecc.) che uccidono l’economia degli stati e delle comunità.

 “Quello che rende questa serie davvero interessante è la storia delle ragazzine (svedesi ma di famiglie musulmane) e della loro cosiddetta radicalizzazione. Che di radicale, vivaddìo, non ha proprio nulla. Le adolescenti si innamorano del califfato come mia figlia seidicenne fece per Violetta o tante altre ragazzine che impazziscono per degli youtuber poco più che alfabetizzati, tanto che quando arrivano a Raqqa e chiedono loro come si sono avvicinate all’Islam e cosa ne sanno, loro rispondono, candide: beh, YouTube, qualche sito… Ecco perché all’inizio vi ho citato il bellissimo libro di Warrick (che vi consiglio caldamente di leggere): perché all’idea del terrorista siamo abituati, ma non ci siamo ancora resi conto che esistono ragazzini occidentali , e manco pochi, che pensano che andare a combattere con l’Isis sia “una cosa molto divertente”.
Kalifat, i terroristi inaspettati (spoiler trama)

https://tvzap.kataweb.it/rubriche/274525/kalifat-i-terroristi-inaspettati/

 

 

 

Smobilitazione della Difesa Nazionale e depotenziamento delle forze di polizia

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La demolizione controllata delle forze di sicurezza è in atto da circa trentanni in Italia. Fondamentale è stata la messa in atto della riduzione organica delle Forze Armate (a cominciare dalla pre-esitente presenza capillare dei Carabinieri sul territorio) unitamente all’abbattimento dello storico coinvolgimento della popolazione nella Difesa Armata (sospensione e non abolizione dell’obbligo di Leva del Servizio Militare):

L’attacco al servizio militare obbligatorio avvenne su quattro fronti grazie ad un certo tipo di cultura comunista e/o nonviolenta anti-nazionale.
– Il servizio civile sostitutivo di quello militare (quando non più spesso di opportunistico imboscamento e di sfruttamento di manodopera gratuita per non pochi enti fruitori) espressosi in numeri importanti. Al contrario, una possibile integrazione di Difesa Popolare Nonviolenta non fu mai presa in seria considerazione.
– La permissività sull’imperante nonnismo, con una media di 150 suicidi tra i militari di leva all’anno negli anni ’80, tale da creare un’ondata di protesta generalizzata contro la Leva.
– Le inefficienze, le ruberie generalizzate, l’inesistente addestramento (ci sono stati casi persino di una sessione di tiro in 12 mesi di servizi obbligatorio) in modo da fare nascere nella comunità nazionale un senso di perdita di tempo.
– La riduzione del bilancio militare favorito dai “nuovi scenari” (leggi, la necessità anglo-americana-sionista di proteggere i loro interessi fuori dall’area NATO). A tal fine venne usato il “cavallo di Troia” della fine della Guerra Fredda.

Quella riduzione (e la professionalizzazione relativa) fu più un’esigenza rispondente ai compiti geo-strategici della NATO (quindi degli Stati Uniti) nelle varie “guerre umanitarie”, più che a un preciso interesse nazionale di mantenere una basilare difesa nazionale anche in funzione di contrasto alle guerre asimmetriche (come sta avvenendo oggi). Inoltre, lo testimonia anche la disgregazione sociale odierna, il venire meno della leva obbligatoria ha sicuramente inciso sul senso di comunità nazionale già scarso prima per indole italica.

A metà anni ’80. in tutte le Forze Armate si poteva allora contare su un totale di 258.000 uomini, di cui 187.000 di leva con ferma di 12 mesi (545.000 effettivi in totale). Ad oggi, invece, il totale non in pianta organica si aggira intorno a sole 180.000 unità. I Carabinieri /e la Guardia di Finanza non rientrano in questo conteggio dato che per addestramento e dotazioni non sarebbero così rilevanti nel frapporsi ad una rivolta generale armata di centinaia di migliaia di miliziani.
Circa 10,000 unità militari, ma sono le più addestrate, sono dislocate nelle varie operazioni all’estero per un costo esorbitante, che coprirebbe in buona parte un ritorno alla leva obbligatoria.

Recentemente, nella indifferenza generale, le forze armate sono state diminuite di altre 30,000 unità.

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Audizione in Commissione Difesa il 14 febbraio 2019. Il Capo di Stato Maggiore denunzia con preoccupazione l’ulteriore riduzione di altre 30,000 unità militari.

É oramai evidente in quale situazione di destabilizzazione ci troviamo, molto peggio di come l’abbiamo già conosciuta per le sette regioni quasi completamente in mano alle mafie nostrane. Senza un esercito di leva, magari attualizzato al modello svizzero, potremmo rischiare la fine della Bosnia o della Siria. La reintroduzione di un esercito di leva, integrato a quello professionale, è essenziale per garantirci l’allontanamento di uno scenario bosniaco.

Un intero rapporto, lungo quanto il presente,  andrebbe riservato per esaminare quali armi/protezioni/mezzi hanno in dotazione i vari corpi di polizia, ma dalle segnalazioni dei relativi sindacati la situazione appare drammatica sotto il profilo di un possibile pronto impiego contro una rivolta (persino anche non armata) generalizzata.
Ci si limiterà a portare l’esempio della rilevante smobilitazione delle brigate degli Alpini, quale grave sintomo della riduzione dei numeri delle nostre Forze Armate.

Il Corpo degli Alpini ha sempre dimostrato di essere il più preparato e adattabile delle Forze Armate persino su diverse tipologie di terreno e scenari.
Nei primi anni Novanta, con il venire meno della minaccia sovietica, venne avviato il processo di ristrutturazione dell’esercito, che comportò per le truppe alpine la soppressione di gloriosi reparti, tra i quali anche le Brigate Orobica e Cadore e degli Alpini d’Arresto. Nel 1997 il IV Corpo d’Armata alpino fu riorganizzato nel Comando truppe alpine formato da tre Brigate (Taurinense, Tridentina e Julia), che divennero due nel 2002 in seguito alla soppressione della seconda. In totale decurtate 3 brigate su 5.
Gli effettivi attualmente sono circa 11.000 ma con l’età media che si è alzata da una media precedente degli effettivi più bassa di quindici anni ai 40-45 anni attuali.
Anche se non c’è paragone di dotazioni tra il “vecchio” esercito e l’attuale, deve destare preoccupazione l’elevata età media degli effettivi e il loro drastico ridotto numero rispetto al passato.

 

Il pericolo di infiltrazioni grazie e schieramenti politici conniventi (minanti la sicurezza nazionale) nell’ammettere immigrati, sopratutto da altri continenti, nelle forze di polizia ed esercito. Una minaccia che dovette fronteggiare già l’Impero Romano 1800 anni fa e che fu uno dei principali motivi (oltre a raffredamento climatico, intossicazione da piombo delle classi dirigenti e militari) del suo progressivo indebolimento.
Nei Paesi che, come la Germania, hanno già una storia di inserimento di immigrati nelle forze armate e di polizia il problema della infiltrazione islamica sta emergendo in tutta la sua gravità.

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Mentre gli altri Paesi europei hanno modificato, sull’onda delle pianificate “crisi migratorie”, il proprio apparato militare tornando alla vocazione di difesa territoriale, l’Italia è ancora proiettata sugli scenari internazionali (eccezion fatta per i militari “comparsa” a fianco delle forze di polizia)
“Un decennio fa, ha
sottolineato Timothy Edmunds. le forze armate europee stavano  subendo una serie profonda di cambiamenti nei loro ruoli fondamentali poiché si concentravano quasi interamente sui ruoli di spedizione di guerra e di mantenimento della pace e allo stesso tempo per lo più abbandonavano i loro ruoli tradizionali come la difesa territoriale, la partecipazione a compiti di sicurezza interna e costruzione della nazione (ad es. infrastrutture per edifici). Tuttavia, a seguito della crisi migratoria del 2015-2016, le forze armate di alcuni Stati (Austria, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Svizzera, Rep. Ceca) si stanno attualmente riorientando verso la difesa territoriale, concentrandosi sempre di più sui compiti di sicurezza interna riguardanti la gestione della migrazione di massa e la costruzione di infrastrutture di sicurezza come le barriere di confine. Ciò significa che al momento molte forze armate europee stanno “subendo una serie profonda di cambiamenti nei loro ruoli fondamentali” e stanno riscoprendo sempre più i loro ruoli tradizionali di difesa territoriale, sicurezza interna e costruzione della nazione.”
How does the Migration Crisis Change the Roles of Militaries?
https://defenceindepth.co/2018/03/07/how-does-the-migration-crisis-change-the-roles-of-militaries/

Nell’ottica destabilizzante attuale contro l’Italia, una efficace preparazione ad una guerra ibrida non può prescindere dall’utlizzare tutte le “quinte colonne” già attive precedentemente: la maggior parte dei media mainstream, ampi settori della magistratura, quasi tutta l’informazione “alternativa” (altrimenti detti gatekeeper, da quanti dei vari noti avete sentito parlare di #esercitoproxy?),  militari conniventi di ogni ordine e grado, e infine partiti politici (sia di “governo” che di “opposizione” anche se apparentemente primeggia la cosidetta “sinistra”).
Tali veri e propri traditori della nazione agiscono da almeno un decennio per ampliare il ventre molle per rendere (a loro insaputa?) ancora più attaccabile in profondità il tessuto istituzionale, militare e sociale italiano. Una breve carrellata di alcune notizie tipo della loro sistematica azione.
La maggiore ideologia di fondo di queste “quinte colonne” è il cosìdetto “boldrinismo“. Maceria residua di talune dottrine che negli anni Settanta hanno cancellato la filosofia riducendola a semiologia. Il principio è che non esiste la realtà ma solo il linguaggio, al punto che anche l’evidenza può essere sovvertita legittimando ogni contraddizione. Queste persone vogliono distruggere l’Occidente passando per la distruzione del senso della realtà.
“Il boldrinismo è la ontologicamente dualista, propone infatti il dominio del “Loro” sul “Noi”, nel tentativo di imporre la minoranza sulla maggioranza. Il boldrinismo è anti-dialogico, in quanto non accetta la possibilità che lo si possa mettere in discussione dal punto di vista logico e razionale. Infine il boldrinismo è “razzialista” o “razzista”, in quanto mira alla difesa di alcune razze e cancellazione dei popoli e delle loro identità, proponendo
1) il meticciato mondiale, oppure
2) il dominio di una razza-etnia oggi minoritaria su quella maggioritaria.”

Il dominio del “Loro” sul “Noi”. Filosofia e fenomenologia del boldrinismo
https://youtu.be/QXQv9w9ujY0

All’interno della strategia di infiltrazione nelle forze di polizia la continua, sistematica, reiterazione della introduzione dello “ius soli” è funzionale a chiudere la possibilità di invertire lo scenario in atto per le forze armate e di polizia, quindi di salvezza dell’Italia dallo scenario di guerra ibrida in esame.
Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ius-soli-lezione-dimenticata-politologo-sartori-1410325.html

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GIUGNO 2020. Un maldestro tentativo di creare un caso “Floyd” di “razzismo” anche in Italia e conseguente scatenamento di rivolte di massa dei “migranti”. Immigrato africano bloccato dalla polizia in Stazione a Milano. Le #Sardine: “Abuso di potere”. Fake news, in realtà l’immigrato è stato fermato perché spaventava i passanti con un coltello lungo 36cm.

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Una parte significativa della Magistratura è probabilmente uno strumento fiancheggiatore del depotenziamento delle forze di polizia italiane e dello svuotamento del nostro sistema giuridico attraverso l’interpretazione continua ed eccessiva della Legge.

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Sovente, quando un clandestino si macchia di reati anche gravi alla persona, viene ricoverato in un comodo reparto psichiatrico, dove è possibile delinquere ancora ed eventualmente fuggire, invece di essere correttamente confinato in carcere. Gli “specialissti” della mente sono probabilmente un’altra sponda, oltre ad una significativa parte della magistratura, per depotenziare la lotta alla criminatlità, in particolare immigrigati irregolari.

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Un “migrante” denunciato a piede libero e portato in caserma per accertamenti poi ruba una bicicletta. Quanto si devono sentiere impuniti molti clandestini per sbeffeggiare le forze dell’ordine in questo modo?

“Perchè la linea dura sull’immigrazione illegale deve essere inflessibile:
La chiusura dei porti quindi “paga” anche in termini di vite umane poiché l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha reso noto a fine anno che il numero di migranti morti cercando di attraversare il Mar Mediterraneo è sceso del 28% nel 2018 rispetto all’anno precedente: 2.262 contro 3.139.”

https://www.analisidifesa.it/2019/01/perche-la-linea-dura-sullimmigrazione-illegale-deve-essere-inflessibile/

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Il sistema finanziario criminale dei “salvataggi in mare”
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“Cittadini stranieri entrati in modo irregolare” (clandestini). Fonte: pagina ufficiale del Ministero dell’Interno

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Le fantastiche cifre dell’affare “salvataggi in mare”.

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Da quasi dieci anni le nostre forze armate e di polizia sono impegnate rispettivamente nel raccogliere i “profughi” a poche decine di miglia dalle coste libiche (con costi folli e invecchiamento precoce dei nostri mezzi di difesa navali) e a contenere le centinaia di reati settimanali di cui si macchiano una volta “accolti” in Italia. Va fatto subito notare che la percentuale di richieste asilo accettate dalle Prefetture, nell’attuale lungo iter di riconoscimento (una manna per i criminali e opportunisti), si aggira intorno al 5% del totale.
Immigrati, clandestini e profughi – Gianandrea Gaiani (Analisi Difesa)
https://youtu.be/cCuAu4pu-Ns

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“Salvataggio” a qualche decina di chilometri dalle coste libiche. Una sceneggiatura ben ripresa…

Il traffico di esseri umani nel mondo frutta 150 miliardi di dollari alle mafie, di cui 100 miliardi vengono dalla tratta degli africani. Ogni donna trafficata frutta alla mafia nigeriana 60 mila euro. Secondo stime dell’ONU, ogni anno sono trafficati milioni di esseri umani con una stima di guadagno delle mafie di 150 miliardi di dollari. Questi soldi poi non vengono certo redistribuiti alla popolazione povera di questi paesi, ma usati per soggiogarla ancora di più con angherie di ogni genere, destabilizzarne i già precari equilibri politici, reinvestirli in droga e armi. Se questo verrà tollerato ancora i rischi non saranno solo per l’Italia, ma anche per i Paesi Africani dove oltre al problema di dittatori si aggiungerà quello di Narcos al livello della Colombia di Escobar o il Messico di El Chapo con ancora più morti e sottosviluppo di quello che già c’è.”tratta di esseri umani. Oltre 100 mila persone nel mondo

Il traffico di umani dall’Africa, le mafie e la complicità dei razzisti

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2018/07/15/il-traffico-di-umani-dallafrica-le-mafie-e-la-complicita-dei-razzisti-0105866

“Ci sono vari motivi per definire assurdità le operazioni di accoglienza indiscriminata e il continuo impiego di navi militari. Si tratta di grave errore politico perché sta incentivando le partenze da tutta l’Africa verso le coste libiche, come aveva predetto l’allora ministro degli interni britannico Theresa May, oggi premier di una Gran Bretagna il cui “Brexit” è stato dovuto in buona parte alla politica migratoria della Ue, prona ai trafficanti. È un insulto alla legge, poiché viene di fatto rimosso il concetto di confini e sovranità nazionali, ed è una sciagura sul piano sociale perché alimenterà tensioni e violenze e scoraggerà i tanti stranieri che finora sono immigrati legalmente in Italia ed Europa. È devastante per la sicurezza, poiché è noto che i trafficanti finanziano al- Qaeda e Isis e che insieme agli immigrati clandestini giungono in Europa anche jihadisti, ed è un disastro in termini militari.
Innanzitutto sul piano della deterrenza: nessun terrorista o criminale avrà mai timore delle flotte europee impegnate non a bloccare i flussi illegali ma a favorirli col paradosso che i terroristi infiltratisi mischiandosi ai clandestini sono stati sbarcati nel Vecchio Continente da navi militari europee. E poi sul piano dell’usura dei mezzi e degli equipaggi. L’emergenza immigrazione ha consentito alla Marina di farsi finanziare il parziale rinnovo della flotta ma sta assorbendo la quasi totalità delle ore di moto, salite da 70 mila a 110 mila negli ultimi tre anni mentre i fondi per manutenzioni e carburante si sono dimezzati. Le indennità d’imbarco agli equipaggi vengono pagate dai fondi ad hoc per le missioni stanziati dal governo ma da più parti si ammette che vi sono crescenti carenze nell’addestramento ai compiti militari dovute all’intenso impegno coi migranti. L’aspetto più grave è però che i flussi migratori non avranno mai fine finché continuerà un’accoglienza che fa incassare ai trafficanti 5/6 miliardi di euro l’anno secondo l’ Europol mentre la missione Ue Eunavfor Med ritiene che circa la metà del Pil della regione libica della Tripolitania provenga dai traffici di esseri umani. Meglio sgombrare il campo dai facili buonismi e dalla retorica della missione umanitaria.”

Migranti, la vergogna dei soccorsi in portaerei
http://www.analisidifesa.it/…/migranti-la-vergogna-dei-soc…/

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Migranti illegali: le Ong contro la Guardia Costiera libica (Francesca Totolo)
https://www.analisidifesa.it/2018/06/le-ong-e-i-flussi-migratori-illegali/

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Il numero di migranti “sbarcati” in Italia 1997-2016

La polemica estiva 2017 sul ruolo delle ONG è stata solo uno stop da parte degli Stati collusi europei. Le Marinerie di questi ultimi (unitamente a quella italiana) hanno tranquillamente traghettato per anni i “profughi” dalle acque libiche (o in prossimità) fino alle coste siciliane (o hanno permesso alle navi hub dei trafficanti di scaricare barconi o gommoni a poche decine di miglia dalle coste italiane). Le ONG volevano solo prendersi la fetta più grossa dell’affare.

“Salvati” nel Canale di Sicilia” (che è situato tra la punta orientale siciliana e la Tunisia) oltre un centinaio di miglia nautiche dalla zona reale di prelevamento e traghettamento. Dal 2013 al 2016 la Marina Militare italiana e le altre navi europee si sono spinte man mano fino alle acque territoriali libiche per raccogliere i “profughi”. E nonostante ciò il numero dei deceduti in mare è aumentato proprio tra il 2016 e 2018 (pull factor).

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Se si vuole sostenere che senza le ONG un centinaio di migranti stipati su un gommone cinese mezzo sgonfio da 800$ sarebberro arrivati in Italia facendo oltre 500 km con due taniche di benzina e un motore da 50hp, bisognerebbe spiegare come avevano intenzione di fare. Dipende dalle condizioni meteo ma possono navigare al massino per 5 km fino a massimo 25 km.
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“Vengono “salvati” su natanti improvvisati. Facciamo chiarezza sui strani gommoni utilizzati dai migranti centroafricani (non certo libici) che partono dalle coste di Misurata per dirigersi verso L’italia, provvidenzialmente assistiti da organizzazioni ben finanziate e da marine militari assortite.
Parliamo dei gommoni, quegli strani affari che provengono dalla Libia carichi di migranti, e cercherò di spiegarvi, numeri alla mano, perché i potentissimi mezzi delle varie marine che cercano di “fermare” i migranti, siano in realtà una parte consistente del problema. Persino i media italici si sono improvvisamente accorti che qualcosa non quadra, nella “nobile opera” della navi che “salvano” i migrati, in realtà comodi taxi per trasportarli in Italia, e poco più.

I “gommoni” che vengono utilizzati, tubolari con chiglia praticamente piatta sono assemblati nella vicina Tunisia. Non vengono dalla Cina, come molti affermano, sbagliando. Questi gommoni, assemblati in PVC del tipo economico, del solito grigio chiaro, non possono neanche essere montati e caricati sulla spiaggia. occorre avvitare i vari pannelli di compensato che ne costituiscono il fondo gli uni con gli altri, poi i migranti si caricano il gommone in spalla, lo portano in mare e dall’acqua salgono a bordo. Dovete sapere che “l’arte” della fabbricazione dei battelli pneumatici con tubolari in gomma è essenzialmente un lavoro manuale, con qualche tavolo, forbici e pennello costruisci sia il tubolare che lo scafo, eccovi altri esempi.

Mettiamoci un attimo nei panni del trafficante di carne umana, e facciamo i soliti conti:
per mettere su quel rottame, tra tessuto, scafo e fuoribordo di seconda mano, oltre a un po di benzina, servono al massimo diecimila euro, abbondiamo e facciamo quindicimila.
I migranti pare che paghino in contanti (o lavorando gratis uno o due anni per i trafficanti) almeno millecinquecento euro a persona. Teniamoci scarsi e calcoliamo cinquanta persone a gommone, fanno settantacinquemila euro. Insomma guadagnano minimo quasi quattro volte l’investimento iniziale.
E chi li ferma davanti ad un guadagno simile?
Gli scafisti non ci sono, ovvio uno dei disgraziati a bordo, uno che magari una volta ha visto una barca si offre di fare la traversata gratis lavorando, ovvero conducendo il gommone. Gli si dà una bussola (10  euro) o un  GPS palmare (altri sessanta euro da aggiungere al totale) e il gioco è fatto.
Non servono scafi perfetti, dato il motore piccolissimo, l’unico modo per farla andare un filino più veloce è farlo stretto e lungo, infatti nelle imbarcazioni dislocanti è la lunghezza che determina la velocità massima.
Ovviamente il motore piccolo e tirato al massimo (per quello parlavo di Tohatsu, che sono particolarmente adatti allo scopo , per motivi tecnici) consuma come una portaerei, per arrivare fino in Sicilia o a Lampedusa occorreranno minimo 3-400 litri di carburante, e di serbatoi grandi non se ne vede traccia.
Per non parlare della pazzia di fare traversate di centinaia di chilometri in quelle condizioni. Mi ricordo quando erano gli albanesi a fare la traversata in condizioni simili, con carichi minori si installavano coppie di motori complessivamente 8-10 volte più potenti, e la distanza da percorrere era minore.
Il “trafficante di carne” albanese aveva fatto gli stessi conti e calcolava di riutilizzare i battelli più e più volte, confidando che sono un settimo dei mezzi veniva fermato ogni volta. Il guadagno era tale che già ad ogni battello rientrato si tornava in pari dell’investimento, e poi il reato era tutto utile netto. E qui mi sorge un piccolissimo dubbio, confortato anche dal fatto che i fuoribordo che vedete in foto ho faticato davvero a trovarli, di solito le telecamere puntano la fiancata del battello, e poi si buttano subito in uno stacco delle facce felici e disperate insieme dei migranti, tralasciando la visione complessiva della carcassa su cui navigano.
Il sospetto è che questi gommoni siano dotati più o meno della benzina necessaria per arrivare al largo delle coste libiche, e che in qualche modo gli organizzatori comunichino via radio con i soccorsi europei che li vanno a recuperare, la tipica “nave tedesca o inglese” che ne raccogli un migliaio e poi li scarica in Italia.


Certo è che senza le navi dello “sbarramento” ben pochi di quelli che sono partiti arriverebbero alle coste europee, probabilmente affogherebbero o morirebbero di sete dopo aver finito la benzina. Insomma sarebbero gli sforzi degli occidentali per “arginare” il fenomeno dei migranti a dare nuovo impulso al traffico. I trafficanti, quegli impuniti , utilizzano la Flotta di Sbarramento come un comodo taxi, e gli permettono pure di risparmiare sulla benzina, che costa.”

Post tecnico, oggi: parliamo degli strani gommoni dei migranti provenienti dalla Libia
https://www.rischiocalcolato.it/2015/08/post-tecnico-oggi-parliamo-degli-strani-gommoni-dei-migranti-provenienti-dalla-libia.html

https://liberticida.altervista.org/rapporto-sui-gommoni-dei-migranti-libici-facciamo-chiarezza/

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I trafficanti, prima degli “anni dei gommoni”, usavano mercantili navi-hub per caricare i gommoni e/o trainare le barche/pescherecci per riempirli in prossimità delle coste italiane, quindi farli “soccorrere” dalla Marina Italiana.

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Quello che non ti dicono delle ONG – Francesca Totolo
“Non ho mai scritto o pubblicato qualcosa di non verificato, ho soltanto messo in ordine i pezzi. Mostrando l’incoerenza dei salvataggi, che avvengono praticamente sulle spiagge libiche”. Ho chiesto a tutte le otto Ong che operano nel Mediterraneo di salire a bordo, di accreditarmi per documentare le loro attività. Per verificare di persona. Ma non ci sono mai riuscita. Con le operazioni delle Ong il numero delle morti in mare è aumentato. Sia in valori assoluti che rispetto alle partenze. Questo significa che il pull factor delle Ong sui migranti, che li ha spinti ancora di più a partire, ha fatto impennare i naufragi e quindi le morti in mare”
https://youtu.be/MEejfBYt3Q8

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Vescovi e istituzioni africane esortano i giovani africani a non partire. L’analisi della economista Dambisa Moyo
La carità che uccide
https://www.pressenza.com/…/dambisa-moyo-e-la-carita-che-u…/

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Il periodico austriaco Info-direkt (vicino alle forze armate) fece una interessante sintesi di una inchiesta giornalistica sull’affare “profughi” già nel 2015, appena a qualche anno dall’inizio della attuale “migrazione”.
“Accogliere, custodire e accudire i richiedenti asilo. Queste attività non sono svolte dallo stesso Stato, ma da una società privata. Più precisamente dalla società svizzera ORS, che nel 2014 ha ricevuto circa 21 milioni di euro dal Ministero dell’Interno austriaco. Il quotidiano “Der Standard” ha in dagato sulla misteriosa questione di chi possieda questa società “ORS” e rivela: “La società ORS appartiene allo Swiss Ox Group, che è stato acquistato nell’estate del 2013 dalla britannica Equistone Partners Europe (EPE). Secondo la homepage, questo a sua volta appartiene a circa 30 investitori istituzionali e alla Barclays Bank.
Oltre ai centri di accoglienza in Svizzera e alla famosa Traiskirchen austriaca (attualmente oltre 5.000 persone), la ORS si occupa anche delle strutture nel Land Vorarlberg, e nei germanici Ingolstadt e Monaco.“Equistone Partners Europe” (EPE) sta dietro la società per azioni “ORS”. Ma chi sono i 30 investitori e chi è la “Barclays Bank” che controlla l’EPE? Questi sono attori globali dell’alta finanza, i fili si uniscono nella famiglia di banchieri Rothschild.
Il giornalista Wolfgang Freisleben di “Der Standard” descrive la Barclays Inc. come una “corazzata Rothschild”. Quali importanti azionisti Barclays ha la banca privata “NM Rothschild” e la sua banca satellite “Lazard Brothers”. Il predominio della famiglia di banchieri Rothschild si è manifestato anche in termini di amministratori. Per anni, Barclays è stato presieduto dal genero Rothschild, Marcus Agius. Questo perché ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, non solo è diventato presidente della società più influente al mondo, ma anche direttore dell’emittente britannica BBC e uno dei tre amministratori del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. La situazione è simile anche in “Equistone Partners Europe” (EPE): EPE è uno spin-off di Barclays Bank e quindi strettamente coinvolta con Barclays e i Rothschild. I top manager di EPE passano a Rothschild e viceversa. Anche le acquisizioni di gruppi vengono pianificate e elaborate congiuntamente. Esempio evidente è la acquisizione nel 2012 di “Sunrise Medical” da parte di EPE. “Sunrise Medical è stata assistita nella transazione da Rothschild, Simpson Thacher & Bartlett LLP e Deloitte Tax LLP. Con strutture aziendali simili a reti, i proprietari alla fine della catena azionaria incassano sempre. Quindi c’è un’industria dell’asilo – e appartiene, almeno nell’area delle strutture per l’asilo in Austria e Svizzera – alla più antica (e da molti definita la più potente) famiglia di banchieri: i Rothschild.”
Gli articoli originali sia su Info-direkt che in Der Standard non sono più reperibili. Nel 2016 su Der Standard è stato pubblicato un articolo “corretto”
Rotschild und die Asyl-Industrie
http://www.info-direkt.at/rothschild-und-die-asyl-industrie/

Rothschild und die Asyl-Industrie
L’industria dell’accoglienza e il supporto finanziario del Gruppo Rothschild

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Resta il fatto che una volta “bloccate” (si fa per dire) le ONG dai loschi traffici, il numero dei deceduti per “attraversamento” si è ridotto drasticamente.
Migranti, sbarchi in calo del 10% da inizio anno. Ad agosto flessione record dell’85%
http://www.ilsole24ore.com/…/migranti-oim-meno-morti-medite…

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Drastico calo dei morti in mare con la diminuzione delle navi ONG ad attendere i “migranti” al largo delle coste libiche (“pull factor”)


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“Durante lo stallo della nave Aquarius molti si sono chiesti perché avesse preso a girare in tondo a Malta, nonostante l’ok della Spagna. Poi con le dichiarazioni del Presidente Conte, “ci siamo offerti di trasbordare donne incinte e bambini, ma nessuna risposta”, i dubbi sono aumentati esponenzialmente. Vuoi vedere che il capitano aveva l’ordine di sbarcare in Italia e solo in Italia? Sì. Non è un ‘salvataggio’ è un trasporto. Si paga il biglietto di 3000 dollari a passeggero (quando il servizio era completo con gli scafisti, costava 5000) Non lo pagano cash i migranti. Non li hanno quei soldi. Lo pagano i boss di ‘ndrangheta e Cosa Nostra (che in africa chiamano ‘sponsor’ ma sarebbe più corretto chiamare PADRONI) con Western Union Araba trasferiscono il denaro ai trafficanti africani. Da quel momento il migrante è uno schiavo. Deve arrivare in Italia nel porto in cui è stabilito. Deve lavorare nei campi o come facchino o come ambulante, o per le donne come prostituta, finché non si sdebita. Si è fatto un gran parlare del caporalato in Calabria in questi giorni per la morte di Sacko, ma nessuno dice che in quelle baraccopoli vivono braccianti africani pagati 2 euro l’ora. E in effetti i conti tornano. Se noi consideriamo la paga di uno stagionale 8 euro in nero (10 in regola) meno i due euro che rimangono in tasca all’africano, fanno circa mille euro al mese nelle tasche del caporale. In una stagione si è ripagato. Quelle navi non salvano persone. Trasportano schiavi. Le rotte africane convergono in libia dal corno d’africa a est (Eritrea, Somalia..) e dal niger/nigreria/mali a ovest. Passano per i check point del centro africa, presidiati da una moltitudine di tribù ognuna in lotta contro l’altra, pagando il pedaggio. I pedaggi servono per finanziare le armi alle milizie delle tribù. La metà del pil in libia, dalla morte di Gheddafi è costituito dalla tratta degli schiavi. Noi stiamo finanziando 30 guerre in Africa attraverso la tratta degli schiavi nel Mediterraneo. E stiamo fornendo soldati alla mafia in Italia attraverso l’accoglienza. Il business delle coop, i 5 miliardi che spendiamo per mantenerli, sono solo la punta dell’iceberg.”
(Oliva Salviati, da facebook)

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“Dobbiamo infatti distinguere tra i veri poveri del secondo e terzo mondo, che sono miliardi e che non riescono nemmeno a mangiare ogni giorno (inclusi parecchi occidentali), da chi ha a disposizione migliaia di euro per pagarsi il passaggio in Europa attraverso le organizzazioni di trafficanti di esseri umani. In paesi dove il reddito pro capite medio del 90% della popolazione e’ inferiore a 2 dollari al giorno, chi avesse pure anche solo 1000 $ per lo scafista, beh, non lo si può proprio considerare un indigente affamato. 
Ciò che succede quasi sempre in quei casi è che famiglie che qualche mezzo lo hanno mandano i figli all’estero a procurarsi un’entrata supplementare in valuta pregiata, che ritornerà loro attraverso i canali dei money transfer. Questi giovani partono senza visto (perché è più facile, dichiarandosi rifugiati, ottenere il permesso di soggiorno, e ciò evita anche le lunghe file agli sportelli dei consolati europei, la cui risposta alla domanda di immigrazione è spesso negativa.) 
Chi conosce la realtà dei paesi da cui partono questi giovani sa che in teoria quasi nessuno potrebbe permettersi di andarsene. E che anche chi potrebbe, non vuole. Il perché ci sia stata un’impennata esponenziale di arrivi di barconi e’ probabilmente dovuto alla presenza di condizioni favorevoli, come il caos in Libia che ha seguito lo sciagurato assassinio di Gheddafi da parte di USA e Unione Europea. E, ipotizzo, la necessità di finanziare velocemente gruppi terroristici, di miliziani e predoni vari. 
Il mio punto di vista si basa sull’osservazione della realtà in Repubblica Democratica del Congo, paese funestato da invasioni e guerre a causa delle quali ha perso 6 milioni di civili, in cui i predoni di ricchezze continuano ad uccidere e provocare decine di migliaia di sfollati, sia all’est che nei paesi vicini. La maggioranza della popolazione vive in miseria ma, per cambiare le cose sul posto, bisognerebbe finanziare piccoli progetti comunitari sia nei villaggi – i cui abitanti fuggono in città perché con la globalizzazione i loro prodotti sono più cari sul mercato, rispetto alle merci importate – che nelle grandi metropoli. 

Le rimesse dei pur numerosissimi emigranti in Europa, Canada, USA non creano posti di lavoro, ne’ sono di utilità agli altri che non ne ricevono (cioè la maggioranza). La famiglia, con le rimesse dall’estero, ci paga un matrimonio, un funerale, ci compra la macchina, ci paga le medicine o la scuola ai propri figli e nipoti. Tutto resta in famiglia, al massimo allargata. Quasi nessun emigrato nei paesi ricchi ha costruito fabbriche al suo paese per dare lavoro ai connazionali. L’egoismo consumistico regna tra i figli delle classi che hanno un minimo di potere d’acquisto, e se queste saranno le nuove classi dirigenti, in pochi decenni dell’Africa con foreste pluviali, fiumi e laghi maestosi, non resterà’ un bel niente. Sono assai più vogliosi di noi di capitalismo distruttivo. Della gente ‘normale’, cui basterebbe vivere bene, magari con l’elettricità e senza i-Phone o Nike da 200 euro al paio, ai grossi investitori non importa. L’immagine veicolata dai media è appunto lo stereotipo del santo migrante, del poveretto in fuga da guerra e fame che si sacrifica ed inonda il paese d’origine di euro di rimesse – che se andassero a finanziare davvero i piccoli progetti, allevierebbero si’ la VERA miseria dei più- mentre la verità è che la maggioranza dei migranti sono giovani assetati di consumismo e di capitalismo, che dei loro compatrioti in pratica se ne fregano.
African Anschluss
http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2015/06/african-anschluss.html

Il picco di vittime in mare è stato registato negli anni di maggiore attività (con la connivenza dei governi italiani ed europei) delle ONG “umanitarie”m ovvero, il criminale “pull factor”.

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libia offre blocco migranti

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L’Europa sta murando l’Italia. E prima o dopo i “migranti” avranno fame e freddo.

L’analista strategico Nicolai Starikov (opinionista russo) addita la tempistica in cui la “crisi dei migranti” è stata fatta diventare un’ondata, aggiungendo un’altra crisi ad un’Europa in crisi epocale: “Vedo evidente un fatto: bruscamente, in paesi che si sono da molto tempo accordati sui principi di esistenza nella sicurezza, per un motivo o per l’altro l’istituzione Stato si trova indebolita. Lo Stato non può più fare quel che deve fare per proteggere l’integrità dei suoi confini. Ma l’impotenza dello Stato non si produce da sé, è benefica a qualcuno; perché ogni flusso di emigranti può essere bloccato, e non necessariamente con maniere fortissime”. Starikov intende: rimandare indietro per nave tutti quelli che arrivano, ed hanno speso un sacco di soldi per comprare il viaggio, renderebbe più costoso per quelli che gliel’hanno pagato, insistere su questa strategia. Perché non credono, gli Starikov, che tanti siriani languenti nei campi profughi, o neri subsahariani, abbiano tutti messo da parte i 3-4 mila dollari (quando non 7 mila). Secondo indagini della polizia serba, il passaggio via terra dalla Turchia all’Ungheria costava, all’inizio dell’anno (2016), 10 mila dollari; adesso è sceso a 2 mila. Le spese vive non sono indifferenti; chi paga la differenza? Inoltre i migranti sono all’80% maschi, e “il 90 per cento dei migranti da paesi musulmani indica come data di nascita il primo gennaio dello stesso anno, senza avere documenti che confermino questo”.
Nikolai Starikov explains Europe’s refugee crisis
https://youtu.be/DTJc9pN29A4

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Frequenti controlli di frontiera attuati dall’Austria su autoveicoli (autocarri sempre) dal 2016 anche ai valichi di frontiera minori come quello di Resia.

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TRIESTE 16 MARZO 2020 – Dopo 25 anni, e nonostante i dichiarati serrati controlli, tutto come prima? (Da Twitter @Merigiusi )

La nostra prima inchiesta sull’immigrazione clandestina; 60,000 all’anno: “Porte Aperte” a TriesteCirca 1,5 milioni di clandestini giunti dalla “porta est”, su un confine di appena qualche decina di chilometri, nell’arco di aoli 25 anni!
Da documenti ufficiali della Procura e della Prefettura di Trieste (2006)
“Diversi sono i punti del territorio italiano attraverso i quali i trafficanti di esseri umani introducono illegalmente gli immigrati.
Una porta d’ingresso utilizzata dai trafficanti per introdurre immigrati clandestini in territorio italiano è il confine italo-sloveno. Ogni notte il carso sloveno-giuliano, la città di Trieste e le zone limitrofe (Gorizia e Udine) sono attraversate da un numero non trascurabile di immigrati clandestini.
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La Procura della Repubblica di Trieste, sulla base di indagini particolarmente accurate, ha stimato che ogni anno dalla Slovenia entrano in Italia non meno di 35.000 clandestini.
Questa cifra, stimata per difetto, si fonda sul presupposto che per ogni clandestino rintracciato almeno quattro o cinque riescono ad eludere i controlli e a raggiungere la loro meta prefissata. Si tratta di immigrati provenienti dall’Europa centrale e orientale (jugoslavi, rumeni, bosniaci, macedoni, moldavi, bulgari), dal medio oriente (turchi e irakeni di etnia curda), dal subcontinente indiano (bengalesi, pakistani, srilankesi), dall’Asia (cinesi e filippini). In particolare, tra le persone provenienti dal centro e dall’est europeo, la maggior parte è costituita da giovani donne, molte delle quali minorenni, di origine ucraina, moldava e russa, destinate successivamente al mercato della prostituzione da strada italiano. Il fenomeno dell’immigrazione clandestina, così come quello di altri fenomeni illegali (es. contrabbando, traffico di armi e di droga) lungo il confine che separa l’Italia dalla Slovenia non costituisce una novità.
La Procura della Repubblica di Trieste, grazie all’attività investigativa svolta da un apposito pool di magistrati ed investigatori attivo dal 1997, ha ricostruito le rotte attraverso le quali, immigrati di diversa nazionalità entrano in Italia attraverso il confine italo-sloveno. I casi trattati, hanno dimostrato come le organizzazioni dei passeurs sloveni, classificabili tra quelle di medio livello, abbiano sviluppato competenze tali da renderle capaci di gestire la parte del viaggio che gli immigrati devono compiere dall’ex Unione Sovietica, in particolare dalla città di Kiev in Ucraina, passando attraverso la Romania, l’Ungheria, la Croazia, la Slovenia e l’Italia.
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Dal Bangladesh, muniti di visti per affari o di altri documenti rilasciati dalle rappresentanze consolari e ottenuti attraverso il pagamento di cospicue somme di denaro, i clandestini raggiungono Mosca in aereo. Gli stessi, quindi, proseguono il loro viaggio a bordo di autovetture, camion o piccoli furgoni, verso Kiev, in Ucraina, dove sostano qualche giorno, per poi continuare verso Budapest. Da questa città, snodo fondamentale per il traffico delle persone, gli immigrati vengono diretti in Slovenia e, da qui, in Italia.
La pianificazione del viaggio è curata da un’organizzazione criminale bengalese che si avvale di manovalanza criminale di diversa nazionalità nel corso delle varie tappe.
Immigrati clandestini che attraversano zone impervie e boschive vicino Trieste, Gorizia e Udine, provengono anche dall’area balcanica, in particolare dalla Macedonia, dal Montenegro, dal Kosovo, dalla Jugoslavia.
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Coloro che dalla Romania intendono raggiungere l’Italia si rivolgono alle organizzazioni sopra citate che, senza alcun problema o timore, pubblicano offerte di accompagnamenti illegali mediante apposite inserzioni sui quotidiani o scrivono sui muri delle città frasi del tipo: «Porto gente in Italia», «Offresi per accompagnamento in Italia», «Massima serietà ed esperienza per accompagnamenti in Italia».
Il confine carsico-giuliano è attraversato anche da immigrati clandestini provenienti dalle Filippine, dal Pakistan, dall’Egitto. I viaggi illegali verso l’Italia e altri stati dell’Unione Europea sono programmati e pianificati, come si è visto in precedenza, da grossi trafficanti che risiedono negli stessi paesi di origine dei flussi migratori. Un nodo fondamentale, dal quale transitano gli immigrati provenienti da queste nazioni, è costituito dall’Ungheria, paese nel quale i trafficanti possono contare sull’appoggio di apposite organizzazioni che si occupano di garantire un alloggio sicuro e segreto agli immigrati, si occupano del loro smistamento e del loro successivo spostamento verso i paesi di destinazione. L’ultimo tratto del viaggio viene solitamente svolto mediante l’utilizzo di autovetture, camion, furgoni fino all’area confinaria con l’Italia dove ad attendere i clandestini vi sono i passeurs che provvedono a curare l’attraversamento dei boschi e la consegna degli immigrati ai committenti.
(continua…)
Da documenti ufficiali della Procura e della Prefettura di Trieste

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L’incredibile assenza di controllo e confinamento dei “profughi”

Profughi di tutte le crisi umanitarie passate: bambini, donne e vecchi, molto raramente qualche uomo in età di leva o chiamata straordinaria alle armi.
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ALBANIA 1991: UN PRECEDENTE STORICO.
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Cosa accade invece dal 2013?
Nessun terrorista o criminale avrà mai timore delle flotte europee impegnate non a bloccare i flussi illegali ma a favorirli col paradosso che i terroristi infiltratisi mischiandosi ai clandestini sono stati sbarcati nel Vecchio Continente da navi militari europee.”
MIGRANTI, LA VERGOGNA DEI SOCCORSI IN PORTAEREI
https://www.analisidifesa.it/2016/09/migranti-la-vergogna-dei-soccorsi-in-portaerei/

DZW6hNBX0AAKkkrLa naturale conseguenza di nessun controllo alle frontiere, e della libera circolazione dei richiedenti asilo (esito poi negativo nel 95% dei casi) porta ad una maggiore libertà per terroristi jahadisti ed emulatori.

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Terrorismo, arrestato migrante del Gambia a Napoli. “Voleva lanciarsi in auto sulla folla”
https://www.quotidiano.net/cronaca/terrorismo-gambia-1.3872912

Si chiama Ascia nera ed è un nome con il quale saremo costretti spesso a familiarizzare. È la famigerata mafia nigeriana che abbiamo importato con gli immigrati, un regalo dei clandestini. L’ascia è lo strumento della rottura delle catene dello schiavismo, il basco nero il simbolo dei “soldati”. Si è insediata silenziosamente nelle nostre città. Tre i nuclei storici (Black axe, Eiye, Aye confraternite) che si sono spartiti Lazio, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Veneto e Piemonte, facendo affari con le mafie locali ed assumendo poco a poco un ruolo egemone nel mercato della prostituzione (nera), nello spaccio di droga, nel traffico delle armi, nel racket delle scommesse e nella tratta dei migranti. Ascia nera ha una peculiarità, rinsalda i legami di appartenenza praticando riti che noi definiremmo tribali ma che per loro sono delle antiche religioni africane: sacrifici umani con smembramento di cadaveri e cannibalismo.
Il generale dei carabinieri Antonio Basilicata, della Direzione antimafia, è stato coraggioso ed ha ammesso ciò che molti non vogliono dire, che Black axe oramai è una realtà in Italia. E pur escludendo cannibalismo e tribalismo nell’omicidio Mastropietro, ha raccontato a Libero: “Il fenomeno della mafia nigeriana è noto da anni. C’è addirittura una sentenza della Cassazione del 2007 che ha riconosciuto queste organizzazioni criminali. Si muovono come affiliati alla mafia, a volte in alcune città del sud stringono accordi con i clan, con le cosche; in altre agiscono in modo autonomo, facendo leva sui legami con i connazionali. La differenza rispetto alla mafia italiana è che i nigeriani esaltano la componente misticio-religiosa: usano forme di violenza legate ai loro riti; per ottenere l’obbedienza delle prostitute nigeriane le ricattano con argomentazioni di tipo misticio (riti vudù, NdR)”.
“Una volta arrivati qui”, conclude Basilicata, “si dedicano ai traffici illeciti, incluso quello dei migranti, e i soldi li inviano alla loro tribù in Patria. E sì, tra loro ci sono anche i richiedenti asilo…”.
http://www.ilpopulista.it/news/17-Febbraio-2018/23539/ascia-nera-gli-assassini-rituali-sono-tra-noi-li-importiamo-coi-clandestini.html

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Chiesa di Bardonecchia occupata dai “migranti”.
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Stazione ferroviaria di Milano.
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Stazionee ferroviaria di Monza.

 

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I naufraghi si dividono in due categorie.
Il naufrago accidentale, il quale si è messo in mare su un natante che il mare poteva tenerlo. A un certo punto è successo appunto l’accidente: incontro con Moby Dick, incontro con onda anomala, incontro con iceberg, incontro con scoglio, guasto al motore, altro, e il naufrago accidentale è diventato naufrago…
Il naufrago intenzionale si è messo in mare su un natante non in grado di tenere il mare. Il naufragio è una sua intenzione. Le persone che si mettono in mare su natanti che non possono tenere il mare, affidandosi quindi alla Provvidenza e alla benevolenza altrui, si dividono in due categorie. La prima categoria comprende le persone disperate che fuggono da situazioni tragiche, come guerre, persecuzioni, regimi comunisti: i boat people in fuga dal Viet Nam sono l’episodio più tristemente e tragicamente famoso. Migliaia e migliaia di vietnamiti si sono buttati in mare su barconi e senza viveri con la sola speranza di essere raccolti. La Marina Italiana, benché dall’altra parte del mondo, e contro il parere del PCI, mandò l’Andrea Doria e altre due navi in salvataggio perché l’unica speranza di sopravvivenza di queste persone era incrociare una nave e moltissimi non l’ha incrociata.

E ora arriviamo al naufrago intenzionale che non viene dall’inferno, viene da nazione con un pil, un ministro del turismo e università come la Nigeria, il Senegal e la Costa d’Avorio, l’Algeria, il Marocco, la Tunisia eccetera. Questi bizzarri boat people hanno tre caratteristiche: le persone che portano in stragrande maggioranza non vengono dall’ inferno, solo una piccola parte ha diritto di asilo, il 7 %, pagano per venire dei costi che sono 8/10 volte più cari del viaggio aereo e soprattutto sono al 95% maschi. Ma non erano in fuga dall’ inferno?
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https://www.silvanademaricommunity.it/2018/07/09/boat-people/

 

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Le bugie sulla “migrazione”

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Viterbo. Foto ad uso dei media mainstream e realtà.

Cominciando dai libri di storia adottati nelle scuole pubbliche vorrebbero convincerci che le invasioni barbariche sarebbero stati fenomeni migratori.
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Da Gesù Cristo (cit. bergoglio) a Enea, erano tutti profughi?

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“La Chiesa Cattolica è tutta schierata per accogliere tutti indistintamente”
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“Il Cristianesimo, nella Storia, ha invaso i Paesi islamici”
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“Sbarcano in Italia” o “vengono salvati nel Canale di Sicilia”
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“Fuggono da Paesi dove c’è la fame”
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“Fuggono dalla guerra donne e bambini”
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“Fuggono dalla carcerazione violenta in Libia” (foto costruita ad arte che ha avuto ampia diffusione nei media)
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In Libia i profughi sono torturati (immagine luglio 2020 in un centro di rimpatrio)

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“I migranti non rubano il lavoro agli italiani”
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“Fuggono da Paesi in guerra”
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“Sono profughi”. Va notato che la “Protezione Umanitaria” è uno status adottato estensivamente solo dall’Italia in materia di diritti umani.
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“Il salvataggio in mare serve ad evitare molte vittime per annegamento”

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Finlandia, testo per le scuole primarie. La donna finlandese viene rappresentata unita sessualmente con un nero (migrante?). Gli uomini finlandesi  accoppiati invece omosessualmete. Che idea si farà un bambino dei ruoli maschio-femmina nella società?
Libro per le scuole in Finlandia

Agenda Smemoranda 2016 in vendita per gli alunni delle scuole di primo e secondo grado.
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“Non c’è nessuna intenzione di educare all’accoglienza dei migranti”
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Screenshot_2019-02-21 (2) Giornale di Brescia - Homeamnestyscuolamigranti_proc

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Tutti i regimi totalitari (dal nazismo al comunismo) hanno sempre usato i bambini per veicolare la loro propaganda contro gli interessi reali del popolo.

Come le voci dissenzienti nella Scuola vengono silenziate.

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“Gli islamici si integreranno nella nostra comunità”
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L’indottrinamento attraverso i media. Come viene preparato il terreno culturale e sociale per far accettare anche dopo molti anni le scelte politiche già prese altrove e che dovranno essere attuate dalle classi politiche nazionali corrotte.
Film “I figli degli uomini” (2006). In un’Europa devastata da bande di immigrati ma dove non nascono più figli, l’unico nato dopo decenni è (naturalmente) un nero.
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La storia europea (nei miti e nei personaggi) viene riscritta nelle nuove serie televisive secondo l’agenda migrazionista “anti-razzista” (razzismo al contrario) e gender. I media sono da decenni lo strumento perverso di propaganda e (de)formazione culturale del deep state, attuando una sorta di stupro cognitivo su tantissime persone, in particolare sui più giovani.
Facilmente smontabile quella teoria revisionista secondo diversi studi genetici in materia illustrati nel seguente video:

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Il potere persuasivo di massa dell’industria strategia dell’intrattenimento degli Stati Uniti (ma anche della Gran Bretagna, fino alla piccola realtà cinematografica della Svezia con le produzioni della “Yellow Bird”), vale dire dallo stereotipo e dal fumetto, più o meno spettacolare, consegnatoci da oltre 50 anni di colonialismo mass-mediologico. Gli archetipi psicologici che hanno dato vita al popolo americano; il ruolo decisivo svolto in questo processo dalla riforma protestante e dal modello antropologico di una sua espressione radicale, il Puritanesimo; il senso devastante del “fondamentalismo americano”, cioè l’atavica predisposizione a voler imporre al resto del mondo il proprio modello politico, economico, sociale e culturale sulla pelle di innumerevoli vittime in ogni angolo del pianeta; le manipolazioni della verità storica (portate a trionfale compimento nella Guerra del Golfo e poi in quella contro la Jugoslavia, per non parlare dei casi più recenti come il rovesciamento di Gheddafi in Libia, la guerra eterodiretta in Siria e le attuali tensioni con la Corea del Nord) applicate attraverso geniali meccanismi propagandistici come l’insospettabile industria del cinema di Hollywood.
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Le coppie “miste” (ma con il Lui sempre nero e quasi mai viceversa) primeggiano nella pubblicità.
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Le omnipresenti campagne pro-immigrazione di Benetton (fotografo Toscani)

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E nel porno in modo massiccio con protagoniste appena maggiorenni ma con corporature apparentemente ragazzine, poco più che bambine. Un modello per i migranti violentatori? Considerato che la stragande maggioranza utilizza lo smart-phone per guardare film porno (i Paesi islamici sono tra l’altro in cima alla classifica del consumo di tale “prodotto”).

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Non poche parrocchie divengono veicolo di propaganda immigrazionista clandestina
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Arrichimento culturale. Satanismo e culture tribali africane.

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Nell’apparentemente leggera serie televisiva “Visitors” (1983) c’è tutto quanto sta accadendo ora a livello sociale e mediatico. Soprattutto il ruolo della stampa e tv megafoni della politica immigrazionista senza controllo.

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“Non c’è nessuna invasione immigratoria in corso”
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“Portatori di cultura”.
La pena popolare prevista per i ladri in molti Stati Africani (anche i bambini è d’uso bruciarli vivi).

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“Arrichimento” culturale dei migranti islamici. Festa del Sacrificio in Francia (2018), interiora di pecore e capre ammassate per strada. In Italia sgozzati e squartati 500,000 animali in spregio alle regole sanitarie e alle norme sul maltrattamento agli animali

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Dopo lo sgozzamento il padre “pittura” la figlia con il sangue dell’animale sacrificato
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“Arrichimento” culturale dei migranti islamici. Modelli di coercizione femminile in una spiaggia europea.

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Una spiaggia turistica della costa africana atlantica usata come enorme latrina. Ad esempio in Ghana defecare all’aperto è diventato un problema nazionale
https://www.agi.it/estero/ghana_defecano_allaperto-3074176/news/2017-11-17/
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…e di conseguenza in Italia in Via Indipendenza a Bologna e Sardegna quali esempi.

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Il ruole di intellettuali e artisti a supporto dell’immigrazione clandestina.

Diversamente da quanto viene comunicato nei media occidentali, il 90% dei rifiuti che finiscono in mare avviene per responsabilità dei Paesi in Via di Sviluppo, in particolare Africa Centrale e alcune aree dell’Asia.
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“Migranti” entrano in autostrada con biciclette senza sistema di illuminazione

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“Non c’è nessun piano di sostituzione etnica in Europa”…
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“Fuggono dalla guerra e dalla fame”… (“salvataggio” di marzo 2018 ad opera di una ONG tedesca).
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I “salvataggi” nelle foto che vengono mostrate nei media…
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“Perdono i documenti nella traversata via mare e nei lunghi viaggi a piedi” (mai lo smart-phone, stranamente…)
dicono che perdono sempre i documenti in mare però i cellulari no

“Ma non c’è alcune modo di fermare la migrazione, è un fatto ineluttabile”
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“Non portano malattie”. La meningite è endemica nella zona indicata in rosso e a rischio nei Paesi Africani evidenziati in arancione.

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“Le spese per l’accoglienza vengono pagate dalla UE e scorporate dal rapporto debito/PIL”

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“Dobbiamo accogliergli: ce lo chiede l’Europa”

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“Non hanno nessuna maggiore propensione a delinquere rispetto agli italiani”

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I detenuti stranieri in Italia costano un miliardo di euro all’anno

#immigrati sono il 12% della popolazione e compiono il 33% dei reati8,34% della popolazione residente ma il 39.40% dei DETENUTI sono STRANIERI
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“Lo “ius soli” farà diminuire la radicalizzazione tra i “migranti”.
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Aveva capito tutto 20 anni prima dell’avvio di traghettamento dell’#esercitoproxy dalle coste libiche: 800000 prestanti “profughi” in età di leva dal 2013 al 2019


La crisi occupazionale delle classi sociali deboli è favorita dai “migranti”?

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Si dice che i migranti non eroderebbero posti di lavoro a sfavore degli italiani e degli immigrati regolari. Che non avrebbero maggiori agevolazioni nella formazione e nella creazione di posti di lavoro. Che non peserebbero sui costi sanitari e sociali.
Essi non pagano nulla per vivere, viaggiare, e per formarsi (dalle lingue al percorso formativo professionale). Partono indubbiamente da una enorme posizione di vantaggio rispetto ai tanti italiani poveri e border-line che sono in competizione per le occupazioni di basso profilo professionale (in agricoltura, settore pulizie, corrieri, etc.)

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Le associazioni  di volontariato e caritatevoli, che percepiscono cospicua parte dei loro fondi dalle amministrazioni pubbliche,  sono oramai ad esclusivo servizio dei “migranti” o quando va “meglio”, immigrati regolari. In questa locandina, in Alto Adige, si richiede alla comunità (garante la Caritas locale) di donare indumenti e attrezzature utili a far partecipare i “migranti” ad un corso gratuito di sci alpino.

 

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Il “nero” che si “può” fare illegalmente in Italia non è così agevole realizzarlo in altri Paesi avanzati. Dietro ad una attività legale da 10000€ di fatturato all’anno c’è il magazzino del “nero”.

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Nel settore alimentare e della ristorazione non si contano le violazioni sulla sicurezza sanitaria da parte dei ristoranti etnici.

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Corso per i idraulici (con la collaborazione della CGIL) presso l’ente formativo professionale di Sedico in provincia di Belluno (primavera 2018).

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Corso professionale provinciale per idraulici nella Provincia di Belluno (2018)

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In AltoAdige sono presenti al 2017 “1370 richiedenti asilo, di cui 137 in tirocini retribuiti, 413 lavorano già a tempo determinato, 71 in lavori socialmente utili e 447 sono in cerca di lavoro”. La foto dell’Ass.ra Stocker nel centro SPRAR di San Candido in Val Pusteria.
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poi la realtà…

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… Comuni che rifiutatno i centri SPRAR vengono ricattati
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…dal 2016, con l’arrivo dei “profughi” nella valli minori dell’Alto Adige, molte occupazioni stagionali non sono più disponibili per i sudtirolesi. Anche i lavori occasionali poco qualificati, grazie ai quali i lavoratori autoctoni più in diccoltà facevano ricorso “salvandosi dall’indigenza completa, si sono ridotti drasticamente. I “profughi” mediamente chiedono il -50% di #retribuzione e spesso in nero. Sovente sono assunti dalle aziende (anche nel settore dell’agricoltura biologica) i cui titolari sono in prima fila nel chiedere un “mondo senza confini” e contro il “razzismo”.

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… ritrovo di probabili spacciatori “profughi” stazionanti di fronte alla sede della eccellenza della formazione e ricerca altoatesina, Istituto EURAC (2016).
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…rissa tra spacciatori “migranti” sotto gli uffici della Provincia di Bolzano (quartiere della stazione ferroviaria) nel 2017
rissa tra spacciatori migranti sotto uffici della Provincia di Bolzano

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“Profughi” si rifiutano di effettuare attività di volontariato se non sono retribuiti (lo sarebbero già per il costo giornaliero stimato di oltre 200€, non dovendo pagare nulla per qualsiasi necessità primaria e secondaria)

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La destabilizzazione sociale e sanitaria derivante dal “sistema accoglienza”

La spesa per l’accoglienza agli immigrati irregolari è passata dai 300 milioni di euro del 2011 a quasi 5 miliardi (solo i costi diretti) del 2017!

“Avere un’idea precisa dei costi dell’accoglienza e delle singole voci di spesa è molto difficile. Basta guardare i numerosi interventi del legislatore avvenuti dal 2013 a inizio 2018 per far fronte agli oneri connessi all’arrivo dei migranti. I due motivi principali di questa difficoltà sono la complessità del sistema e la carenza di dati ufficiali. A riportarlo sono anche due recenti pubblicazioni della Corte dei Conti e della Banca d’Italia.”
Quanto spende davvero l’Italia per l’accoglienza dei migranti?
https://www.agi.it/fact-checking/migranti_salvini_spese_accoglienza-3990982/news/2018-06-05/

“Possiamo valutare il costo della “emergenza migranti” guardando all’ultimo Documento di economia e finanza, pubblicato lo scorso aprile e che contiene il dato consolidato sul 2017. Su quell’anno, il DEF stima una spesa complessiva di circa 4,4 miliardi di euro. Un aumento molto consistente se consideriamo il livello di spesa prima dell’aumento delle pressioni migratorie sull’Italia (nel 2012 ci si attestava sui 920 milioni di euro), ma che andrebbe contestualizzato: costituisce infatti solo lo 0,26% del PIL italiano, e circa lo 0,5% della spesa pubblica. Insomma, il 99,5% delle risorse pubbliche viene utilizzato per altro.
Andrebbe ricordato inoltre che all’interno di questi 4,4 miliardi di euro che abbiamo speso lo scorso anno, 781 milioni sono stati impiegati per fare missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, mentre altri 590 milioni sono stime di spesa per garantire l’accesso all’istruzione ai minori e il costo sulle strutture sanitarie nazionali. Scorporando queste due voci, l’accoglienza vera e propria è costata circa 3 miliardi.
Matteo Villa dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).
Immigrazione, quanto costa davvero all’Italia?
https://quifinanza.it/finanza/immigrazione-quanto-costa-davvero-allitalia/211824/

Ad oggi, 2017, la spesa corrente annuale per “accogliere” i “migranti” realisticamente si aggira sui 7 miliardi di euro all’anno, tenendo conto di tutte le spese accessorie per sanità, servizi sociali, lavoro supplementare delle Istituzioni, formazione linguistica e occupazionale, servizi di sicurezze delle forze di polizia e armate, e via dicendo.
Dal 2014 la spesa totale che l’Italia ha dovuto sostenere fino al 2019, per la “emergenza immigrazione”, ha superato i 30 miliardi di euro, a fronte di un impegno dell’Unione Europea di poche decine di milioni di euro all’anno.

I “costi diretti sono:

  • I costi delle ‘missioni speciali’ delle forze armate: ogni ‘missione speciale’ include un aumento del normale stipendio di marinai e militari italiani.
  • Il costo di benzina e tempo di navi della marina, finanza, carabinieri, capitaneria di porto, croce rossa ecc. nel primo soccorso.
    • Costi per la Sanità: ogni profugo, quando arriva, anche se è richiedente asilo e non ha i documenti in regola deve avere una tessera sanitaria speciale, sottoporsi a degli esami obbligatori. D’altronde dai paesi di provenienza gli ospedali non funzionano come da noi, quale migliore occasione per farsi un check-up completo, visto che è tutto gratis? Lo faremmo anche Noi, se fossimo al loro posto.
    • Costo per la domanda di rifugiato: sono tutti a carico dello Stato: cioè la domanda, ci sono delle persone addette che studiano le domande, controllano le generalità del richiedente asilo, cercano di capire da dove viene realmente, cercano di controllarne l’effettiva identità ( arrivano senza documenti e chi ce li ha li butta a mare).
    • Costo per possibili reati: i profughi non possono lavorare, quindi si sa: chi è povero vuole i soldi, non potendo lavorare si è portati a delinquere, quindi nel caso in cui vengano arrestati i costi per processi e carcerazioni vanno comunque contati.”I costi per la permanenza dei profughi vitto, alloggio, diaria giornaliera, vestiti ( 35 euro a persona e 70 euro per i minori ogni giorno)Mentre i costi indiretti sono molto difficili da conteggiare, ma si tratta di altri miliardi di euro, in quanto un profugo oggi come oggi, può stare anche anni prima che la sua domanda da rifugiato venga discussa, nel caso che gli si dica di NO, può anche fare ricorso, ecco allora che in Italia ci sono profughi da almeno 5 anni che stanno in centri gestiti da ‘volontari’ (che di solito prendono uno stipendio).

I richiedenti asilo politico non possono lavorare, in quanto non hanno i documenti in regola. Si stanno studiando delle norme che aggirino le normali leggi sul lavoro, ma farli lavorare per le PA a costo zero significherebbe andare contro gli interessi dei disoccupati italiani che sperano di entrare a lavorare per le Pubblica Amministrazione. Diventano una risorsa solo DOPO che hanno trovato un lavoro, quindi DOPO che non sono più considerati richiedenti asilo, dopo aver ottenuto un regolare permesso di soggiorno.”
Costo dei Migranti, Profughi, Richiedenti Asilo, Rifugiati in Italia
https://www.economia-italia.com/costo-migranti-profughi-richiedenti-asilo-rifugiati

Migranti: la sfida dell’integrazione”, pubblicato nel settembre 2018 dal think tank Ispi di Milano e dalla onlus Cesvi, dà un consiglio strategico suggerendo ai decisori politici: “investire in integrazione dei migranti presenti in Italia, accumulatisi negli anni, incentivandone l’impiego, anziché continuare a spendere in un’accoglienza che diventa assistenzialismo potenzialmente perpetuo a carico dello stato.”

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In Zambia, ad esempio, il 40% della popolazione risulta sieropositiva (dati 2002)

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“5400 Comuni italiani rifiutano l’accoglienza di migranti” diceva il Ministro dell’Interno Alfano su Mix 24 (Radio24 2017). Ma i dati globali (costi sopratutto) non vengono ancora pubblicati dall’inizio della “emergenza” “umanitaria”.
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Per i Comuni che rifiutano la “accoglienza” vengono decurtati fondi provinciali o regionali. Come in Val Badia, in Corvara, dire «no» ai profughi è costato 150,000 euro al bilancio comunale (Corvara ha soli 1 370 abitanti quindi quella cifra era una parte importante del bilancio).
http://www.altoadige.it/cronaca/pusteria-gardena-badia/corvara-dire-no-ai-profughi-costa-150-mila-euro-1.1592851

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L’Italia già soffre di un maggior numero di persone sotto la soglia di povertà o border-line. L’accogliere altri richiedenti assistenza sociale e sanitaria significa solo portare al collasso i sistemi sanitari e sociali.
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Autobus gratis per i “profughi” ma non per gli i cittadini italiani anziani secondo il prete immigrazionista a favore dei “deboli”.

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La disperazione dei medici tedeschi di fronte alle malattie portate dai “migranti”

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La Germania spenderà 80 miliardi di euro nei prossimi quattro anni.
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Nostante tutte le agevolazioni di integrazione, in Germania il 99% dei “migranti” non ha una occupazione
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Il sistema sociale tedesco (Hartz IV) l’anno scorso ha erogato sussidio a 1,05 milioni di profughi. Un terzo degli assisti in Germania.
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A chi vanno i soldi del traghettamento nel Mediterraneo e della accoglienza?
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Chi finanzia la “fabbrica dei diritti umani”?
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Dalla Convenzione Internazione sui Diritti Umani

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Il modello di integrazione in Svizzera è “a tempo”
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La massa critica per una rivolta armata

“Il popolo, come certe medicine, va agitato prima dell’uso” (Emon Emongoc)

Nel caso che venisse attuato un piano di destabilizzazione, magari per contrastare una totale adesione italiana alla Silk Belt (Nuova Via della Seta), sia per numero che per qualità dell’armamento in dotazione (e addestramento) le forze di polizia sarebbero pronte a respingere un attacco “interno”?

Nuova via della seta: il mondo visto da Oriente che conviene all’Italia
http://federicodezzani.altervista.org/nuova-via-della-seta…/

Come già operato precedentemente in Siria, Bosnia, Libia, questi potrebbero essere i numeri da cui attingere per un esercito proxy (proxy army=esercito creato ad hoc che combatte per conto altrui), tenendo conto che il rifornimento di armi leggere, bombe a mano e RPG sarebbe piuttosto agevole attraverso le varie mafie italiane e trafficanti stranieri “residenti” in Italia su comando di servizi di intelligence già responsabili della trentennale operazione Stay Behind:
– 220,000 sono i dati ufficiali sui “richiedenti asilo”, ma in questo numero non si tiene conto dei fuorisciti irregolarmente dai centri SPRAR ed espulsi (solo su carta). Ad oggi il numero si ritiene sia tra 400,000 e 500,000. Nessuno lo sa di preciso da quando è stata messa in atto la “migrazione” nel 2012. Un esempio per tutti i casi di “fuggitivi”. Nel 2015, in un singolo centro accoglienza del Veneto a fine anno fecero perdere la tracce 31 “migranti” su 33. Dei due dei quali si evve notizia, erano fuggiti in Svezia.
– 435 mila immigrati irregolari. Sono l’altra “forza sul campo” da cui un esercito proxy attingerebbe le maggiori risorse, poiché la maggior parte di essi sono già dediti a razziare, stuprare e generlamente “lavorare” per la criminalità organizzata.
– stranieri regolari ma non residenti 410 mila.
– Gli stranieri non comunitari sono circa 3 milioni 500 mila.

Quindi, sui quasi 5 milioni di stranieri extra-comunitari (di cui 1,4 milioni sono musulmani), in uno scontro creato ad arte “tra religioni” da quale parte credete si schiererà quella parte significativa percentuale degli immigrati regolari in Italia? Sugli irregolari, molti dei quali già contigui alla criminalità o facenti parte, parliamo di almeno 600,000 potenziali “miliziani”.

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In tutti i conflitti “a bassa intensità” sono stati necessari numeri veramente esigui di armati per gettare in stato di guerra intere floride nazioni. Come la Bosnia negli anni ’90, 60,000 armati contro una popolazione di 4 milioni. Una frazione di popolazione (o più preferibilmente di miliziani fatti giungere come immigrati o clandestini) simile, che da un giorno all’altro scende nelle strade occupando quartieri, villaggi e città. Gli stessi numeri sono stati riprodotti in Siria e Libia all’inizio del conflitto etero-diretto dalle potenze occidentali che opprimono poi molti Paesi che sono nella stessa NATO. E l’Italia è nel mirino non da oggi per motivi geo-politici, finanziari, o di semplice concorrenza industriale.

Mafie africane presenti in Italia: un esercito di centinaia di migliaia di affiliati pronti a tutto, diffusi sull’intero territorio italiano (grazie anche agli SPRAR) e armati meglio delle forze di polizia in taluni casi.
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Geopolitica e scenari di conflitto urbano di una guerra ibrida

“La guerra è abuso, violenza e prevaricazione. La cosa migliore che si possa fare è vincerla.” (Zia Nezam Ziauddin Nizam, Ambasciatore Afghanistan in Italia, 2012)

“Il rischio di spartizione dell’Italia è reale. Per il momento abbiamo una conferma dalla storia: la Polonia, in una situazione simile a quella dell’Italia di oggi, fu svenduta a Russia, Prussia e Austria per pagare il debito della corona polacca accumulato dall’ultimo Re massone. La situazione della Polonia di fine Settecento ricorda molto quella dell’Italia attuale: il vuoto politico, il forte indebitamento. L’ipotesi di una spartizione della penisola emerge (per ora carsicamente) qua e là, tra i ben informati. Ne ha scritto, ad esempio, Beppe Grillo nel suo blog; se ne vagheggia su Il Sussidiario; ne parla esplicitamente Dario Fabbri. Uno dei possibili scenari futuri è proprio la spartizione dell’Italia tra Stati Uniti (Sicilia e Sud d’Italia, una portaerei naturale nel cuore del Mediterraneo), Germania (il Lombardo-veneto produttivo) e Francia (Piemonte e Val d’Aosta); resterebbe, abbandonato a sé stesso, il Centr’Italia. Questo scenario getta una nuova luce sul ruolo che la Lega ha svolto (e continua a svolgere) dagli anni Novanta del secolo scorso ai giorni nostri; ne ragiona diffusamente nel suo blog Federico Dezzani. Fanta-politica? Oppure uno scenario possibile e auspicato da alcuni? Lo scopriremo tra qualche anno (o mese?). Per il momento abbiamo una conferma che dalla storia, anche da quella altrui, si può imparare molto.”
Spartizione dell’Italia: un’ipotesi ammessa dalla storia
https://lanuovabq.it/it/spartizione-dellitalia-unipotesi-ammessa-dalla-storia

Sin dalla nascita degli Usa come nazione indipendente, la politica estera americana si è sviluppata intorno a due concetti “predominanti, che sono rimasti inalterati sino alla seconda guerra mondiale. Poi, a partire dalla conclusione di questa i due stessi temi per forza di cose si sono fusi in uno solo, come due nodi che vengono al pettine. I due temi ante-seconda guerra mondiale sono quelli dell’Equilibrio delle Forze in Europa (Baiance of Power) e del Mercato dell’Oriente. Il tema del post-seconda guerra mondiale, il nuovo ed unico problema nel quale sono confluiti gli altri due, è quello della Russia. Un’altra caratteristica della politica estera statunitense è il costante, sistematico ricorso a metodi clandestini violenti. Il governo americano non si accontenta di influenzare con mezzi illeciti le opinioni pubbliche dei paesi esteri e di corrompere i loro uomini politici, i loro funzionari governativi civili e militari, e tanti comuni cittadini; quando si accorge che quei sistemi non sono più sufficienti, allora ricorre alla violenza.

Il sempre maggior ricorso alla formula della guerra ibrida per l’impero anglo-americano (e da Israele) è divenuto una priorità strategica da qualche decennio a fronte di una realtà: gran parte delle forze armate americane è in uno stato terminale di sfacelo.
“Esaminiamo singolarmente ogni Arma:

  • L’intera flotta di superficie della Marina è ora compromessa a causa della sua struttura incentrata sulle portaerei. Alla Marina inoltre mancano i moderni missili da crociera. Oggi tutte le classi di navi sono obsolete (le fregate) o hanno gravi errori di progettazione (le navi da combattimento di superficie).
  • L’Aeronautica vola principalmente con aerei della Guerra Fredda, spesso modernizzati, ma complessivamente è una flotta obsoleta, specialmente se paragonata agli aerei russi o cinesi di quarta o quinta generazione. In effetti, il disastro assoluto del programma F-35 significa che per la prima volta nella storia gli aerei americani saranno superati qualitativamente dai loro probabili avversari in termini di potenza di fuoco. Anche gli Awacs americani e altri velivoli da ricognizione adesso sono minacciati dai missili anti-aerei a lungo raggio russi e cinesi (lanciati sia da terra che da aria).
  • Per quanto riguarda l’Esercito e i Marines, gli imbarazzanti disastri in Iraq, Afghanistan e altrove provano che le forze di terra americane sono fondamentalmente capaci solo di proteggersi, e neanche troppo bene.
  • Poi ci sono le Forze Spaziali di recente formazione, che esistono solo sulla carta, e la Guardia Costiera, che è sostanzialmente irrilevante in una guerra su vasta scala.
  • “Infine, c’è il Comando per le Operazioni Speciali, che non è uno dei rami delle Armi ma solo un comando “funzionale” e di “combattimento unificato”, che però viene spesso considerato come un ramo separato delle forze armate. Queste forze sembrano sempre forti nelle notizie di propaganda, ma la verità è che queste forze apparentemente “le migliori al mondo” (che altro?!) devono ancora raggiungere persino il loro primo, significativo e operativo successo da qualche parte (almeno per bilanciare la loro lunga storia di umilianti fallimenti, da Desert One, a Grenada, Afghanistan, Libia, ecc.). E un piccolo scontro a fuoco con un avversario molto più piccolo non è qualificante.”

Che cosa significa l’agonia dell’Impero per lo “Stato ebraico di Israele”?
http://sakeritalia.it/attualita/che-cosa-significa-lagonia-dellimpero-per-lo-stato-ebraico-di-israele/

“Ciò che definiamo comunemente come guerra non convenzionale, è considerata sia come uso della forza che di operazioni non-violente di tutti e cinque i domini contro obiettivi militari legittimi e la popolazione civile, sarà sicuramente e incredibilmente prevalente in futuro. Ciò includerebbe attacchi informatici, Le grandi potenze che utilizzano la guerra per procura saranno come sempre onnipresenti, tuttavia vedremo più scenari simultanei attraverso insurrezioni, miliziani, forze di sicurezza private e miltari di entrambi, proxy e grandi potenze.
Come suggerito dal Prof. Percy, una potenziale lettura attraverso la quale possiamo utilizzare il passato per predire il futuro è il nesso tra criminalità organizzata e sicurezza. Come molti esempi di criminalità organizzata, le motivazioi, le reti, i finanziamenti e i risultati desiderati sono spesso simili agli attori che vedono condurre una guerra non convenzionale.
Una considerazione interessante viene fornita dal professor Kreps è che la deterrenza della guerra non convenzionale e delle tattiche irregolari sarà difficile, Secondo alcuni, l’organizzazione che sarà la chiave per combattere queste future minacce saranno le forze speciali.”
Women in Future Operations Holds Its First Working Group
https://groundedcuriosity.com/the-future-of-unconventional-warfare-2035-2050/

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AGGIORNAMENTO 2020
“Quattro anni fa era l’attentato di Nizza e dello stragismo di Rita Katz. Episodi che avrebbero tenuto banco per anni e che invece sono stati già quasi dimenticati. Tipico dei periodi incalzanti di guerra, tradizionale o ibrida. Agli angloamericani non preme allontanarci da Pechino. Preme portarci al default ebalcanizzarci.
La questione dei porti connessi con la Via della Seta è identica ai gasdotti con la Russia. Chi ha la forza, fa e mangia (Germania), chi è debole, subisce e crepa (Italia).

L’aspetto più preoccupante della massa di immigrati presenti in Italia, specialmente quelli dell’Africa subsahariana, è la loro completa estraneità alla cultura italiana. Vietare ingressi da ex-colonie inglesi e francesi.
L’assalto angloamericano all’Italia, con conseguente terremoto finanziario, non deve turbare la rielezione di Trump: probabile quindi che non parta prima di ottobre-novembre.

Grande sforzo dei media atlantici per propogare l’infezione delle proteste razziali americani all’Europa. I collaboratori dei nostri aguzzini adesso attribuiscono pure alla Germania il piano di balcanizzazione del Paese, contrariamente alle regole base della geopolitica. Anglo-stronzi che seminano propaganda.
La cancellazione del passato risponde a precisi obiettivi: sradicare cultura e tradizioni e capire cosa successe.

L’Italia sta provando sulle proprie carni il processo di dissoluzione interna tanto caro agli ambienti illuminati: sovversione dei valori e della gerarchia, corruzione e sodomia, sgretolamento del potere centrale ed infine… bancarotta, con lauto banchetto degli avvoltoi. Il giochino per spingere l’Italia al default era semplice: caricare sull’inefficiente e indebitata amministrazione pubblica tutto il peso dell’economia nazionale. Risultato egregiamente raggiunto con Covid e blocco protratto dell’attività economica.

Un chiarimento sul panorama politico italiano: l’autodistruzione del Paese richiede un Parlamento TOTALMENTE compromesso e manovrato dalla forze anglo-americo-franco-israeliane che lavorano per il nostro default e la nostra balcanizzazione. Anche nella crisi da Coronavirus, l’Italia ha fatto peggio di TUTTI, con una caduta del PIL quasi doppia della Germania: in perfetta sintonia con la dinamica di fondo che fa dell’Italia la bomba a orologeria con cui travolgere tutto. Euro, UE, unità nazionale, etc

Qualche benpensante si fa ancora delle domande sul ruolo dell’informazione nell’attuale fase di decadenza. Giornali e TV sono complici del processo di imbarbarimento e degenerazione che culminerà col default. In particolare RCS ha nutrito M5S, vedi “La Casta”. Beppe Grillo sta cercando, un po’ alla volta, di uscire di scena prima del crollo.

Ieri con i secessionisti della Catalogna, oggi con Hong Kong, domani per la balcanizzazione dell’Italia. Questa è la Lega Nord: forza masso-atlantica anti-italiana per eccellenza!
Persino La Repubblica sta lanciando la volata a Luca Zaia, secondo il piano di balcanizzazione del Paese diretto dagli angloamericani, da attuare in concomitanza al default. Personaggi che si spacciano come uomini d’ordine, che aggiungeranno altro caos… I giornaletti atlantisti che fanno a pezzi governo e opposizioni sono loro stessi parte del meccanismo di distruzione dell’Italia. Condannano il caos ma sarebbero i primi ad attaccare chi volesse davvero ripristinare l’ordine.

Il settore del turismo interno è autarchico per eccellenza. Quindi sarebbe facilmente riattivabile dallo Stato Italiano con un buono a fondo perduto alle famiglie, buono che verrebbe coperto dalle tasse sull’economia rimessa in moto.

I Benetton dicono di aver sempre rispettato le istituzioni. Può anche essere. Il problema è da anni le istituzioni non rispettano più gli interessi ed il decoro del Paese. Quindi via le autostrade! Il grande ritorno dello Stato imprenditore certifica il totale fallimento del capitalismo italiano, che può essere solo complementare all’intervento statale. Era chiaro già nel 1992, ma si doveva arricchire i soliti noti e spingere alla bancarotta il Paese. Le Austrostrade sono una macchina che macina soldi. La loro totale nazionalizzazione consentirebbe di mantenere operative attività strategiche tendenzialmente in perdita, come Alitalia. Ciliegina finale: integrazione con le ferrovie per una logistica moderna e competitiva.

La certezza matematica del default si è avuto nel 2018, quando l’ambasciatore americano ed ex-papavero di Goldman Sachs, Lewis Eisenberg, ha formato il governo giallo-verde. Certo, nessuno immaginava questo scenario dopo due anni: al peggio non c’è limite.

Un libro da scrivere sarà la distruzione scientifica dell’Italia condotta dal 1992 ad oggi.
Il collasso della UE è più che meritato. Rifiuta la mano della Cina che le offre un accordo a 360 gradi e si accanisce a cercare l’intesa con gli angloamericani che la vogliono morta. i da Londra, Washington e Parigi. Distruzione che probabilmente sfocierà in guerra civile.
Il ritiro di parte delle truppe americane stazionate in Germania è in perfetta sintonia con la strategia angloamericana di costruire un vallo atlantico tra Romania e Polonia. Il “caos” interno in cui versano gli angloamericani è in linea con la loro classica strategia: non devono essere loro i primi ad attaccare la Cina, ma qualche “volenteroso” asiatico… come l’India. Studiando l’economia degli anni ’30 e 40 si capisce chiaramente come il petrolio di scisto americano, fondamentale anti-economico, risponda a obiettivi autarchico-militari.
Mentre in Germania tutti fanno quadrato per proteggere il Nord Stream 2 dall’ennesimo assalto angloamericano, in Italia ampi spezzoni di magistratura, politica e giornalismo lavorano per tagliare fuori il Paese da qualsiasi infrastruttura euroasiatica: vedi porto di Trieste.

I mezzi di informazione sono il primo responsabile del crollo dei consumi con annessa perdita dei posti di lavoro. Una quinta colonna che lavora per lo sfascio del Paese da decenni. Il Gruppo Espresso (De Benedetti, Elkann, MI6, CIA, Mossad, etc.) è il primo responsabile della distruzione del sistema-Italia che, tra l’altro, ci è costata anche la perdita della Libia. Ora, non pago, cerca di aizzarci contro la Turchia, che ci ha sfilato la Libia. Il continuo riciclo dei giornalisti tra Corriere, Repubblica, il Fatto, Domani, il Foglio, etc. testimonia che è una categoria di squallide meretrici, al servizio del nemico.
Nell’economia disastrata post-Covid la piena reintegrazione della Russia nell’area economica europea dovrebbe essere una priorità. Il nemico è oltre Manica e oltre Atlantico, non oltre Urali.”
http://federicodezzani.altervista.org/geopolitica-del-coronavirus/

Federico Dezzani
(testo assemblato da CdM con sintesi da twitter.com/FedericoDezzani maggio-luglio) – fine aggiornamento 2020

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Per innescare delle rivolte generalizzate basterebbe chiudere i rubinetti del “pocket money”, la diaria giornaliera di 2,5€ erogante ad ogni richiedente asilo ospitato. La diaria dovrebbe per legge essere formita nella seguente modalità. Spendibile solo con una tessera magnetica da utilizzare e solo per l’acquisto di un paniere predeterminato di beni presso esercizi commerciali locali precedentemente selezionati dalle Prefetture. Questa norma è completamente inapplicata e forse neppure le cosidette “cooperative” che gestiscono le “forze in campo” ne sono al corrente.

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Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzioneed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, a rivelarcelo un articolo del “Times” del 29 giugno 2017, a cui si sono aggiunte pubblicazioni del “The Guardian” dell’agosto scorso. Parlano di gang criminali nigeriane e centrafricane che operano in Italia, già soprannominate dall’intelligence britannica “I Vichinghi”: “I membri sono soliti portare il machete come arma – riferiscono le fonti britanniche – hanno prima controllato il traffico di esseri umani, ed oggi usano il capoluogo siciliano come punto d’approdo e smistamento in Italia per centinaia di migliaia d’immigrati clandestini”.
Secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe ora a forte rischio di “tribalizzazione territoriale”, ovvero le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree e difenderle come usano fare nelle zone del centro Africa già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali.
Rodolfo Ruperti, capo della polizia di Palermo, aveva dichiarato al Times che “la gang dei Vichinghi è sorta mentre la polizia sgominava l’organizzazione dell’Ascia Nera (struttura mafiosa nigeriana in Italia): quando elimini una gang, subito altre vengono a colmarne il vuoto”. Secondo le fonti britanniche si sarebbe ormai a cospetto di “organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in ogni città”.
Il rischio secondo gli inglesi è che, messi alle strette (o progettando una supremazia sugli italiani) potrebbero anche armare i centri d’accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell’ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana: l’esempio dello sgombero nei pressi di Roma-Termini avrebbe potuto avere di queste conseguenze.
L’ulteriore restrizione dei flussi migratori verso la Gran Bretagna sarebbe stata operata dal governo di Londra dopo le relazioni dell’intelligence. Di più, il caso italiano sarebbe oggetto di studio e preoccupazione, al punto che Scotland Yard avrebbe consigliato maggiore controllo sui voli in entrata dall’Italia, e perquisizioni accurate sui vettori su rotaia e gomma che attraversano il canale. Dal canto loro i francesi hanno già in due occasioni fronteggiato gruppi paramilitari nelle banlieue parigine, ricorrendo all’esercito in supporto alla Gendarmerie. Ma la politica italiana sarebbe quella di non allarmare la popolazione circa il rischio d’assalti da parte di gruppi “paramilitari extracomunitari”. Anche se bande sudamericane avrebbero già il controllo d’una decina di edifici a Milano e d’una zona non ben definita a Genova. Va rammentato che lungo l’Adriatico sarebbero già state segnalate bande di africani. Qualche funzionario di polizia ventila che ordini superiori avrebbero minimizzato il fenomeno, etichettandolo come ininfluente sotto il profilo dell’ordine pubblico. Evidentemente necessita attendere che si manifestino con i fatti, e cioè non basta qualche stupro o rapina per gridare al fenomeno diffuso.
Occorre che bande paramilitari di migranti assalgano aziende agricole e piccoli centri rurali, che s’approprino arma alla mano di pezzi del Paese… allora forse lo Stato democraticamente sonnacchioso si desterà.”

http://www.opinione.it/societa/2017/09/14/ruggiero-capone_migranti-nigeriani-paramilitari-times-the-guardian/

https://www.thetimes.co.uk/edition/world/nigerian-gangs-join-forces-with-mafia-to-run-vice-rings-in-sicily-0blsknrkf

 

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“Al 3° Reggimento Alpini sono stati condotti corsi di qualifica in “urban operations” e controllo della folla” (fonte: Esercito Italiano, giugno 2018)

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“Gli eserciti nazionali organizzati sono utili principalmente per combattere contro altri eserciti nazionali organizzati. Quando cercano di combattere contro i civili, si trovano in una situazione di svantaggio molto grave. Se si guarda al mondo contemporaneo odierno, si osserverà che il guerrigliero ha il sopravvento. Gli irregolari di solito sconfiggono i professionisti militari, a condizione che ne abbiano la volontà. Tale combattimento è orribile da contemplare, ma continuerà a dominare la forza bruta”.
Ten, Col. US Marine John Dean “Jeff” Cooper (1920 – 2006)
Jeff Cooper’s Commentaries
http://www.molonlabe.net/Commentaries/jeff14.html

“Ci sono molti precedenti storici di rivolte della guerriglia che sconfiggono nemici più potenti. Ad esempio, la Guerra Fredda ha visto entrambe le superpotenze messe in ginocchio da contadini- per i sovietici, la loro avventura in Afghanistan contro i mujahideen, e per gli Stati Uniti, la guerra del Vietnam contro i vietcong.A differenza degli eserciti invasori, la resistenza locale godeva sia di un ampio sostegno che della conoscenza del terreno locale. Vale la pena ricordare che una libbra di C4 (esplosivo al platico) legata a un drone economico e prontamente disponibile per uso commerciale è in grado di fare enormi danni a truppe ben organizzate. Questa sorta di insurrezione della guerriglia ha un nome: si chiama guerra di quarta generazione (4GW) e potresti essere sorpreso di apprendere che vivi già in questo mondo.”
Asymmetrical Warfare and 4GW: How Militia Groups are America’s Domestic Viet Cong
https://ammo.com/articles/asymmetrical-warfare-4gw-americas-domestic-viet-cong

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Nella guerra assimetrica tipica degli scenari bosniaci e siriani, un esercito nazionale chiamato ad intervenire si trova in una enorme condizione di svantaggio. Un difensore di un centro abitato ha un vantaggio tattico di 10 a 1 rispetto agli attacanti. Nel caso dell’Isis (del quale vi sono decine di migliaia di miliziani dormienti in Europa), è ancora più grande dato che i suoi combattenti hanno messo in atto tattiche estremamente inumane tese a scoraggiore ogni attacco. Mettere in gabbie portatili i civili. Oppure negli edifici collegati con esplosivi e provocare l’attacco con un cecchino sul tetto in modo da far uccidere i costretti all’interno. Uccidere chi fugge dal centro abitato da loro occupato.
Antony Beevor on how Germany and Britain are learning the art of urban warfare

https://www.thetimes.co.uk/article/antony-beevor-on-how-germany-and-britain-are-learning-the-art-of-urban-warfare-nbnfkbnzc?shareToken=a998fcca189075f5137717aa60c4d897

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Soldati della Brigata Franco-Tedesca in esercitazione di guerra urbana, nella quale i difensori hanno un enorme vantaggio sugli attacanti. (Fonte JANA NEUMANN/BUNDESWEHR)

 

 

 

La prima arma di guerra contro un popolo
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Nella violenza sessuale e nello stupro il sesso non c’entra, ma è solo un’affermazione di potere. I drammatici documentari di guerra ci mostrano molto bene questo aspetto: lo stupro è una affermazione del proprio dominio contro il nemico.

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Già ora i “profughi” mettono in campo una delle più atroci armi di occupazione. Lo stupro seriale e diffuso ovunque, praticamente in ogni provincia e città italiana negli ultimi tre anni.

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“Europa arancia meccanica. Italia arancia meccanica. Rimini arancia meccanica. Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne. Tra gli appartenenti allo stesso popolo c’è un patto di non aggressione. Chi viola questo patto è considerato un criminale, perseguito e disprezzato. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto.
Il cosiddetto multiculturalismo, persone di etnia e lingua diversa, con strutture etiche diverse e una diversa maniera di concepire i rapporti uomo e donna che convivono su uno stesso territorio, è un’utopia mortale che permetterà lo sterminio della civiltà più impalpabile ed etera da parte di quella più brutale. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto di non aggressione e se lo viola non è considerato un malvagio dai propri pari. Non da tutti. Ed è considerato un eroe da parecchi dei propri pari.
Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi oltretutto nullafacenti, senza la dignità e la stanchezza che dà un lavoro, sradicati dal proprio contesto, privi di controllo sociale, mantenuti in una situazione di irresponsabilità, di impunibilità e di non rintracciabilità , è un crimine che può portare solo in una direzione: l’annientamento di un popolo. Sono tutti maschi in età militare, 15/45 anni, senza donne, coesi dall’appartenenza a una stessa religione, una religione che vieta la convivenza pacifica, che ordina l’aggressione agli infedeli, che permette ufficialmente lo stupro delle loro donne. (Il Corano nella sura 4:24 “E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani come prigioniere di guerra o schiave comprate”).
George Orwell affermava che tutti devono essere armati, essere armati deve essere obbligatorio. Deve essere vietato essere disarmati. Un popolo dove ogni operaio ha un fucile, afferma George Orwell è un popolo dove le ingiustizie e l’arbitri resteranno piccoli. Chi non è in grado di combattere, di combattere fisicamente per la propria libertà, la perde. Alla violenza si risponde con la forza. Gli orchi si fermano militarmente.
“Il dialogo risolve tutto”. L’indignazione e la collera sono sbagliati. Le armi uccidono. Fregnacce. La crudeltà uccide. Le armi uccidono oppure proteggono.
Esistono i lupi . Esistono coloro che hanno consegnato ai lupi le chiavi dell’ovile. E poi ci sono i cani da pastore. Chiunque vi voglia buoni, compassionevoli fino al suicidio, incapaci di indignazione e collera, le due fondamentali emozioni di difesa, e soprattutto disarmati, sia fisicamente che spiritualmente , in realtà vi vuole morti. Oppure schiavi.”

Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine
https://www.maurizioblondet.it/introdurre-un-territorio-centinaia-migliaia-maschi-un-crimine/

Sull’onda della propaganda migrazionista non poche donne cadono vittime della “tolleranza” dei “migranti”

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Una professoressa musulmana predica stupri di non musulmane (ma anche uomini, la sodomia è diffusa nel mondo islamico “per non dispere il seme” secondo il Corano) come schiave o prigioniere di guerre. Al Cairo Festival nel 12 settembre 2014, Suad Saleh dell’Università di Al-Azhar dice che i musulmani possono catturare i non musulmani come schiavi e violentarli come bottino di guerra: “diventano proprietà del comandante dell’esercito o di un musulmano, e lui può fare sesso con loro proprio come fa sesso con le sue mogli “.
Contesto sul Corano:
4:36 “(Mostra) benignità ai genitori, e ai parenti prossimi, e orfani e bisognosi, e al prossimo che è parente (a te) e al prossimo che non è parente, e il
compagno di viaggio e il viandante e (gli schiavi) che possiedono le tue mani giuste. ”
4:92 “Non è un credente che uccide un credente se non per errore. Chi ha ucciso per errore un credente deve liberare uno schiavo credente e pagare il denaro del sangue alla famiglia degli uccisi, a meno che non lo rimettano come una carità. Se lui (la vittima) è di un popolo ostile a te, e lui è un credente, allora (la penitenza è) per liberare uno schiavo credente “.
23: 5-6 “E chi custodisce la loro modestia – Salva dalle loro mogli o dagli (schiavi) che possiedono le loro mani giuste.” 24:31 “E di ‘alle donne credenti di abbassare il loro sguardo ed essere modesti, e di mostrare il loro ornamento solo quello che è evidente, e di disegnare i loro veli sul loro seno, e di non rivelare il loro ornamento se non ai loro mariti o padri o padri dei mariti, o dei loro figli o dei figli dei loro mariti, o dei loro fratelli o figli dei figli o delle sorelle dei loro fratelli, o delle loro donne, o dei loro schiavi.
24:58 “O voi che credete, lasciate che i vostri schiavi, e quelli di voi che non sono venuti alla pubertà, chiedano il congedo di voi tre volte (prima che entrino in vostra presenza).” 33: 25-26 “Allah respinse i miscredenti nella loro ira, non hanno ottenuto alcun bene, Allah ha evitato il loro attacco da parte dei credenti, Allah è sempre forte, potente e ha portato quelli del popolo della Scrittura che li ha sostenuti dal loro roccaforte e getta il panico nei loro cuori, alcuni li uccidono e ne rendi prigionieri alcuni
33:50 “O profeta!
Ti abbiamo reso lecito le tue mogli a cui hai pagato le loro doti, e coloro che hanno la tua destra di quelli che Allah ti ha dato come bottino di guerra “.
33:55 “Non è peccato per loro (le tue mogli)
conversare liberamente con i loro padri, o i loro figli, oi loro fratelli, oi figli dei loro fratelli, oi figli delle loro sorelle o delle loro stesse donne, o dei loro schiavi.
Islamic scholar ‘says Allah allows Muslim men to RAPE non-Muslim women to humiliate them
https://www.express.co.uk/news/world/635942/Islam-Scholar-Saud-Saleh-Cairo-Slavery-Muslim-Women-Pagan-ISIS-Al-Azhar-University-Egypt
VIDEO Female Muslim ‘professor’ preaches rapes of non Muslims as slaves, Egypt
https://youtu.be/hzTNtDtBiUk

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“Un uomo di carnagione scura” Perché dire africano clandestino sarebbe stato troppo razzista

 

Opuscolo informativo tedesco per educare i “profughi” a non molestare le donne.

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“Non importunare e toccare sessualmente le donne”. Istruzioni per i profughi in una piscina in Germania
Riva del Garda 2018
Riva del Garda 2018

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La copertina di un popolare periodico polacco dopo il brutale assalto ad una turista polacca e del suo compagno nell’estate 2017 e sotto la “dotta” opinione di un mediatore culturale operante in un centro di accoglienza richiedenti asilo di Bologna.
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Il caso Pamela a Macerata

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Due dei tre nigeriani che hanno fatto a pezzi Pamela dopo averla stuprata sono liberi, per scadenza dei termini cautelativi.

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Il decalogo civico dopo gli stupri e l’assasinio della giovane Mia nella città tedesca di Kandel (che hanno prodotto centinaia di marce popolari in tutta la Germania).

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“Alle ragazze veniva insegnato di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Occorreva essere assai criminalmente abili per abbassare le difese contro i predatori e disattivare gli archetipi dell’Uomo Nero e dell’Orco. Occorreva apparire rassicuranti e sfruttare l’inganno del “clima amicale”, appunto.
Oggi l’Uomo Nero e l’Orco non solo non sono più tali ma tanto più appaiono poco raccomandabili più sono solo nuovi simpatici amici che si è incoraggiate a frequentare.”

Il swarm attack di Capodanno in Germania è terrorismo sessuale
ilblogdilameduck.blogspot.com/2016/01/il-swarm-attack-di-capodanno-in.html

Gli attacchi sessuali nelle maggiori città europee nella notte di Capodanno 2016 sono avvenuti secondo una regia ben precisa e attivati via messaggerie social. Ad esempio un ufficiale formatore delle truppe di montagna austriache impedì ai propri famigliari a Innsbruck di partecipare alla tradizionale festa in piazza. Anche nella capitale del Tirolo accaddero infatti diverse molestie contro donne da parte di “profughi”.

Migranti: la dura lezione di Colonia continua
https://www.loccidentale.it/…/migranti-la-dura-lezione-di-c…

 

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12419049_10208529245016488_3822511923063556075_oIn Germania, per #stupro e violenzasessuale, il numero di reati è aumentato del 42% rispetto al 2015 precedente. La percentuale sul totale di criminali stranieri è del 37%
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Anche in Italia si registrano migliaia di barbari interventi di infibulazione su bambine e adolescenti.  Infibulazione-2

In Africa è piuttosto generalizzata la credenza popolare che fare sesso con una donna (sopratutto giovane) porti a guarire dall’AIDS. Nella immagine una campagna di sensibilizzazione per contrastarla.
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“Non solo, nel mondo islamico è diffusa anche la pedofilia. Maometto fra le sue mogli aveva Aicha di 10 anni e nel Corano si parla di un paradiso dove si allude alla servitù dei bambini nei confronti degli uomini: «A godersi quello che il loro Signore avrà dato loro. Il loro Signore li avrà preservati dal castigo della Fornace…[Sarà detto loro]: “Mangiate e bevete in serenità, [ricompensa questa] per quel che avete fatto!” [Staranno] appoggiati su divani disposti in ranghi e daremo loro in spose le fanciulle dai grandi occhi neri…Provvederemo loro i frutti e le carni che desidereranno…E per servirli circoleranno tra loro giovanetti simili a perle nascoste».”
“Predicavo la violenza dell’islam, poi Gesù mi parlò”
http://www.lanuovabq.it/it/predicavo-la-violenza-dellislam-poi-gesu-mi-parlo

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Ultimo Capodanno a Berlino. Una safe-zone per donne vittime di molestie sessuali e stupri.

Una ragazza tedesca di 16 anni accusa la follia del manicomio “accoglienza”:
Sono così spaventata ovunque. Ad esempio se io e la mia famiglia usciamo insieme, o se vedo un film con i miei amici. Di solito resto fuori solo fino alle 18 in inverno, ed è così spaventoso. È solo molto difficile vivere giorno per giorno come donna.
Dietro l’esperienza di riconoscere un pericolo è una precauzione importante per la nostra sopravvivenza. I sostenitori multiculturali vogliono stordire esattamente questo istinto facendoci credere che siano solo “casi isolati”. Un insulto per la nostra capacità di osservazione
e la nostra intelligenza. Così come l’esperienza di tutti i giorni e il senso comune dimostrano l’aumento del rischio di attacchi da parte delle masse islamiche importate. I giovani. i politici rifiutano questo fatto. Di rimandare indietro al confine “solo i criminali” è solo la via lecita secondo loro. Ma in tal modo, la nostra politica rende donne e bambini soggetti cavia per il rischio di stupro non da qualche soggetto ma da una massa importata qui. Di un potenziale violentatore, lo sappiamo sempre in seguito.”
Bibi Wilhailm VIDEO
https://youtu.be/uAJKooEzdHQ

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Donne uccise: nessuna bugia

Nel 2017 è nato un coordinamento europeo per la difesa delle donne. Ogni notizia di molestie e aggressioni a donne e minori taggatelo con #db120 
Video #db120
The real metoo – German women rise up! 
http://www.120db.info

Racket dell’elemosina e occupazione del territorio

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Presenti oramai in ogni centro storico, supermercato, mercato ambulante, ospedale (sopratutto dove sono di passaggio persone anziane) i “migranti” chiedono l’elemosina a fronte di tutti i servizi e beni primari e secondari di cui godono nei centri accoglienza.

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Inoltre, i “migranti” che elemosinano (allo stesso scopo dei precedenti zingari) sono delle sentinelle sul territorio per altre attività della criminalità africana (in cooptazione con quella del Sud Italia) come lo spaccio di droga, la prostituzione, i furti in appartamento e attività commerciali, l’estorsione, e via dicendo.

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elemosina diventa racket

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Milano, l’ombra del racket dietro i mendicanti: fenomeni fotocopia da corso Lodi a Porta Venezia
https://milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/14/news/milano_elemosina_migranti_racket_carita_-181062102/

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Questa invasione è dovuta sostanzialmente al “business della criminalità nigeriana che si è allargato a un ulteriore nuovo settore, non violento, almeno non nella forma esteriore, ma sempre più radicato ed esteso, sia in termini di indotto, sia in termini di numeri di individui coinvolti: è il business dell’accattonaggio.
Un numero crescente di individui, giovani maschi africani, riempiono le città, si posizionano fuori dai centri commerciali del centro e delle periferie, nei parcheggi degli ospedali e degli edifici pubblici, davanti alle Chiese, ai negozi e alle banche. La maggior parte è composta da nigeriani, che al mattino lasciano i centri di accoglienza in cui sono ospitati dallo Stato, per prendere posizione nei punti strategici identificati dall’organizzazione che li sfrutta. Ma ci sono anche individui regolarizzati, alcuni con famiglia in Italia.
Si tratta, in entrambi i casi, di soggetti che sono in debito nei confronti dell’organizzazione criminale nigeriana, che in genere è legata ai gruppi operanti in Nigeria che gestiscono il traffico illecito di esseri umani attraverso la Libia e il Mediterraneo.
Non sono soli, si muovono in gruppo, all’interno di un’organizzazione affinata, capace di distribuire razionalmente le risorse sul terreno con squadre di trasporto, di garantire il “controllo del territorio” con nuclei di vigilanza, e di creare una “cornice di sicurezza” allontanando gli altri professionisti dell’elemosina, o le persone che povere lo sono sul serio.
L’organizzazione impone gli “strumenti di lavoro” da utilizzare: sempre un cappellino da baseball usato per impietosire i passanti e per far intendere, attraverso il “linguaggio non verbale”, il proprio stato di necessità; ma anche un telefono cellulare, con cui rimanere in contatto con l’organizzazione e per ricevere istruzioni.
È una presenza che in molte città, attraverso la violenza e l’intimidazione, è riuscita in meno di due anni a scacciare dal mercato dell’elemosina la criminalità etnica Rom, gestita da gruppi provenienti dalla Romania. Il che fa capire quanto potente sia ormai la criminalità nigeriana.”
Come funziona il racket dell’elemosina della mafia nigeriana
https://www.panorama.it/news/cronaca/come-funziona-il-racket-dellelemosina-della-mafia-nigeriana/

elemosina è complice del racket della disperazione

Chiedere l’elemosina è un reato? È giusto chiedersi chi gestisce il racket? Essere nero è come essere storpio? Ti chiedono i soldi per panino o focaccia ma non accettano né l’uno né l’altra, solo soldi ed almeno un euro. Non di rado, al rifiuto di donargli l’euro del carrello o “per mangiare”, reagiscono con violenza

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Racket elemosina mafia nigeriana profughi Petriano, lite per l’euro del carrello. Pestata davanti al supermercato
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/euro-carrello-lite-1.4447011

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Chiede l’elemosina, viene allontanato ed estrae un coltello: profugo denunciato
http://www.cesenatoday.it/cronaca/chiede-l-elemosina-viene-allontanato-ed-estrae-un-coltello-profugo-denunciato.html

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Mafia nigeriana, il racket dell’elemosina, talmente potenti da essere riusciti a togliere tutti i rom dai supermercati.

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Molti anziani fanno l’elemosina per bontà di cuore, non conoscono il retroscena terrible dei racket e della mafia nigeriana purtoppo.

Anche i venditori ambulanti abusivi possono essere una usuale copertura di “esplorazione” per muoversi nel territorio fin nei villaggi più sperduti.
Quanto può essere redditizio vendere quotidianamente una manciata di scope, e altri oggetti di pulizia da pochi euro l’uno (prodotti spesso da aziende della criminalità organizzata con dipendenti sottopagati), a fronte del costo dei mezzi pubblici, o peggio del carburante se ci si sposta con una autovettura?

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Pocket money e raffredamento climatico quali miccia della rivolta?

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Firenze 2017

Con la scusa di una crisi economica improvvisa, magari in uno dei prossimi duri inverni del Minimo Solare, i “profughi” verrebbero indotti alla rivolta dalla mancata consegna della diaria e dalla penuria alimentare generalizzata (inverno 2017/18, per le condizioni di gelo perduranti nel Regno Unito le più comuni – come i cavoli – verdure sono state razionate).

Come il “pocket money” dovrebbe essere erogato secondo la legge.
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Le prime avvisaglie ci sono già state
Mancano i fondi, 20 mila profughi fuori dalle strutture di accoglienza
http://www.corriere.it/…/mancano-fondi-20-mila-profughifuor…

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Ecco come potrebbero essere fatte giungere in Italia quantità cospicue di armi per i “profughi”.
Diecimila armi sequestrate in Spagna
https://www.armimagazine.it/diecimila-armi-sequestrate-spa…/

PROFUGHI ERIGONO BARRICATE E BLOCCANO AUTO

Per i migranti spese fino a 4,6 miliardi quest’anno – Un miliardo in più del 2016
http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/…/per-migra…

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Scenari di destabilizzazione attraverso i “profughi” trapelano dagli altri Paesi Europei
L’allarme dei servizi segreti francesi: “I migranti provocheranno una guerra civile”
http://www.ilgiornale.it/…/lallarme-dei-servizi-segreti-fra…

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La Mitteleuropa unisce gli eserciti contro i migranti illegali
http://www.analisidifesa.it/…/la-mitteleuropa-unisce-gli-es…

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La Svizzera rafforza i controlli lungo il confine italiano. Boschi setacciati a caccia di ladri e profughi
http://www.ilsole24ore.com/…/svizzera-rafforza-controlli-co…

Manifestazione dei movimenti per la casa dopo lo gombero del palazzo occupato da rifugiati eritrei e somali in Via Curtatone

E da qualche voce libera in Italia
Migranti, Souad Sbai: “E’ già invasione. Ue ferma, meglio accordi con Putin e Assad”
http://www.intelligonews.it/…/migranti-souad-sbai-e-gia-inv…

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Sbarchi di massa, l’Ucraina del Mediterraneo
http://federicodezzani.altervista.org/sbarchi-di-massa-luc…/

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Ferrara 2018. Immaginare anche solo 1000 di episodi simili con già avvenuto in micro-scala per la rivolta nelle carceri per il coronavirus 2020 (cui è seguita la scarcerazione di boss mafiosi a centinaia).

Nella notte del 16 febbraio 2019 a Ferrara la Polizia italiana nelle fasi concitate di un inseguimento per l’arresto di uno spacciatore nigeriano lo investe mentre questo cercava di sfuggire. Poteva trattarsi di una normale azione di polizia, infatti i poliziotti chiamano l’ambulanza, il soggetto viene ricoverato e dopo poco dimesso, ma questo ultimo particolare si saprà dopo, nel frattempo nel quartiere -o meglio dire- nella piazza di spaccio dove il personaggio (nigeriano) operava, si sparge la notizia -infondata- che è deceduto. Prontamente si radunano un centinaio di connazionali che sfasciano tutto quello che incontrano ed erigono barricate stradali utilizzando cassonetti ed arredo urbano divelto.
Le forze di polizia, in evidente inferiorità numerica e di spazi d’azione, si rivolgono all’esercito e soprattutto ad un -mediatore culturale- (?) che con notevole coraggio riesce a convincere i rivoltosi del fatto che il loro sodale è vivo e vegeto. Rivolta sedata. Tutti a casa, a fare quello che facevano prima (spacciare e delinquere).
Questo fatto, che ha dei precedenti a Castel Volturno, troviamo che abbia dei parallelismi tattici con l’offensiva del Têt, sferrata dal Vietnam del Nord alla fine di gennaio del 1968. Essa è la classica azione consigliata da Sun Tzu: “se il tuo nemico è unito dividilo, se il tuo nemico è forte su di un terreno, portalo dove il suo vantaggio si annulla”. Gli Yankee erano fortissimi quando erano radunati, capaci di sfoderare una potenza di fuoco straordinaria e anche quando sembrava che le risorse fossero esaurite, chiamavano i B-52 direttamente dagli Stati Uniti continentali che aravano intere regioni da 12.000 metri di quota. Attaccarli direttamente era alquanto doloroso, ma durante l’offensiva di gennaio ’68 (in occasione del capodanno Vietnamita da qui il nome Têt) i Vietcong fecero una cosa molto furba: aprirono una miriade di fronti con attacchi mirati, che singolarmente presi, non avrebbero fatto nulla al pachiderma USA, ma tutti insieme costrinsero anche la nazione più potente del mondo a lasciare il Vietnam. Il riassunto è molto stringato… ma il senso storico è questo.
Torniamo a Ferrara ed analizziamo all’insegna di questa tattica bellica di una miriade di attacchi anzichè uno scontro frontale e facciamo delle proiezioni i cui risultati saranno sorprendenti.
Ora è evidente che le forze di polizia a Ferrara erano in difficoltà non disponendo né degli strumenti coercitivi fisici (armi) né di quelli legali (regole d’ingaggio certe) dei loro colleghi nigeriani che impiegano quando avvengono queste rivolte nelle loro zone d’origine e la cosa non ha avuto risvolti tragici solo perché il tempo non è ancora maturo.
Ma se ci fosse stata una regia operativa della rivolta che ne avesse dettato i tempi e gli obbiettivi? Come nell’offensiva del Têt, inserite nei fatti di Ferrara un coordinamento unitario che riesca a mettere in campo le stesse persone di Ferrara in rapporto alla città, 130.000 abitanti per 130 facinorosi, su una scala nazionale o macro-regionale… per esempio tutto il nord Italia. Mettiamoci anche delle armi, non moltissime, per una città come Ferrara 3/4 armi automatiche su 130 persone, Bologna 20/30 per 4/500 persone, Milano un paio di centinaia per 1300/2000 uomini, e per tutti gli altri militanti il machete. Immaginate che questo accada non il sabato (dove la presenza delle forze di polizia è massima) ma un lunedì notte, tranquillo… prima, poi d’incanto si scatena il Têt. Certamente scenderebbe in campo l’esercito, dotato di quali mezzi e di quali armamenti? Infatti per operare in contesti urbani e contro truppe a bassa densità servono specifiche non servono armi come i carri armati o gli obici da 155mm, bensì specifiche tattiche controisurrezionali e di controguerriglia urbana di cui l’esercito Italiano non dispone. Un dato altrettanto strategico sono i tempi di risposta. Infatti dopo quanto tempo lo Stato sarà in grado di schierare una risposta armata efficace? Il caso siriano è da manuale in questo senso, a fronte di un esercito che l’Italia non ha più.

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LA PERICOLOSA PARCELLIZZAZIONE DEI “MIGRANTI” SUL TERRITORIO SECONDO I COMUNI CHE HANNO “ACCOLTO” NEI CENTRI SPRAR

 

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Nel biennio 1991-1922, in Bosnia la guerra venne innescata da qualche decina di migliaia di “miliziani” su un totale di 5 milioni di abitanti. Le armi ai “miliziani” vennero distribuite qualche mese prima della “rivolta” sopratutto nelle città. Prima, per diversi anni, le diverse “etnie” vennero contrapposte le une contro le altre sui media, negli scontri tra tifoserie calcistiche e via dicendo. La crisi economica creata ad arte depletando la moneta nazionale, il blocco dei conti correnti, l’impoverimento generale. Nessun popolo in uno stato di relativo benessere pensa seriamente a fare la guerra, sopratutto in casa propria.
In Siria, diversamente, i primi scontri avvennero anche nelle città ma con la caratteristica di una loro capillare diffusione sull’intero territorio nazionale a partire da piccoli villaggi. In particolare, nelle zone più isolate e meno controllabili militarmente.

Come già ribadito gli stessi elementi (parcellizzazione dei centri accoglienza, importazione di elementi radicali religiosi, etc) sono presenti ora in Italia.

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Lo scenario “Guerriglia” e Il “campo dei santi” anticipato, in epoche diverse, da due autori francesi.
https://youtu.be/-UnKhlHFsww

 

Nuova Piccola Era Glaciale 2020-2070 inverni sempre più lunghi e rigidi porteranno ad una ulteriore drammatica degenerazione del clima sociale attuale.

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Nello scorso inverno 2016-2017, nei supermercati della Gran Bretagna, si è ricorsi al razionamento delle verdure come i cavoli. É una misura imposta dal governo inglese che non si registrava dalla Seconda Guerra Mondiale. Una prolungata e reiterata per alcuni inverni di carenza di cibo potrebbe scatenere rivolte generalizzate sopratutto da parte dei migranti avezzi a maniere spicce per risolvere le loro necessità.

L’Europa Sta Murando l’Italia. E Prima o Dopo i Migranti Avranno Fame e Freddo.
http://www.rischiocalcolato.it/…/leuropa-sta-murando-litali…

Iceberg lettuces and broccoli rationed as vegetable crisis hits supermarkets
“A causa delle condizioni meteorologiche avverse in Spagna, si è verificata una carenza di lattuga. Al fine di assicurare la disponibilità per tutti i consunmatori stiamo razionando l’acquisto a 3 pezzi per persona. Ci scusiamo per qualsiasi disagio occorso.”
Vegetable shortage How to cope as supermarkets ration lettuces
“Carenza di ortaggi: come convivere con il razionamento di lattughe nei supermercati”
What is causing the 2017 vegetable shortage and what does it mean for consumers
“Cosa ha provocato nell’inverno 2017 la carenza e il razionamento dei vegetali per i consumatori?”

Il clima, come è sempre stato noto dalle antiche civiltà più evolute, è governato dal Sole.
Il Ciclo 24 sta registrando la minore assenza di macchie solari da 200 anni. L’alba della nuova Piccola Era Glaciale è in realtà già iniziata almeno dal 2015, ma si attende la prima eruzione vulcanica “effetto Tambora” per registrare gli effetti ancora più di massa e devastanti sulle società di estese aree del Pianeta, in particolare nell’Emisfero Settentrionale.

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Periodi caldi e freddi si sono sempre alternati nella Storia. La minore attività solare sta già determinando, come sempre accade in coincidenza con i minimi solari, una aumentata attività vulcanica e tettonica (terremoti). Queste condizioni di per sè già accentueranno scontri sociali per penuria di beni essenziali, ma se non si disinnescherà la “bomba migratoria clandestina” allora la guerra civile sarà alle porte.

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Qualche illuminato analista futurologo di macro-tendenze (legato all’Istituto Tavistock) ha ipotizzato che la maggior parte dei profughi accolti in Europa ritornerebbe ai propri Paesi di origine ai primi duri inverni del nuovo Minimo Solare come illustrato anche in questo articolo sulla stampa inglese
https://www.express.co.uk/news/world/637284/Refugees-asylum-bids-Europe-too-cold-migrant-crisis
Purtuttavia non appare che in Svezia, devastata da orde di “migranti” e da migliaia di stupri etnici, benefici di una inversione di tendenza migratoria, essendo un paese scandinavo con un inverno piuttosto rigido rispetto alla Europa Centrale.

2020 TEMPESTA PERFETTA: LOCKDOWN CORONAVIRUS QUALE ACCELLERATORE CRISI ECONOMICA E ULTERIORE MICCIA DELLA RIVOLTA MIGRANTI

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2020: UNA OPERAZIONE PSICOLOGICA TURCA PRO ISLAM DIETRO LA “LIBERAZIONE” DI SILVIA ROMANO?

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“Sebbene alcune signore sostengano di avere deciso in autonomia di ricorrere al velo, una donna che lo porta non è “libera di metterlo”, come facciamo noi occidentali quando la mattina apriamo il guardaroba e scegliamo i pantaloni o la gonna, la camicia bianca o il top nero, il rossetto rosso o quello rosa, bensì è “costretta ad indossarlo”, costretta a coprirsi, costretta a nascondersi, costretta a soffocare sotto metrature di stoffa per non disturbare il maschio, per non farlo cadere in tentazione, per non corromperlo con la propria impurità. Il velo è il simbolo della inferiorità del genere femminile rispetto a quello opposto, convinzione che fa parte di quel tipo di cultura abbracciata da Romano.Inoltre, non si può definire “libera scelta” quella che come alternativa prevede l’esclusione sociale da parte della comunità, il disprezzo della famiglia, il disonore, la forza bruta, la violenza, la morte.”
Altro che libertà cara Silvia, il velo simboleggia l’inferiorità della donna
https://www.lafinestradiazzurra.it/altro-che-liberta-cara-silvia-il-velo-simboleggia-linferiorita-della-donna-le-islamiche-che-lo-rifiutano-picchiate-rasate-e-uccise-pure-in-italia/

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Aisha era il nome della sposa bambina del cosìdetto profeta Maometto fondatore dell’Islam

Silvia Romano, la milanese di 25 anni rapita in Kenya nel novembre 2018 e rimpatriata il 10 maggio 2020 (… ora) la vuole Maher Kabakebbji, presidente della moschea Mariam, l’ associazione di Cascina gobba, alle porte di Milano, non distante dall’ abitazione della giovane cooperante: «Aspetto Silvia Romano a braccia aperte, per farle conoscere la realtà della comunità islamica in Italia e farle da supporto spirituale». Di tenore analogo le parole di Ali Abu Shwaima della moschea di Segrate – «Se Silvia vuole venire in moschea, sarebbe la benvenuta» – e dell’ imam di Milano Yahya Pallavicini: «Sarei disponibile e contento di accoglierla». Ma a battere tutti sul tempo è stata l’ Ucoii, l’ Unione delle comunità e organizzazioni islamiche cui fanno capo circa 80 moschee e 300 luoghi di culto, che già nelle ore successive all’ atterraggio di Aisha in Italia ha diffuso una nota con cui, nel darle il benvenuto, stigmatizzava i «pesanti e vigliacchi attacchi a Silvia», descritti come segno di «un certo tipo di razzismo islamofobo».”
SEMPRE PIÙ ”HOMELAND” – SILVIA ROMANO CITA IL CORANO SU FACEBOOK
https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/sempre-piu-39-39-homeland-39-39-silvia-romano-cita-236862.htm

 

La strategia atlantica dietro la “migrazione”

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Nell’ambito delle strategie della NATO l’uso di eserciti proxy è divenuto un efficace strumento operativo per attuare una profonda destabilizzazione e/o rovesciamento di un governo non allineato ai desiderata della City e di Wall Street. O semplicemente, come avvenuto in Libia, per gettare una nazione nel caos di una guerra civile per non lasciarlo all’influenza economica di un concorrente geopolitico.
L’esperienza tattica maturata dalle intelligence atlantica nella guerra ibrida è avanzata profondamente, tanto che non sarebbe neppure necessario attivare direttamente i vari gruppi di rivoltosi come nel caso del Capodanno 2016, con gli assalti sessuali coordinati da messaggista twitter in diverse città europee. Grazie agli studi di ingegneria sociale, mutuando anche tecniche di Difesa Popolare Nonviolenta (il Prof. Gene Sharp, uno dei massimi teorici, è consulente del Pentagono), di diverse azioni sul campo, i comandi C4I di guerra psicologica oggi, ancora più di ieri, sono in grado di attivare un esercito proxy in un dato periodo semplicemente creando le condizioni e “accendendo alcune micce” (es. l’interruzione della erogazione di alcuni diritti creati ad arte per i “migranti”).
Nella funzione di Comando&Controllo, Logistica, Finanza, possono entrare in gioco, anche sinergicamente:
– le ONG (Organizzazioni Non Governative) strutturate e con vasta esperienza sul campo (es. movimento Otpor in Serbia) come la Open Society Foundations;
– le agenzie sovranazionali ufficiali come ONU, FAO, FMI…;
– i media e politici nazionali già prima sostenitori di interessi finanziari stranieri;
– le strutture logistiche e di guerriglia attivate durante la Guerra Fredda.

La struttura della NATO Stay Behind, ovvero Gladio, è tuttora attiva. Nei trentanni di “Strategia del Tensione” è stata coinvolta (non totalmente, ma per alcune squadre operative di psyop, vedi Falange Armata, e guerriglia) nei maggiori fatti di sangue (Piazza Fontana, omicidio Moro e altri) che avevano lo scopo di controllare, ed eventualmente sovvertire quella democrazia che ci fu concessa dai Paesi vincitori della Seconda Guerra Mondiale (in particolare USA e Gran Bretagna”. Non è quindi irrealistico ipotizzare un possibile ruolo futuro, non dei volontari i buona fede ma di squadre particolari, nella attivazione dell’#esercitoproxy in Italia (ad es. con uno o più casi “Floyd).

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Quando USA e UK decideranno che l’Euro imploderà, diventerà evidente a cosa sarà servita l’importazione di profughi-miliziani da sparpagliare in giro per l’Europa.

“Con l’immigrazione gli Usa tengono le principali nazioni europee per le palle. Tale immigrazione, per la maggioranza dai paesi islamici, e in cui i centri religiosi finanziati da Arabia Saudita e Qatar hanno un ruolo preponderante, è il terreno da cui possono sorgere gravi disordini interni, qualora qualche governo europeo si allontanasse dalla retta via. Inoltre, gli islamisti sono, fin dalla guerra in Afganistan, un importante strumento con cui gli Usa combattano la Russia e i suoi alleati, ma essendo la manovalanza islamista mossa dall’odio verso l’occidente ogni tanto questa deve essere motivata, gli si deve dare soddisfazione con qualche attentato in Europa che guarda caso colpisce sempre la gente comune e mai esponenti delle classi dominanti. Ecco perché gli islamisti hanno così ampia libertà di movimento e le forze di polizia sono sempre così “inefficienti” nei loro confronti.”
(Gennaro Scala)

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“L’Italia paga ancora oggi le scelte sbagliate del 2011 che l’hanno portata ad assumere un ruolo di secondo piano nella regione. E ci costringe da un lato a schierarsi dietro alle decisioni del governo di Ankara, ad oggi l’unico attore mediterraneo con cui possiamo – se non fidarci -, quantomeno sperare di non avere problemi; sfruttare il nostro canale privilegiato con la Russia per inserirci nei tavoli con la Turchia; e proteggere infine gli interessi delle aziende italiane dall’Egitto al Libano passando per l’Algeria.
La verità è che il mondo è cambiato, le traiettorie dell’alto non coincidono più con quelle del basso; ogni nazione, che sia la Francia, la Turchia, gli Stati Uniti, segue la sua agenda politica e strategica. La terza guerra mondiale “è a pezzi” perché il blocco occidentale è in decomposizione. Ed è in questa faglia sistemica che la Cina, un blocco monolitico con una visione monolitica, che considera la liaison tra Iran, Iraq, Siria e Libano come la pietra angolare del corridoio Sud-Ovest della Nuova Via della Seta, può inserirsi. Se il Marocco è già il terminale nel Maghreb, quello del Libano può diventarlo per il Vicino e Medio Oriente (dato che il porto di Latakia in Siria è già spartito tra russi e iraniani). E di infrastrutture portuali, sappiamo bene, se ne intende, come sappiamo bene che è difficile delineare con certezza la strategia dell’Impero Celeste.”
Il Grande Gioco nel Mare che non è più Nostrum
https://www.lintellettualedissidente.it/editoriale/il-grande-gioco-nel-mare-che-non-e-piu-nostrum/

La Nuova Via della Seta ha come passaggio, e terminale determinante l’Italia. L’oligarchia finanziaria oscura (detta Deep State, utile visionare la serie televisiva) che governa i Paesi anglosassoni, così come le “colonie” europee, preferirà gettare nel caos e nella guerra (all’occorrenza) le nazioni strategiche come l’Italia piuttosto che cedere il campo al ridimensionamento finanziario mondiale del Dollaro in favore delle potenze lungo la Via della Seta, come Cina, Russia, India.

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“Quello che sta veramente accadendo è semplicemente il tentativo di de-nazionalizzare gli stati nazionali attraverso l’uso di migranti non assimilabili. Se fosse solo un problema demografico come viene raccontato, sarebbe prioritario mettere gli italiani in condizione di non emigrare (oltre 200 mila nel 2015 di cui 107 mila ufficialmente), o sarebbe piu conveniente l’immigrazione di popolazioni a noi più affini. Gli ucraini se potessero verrebbero in massa. Affini etnicamente e religiosamente, avrebbero il vantaggio che i loro figli sarebbero totalmente assimilati, senza ghetti di emarginati rancorosi di tipo francese o statunitense. Ma questo non va bene. Perché quello che serve è proprio l’immissione di popolazioni che non possano assimilarsi. Per destabilizzare e permettere il controllo remoto dello stato-colonia. Tutto questo in qualche maniera richiama la decolonizzazione dell’impero britannico, quando dal 1947 le colonie ottennero l’indipendenza e i britannici disegnarono i confini in modo da non regalare mai una omogeneità etnica. Un simpatico lascito di caos. Le élite che controllano gli Stati Uniti si stanno preparando al dopo-Nato e un’Europa massacrabile da conflitti interni è quanto di più auspicabile. (Massimo Contini)
Siem Pilot: l’incredibile attività della nave che porta i migranti in Sardegna
http://sardegna.admaioramedia.it/siem-pilot-lincredibile-a…/

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La Turchia, come già per la Bosnia e l’Albania, giocherà un ruolo fondamentale per la balcanizzazione dell’Italia grazie alla regia oltre Manica.

 

In Italia potrebbe prepararsi qualcosa di simile. I “migranti” vengono dislocati sopratutto in piccoli centri abitati dove sono assenti forze di polizia e popolati prevalentemente da anziani. Un alto dirigente del Nord-Est di una nota associazione nazionale cattolica caritativa ha ammesso confidenzialmente che “prediligiamo il loro confinamento in gruppi di 8-12 in piccoli centri isolati, poiché non riusciamo già ora a controllarli in grandi concentrazioni. Nel caso di disordini è più facile isolarli, e reprimerli eventualmente. Anche perché le forze di polizia sono scarse e non dotate di mezzi per contrastare eventuali grosse rivolte”.

La parcellizzazione della “accoglienza” sul territorio nazionale è un fatto più che documentato e rischiosa per una una diffusa rivolta dei “migranti”.

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Distribuzione per Comuni dei progetti per richiedenti asilo SPRARSIPROIMI

Profughi e Migranti: il Piano della Regione prevede il “ripopolamento” dei piccoli Comuni fino al 2020
http://www.oggicronaca.it/profughi-e-migranti-il-piano-del…/

Se veramente c’è necessità di un ripopolamento (ma si stava così male negli anni ’60 in 50 milioni di Italiani?) perché non attingere a qualche milioni di Italiani all’estero creando le condizioni per il loro rientro e fermando la emoragia demografica dei 200,000 espatriati ogni anno?

ITALIANI RESPINTI ALLA FRONTIERA

torino profughi
E, abbiamo bisogno di nuovi poveri con quasi nessuna formazione se non analfabeti per “ripopolare” l’Italia?
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L’uomo, un 47enne senegalese, ha cosparso di benzina l’interno del bus di una scolaresca il 20 marzo 2019. L’allarme dato da un ragazzino ai carabinieri. Diceva “Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel #Mediterraneo”. Condannato a 24 anni Ousseynou Sy: dirottò e incendiò un bus a San Donato Milanese. La Corte d’Assise di Milano ha riqualificato il reato di strage aggravato dalla finalità del terrorismo in attentato per finalità di terrorismo, L’autista: e Sy dà le spalle al giudice “Rinchiuso nella cella riservata ai detenuti ma con le spalle rivolte verso l’aula.“

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Le menti dietro alle opere di ingegneria sociale, finalizzate alla migrazione, sono sempre le stesse da oltre un secolo, Tavistock Institute uno dei più potenti think-tank del mondo oltre che di clinica psichiatrica.
Abbiamo nei nostri sogni che le persone si piegano con perfetta docilità sotto le nostre modellanti mani”, Frederick Gates Presidente del Consiglio di Educazione Generale fondato dai Rockefeller-Da The World’s Work, agosto 1912
Il Tavistock Institute for Human Relations fu creato a Oxford nel 1921 dal Royal Institute for International Affairs, con successive sponsorizzazione dalla Rockefeller Foundation.
É stato ampiamente coinvolto nei programmi sperimentali di utilizzo delle droghe psichedeliche sin dagli anni Trenta e anche nella loro diffusione in Europa. Forse la centrale più importante di dominio globale sulle masse planetarie attraverso il “lavaggio del cervello” e la manipolazione dei media. Negli anni ’60 ha diffuso la cultura della droga adesso diffonde l’animalismo e il gender.
Il Tavistock Institute e la guerra all’umanità
http://www.parrocchie.it/…/asc…/tavistock_controllo_2013.htm

Il primo stadio della guerra asimmetrica

Già ora le illegalità (in maggior parte permesse da istituzioni e coperte dai media) ad opera dei “profughi” non si contano replicandosi di fatto nello stesso schema esponenziale di reati, praticamente in ciascun centro di accoglienza dgli oltre 4000 attualmente aperti in Italia.

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Sembra esservi sempre uno schema di escalation comune, per ciascun centro di accoglienza, dei reati ad ogni arrivo di un nuovo contingente di richiedenti asilo:

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Reggio Calabria, immigrato rifiuta panino e scatena il caos: disordini in pieno centro
http://www.strettoweb.com/…/reggio-calabria-immigra…/454716/

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Roma, paura in un bar all’Aurelio, no a sigaretta scatena la furia: straniero aggredisce una famiglia
http://www.ilgazzettino.it/…/aurelio_bar_tunisino_chiede_si…

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Migranti gettano la spesa per la strada, scoppia l’ira dei residenti
http://corrierealpi.gelocal.it/…/migranti-gettano-la-spesa-…

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Rissa con accoltellamento nei pressi del CAF (centro accoglienza “profughi”) in Bolzano Sud.

Profughi rubano bici
http://www.notiziaoggivercelli.it/…/profughi-rubano-bici-pr…

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Profugo ruba una bici e cerca di rivenderla al proprietario per 20 euro
http://www.cesenatoday.it/…/cesenatico-profugo-ruba-una-bic…

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Protesta dei migranti a Trento. Chiesta l’espulsione
http://www.radioetv.it/…/18611-protesta-dei-migranti-a-tren…

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Spaccio in mano ai profughi: sgominata banda di 12 migranti
http://www.ilgazzettino.it/…/spaccio_in_mano_ai_profughi-22…

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Giovane violentata vicino a Rovereto: test del Dna per 70 migranti, ma il colpevole potrà fuggire
http://www.secoloditalia.it/…/giovane-violentata-vicino-a-…/

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Immigrato toglie l’arma a un vigile e spara: forse ripresa la drammatica scena
http://www.lanazione.it/…/immigrato-disarma-vigile-spara-1.…

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Notte da incubo su nave per Napoli Passeggeri derubati da cinquanta migranti espulsi
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/…/notte-incubo-na…

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Centrale, profughi aggrediscono soldati: due feriti e un arresto
http://milano.corriere.it/…/centrale-reagiscono-controlli-i…

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Profughi, l’ombra della malavita nell’accoglienza in hotel
http://www.teleromagna24.it/…/rimini-profughi-la-m…/2016/11/

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I mezzi pubblici, usati dai “profughi”, diventano spesso drug-shuttle (trasporti veloci di droga) con un meccanismo ben collaudato. Lo spacciatore scortato da 4-6 compari collegate perennemente via smart-phone. Oltre ai consuetudinari problemi di ordine pubblichi da parte di coloro che prentendono di avere qualsiasi diritto, come fossero dei bambini viziati.

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“Chi sta sopra, per difendersi dalla rabbia di chi sta sotto, è opportuno metta ancor piu’ in basso, nella piramide sociale, qualcuno che stia peggio. E che possibilmente rubi in casa a quelli in mezzo, gli importuni le donne, gli bruci monnezza sotto casa, gli porti malattie, disordine e violenza. Che massacri a calci un controllore, amputi un braccio a un ferroviere o semplicemente spacchi setti nasali, zigomi e mascelle. Faccia a pezzi una ragazza mettendola in valigia o violentandola in gruppo. Perchè sennò chi sta in mezzo, poi magari trova il tempo di organizzarsi e per chi sta sopra, sono cavoli amari. Invece una bella guerra tra ultimi e penultimi, e passa la paura. Niente è per caso. Le macroscopiche ingiustizie di ogni giorno, assolvono uno scopo.”
Massimiliano Conti

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La “pausa” del 2018, ma il numero dei miliziani è vicino al suo obiettivo programmato

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Il Prof. Marco Cimmino di Bergamo, divulgatore e analista di Storia Contemporanea, è uno dei pochi “accademici” che ha compreso la gravità della situazione.

Deve ora insospettire il “cambio di rotta” della stessa UNHCR che propone “campi profughi in Africa per controllare le richieste di asilo”. Quello che già operava efficacemente il “regime” di Gheddafi ed eliminato il quale è stata creata la “rotta verso l’Europa”. Nella geo-politica, quando ci sono numeri importanti in gioco, quasi nulla avviene “per caso” o per “inadeguatezza”.
Si avvicinano le elezioni in Italia, un “cambio di rotta”, quanto meno mediatico, era comunque opportuno per non alimentare i partiti considerati populisti dalle forze politiche che patrocinano l’importazione clandestina di decine di migliaia di “profughi” (giovani in età di leva) ogni mese.

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Incombono le elezioni ed il governo “scopre” la regia dietro gli sbarchi
http://federicodezzani.altervista.org/incombono-le-elezion…/

Il recente appello di Mattarella (2018) “sul traffico umani: Europa lo combatta. Crimine atroce!”, in adesione alla nuova linea “traffico da combattere”, potrebbe rientrare perfettamente nello schema di importazione di un esercito proxy pronto all’uso. “Accogliamoli tutti” non serve più.
Ora c’è un sufficiente numero di potenziali “miliziani” pronto ad essere armato (alla ribellione è già “formato” nei centri SPRAR con scioperi della fame, marce e distruzioni varie) poiché potenzialmente almeno il doppio delle forze pronto operative presenti in Italia. Anche solo una rivolta non armata generalizzata sarebbe molto difficile da contenere con gli attuali numeri in campo. Anzi, potrebbe iniziare così. Caos generalizzato e “zone franche” (non controllate da nessuna istituzione) nelle quali fare giungere le armi necessarie all’innesco della guerra civile (oltre a quelle distribuite anzitempo). Si aggiungerebbero probabilmente attacchi hacker ai sistemi informatici portanti dello Stato (sistemi energetici, di comunicazione e di trasporto) crollo del mercato finanziario, blocco dei conti correnti, e attacchi alla popolazione con auto-bomba (abbiamo già conosciuto la Strategia della Tensione per 30 anni). In Bosnia e Siria, la cosidetta “guerra ibrida”, ricordiamolo ancora, iniziò e fu preparata con modalità simili a quelle che stiamo vedendo giorno dopo giorno evolversi ora, in Italia.

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Dal 2015 si registra un anomalo aumento di incendi ad immobili e depositi nelle vallate principali. Nella sola Prato allo Stelvio, in Trentino-AltoAdige, da febbraio 2020, sono stati bruciati fienili, deposii di legname e, per ultimo (?), il villaggio country utilizzato per le feste estive. Un totale di nove episodi considerati dolosi in appena sei mesi. Fatti di incendi dolosi sono stati sempre estremamente rari in Trentino -Alto Adige. É una solo una coincidenza, come ipotizzano sempre più contadini delle valli, che i centri accoglienza “migranti” siano stati aperti nella Val Venosta, dove è situata Prato, dal 2016 e da quella data si siano verificati fatti criminali mai avvenuti prima? Ad esempio il furto di biciclette.
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Si sentono impuniti, noi li arrestiamo loro tornano liberi“. La polizia fuori dai denti rivela quel che è avvenuto l’altra notte a Ferrara. I nigeriani “fanno guerra allo Stato. Noi siamo 4 loro 40”.
https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/disordini-nigeriani-1.4450465Screenshot_2020-07-20 Home Twitter(5)Screenshot_2020-07-24 Home Twitter(6)

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2019 – #Ferrara, un gruppo di #nigeriani organizza un rivolta e mette a ferro e fuoco un intero quartiere. Esercito in strada: “È una guerra, Situazione fuori controllo

Dato numerico sottostimato assolutamente da aggiornare, sui tagliagole rientrati in Italia dopo aver massacrato la popolazione siriana e irachena,
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AGGIORNAMENTO LUGLIO 2020
L’operazione bioterroristica e di guerra psicologica “coronavirus” non è certamente il primo virus creato per scopi di destabilizzazione mirata e mondiale al contempo. Ad esempio il virus H1N1 del 1977, da recenti studi, risulterebbe creato in laboratorio.
The Reemergent 1977 H1N1 Strain and the Gain-of-Function Debate
https://mbio.asm.org/content/6/4/e01013-15
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Sostanzialmente l’operazione di bioterrorismo e manipolazione mediatica, attuata fin da ottobre 2019 su tre bersagli geopolitici già attenzionati da due decenni (Italia, Cina, Iran), di fatto non ha cambiato il piano di fondo del deepstate atlantico. Colpiti, nei tre paesi e non a caso, il cuore i centri nazionali logistici e produttivi.  Sicuramente è in atto una accellerazione degli eventi desiderati. Oppure, come preannunciato dalla simulazione Event201, l’operazione Sars-Cov2 sarebbe solo una tappa già programmata da tempo, all’interno del piano di destabilizzazione e reset a livello mondiale che purtroppo riguarda l’Italia con obiettivo di balcanizzarla come la fu Jugoslavia.
Per un approfondimento su questo aspetto leggere gli articoli tematici dello storico Federico Dezzani.
http://federicodezzani.altervista.org/?s=coronavirus

La quarantena è stata un errore tragico. E i dati lo confermano, nonostante la propaganda di cui il Paese è stato ed è vittima. Niente dell’efficacia e dell’efficienza che veniva sbandierata era reale. Anzi, è avvenuto esattamente il contrario: i paesi che hanno adottato una quarantena stretta ne sono usciti malissimo. Il 10 marzo, all’atto dell’estensione della zona rossa a tutto il territorio nazionale, nel Mezzogiorno, Sud e isole, si contano 3030 casi di contagiati, 15 casi ogni milione di abitanti e 4 morti (chissà se di coronavirus) ovvero un morto ogni 5,2 milioni di abitanti dei 20,6 milioni che ne conta il meridione. In Germania dove il confinamento è stato decisamente meno rigido sono stati 4 ogni 100. E in Italia? Durante la quarantena coatta i numeri sono cresciuti soltanto. I contagiati sono arrivati fino a 6000 al giorno. Come i morti, fino a 800 al giorno. Alla fine della quarantena l’Italia aveva oltre 30.000 morti. E cioè il numero più alto, direttamente proporzionato alla popolazione (perché è così che si fa statistica!), al mondo.

Un unico dato a supporto della non congruità sanitaria delle misure restrittive delle libertà personali (lockdown) è fornito da economisti e accademici delle università di Sheffield e Loughborough. Secondo accurate stime sono oltre 20,000 le vittime in Gran Bretagna a causa del lockdown nei due mesi di tarda primavera. Decessi avvenuti per deterioramento di malattie non trattate a causa del blocco sanitario “per coronavirus” e interventi sanitari rinviati sino a fine lockdown.
Lockdown has killed 21,000 people, data suggests
https://www.telegraph.co.uk/news/2020/07/29/lockdown-has-killed-21000-people-say-experts/

Dopo la fase di contenimento di prelievo (e accettazione in Italia, porti chiusi nel 2019) dei “migranti” appena al largo della Libia, da parte dei ministri dell’interno Minniti e Salvini, il Governo Conte-Colao (agli ordine della City di Londra?) ha fatto riprendere l’importazione di aspiranti miliziani per l’esercito proxy praticamente ai livelli del 2016.
Come evidenziato in un recente studio australiano, le dinamiche sociali scatenate dal “coronavirus” produrranno ulteriori migrazioni verso i Paesi con migliori sistemi sociali e sanitari, ad ulteriore danno economico e umano in Italia stante una assenza di blocco navale e terristre quanto mai improcrastinabile.
COVID-19, Civil Unrest Could Trigger Mass Migration in Post-Pandemic World
https://www.studyfinds.org/covid-19-civil-unrest-could-trigger-mass-migration-in-post-pandemic-world/

“Del resto i numeri parlano chiaro: tra il 1° gennaio e il 14 luglio 2019 erano sbarcati 3.186 clandestini e all’epoca non esisteva l’emergenza Coronavirus.
Nello stesso periodo quest’anno, in piena emergenza Covid, ne sono già sbarcati 9.372 e la tendenza è verso un ulteriore incremento favorito anche dalla presenza di 4 navi delle Ong che, come è chiaro da sempre, operano al largo delle coste libiche con l’obiettivo di sbarcare il maggior numero possibile di immigrati illegali solo ed esclusivamente in Italia.

Dall’inizio dell’anno la Guardia costiera libica ha intercettato e riportato indietro oltre 6mila clandestini diretti in Italia onorando gli impegni assunti con Roma ma, considerando il dominio incontrastato esercitato dai turchi sulla Tripolitania, è lecito attendersi che Ankara possa rinnovare l’ormai consolidato ricatto all’Europa sui migranti illegali rinforzando i flussi non solo lungo la rotta balcanica ma anche lungo quella libica che impatta direttamente sull’Italia.

Non è un caso che a Sabratha, lungo la costa occidentale della Tripolitania, le forze turche e le milizie di Tripoli abbiano scarcerato i trafficanti imprigionati dalle truppe del generale Haftar una volta riconquistata quella regione. Anche per questa ragione è evidente che solo i respingimenti possono scoraggiare ulteriori partenze dalle coste africane azzerando il business di chi si ingrassa, sulle due sponde del Mediterraneo, con i flussi di migranti illegali.

Il boom di arrivi di immigrati illegali, tra i quali diversi positivi al Covid-19, sta mostrando in questi giorni in tutta la sua evidenza il pesante tracollo della residua credibilità del governo italiano alimentando la maliziosa ipotesi che l’esecutivo abbia bisogno di “importare” malati di Covid-19 per poter giustificare il prolungamento dello stato d’emergenza in scadenza il 31 luglio.

Flussi illegali altrettanto nutriti, anche se meno visibili e composti ogni giorno da decine di afghani, pakistani e bengalesi, entrano in Italia attraverso la rotta balcanica varcando la frontiera slovena, come denunciano da tempo le autorità locali del Friuli. A tutti viene garantita accoglienza a tempo indeterminato nonostante il rischio epidemico.

Roma respinge alle frontiere, nel nome del rischio Covid-19, ricchi turisti statunitensi privi di sintomi e atterrati in Sardegna con un aereo privato (è accaduto davvero, per quanto pazzesco possa apparire abbiamo chiuso i confini ai cittadini USA ma non ai cinesi o ai clandestini afro-asiatici) ma lasciamo entrare illegalmente e poi accogliamo chiunque violi le nostre frontiere marittime o terrestri. E i costi dell’accoglienza sono destinati a crescere ulteriormente con il noleggio di altre navi-quarantena mentre il ministero dell’Interno valuta anche di requisire caserme, ospedali militari o altri edifici da presidiare anche con i militari per sistemarvi i clandestini positivi al coronavirus.”

Boom di sbarchi: l’Italia spalanca i confini ai clandestini e al Covid-19
https://www.analisidifesa.it/2020/07/boom-di-sbarchi-litalia-spalanca-i-confini-ai-clandestini-e-al-covid-19/

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I servizi segreti, essenziali per prevenire atti di destabilizzazione, blindati dal Presidente del Consiglio agli ordini dell’uomo a Londra (Colao)
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La tempesta economica perfetta per preparare il terreno sociale favorevole ad uno scontro di civiltà. Se i cittadini italiani, impoveriti grazie alla scusa del “coronavirus”, si ribelleranno gli saranno opposti i “migranti” molto più armati e determinati.
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Le maggiori industrie italiane migrano all’estero solo per motivi fiscali o perché conoscono il piano di balcanizzazione riservato all’Italia?

 

Azioni per protteggere la nostra civiltà

“Il silenzio di fronte al male è di per sé malvagio. Non parlare è parlare. Non agire è agire.” (D. Bonhoffer)

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“Chi non combatte è già morto. Si muore da vivi…”

Il predetto scenario è evitabile, come tutti gli attacchi esterni ed interni ad una nazione o comunità, se non vi è una maggioranza di individui indifferenti o collaboranti (ai fini dello scopo è la stessa cosa). La differenza la fa, come è sempre stato, una massa critica e attiva nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nell’agire come comunità coesa in difesa delle proprie libertà e regole. Ma dimentichiamoci che si farà opposizione e lotta a suon di post e tweet. Tempo rubato all’azione pratica nel mondo reale, ad esclusione del minimo che necessita ad informarsi ed approfondire un argomento e tenersi in contatto.
Le varie forme di disobbedienza civile e di non collaborazione sono strumenti efficaci già utilizzati nel passato per contrastare e fermare attacchi interni alle comunità. E’ necessario agire in modo diffuso e coordinato prima che la parola passi alle (loro) armi. Siate curiosi, precisi e combattivi qualunque cosa accada nel futuro.
“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.” (B. Brecht)
Passare all’azione potrebbe significare, ad esempio:

MARCE SINE DIE. una marcia locale silenziosa ogni settimana alla stessa ora, finché non si otterrà di:
# fermare gli “sbarchi”, rimpatriare i non aventi diritto all’asilo (oltre il 90%, secondo i dati delle Prefetture),
# una applicazione ferrea delle regole di sicurezza della comunità,
# la cancellazione delle depenalizzazione (quasi 200 reati) negli ultimi 10 anni attuate dai governi di destra ma sopratutto di sinistra.
# la dotazione di armamenti e formazione adeguate alle forze di polizia e l’incremento consistente del numero di forze pronto intervento sul territorio (NOCS, Reparti Speciali, etc) ritirando anche buona parte delle Forze Armate nei teatri di guerra nel Mondo.
Marciare con le famiglie, senza bandiere, cartelli e striscioni di partito. Pochi slogan e punti chiari, nessuna violenza.

IMPEDIRE APERTURA DI NUOVI CENTRI DI ACCOGLIENZA. Senza giungere alle estreme azioni attuate in Germania fin dal 2015, anche nella cronaca nostrana sono innumerevoli gli esempi di contrasto ad una politica di “accoglienza” fuori controllo.
La lezione di Gorino
https://youtu.be/oEwtrt9wQ7o

La rivolta tedesca anti-accoglienza cominciò così dopo i sempre maggiori casi di stupro causati dai “migranti”. Centinaia, poi migliaia, di centri richiedenti asilo dati alle fiamme ogni anno. Nel grafico il numero di centri accoglienza dati alle fiamme o danneggiati dalla popolazione tedesca secondo i dati del Servizio Segreto Federale BKA e la Fondazione AAS.
Es brennt in Deutschland (La Germania brucia)
https://www.zeit.de/politik/deutschland/2015-11/rechtsextremismus-fluechtlingsunterkuenfte-gewalt-gegen-fluechtlinge-justiz-taeter-urteile
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AZIONE POLITICA. “Seguire” un parlamentare e un consigliere regionale con email, telefonate, lettere (cartacee, sì, si possono ancora scrivere e sono efficaci più di 1000 post sui social), incontri di persona. I decisori politici (sopratutto quelli non schierati contro la “accoglienza”) sono il vero ago della bilancia nelle decisioni finali. Serve costanza e determinazione nella risoluzione delle emergenze. Potete impegnare mezzora della vostra vita a settimana per questa “guerra” non dichiarata contro l’Italia?

VIA I DELINQUENTI. Non fuggite dai luoghi pubblici pericolosi, dai treni, dai bus, affollati da “profughi” (dei quali non pochi si dedicano ad attività illecite anche se ospitati nei centri accoglienza) o criminalità nostrana che sia, ma create dei gruppi di cittadini organizzati che supportino l’attività delle forze di polizia, attraverso una vigilanza, presenza, e visibiltà che allontani i malintenzionati. Ritirandovi in casa tra porte blindate, telecamere, e inferriate farete il gioco di coloro che vogliono la comunità locale e nazionale, divisa e impaurita, oltre a lasciare in mano alla criminalità pezzi del vostro territorio favorendo le cosidette “no go areas”.
Esempi di “no go area” dalla civilissima e “multiculturale” Svezia
https://www.thelocal.se/20071024/8884
https://www.gatestoneinstitute.org/10037/no-go-zones-europe

BOICOTTARE I NEMICI DELL’ITALIA. Colpire gli interessi economici di partiti, ONG, e aziende che favoriscono l’immigrazione clandestina, rientra sicuramente nelle azioni da intraprendere. Informatevi sui donatori/partner/supporter dei soggetti anti-italiani (e anche anti-immigrati onesti tra l’altro), scrivete lettere di protesta alle aziende che non comprerete più i loro prodotti. Fate uno sforzo nel boicottaggio informando i vostri conoscenti, evitate i punti vendita anche se sono l’unico vicino casa. Come nelle altre azioni combattive va mantenuta la costanza, aggiunta creatività e un minimo di coordinamento locale. Ricordiamo ancora che i like e gli hashtag non valgono nulla se non c’è una corrispondente azione visibile sul territorio.
In altre parole affamare la bestia. Ad esempio boicottare anche i grandi colossi finanziari (i prodotti che smerciano sono solo un tramite per distruggere economie nazionali e accentrare potere assoluto) come Amazon, Uber, Netflix, e via dicendo.

– BUTTATE LA TELEVISIONE, INTERNET A PICCOLE DOSI: LEGGETE OPERE CLASSICHE, COLTIVATE UN ORTO, SPORT ALL’ARIA APERTA.
“Questa depressione viene irrorata, come fosse un agente chimico tossico invisibile, su popolazioni ignare, principalmente dai media mainstream. Ecco perché occorre non ascoltare le loro sirene e non farsi coinvolgere emotivamente dai loro messaggi ansiogeni e soprattutto non farsene convincere. Per far ciò è sufficiente smettere di guardare le trasmissioni di approfondimento e ridurre al minimo l’esposizione ai telegiornali, armandosi degli strumenti di difesa critica contro la propaganda che possono essere acquisiti informandosi consapevolmente su altri canali e interagendo il più possibile con le altre persone nella vita reale. Mantenere il contatto con la realtà quotidiana permette di liberarsi dalla Matrix virtuale nella quale vorrebbero imprigionarci. Solo divenendo consapevoli della propria libertà e possibilità, attraverso la volontà, di cercare la soluzione ai problemi, siamo in grado di recuperare, moltiplicare ed affinare quella famosa energia psichica, a questo punto sicuramente rivoluzionaria, della quale parlavo all’inizio e che io identificai in quell’altra vocina, opposta a quella che mi suggeriva di farla finita, che mi scongiurava di reagire e fare qualcosa per uscire dalla depressione. Non vi è realmente altro modo pratico di reagire al clima depressivo indotto che cercare di sentire quella voce e seguirla, anche perché la cura della depressione come malattia oggi rischia di diventare una chimera.”
Ci irrorano con la depressione per non fare troppo rumore
Giornali, TG e informazione su internet hanno svolto un ruolo chiave nel portarci nell’attuale disastro economico. Non dimenticare, MAI…
Federico Dezzani

– SMETTETERE DI INDIGNARSI A COMANDO SEGUENDO IL MAINSTREAM!
Le battaglie da combattere per vincere una guerra sono essenzialmente limitate ma imparare a riconoscerle è essenziale. Evitare il “rumore di fondo” concentrandosi sui fattori determinanti per smontare pezzo per pezzo il piano di #guerraasimmetrica totale riservato all’Italia. Se proprio necessario non linkare ma al massimo fare copia immagine della notizia da denunciare (se rinviate alla fonte originale aumentate consenso e traffico a fini introiti pubblicitari!).
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–  CHIEDERE UNA LEGGE CHE GARANTISCA DETENZIONE NEI PAESI DI ORIGINE. Per evitare la radicalizzazione religiosa ed etnica, le pene detentive degli immigrati non dovrebbero essere scontate nei Paesi Europei. Ce lo spiega molto bene l’analista Gianandrea Gaiani in questo articolo:
http://www.analisidifesa.it/2018/06/la-radcalizzazione-islamica-nelle-carceri-europee/
Ma anche per un contenimento dei costi di “gestione” dei clandestini e immigrati. La loro popolazione carceraria si attesta a oltre il 30% del totola pur se rappresentano l’8% della popolazione italiana. I detenuti stranieri in Italia costano oltre un miliardo di euro all’anno.

FAR ADOTTARE A PARTIRE DAL PROPRIO COMUNE POLITICHE DI DEPOTENZIAMENTO DELLE AREE CRITICHE.  Dal 2010 il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture danese stila una speciale classifica dei ghetti più pericolosi e problematici della Danimarca. Per entrare in tale lista una specifica area urbana deve rispondere ad alcuni parametri (tra gli altri): – Elevata disoccupazione – Elevato numero di individui con bassa educazione – Reddito medio molto basso – Abitanti a maggioranza provenienti da Paesi non occidentali – Elevato tasso di delinquenza Lo scopo di tale politica è quello di disarticolare i ghetti prima che possano diventare delle no-go zone ad elevato tasso criminogeno.
Ghettolisten: la strategia contro le no-go zone in Danimarca
https://youtu.be/0-mshjvzIQ8

CHIEDERE URGENTEMENTE UN DECRETO PER LA LEVA OBBLIGATORIA. La Leva Obbligatoria al Servizio Militare è stata solo sospesa e non abolita. É sufficiente un decreto governativo per la sua riattivazione. Andrebbero però specificati alcuni punti qualificanti nella proposta (riprendendo come base il modello dell’Esercito Svizzero) come:
1. Leva obbligatoria per tutti a 18 anni, uomini e donne senza rinvii, per un periodo di 3-4 mesi
2. Richiami annuali di formazione e addestramento di due settimane fino ai 25 anni, poi triennali fino ai 40 anni.
3. Limite al Sevizio Civile sostitutivo del Servizio Militare al 10% del totale (non computando gli esclusi al punto 4) annuale degli obbligati alla Leva.
4. Escludere alla Leva Militare (ma obbligo comunque al Servizio Civile!) tutti i diciotenni che non siano di famiglia residenti continuativi in Italia da almeno tre generazioni . Ma non escludere gli Italiani residenti all’estero che ritornino stabilmente in Italia.
5. Per adeguare infrastrutture e costruire nuove caserme, nel primo anno a seguito dell’approvazione del decreto attivare almeno la Leva per i primi 100,000 diciottenni obbligati al Servizio Militare.
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PER INFORMARSI IMPARATE UNA LINGUA. Non lamentatevi della qualità dell’informazione italiana se non potete fare un confronto con quella estera. Non conoscere almeno l’Inglese (o il Tedesco, o lo Spagnolo) è pericoloso quanto non saper nuotare oggigiorno.

AUTODIFESA IN TEMPI DI CRISI É IL PRIMO PASSO DELLA RESISTENZA. Imparare una tecnica di difesa personale (es. Krav Maga) fino a dotarsi di un’arma da difesa (dalla pistola al peperoncino fino ad una arma vera e propria) è una priorità in tempi di destabilizzazione per non essere alla mercè del primo delinquente o terrorista di turno.
Che cosa fare in caso di attentato terroristico
https://www.difesaonline.it/evidenza/approfondimenti/che-cosa-fare-caso-di-attentato-terroristico

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ASSEDIARE I POLITICI ANCHE SOTTO CASA. Esempi vincenti come in Alto Adige e Trentino hanno mostrato, per l’ennesima volta: volere è potere.

TALLONARE POLITICI E PREFETTI PER UNA REALE POLITICA DI ESPULSIONI. La riduzione del numero di “soggetti non aventi diritto di asilo” è la prima misura di riduzione del rischio di una guerra civile. Nei solo 2019 la solaGermania ne ha espulsi oltre 20000. Il Giappone persegue una politica dei rimpatri ancora più decisa.

Siamo dotati dei migliori reparti forze speciali al mondo come i COMSUBIN. Sappiamo tutto dei trafficanti di “risorse umane”. In una sola notte possiamo rendere inoperative per mesi le partenze da Libia e Tunisia.
Quando solo loro vanno (Forze Speciali Italiane)
https://youtu.be/5KjG94drv2s
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 Necessiteranno mesi e forse qualche anno per allontanare il predetto scenario programmato. Proveranno a inserire nelle marce individui violenti per farvi passare da neo-fascisti, o a fermarvi con qualche auto-bomba come negli anni della Strategia della Tensione. L’alternativa ad una efficace lotta civile potrebbe essere un’Italia mezza devastata con centinaia di migliaia di morti come già accaduto in Bosnia e Siria. Ogni scelta, o negligenza, ha il suo prezzo e conseguenze.

“Bisogna impegnare le persone con ciò che esse si aspettano. Questo le instrada verso modelli di risposta prevedibili, che occuperanno la loro mente mentre noi attendiamo il momento per metter in atto lo straordinario – ciò che non saranno in grado di anticipare”
Sunzi (孫子) – L’Arte Della Guerra (VI secolo a.C.).

“Oggi bisogna pensare ed agire in mancanza di gruppi intellettuali consolidati ed organizzati, pensare ed agire fuori da ogni organicità e da ogni retorica dell’impegno.
(…) Viviamo in un momento storico in cui l’impegno intellettuale e morale, conoscitivo e pratico, deve essere esercitato direttamente, senza passare per la mediazione di gruppi intellettuali organizzati e riconosciuti. Si tratta di intellettualizzare direttamente la propria prassi culturale e sociale, non si tratta più di essere riconosciuti da una casta degli illuminati o da una corporazione dei colti.
(…)
Costanzo Preve

Il declino del coraggio è la caratteristica più sorprendente che un osservatore può oggi riscontrare in Occidente. Il mondo occidentale ha perso il suo coraggio civile, sia nel suo insieme che separatamente, in ogni paese, in ogni governo, in ogni partito politico e, naturalmente, nell’ambito delle Nazioni Unite. Il declino del coraggio è particolarmente evidente tra le élites intellettuali, generando l’impressione di una perdita di coraggio dell’intera società. Vi sono ancora molte persone coraggiose, ma non hanno alcuna determinante influenza sulla vita pubblica. Funzionari politici e classi intellettuali presentano questa caratteristica, che si concretizza in passività e dubbi nelle loro azioni e nelle loro dichiarazioni, e ancor di più nel loro egoistico considerare razionalmente come realistico, ragionevole, intellettualmente e persino moralmente giustificato il poter basare le politiche dello Stato sulla debolezza e sulla vigliaccheria.
E’ necessario sottolineare che fin dai tempi antichi il declino del coraggio è stato considerato il primo sintomo della fine?

Aleksandr Isaevič Solženicyn, Harvard University commencement address 1978

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FONTI PRINCIPALI
https://www.istat.it/it/archivio/stranieri
https://it.wikipedia.org/wiki/Forze_armate_italiane
https://www.lenius.it/stranieri-in-italia
http://www.ansa.it
http://www.rai.it
http://www.unhcr.org

 

APPROFONDIMENTI
Un immigrato non è un rifugiato, né un profugo
http://www.analisidifesa.it/…/un-immigrato-non-e-un-rifugi…/

Da Mare Nostrum a Frontex non cambia nulla
http://www.analisidifesa.it/…/da-mare-nostrum-a-frontex-plu…

Barconi piombati e coperte infette
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/…/barconi-piombati-e-co…

L’allarme dei servizi segreti francesi: “I migranti provocheranno una guerra civile”
http://www.ilgiornale.it/…/lallarme-dei-servizi-segreti-fra…

Ondata migratoria record in Italia, mentre in Ungheria è aperta ribellione
http://federicodezzani.altervista.org/ondata-migratoria-re…/

African Anschluss (la verità sui “migranti”, chi “fugge” e da cosa)
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/…/african-anschluss.html

Il tesoro che l’Africa sta buttando a mare
http://www.tempi.it/tesoro-africa-sta-buttando-a-mare

L’eldorado è in Africa”: gli appelli inascoltati dei vescovi
http://www.lanuovabq.it/…/articoli-l-eldorado-e-in-africa-g…

La Bundeswehr addestra i profughi siriani
http://www.analisidifesa.it/…/la-bundeswehr-esercito-addes…/

Una vita per l’Europa (e l’alta finanza), un libro di Coudenhove-Kalergi